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Paura e carne

Di

Editore: Frassinelli (Il Maestrale)

3.8
(109)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 257 | Formato: Copertina morbida e spillati

Isbn-10: 8886109946 | Isbn-13: 9788886109949 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Cagliari, fine dell'Ottocento. Il feroce assassinio di un noto avvocato dà ilvia a una serie di omicidi apparentemente inspiegabili e privi di un nesso traloro, che turbano la comunità e mettono in difficoltà gli inquirenti. EfisioMarini, medico imbalsamatore già protagonista del primo romanzo di Todde, "Lostato delle anime", sospetta invece che esista un rapporto tra queste morti.Il romanzo è stato pubblicato in edizione maggiore nel 2003.
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  • 2

    Ovvero come capire il colpevole dalla prima pagina. Tutto esagerato, dalla scrittura, alla trama, ai personaggi. L'investigatore imbalsamatore Efisio Marini è di un'antipatia assoluta, ritorno al mio amato Simenon senza rimpianti.

    ha scritto il 

  • 4

    PAURA E CARNE

    “ L’evento sanguinario passa sempre per vie materne”


    Efisio Marini (Cagliari 1835 – Napoli 1900 ) è stato uno scienziato italiano. Laureatosi all’Università di Pisa in Medicina e Scienze Naturali, è conosciuto come “ Il Pietrificatore” per aver inventato un sistema particolare di mummifica ...continua

    “ L’evento sanguinario passa sempre per vie materne”

    Efisio Marini (Cagliari 1835 – Napoli 1900 ) è stato uno scienziato italiano. Laureatosi all’Università di Pisa in Medicina e Scienze Naturali, è conosciuto come “ Il Pietrificatore” per aver inventato un sistema particolare di mummificazione ( di cui non ha mai svelato il segreto) che poteva essere invertito restituendo ai pezzi anatomici o ai corpi l’originario colore e la primordiale morbidezza.
    Osteggiato dall’ambiente universitario cagliaritano, a trent’anni si trasferì a Napoli. La sua fama, in continua crescita, suscitò l’interesse di Napoleone III che gli conferì la Legion d’Onore. Questa nuova considerazione gli consentì di esporre al mondo scientifico le proprie opere in tutte le più grandi città europee. Oltre a qualche “ cadavere eccellente”, pietrificò persino, sottoforma di medaglione, il sangue di Giuseppe Garibaldi versato sull’Aspromonte e glielo donò ricevendo entusiastici ringraziamenti attraverso una lettera ufficiale. La vita di Marini non fu affatto facile a causa dell’alone di superstizione che lo circondava per la sua casa piena di reperti anatomici della più varia natura e per la sua ossessione che gli venisse rubato il segreto del suo operare che egli custodiva gelosamente e che portò nella tomba quando morì a Napoli nel 1900.
    Giorgio Todde, medico oculista e scrittore cagliaritano, ha fatto di questa figura il protagonista di molte sue opere e, dopo “ Lo stato delle anime” pubblicato nel 2001, questa è la seconda avventura incentrata su quest’illustre e razionale investigatore.
    Efisio, freddo e cinico osservatore della realtà della vita, è alle prese con una serie di inspiegabili delitti incominciati con la morte dell’Avvocato Giovanni Làconi che sembra sia stato ucciso mentre si accingeva a pescare e il cui corpo è stato sfregiato e privato del braccio destro. Egli deve aiutare le autorità a far luce su tutti i misteri che intorbidano la verità e trovare un senso logico alle insolite morti che funestano la città quanto il vento caldo e umido che come una cappa pesante toglie il respiro e volge l’attenzione all’arrivo del maestrale, portatore di ristoro.
    Un mondo di miserie umane si apre davanti agli occhi di Efisio e dei lettori: la carne debole della figlia del morto, Giacinta, quella ammorbata degli abitanti delle grotte di S. Avendrace come Mintonio, la carne animalesca e dall’olezzo selvatico dell’Avvocato Mamùsa, quella grassa e golosa del Reverendo Migòni, quella nera e lucente di Maria He ‘Ftha capace di abbagliare i sensi di chi ha bisogno della sua bellezza, la carne che si nutre di cupidigia, di avidità, o quella della vecchia Michela Làconi, alimentata e idratata al minimo per poter sopravvivere più a lungo.
    Una varia umanità in cui serpeggia la paura della morte, una paura che può essere sconfitta solo dalla potenza dell’oppio o del laudano, che un contrabbando proveniente dalle coste africane riesce, attraverso una rete segreta e inimmaginabile, a raggiungere chi ormai non ne può più fare a meno. Una paura che si può vincere solo voltando la testa dall’altra parte e riuscendo a pensare come se non ci fosse. In questo modo la paura può essere sconfitta e addirittura mettersi a tremare scossa dai brividi per l’audacia di chi la ignora.
    Efisio, coraggioso e razionale investigatore, sempre col dito puntato in alto a pontificare, non senza presunzione e orgoglio, è in grado di sezionare i fatti e le azioni come quando “ affetta” i suoi cadaveri e dopo aver esaminato pezzo per pezzo, riesce a ricomporre il puzzle della verità dando ad ogni gesto, ad ogni simbolo, ad ogni indizio, la giusta collocazione e il giusto significato.
    Lo stile di Todde è, come al solito, agile e sapiente, controllato e privo di espressioni gergali geografiche, screziato da un lirismo perfetto, ricco di dettagli e descrizioni in grado di ricreare l’ineguagliabile atmosfera ottocentesca della sua amata città e di cogliere la coralità quotidiana delle abitudini dei suoi abitanti, primi attori di una irreprensibile e unica scenografia.

    ha scritto il 

  • 0

    impietriti dal noir

    Ho scoperto un personaggio storico come Efisio Marini, ed è già qualcosa, poi ho capito, forse una volta per tutte, che il noir non è proprio il mio genere o magari è Todde che non è il mio autore. Peccato perché gli elementi di interesse c'erano e anche una calda raccomadazione di lettura da par ...continua

    Ho scoperto un personaggio storico come Efisio Marini, ed è già qualcosa, poi ho capito, forse una volta per tutte, che il noir non è proprio il mio genere o magari è Todde che non è il mio autore. Peccato perché gli elementi di interesse c'erano e anche una calda raccomadazione di lettura da parte di persone fidate.

    ha scritto il 

  • 4

    "La paura salta fuori dalle pietre -più dura delle pietre- per l'avvocato Giovanni Làconi. Lui la riconosce e capisce finalmente come è fatta". Comincia così il secondo romanzo di Todde, che ha ancora come protagonista Efisio Marini (vedi Lo stato delle anime). E comincia poi una serie di delitti ...continua

    "La paura salta fuori dalle pietre -più dura delle pietre- per l'avvocato Giovanni Làconi. Lui la riconosce e capisce finalmente come è fatta". Comincia così il secondo romanzo di Todde, che ha ancora come protagonista Efisio Marini (vedi Lo stato delle anime). E comincia poi una serie di delitti inspiegabili, che diffondono la paura come un male sociale che tende a spargersi in tutta la città di Cagliari. Il rimedio di Efisio è semplice: "Qualcuno comanda alla paura in città, hai ragione. Ma davanti alla paura devi voltare la testa da un'altra parte e metterti a pensare come se non ci fosse. E allora, vedrai, noi faremo venire i brividi alla paura."
    Il coraggio e la rigorosa analisi di Marini portano il lettore dentro alla paura e dentro a una vicenda torbida e malata, in cui c'è anche l'oppio. E ognuno paga, in qualche modo, il suo debito e le sue colpe. La frase più dura e forte del libro è la seguente: "C'è qualcosa, e ci pensa senza smettere mai, c'è qualcosa che assomiglia alla nascita, nella morte di un figlio. Da tutt' e due il padre è stato escluso. L'evento sanguinario passa sempre per vie materne."

    ha scritto il 

  • 3

    Un racconto leggero

    Todde è capace di raccontare e di sorprendere. Ma soprattutto riesce a farlo dandoci qualcosa: un racconto. Forse non uno dei suoi migliori ma sempre delicato.

    ha scritto il 

  • 4

    Per me...che sarda sono è un gran bel libro...mi ha lasciato un sapore amaro la descrizione degli uomini e naturalmente delle donne dell'entroterra sardo. Bisogna conoscere le realtà culturali per giudicarle, mi piace lo stile di Todde e voglio pensare che il suo giudizio sugli abitanti delle "te ...continua

    Per me...che sarda sono è un gran bel libro...mi ha lasciato un sapore amaro la descrizione degli uomini e naturalmente delle donne dell'entroterra sardo. Bisogna conoscere le realtà culturali per giudicarle, mi piace lo stile di Todde e voglio pensare che il suo giudizio sugli abitanti delle "terre dei banditi" siano riferiti a l'epoca dell'ambientazione del libro. Ahiooo nessuno mi tocchi la Sardegna ...o altri paesi con differenze culturali...Ahioooo

    ha scritto il