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Paura e desiderio

Cose (mai) viste

Di

Editore: Bompiani

4.0
(64)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 676 | Formato: Altri

Isbn-10: 8845246728 | Isbn-13: 9788845246722 | Data di pubblicazione: 

Genere: Non-fiction , Philosophy , Da consultazione

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Descrizione del libro
"Eppure non si può non essere iconoclasti. Specialmente se si è della razzache farebbe cinema anche con gli specchietti retrovisori, o anche senzaspecchietti, semplicemente viaggiando in moto o attraverso la città."(Dall'introduzione). Pubblicato per la prima volta nel 1995, e da alloraristampato in numerose edizioni, il volume, presentato in edizione tascabile,raccoglie articoli, scritti, riflessioni, digressioni e brani di pensiero delpiù attento e acuto fra i critici cinematografici, l'unico capace di trattare"le parole come persone".
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  • 4

    Cose (mai) viste

    Nel recensire “Paura e desiderio. Cose (mai) viste. 1974 – 2001” di Enrico Ghezzi, sia pure per diletto e senza alcuna pretesa, bisogna innanzitutto scrollarsi di dosso la tentazione di volerlo spiegare e in secondo luogo attingere al proprio vocabolario “di base”, limitarsi, al limite, a soggett ...continua

    Nel recensire “Paura e desiderio. Cose (mai) viste. 1974 – 2001” di Enrico Ghezzi, sia pure per diletto e senza alcuna pretesa, bisogna innanzitutto scrollarsi di dosso la tentazione di volerlo spiegare e in secondo luogo attingere al proprio vocabolario “di base”, limitarsi, al limite, a soggetto – verbo – predicato, onde evitare di scoraggiare il lettore dall’intraprendere l’avventura.
    Sì, perché questo libro, scovato per puro caso nella biblioteca del mio paese, estratto da quegli scaffali per la prima volta (almeno a giudicare dalla scheda di lettura nel retro, purtroppo nessuno l’aveva mai preso prima d’ora), è un’avventura intellettiva a tratti difficile, ma molto interessante, innanzitutto per gli appassionati di cinema, ma anche per gli amanti della cultura intesa nel senso più ampio possibile, come accrescimento personale.
    Per chi non lo conoscesse, Enrico Ghezzi è l’autore di programmi come “Blob” e soprattutto “Fuori orario”, e da anni accompagna i nottambuli con proposte cinematografiche mai banali.
    Il libro, edito per la prima volta nel 1985, ma che ho letto nell’edizione aggiornata al 2001 (non ho indagato se successivamente è stato ampliato ulteriormente) è una raccolta di articoli, recensioni, interventi a convegni, aventi come argomento principale il cinema, e non poteva essere altrimenti, ma con ampie divagazioni in altri settori.
    Personalmente, ho trovato qualche difficoltà, e un po’ di noia, in alcuni passaggi relativi a film che non avevo ancora visto oppure concernenti temi da "addetti ai lavori".
    Nel complesso, però, le oltre 600 pagine mi hanno arricchito non poco, fungendo anche da stimolo per la futura visione di film o lettura di libri. L’autore, come detto, spazia da un campo all’altro, senza peraltro apparire stucchevole e senza compiacersi della sua indubbia cultura.
    Il cinema predomina, e quindi il lettore potrà confrontare le proprie opinioni con quelle di Ghezzi, essere invogliato alla visione, o il contrario.
    Si parla, dunque, solo per fare qualche nome, di Kubrick, di Rossellini, di Buñuel, di Lynch, di Godard, di Truffaut, di Herzog, di Hitchcock, e di tanti altri, senza peraltro tralasciare anche considerazioni sui mezzi di comunicazioni di massa, sulla televisione e via discorrendo.
    Ghezzi a qualcuno può risultare ostico e insopportabile, a me risulta ostico a tratti, interessante la maggior parte delle volte.
    Sono contento, in ogni caso, di essere stato così curioso da trovarlo lì, in biblioteca, nascosto sotto i suoi colleghi di carta.

    ha scritto il 

  • 4

    Straripante cultura; rocamboleschi voli pindarici... Improbabili, eppure, pertinenti collegamenti.. Impossibile da comprendere a pieno... A meno di non essere... Ghezzi... Illuminante, ma presuntuoso o ,forse, solo troppo colto.

    ha scritto il 

  • 5

    ottimo per capire l'evoluzione artistica di ghezzi, dai primi articoli ancora molto in riga fino alla perdita totale di ogni freno inibitore, quando finalmente la parola fluisce come fosse immagine

    ha scritto il