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Pelle di marmo

Di

Editore: Giunti (Astrea)

3.4
(29)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 166 | Formato: Altri

Isbn-10: 8809204921 | Isbn-13: 9788809204928 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: I. Olivari Venier

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Diviso in cinque capitoli, narrato in prima persona, è racchiuso in una semplice cornice: una giovane scultrice di successo rivanga nell'arco di una notte il suo rapporto di amore-odio con la madre e rivive l'episodio traumatico che ha segnato la sua vita e l'ha portata ad abbandonare giovanissima l'appartamento nel quale ora veglia la madre reduce da un tentato suicidio.
Una madre, una figlia, un uomo: i tre vertici di un triangolo del desiderio.Ma l'uomo, patrigno e amante, è solo il catalizzatore delle passioni, tanto violente quanto soffocate, tra le due donne. Dopo molti anni la figlia, ormai scultrice affermata, crea una splendida statua di marmo, conturbante per la carica erotica che esprime, opprimente nella sua fredda perfezione, e la intitola "Il corpo di mia madre". La madre ne rimane tanto sconvolta da tentareil suicidio; la figlia l'assiste per tutta una notte e, accanto a lei, si lascia sommergere dal flusso dei ricordi.
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  • 4

    Impietoso e un po' morboso

    Impietoso e un po' morboso.
    Scritto, al solito Slavenka, benissimo.
    Piacevole fino a un certo punto, poi qualcosa si rompe e vien voglia di non finirlo...

    ha scritto il 

  • 4

    In questo breve ma intenso romanzo viene sviscerato il difficile rapporto di una figlia con la propria madre, donna bellissima e dalla sensualità dirompente. Dall’infanzia trascorsa a sbirciare nella vita della madre senza mai riuscire a stabilire un vero contatto, orfana di padre, la protagonist ...continua

    In questo breve ma intenso romanzo viene sviscerato il difficile rapporto di una figlia con la propria madre, donna bellissima e dalla sensualità dirompente. Dall’infanzia trascorsa a sbirciare nella vita della madre senza mai riuscire a stabilire un vero contatto, orfana di padre, la protagonista del racconto percorre la vita cercando il mezzo per riuscire a toccare la pelle di marmo, l’impossibile confronto nell’assenza totale di dialogo. Nell’intreccio a tratti morboso la figura del compagno apparentemente conteso è in realtà funzionale alla presa di coscienza della propria individualità da contrapporre ad una figura ingombrante, che scatena sentimenti contrastanti. Un racconto di donne, di incomunicabilità, di amore malato.

    ha scritto il 

  • 4

    I CINQUE SENSI DEL DOLORE

    La madre, la figlia, l’uomo che potrebbe essere compagno e padre. Ma nessuno dei tre riesce a rispettare l’archetipo, a essere all’altezza del suo ruolo. La famiglia diventa un triangolo: lei, ancora lei, e lui; per poi diventare lei, lui e l’altra - ma anche madre, figlia, l’altro. A turno, c’è ...continua

    La madre, la figlia, l’uomo che potrebbe essere compagno e padre. Ma nessuno dei tre riesce a rispettare l’archetipo, a essere all’altezza del suo ruolo. La famiglia diventa un triangolo: lei, ancora lei, e lui; per poi diventare lei, lui e l’altra - ma anche madre, figlia, l’altro. A turno, c’è uno di troppo: ma poi si capisce, che ciascuno è di eccesso alla vita dell’altro/a.
    Romanzo che esalta i cinque sensi: la vista attraverso la bellezza delle sculture e dei corpi, la sensualità delle curve - attraverso le porte semiaperte o semichiuse, attraverso le crepe dei muri, attraverso sguardi fissi, insistiti; il tatto attraverso il materiale delle sculture, legno, marmo, pietra - gesso e calce che si sgretolano - le mani che sfiorano, toccano, stringono; il gusto attraverso il sapore del sangue, della pelle, del sudore; l’udito attraverso il silenzio che esalta il fragore dei pensieri e del sangue che pulsa; e l’olfatto, perché l’odore della pelle, del sesso, del sangue, i profumi dei fiori, dei saponi, delle creme attraversano tutta l’opera.
    Drakulic racconta una storia semplice e lineare, e allo contempo molto complessa. Sembra prendere ispirazione dalla tragedia greca e riesce a essere perfettamente attuale. Il passato attraverso i flash back è concatenato al presente come raramente succede, sembra non ci sia il filtro della memoria. Drakulic ci porta oltre: oltre i corpi, oltre le porte, attraverso gli specchi.
    Romanzo molto femminile che mi ha profondamente emozionato.
    Post Scriptum Polemico:
    Il romanzo si suppone sia stato scritto in croato, o serbo; ma questa traduzione viene dal francese. Tutti quelli che dicono che non si può giudicare una traduzione se non dopo aver letto l'originale, (e mi chiedo se abbiano mai tradotto veramente), mi raccomando, vadano prima a leggerselo in croato, o serbo.

    ha scritto il