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Pensiero politico e scienza della mente

Di

Editore: Bruno Mondadori (Saggi)

4.1
(19)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 339 | Formato: Altri

Isbn-10: 8861593259 | Isbn-13: 9788861593251 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Giuseppe Barile

Genere: Education & Teaching , Political , Textbook

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Descrizione del libro
Di cosa parliamo quando parliamo di politica? Può sembrare sorprendente, ma non lo sappiamo con certezza: la maggior parte dei nostri pensieri su temi cruciali come giustizia, libertà, eguaglianza, sicurezza agiscono in noi, e determinano i nostri comportamenti, senza raggiungere la soglia della coscienza. Questi concetti, scaturiti da ciò che George Lakoff chiama "inconscio cognitivo", sono infatti influenzati da una ragione non del tutto razionale, che si fonda sulle emozioni, e si nutre di metafore ed empatia. Ancora: dietro alle opposte visioni del mondo di progressisti e conservatori è rintracciabile una base di narrazioni e strutture mentali che mettono in scena valori in conflitto. Se schemi di pensiero di cui non siamo consapevoli condizionano i messaggi politici e le ideologie, giocando un ruolo fondamentale nel determinare le nostre decisioni, è essenziale comprenderne i risvolti nascosti confrontando stereotipi, simboli e immagini ricorrenti nella comunicazione pubblica, come il leader in veste di padre severo, la metafora della mela marcia o la reazione americana all'11 settembre nella forma di una guerra al terrore. Mettendo in discussione idee silenziosamente sedimentate, la brillante analisi di Lakoff rivela che per modificare il pensiero politico occorre in primo luogo conoscere, e trasformare, i cervelli.
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  • 4

    L'autore, un linguista cognitivo, cerca di capire come il pensiero politco è legato alle attività del pensiero. Si scoprono cose interessanti: il modello razionale derivato dall'illuminismo è ...continua

    L'autore, un linguista cognitivo, cerca di capire come il pensiero politco è legato alle attività del pensiero. Si scoprono cose interessanti: il modello razionale derivato dall'illuminismo è oramai obsoleto, esistono sostanzialmente due modelli base, il conservatore, basato sull'autorità e il progressista, basato sulla solidarietà. I neoliberal, una versione intermedia, sono considerati come progressisti che sbagliano. La maggior parte delle persone sono biconcettuali, cioè utilizzano tutti e due i tipi di modelli nelle diverse tematiche della vita. Altro concetto importante è che il linguaggio influenza il modello a cui tendiamo. Quindi per convincere una persona della bontà delle proprie idee (ad esempio progressista) bisogna inondarlo di messaggi che rafforzano i frames legati al modello progressista. La parte finale, forse la piu' interessante, fornisce qualche dettaglio sulle ultime novità nella ricerca neurale ed i modelli di interpretazione del linguaggio che passa da sistema formale di simbioli alla Chomsky a modelli basati su metafore, frames, legami cognitivi, neuroni specchio, etc.

    ha scritto il 

  • 4

    Penso sia nel suo campo, la semantica generativa applicata alla teoria degli insiemi, il più importante libro degli ultimi 40 anni. Dice Lakoff che il linguaggio è ben più di un mezzo di ...continua

    Penso sia nel suo campo, la semantica generativa applicata alla teoria degli insiemi, il più importante libro degli ultimi 40 anni. Dice Lakoff che il linguaggio è ben più di un mezzo di comunicazione. Può essere usato per cambiare le menti. Non si limita a esprimere emozioni, ma può modificarle. Può intervenire nella vita di un individuo come in quella di un paese. Le narrazioni entrano nel nostro cervello per fornire modelli che non solo seguiamo, ma che definiscono chi siamo. Per tutte queste ragioni, il linguaggio ha forza politica. Questo libro ha due intenti. Il primo è fornire al lettore una comprensione più profonda della vita politica. Il secondo è rendere più efficace il sostegno della causa della politica progressista. Entrambi gli obiettivi richiedono l'utilizzazione della nuova conoscenza ottenuta negli ultimi 30 anni sul funzionamento del cervello e della mente, conoscenza che si estende, al di là della politica, a tutti i campi della vita quotidiana. Essa incluse informazioni su noi stessi cui non abbiamo accesso diretto e di cui ignoriamo persino l'esistenza, che riguardano ciò che governa il mondo in cui pensiamo, parliamo e agiamo. La scienza della mente ha illuminato un vasto panorama di pensiero inconscio: il 98 per cento dell'attività mentale ha luogo senza che ne siamo consapevoli.

    ha scritto il 

  • 4

    Ambizioso

    Il testo si presenta come una sintesi di lavori svolti nei settori scientifici più disparati (dalla medicina alla filosofia, dalla psicologia alla politica, dall'etica alla linguistica), ma tutti ...continua

    Il testo si presenta come una sintesi di lavori svolti nei settori scientifici più disparati (dalla medicina alla filosofia, dalla psicologia alla politica, dall'etica alla linguistica), ma tutti focalizzati nel tentativo di dare una spiegazione al comportamento politico delle persone. Io ho trovato il tutto molto disomogeneo, e per questo il mio giudizio è molto differenziato rispetto ai diversi argomenti toccati (che comunque s'intersecano costantemente lungo tutto il libro). Le parti più preziose sono sicuramente quelle che riguardano la morale, la politica, l'educazione: ci ricorda cos'è che differenzia, in termini di valori e d'obiettivi, il mondo progressista da quello conservatore, e di questi tempi non è poco. Fornisce inoltre un notevole strumento di supporto alla tecnica retorica dei politici progressisti. Le parti più deludenti sono invece sicuramente quelle relative alla neurologia ed allo studio fisico del cervello: iper riduzionismo, necessità di trovare pezze d'appoggio scientifiche alle proprie affermazioni sulle differenziazioni di comportamento etico e politico, sono peccati evidenti, dal momento che le conoscenze, allo stato dell'arte attuale, sulla materia non permettono, a mio avviso, di fare affermazioni e trarre conclusioni così decise (soprattutto quando magari vengono introdotte inizialmente come mere ipotesi). Sembra insomma di leggere un trattato di chimica scritto da un alchimista medioevale: alcune osservazioni dirette, un sacco di conclusioni azzardate, nessuna prova di riscontro. Anche le incursioni in campo filosofico sono decisamente troppo ambiziose: si vorrebbe superare l'illuminismo ed il razionalismo, bisognerebbe accontentarsi di perfezionarli (e sarebbe già questo un bel traguardo!). In realtà le affermazioni fatte in campo neuronale, e poi trasportate in campo politico, ancorchè utili se considerate come strumento d'analisi, come metafore, o come mezzo per migliorare gli strumenti retorici, corrono il grosso pericolo di sfociare in una forma di discriminazione e razzismo (in estrema sintesi, il cervello dei progressisti sarebbe fisicamente diverso da quello dei conservatori), che ci consigliano un immediato dietro front, in direzioni dei valori dell'illuminismo.

    ha scritto il 

  • 5

    Per capire

    Credo davvero che leggere questo libro scavi un solco tra prima e dopo nella comprensione di com'è la realtà politica ed economica dei nostri giorni. Antonio Damasio e L'errore di Cartesio sono ...continua

    Credo davvero che leggere questo libro scavi un solco tra prima e dopo nella comprensione di com'è la realtà politica ed economica dei nostri giorni. Antonio Damasio e L'errore di Cartesio sono andati molto lontano nella mente di Lakoff, e leggendo si sente nella mente profonda quanto sia vicino al vero. Lakoff spiega nel libro come fanno i neoconservatori e la destra del mondo (in generale) a conquistare il cervello delle masse e fare quel che vogliono, anche contro gli interessi della gente. E come e perchè la gente che dice di essere di sinistra non comprendendo ciò, finisce per essere vittima dello stesso meccanismo fino a perdere qualunque capacità persino di parlare. Il tutto dimostrato dall'esatto meccanismo cerebrale dei soggetti target, cioè tutti noi, che finiamo per berci qualunque panzana che soddisfa alcuni schemi chiave presenti nel cervello della specie uomo. Lo so, detta così è incredibile, ma leggetelo e poi capirete. Un'avvertenza. Lakoff è evidentemente di sinistra, ma è un uomo molto intelligente e sa benissimo che questo, ormai, non significa più niente. Anzi, dice apertamente che questo aggettivo è tenuto in vita proprio dalle storie diffuse dai conservatori. Non è un libro di politica ma di come la politica (tutta) fa la guerra ai nostri neuroni per il possesso del voto. Ci raccontano storie a cui siamo pronti ad aderire (per quanto fantasiose), ci fanno leggere dei romanzi credibili se volete, per ottenere voti e/o conservare le poltrone. In effetti, nel frattempo, fanno quel che gli pare. La speranza è che il movimento di pensiero di Damasio, Lakoff, Morin e quant'altri riesca a convertire la cultura cartesiana nel dubbio della supposta razionalità umana o sociale.

    ha scritto il 

  • 5

    Per capire come siamo manipolati (e forse per farci manipolare un po' meno). E molto di più. Fenomenale!

    Ieri sera, parlando di questo libro con un amico, abbiamo convenuto (lui era molto più ...continua

    Per capire come siamo manipolati (e forse per farci manipolare un po' meno). E molto di più. Fenomenale!

    Ieri sera, parlando di questo libro con un amico, abbiamo convenuto (lui era molto più critico di me) che la parte scientifica, dove parla di neurologia, era un po' debole.

    Infatti mi è venuta voglia di riprendere un libro che ho lì da qualche tempo, "Il cervello del ventunesimo secolo".

    Ma credo che proseguirò anche con la lettura di Lakoff, che sulla parte linguistica e politica è molto interessante, con il libro "metafore e vita quotidiana".

    ha scritto il