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Pepita Jiménez

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Publisher: Cátedra (Letras Hispánicas, 290)

3.6
(129)

Language:Español | Number of Pages: 393 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Italian

Isbn-10: 8437608007 | Isbn-13: 9788437608006 | Publish date:  | Edition 6

Also available as: Others , Hardcover , Softcover and Stapled , Mass Market Paperback

Category: Fiction & Literature

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Book Description
Como corresponde a un escritor de la talla de Juan Valera, Pepita Jiménez alcanzó rápidamente el éxito internacional, siendo traducida a varios idiomas, y ejerció sobre las novelas que le siguieron en el tiempo una triple influencia: el tema mostrenco, el modelo femenino y un conjunto de motivos literarios y elementos compositivos.
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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Pepita Jiménez, 1873

    Parte Prima - Lettere di mio nipote
    Parte Seconda - Paralipomeni
    Parte Terza (Epilogo) - Lettere di mio fratello


    La ricchezza di particolari (ambientali, somatici, topografici) non deriva da voluto sfoggio di abilità descrittiva, ma da una interiore esigenza di chiarezza e di precisione ...continue

    Parte Prima - Lettere di mio nipote Parte Seconda - Paralipomeni Parte Terza (Epilogo) - Lettere di mio fratello

    La ricchezza di particolari (ambientali, somatici, topografici) non deriva da voluto sfoggio di abilità descrittiva, ma da una interiore esigenza di chiarezza e di precisione, in modo che il lettore si trovi proprio in quel paese di cui sta parlando, partecipi propri a quella situazione che è fulcro della vicenda. Per questa concezione che Valera ha dell'arte può sembrare un esteta, ma invece è solo un raffinato interprete della vita quotidiana, attento anche ad impegnativi problemi d'anima e desideroso quasi di affrontare complesse psicologie. (dalla prefazione di Piero Raimondi

    Nescit labi virtus La giovane, ricca e bella vedova Pepita fa innamorare tutti gli uomini in quell'angolo dell'Andalusia, ma lei non ne vuole nessuno, neanche il maturo don Pietro, cacicco del paese. Finché non s'innamora del figlio di lui, Luigino, don Luigi di Vargas, di ritorno a casa dal seminario, e in procinto di prendere i voti.

    < Pepita aveva lasciato alla masseria la lunga gonna dell'amazzone, e procedeva con un abito corto che non le impediva la grazia leggera dei movimenti. Portava in capo un cappellino all'andalusa, calzato con molta grazia; in mano, il frustino, che mi parve in quell'istante una bacchetta magica, con la quale quella maga avrebbe potuto incantarmi. Non ho paura di ripetere a questo punto gli elogi della sua bellezza; anzi, in quel luogo agreste, mi parve ancor più bella. La cautela che gli asceti raccomandano, di pensare a lei imbruttita dagli anni e dalle malattie, d'immaginarla già morta, gonfia di fetida putredine e ricoperta di vermi, mi corse, mio malgrado, alla mente; e dico «mio malgrado», perché non mi rendo conto della necessità di simile precauzione. >

    Pepita ha vent'anni, una vita dura alle spalle, conduce un'esistenza modesta e pia, sa conversare in maniera intelligente e arguta; il vecchio padre vicario la tiene in altissima considerazione. La vita di paese traspare dalle lettere che il giovane seminarista invia regolarmente allo zio decano, che l'ha avviato agli studi. La prima parte purtroppo è un po' pesante, noiosa, piatta, ma poi la storia prende un ritmo più vivace, con spunti divertenti.

    < Non appena Pepita udì il rumor degli zoccoli, alzò gli occhi e ci vide; subito si alzò, lasciò da parte il lavoro di cucito che aveva tra mano e si mise a guardarci. Stellone che, a quanto ho saputo poi, ha già di suo il vezzo di fare il bello quando passa davanti alla casa di Pepita, cominciò a fare il matto e a impennarsi un poco. Io cercavo di calmarlo, ma la bestia, non avvezza al nuovo cavaliere e al suo modo di regger le briglie, disprezzandone fors'anche l'abilità, si agitò sempre più e cominciò a sbuffare, a corvettare e perfino a tentare qualche balzo per scavalcarmi; ma io mi mantenni ben saldo e sereno, per dimostrargli che il padrone ero io: gli toccai i fianchi con gli sproni, mentre gli battevo sul petto col frustino e lo trattenevo con le briglie. Stellone, che intanto s'era impennato fin quasi a star ritto sulle zampe di dietro, finì col cedere, al punto di piegare docilmente le ginocchia, facendo la riverenza. La folla dei curiosi che s'era riunita tutt'intorno, scoppiò in un applauso strepitoso. E mio padre gridò: «E bravi, i giovanotti gagliardi e in gamba!» E notando poi che Cecco, il quale non ha altra occupazione che quella di andare a spasso, era anche lui lì tra la gente, gli si rivolse con queste parole: «Guarda, buono a nulla: guardalo adesso, il " teologo "! E invece di prenderlo a gabbo, rimani a bocca aperta per lo stupore!» >

    Don Luigi fino alla fine cerca di illudersi di non essere innammorato, di essere pronto per prendere i voti e partire per lontane missioni; Pepita indugia fra la discrezione e la seduzione e alla fine sfodera le unghie per non rinunciare al suo amore; sotto gli occhi attenti dei paesani, che non si lasciano sfuggire nulla.

    < Il signor decano, temendo che il fratello lo prendesse in giro un po' troppo a proposito del misticismo di Luigino che era così miseramente naufragato, e rendendosi conto che non avrebbe fatto una gran bella figura in paese, dove tutti quanti avrebbero detto che non aveva la mano felice per allevar santi, prese il pretesto delle molte occupazioni e non volle intervenire alla festa; mandò tuttavia la sua benedizione e un magnifico paio d'orecchini, come dono di nozze per Pepita. >

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    A mio parere Valera si dilunga troppo sulle descrizioni e sull'analisi dei sentimenti rendendo la lettura talora pesante e poco coinvolgente.
    Il romanzo racconta lo struggimento del seminarista 22enne Luis per una giovane vedova 20enne promessa sposa di suo padre. Inizialmente il ragazzo cerca di ...continue

    A mio parere Valera si dilunga troppo sulle descrizioni e sull'analisi dei sentimenti rendendo la lettura talora pesante e poco coinvolgente. Il romanzo racconta lo struggimento del seminarista 22enne Luis per una giovane vedova 20enne promessa sposa di suo padre. Inizialmente il ragazzo cerca di rifuggire la passione per non distogliere l'attenzione dalla propria vocazione, ma le serate passate con Pepita e le discussioni con lei non possono che accendere il sentimento, prima velato di critiche per una giovane che appare troppo bella e forse superba, poi sempre più profondo e sincero. Grazie all'intermediazione della nutrice di Pepita i due giovani decidono di rivelare al padre di lui il sentimento che li lega e si sposano poco dopo.

    said on 

  • 4

    El transito del amor mistico hacia el amor profano en el prota,el seminarista Juan Luis Vargas hacia la dulce Pepita da pretexto al autor para hacer los mas finos y admirables analisis psicologicos,entreverados con sabrosos cuadros de costumbres populares.

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