Per altri sentieri

Di

Editore: Runa (Fantastico)

4.1
(9)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 188 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8897674267 | Isbn-13: 9788897674269 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: eBook

Genere: Intrattenimento , Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
La nostalgia, il desiderio, l’amore, la bellezza, il tempo… e i viaggi attraverso il tempo: sentimenti, circostanze o frangenti incontrati o percorsi per altri sentieri, immersi in atmosfere surreali, evanescenti quanto apparentemente tangibili, in un intreccio caleidoscopico di magia, sogni, incubi e follia che si mescolano, riflessi tra la realtà e l’incredibile. Questi sono gli elementi che accomunano i racconti di Angela Di Bartolo, dieci racconti di genere e stile diverso, con ispirazione mitologica o storica o vagamente fantascientifica o fantasy. Un allucinante viaggio nel tempo, dal mito di Ulisse all’antica Roma, da una gita a Pompei ai riverberi di una Venezia sommersa, dalla rinascita di un pittore a uno scrittore perduto nel tempo, fino all’ultimo dei Centauri.
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  • 5

    RECENSIONE PER IL BLOG L'AMICA DEI LIBRI A CURA DI ANTONIETTA MIRRA

    Dopo aver letto La stagione del ritorno di Angela Di Bartolo, mi sono ritrovata tra le mani questo piccolo libricino, così indifeso, apparentemente fragile in confronto al corpulento e possente volume ...continua

    Dopo aver letto La stagione del ritorno di Angela Di Bartolo, mi sono ritrovata tra le mani questo piccolo libricino, così indifeso, apparentemente fragile in confronto al corpulento e possente volume del suo romanzo Fantasy. Eppure, nonostante io abbia un po’ di timore a dirlo, in queste piccole pagine, si concentra tutta la visionarietà, la poesia, la delicatezza di un’autrice che riesce, con la sua scrittura, a riappacificare la distorsione e la miseria quotidiana con l’immaginazione, il sogno, l’eterno.

    Brividi mi hanno percorso durante la lettura per un motivo ben preciso: in alcuni racconti ho ascoltato e assaporato temi a me molto cari, sentimenti ed emozioni celati nell’animo e annidati nelle pieghe del tempo, di cui è difficile disfarsi, nonostante la solitudine, nonostante il dolore.

    I racconti spaziano dal fantasy, con qualche accenno alla fantascienza, alla storia e alla mitologia, ma dove la scrittura si erge in tutta la sua grandezza e passione è in quelli che raccontano di un passato lontano e leggendario, dove si respira l’odore dei poemi antichi, dei viaggi dei grandi eroi e dell’amore dannato e contrastato che li ha resi protagonisti. Incrociamo nei sentieri di Angela Di Bartolo, Ulisse e la sua Penelope, personaggi dell’antica Roma, Pompei nella sua grandezza e nella sua vita che nonostante la morte, continua a pulsare nell’atmosfera che si respira in mezzo a quelle strade, incastrata tra le crepe delle mura rosse.

    Vorrei poter dire tante cose ma rischierei di svelarvi il mistero che si cela tra quelle pagine. Un mistero di antica natura, una propensione, un sesto senso, sensibile all’animo che va percepito soltanto nell’intimo del proprio cuore e della propria mente.

    Ciò che l’autrice racconta non sono semplici fatti ma sono memorie. Sono echi, richiami fatti di nostalgia, poesia, esilio, sconcerto, rammarico, lontananza.
    E’ un altro tempo quello che ti inchioda a sentirti scivolare addosso una sensazione di eterno ritorno, come se tutto dovesse inequivocabilmente essere di nuovo qui, adesso e per sempre.

    L’autrice denuda il proprio mondo interiore, ci permette di conoscerlo, di avvicinarci con timore alle sue creature, ai suoi sensi che riversano nella scrittura sussurri di altri mondi.

    Le donne sono un elemento che si ripete in quasi tutti i racconti, soprattutto quelli legati in qualche modo al passato. Donne belle, sensuali, che attraggono gli uomini come sogni indistinti ma lontani. Donne legate ai fiumi, donne stregate, donne fantasma che diventano simboli, metafore di sentimenti che valicano qualsiasi confine e ritornano, ritornano per riprendersi ciò che gli appartiene.
    (...)
    CONTINUA A LEGGERE SUL BLOG L'AMICA DEI LIBRI

    http://amicadeilibri.blogspot.it/2015/11/per-altri-sentieri-di-angela-di-bartolo.html

    ha scritto il 

  • 5

    L'anastilosi della memoria

    Di solito diffido delle raccolte di racconti (per non dire delle antologie, specie se condominiali), ma quelli contenuti in Per altri sentieri, di Angela Di Bartolo (Runa Editrice) hanno un eccezional ...continua

    Di solito diffido delle raccolte di racconti (per non dire delle antologie, specie se condominiali), ma quelli contenuti in Per altri sentieri, di Angela Di Bartolo (Runa Editrice) hanno un eccezionale quid pluris.

    Avevo già raccontato QUI un simpatico (si fa per dire) episodio che ha visto protagonisti il sottoscritto e l’editore ma, a dimostrazione che per me valgono solo le opere, voglio dire che quello di Angela Di Bartolo è uno scritto notevole.

    Dieci racconti sul filo del tempo, dieci frammenti che raccordano stili di vita, dieci viaggi che chiudono virtualmente cerchi spazio-temporali (solo) a prima vista improbabili, ma non impossibili.

    Lo stile e la forma sono curati e non presentano alcuna sbavatura e i soggetti, mai banali, spaziano, come a voler percorrere un cerchio di raggio maggiore - per non dire infinito -, dalla mitologia al fantastico.

    Continua su: http://stranoforte.weebly.com/sala-da-pranzo/per-altri-sentieri-di-angela-di-bartolo

    ha scritto il 

  • 4

    Inesplorati sentieri

    Una veloce incursione nella storia antica, rivisitata secondo una personale chiave interpretativa, senza alterazione di luoghi e simboli, seguita dal soffermarsi, a tratti incalzante, in un tempo so ...continua

    Una veloce incursione nella storia antica, rivisitata secondo una personale chiave interpretativa, senza alterazione di luoghi e simboli, seguita dal soffermarsi, a tratti incalzante, in un tempo sospeso fra passato e futuro, ove il tempo stesso si dilata e si restringe fino ad essere quasi impalpabile nella prepotente emersione della storia stessa.
    Il mito di Ulisse e della Roma antica, che rivive nelle prime tre storie, nell'Ulisse condannato all'eterea presenza di sé, fino a dissolversi in un'ombra al cospetto di Penelope e del figlio, al mercante di schiavi condannato dalla nemesi di un destino che travolge le sue brame nei flutti imperiosi delle acque del mare, fino all'uomo che, riflessa nelle acque del Tevere, vede una donna, forse come suggestione di un inconscio che proietta in quella donna l'amore platonico, tracciano il confine storico con gli altri racconti.
    L'ambientazione delle storie successive si sposta verso la contemporaneità e un ipotetico futuro. Ed è l'amore perduto, e mai dimenticato, a muoverle in un vorticoso ritmo di emozioni che stringono i protagonisti in una morsa che li rende irrazionali, fino a immortalarli nell'abbraccio con una statua o, all'apice della seduzione, sprofondare nell'indistinto e omologare l'apparente con il reale. Gli amori perduti e mai dimenticati, rivivono in altri esseri come surrogato del vuoto che opprime per la loro perdita.
    L'amore declinato nelle sue tante forme, l'amore per l'arte, fino a perpetuarla nella reincarnazione di un famoso pittore (Segantini) i cui epigoni decidono di assomigliargli in tutto, anche nel nome (Rinascita). L'amore per il mistero che ci possiede, in un'ipotetica società futura, in cui il sogno e la realtà appaiono così inestricabili e indissolubili che lo stesso protagonista annichilisce, immaginando la fine di sé e della sua Susanna travolti dalle acque della laguna (Riverberi).
    Nel racconto più lungo e articolato (Perduto), campeggia, in prima pagina, la frase di Oscar Wilde: ”Quando gli dei vogliono punirci, esaudiscono i nostri desideri”. Il protagonista del racconto ne incarna l'essenza. É uno scrittore, sempre vissuto ai margini della società, proiettato da uno strano esperimento in un futuro al quale non si adatta. Chiede di essere “rimandato” indietro e di tornare al suo tempo, ma dovrà accettare qualsiasi luogo del suo tempo, anche quello a lui meno affine e la sorpresa renderà amaro questo ritorno.
    Gli ultimi due racconti chiudono il libro nella psicoanalisi dell'uomo di fronte alla minaccia o all'inverarsi di eventi apocalittici o di radicali trasformazioni. Il primo (Rinvio), agisce come detonatore delle nostre paure, liberando insani egoismi, brutalità e soprusi in cui la solidarietà si dissolve nell'annientamento. Il denaro diventa mezzo e fine per la propria sopravvivenza.
    L'ultimo racconto (Proxima), lungo e altrettanto articolato come “Perduto”, è un inno disperato e a tratti dolente al salvataggio delle etnie, delle diverse civiltà che vivono al confine con quelle cosidette “evolute”. Non esiste alcuna armonia fra popoli le cui civiltà hanno concepito il progresso e l'evoluzione secondo opposti criteri: le “evolute” secondo un criterio utilitaristico, e quelle meno “evolute” secondo un criterio di armonia con la natura e con l'uomo. Prevale sempre ciò che emana disarmonia, che odia civiltà in cui il senso morale non sia un forzoso insieme di valori dominanti e predatori.
    In questa serie di racconti i personaggi, le ambientazioni, e la stessa narrazione della storia, corrono in quel crinale letterario che sta fra il realismo e l'utopia, la realtà e il mito, il bene e il male, senza mai conformarsi all'uno o all'altro, ma seguendo, come cita peraltro il titolo del libro, “altri sentieri”.

    ha scritto il 

  • 4

    scrivere un libro è un percorso mistico, che richiede una buona dose di magia e di impegno. Esordire con una raccolta di racconti e riuscire comunque a centrare l’obiettivo emotivo del lettore è una d ...continua

    scrivere un libro è un percorso mistico, che richiede una buona dose di magia e di impegno. Esordire con una raccolta di racconti e riuscire comunque a centrare l’obiettivo emotivo del lettore è una dote che non tutti possono dire di possedere. Per altri sentieri di Angela di Bartolo è una raccolta che emoziona: cattura il lettore, lo getta nei meandri delle riflessioni a margine e consente al lettore stesso di sentirsi il protagonista finale della storia. Dieci racconti che ondeggiano, lievi come dei fili appesi al vento, una lettura leggera e toccante dedicata a chi vuole comunque emozionarsi e pensare in modo concreto a come costruirsi il domani.

    Completa su: http://jfmastinu.wordpress.com/2014/02/16/angela-di-bartolo-per-altri-sentieri/

    ha scritto il