Per chi suona la campana

Di

Editore: Mondadori (Medusa, 166)

4.2
(4218)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 480 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Chi tradizionale , Francese , Chi semplificata , Tedesco , Portoghese , Finlandese , Svedese , Sloveno , Polacco , Ungherese , Bulgaro , Catalano

Isbn-10: A000180332 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Maria Napolitano Martone

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Rilegato in pelle , Copertina morbida e spillati , Tascabile economico , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Politica

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Descrizione del libro
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  • 5

    stupendo

    Hemingway qua da il massimo. Trama avvincente, personaggi a cui ci si affeziona. Molto gradevole come lettura. Una critica profonda alla guerra e alle vessazioni del popolo.

    ha scritto il 

  • 4

    Decisamente superiore agli altri romanzi, è il prototipo di tutti i western ambientati in Messico, vi si trovano: - Il pistolero cinico che però si innamora e muore per la causa, salvando i compagni i ...continua

    Decisamente superiore agli altri romanzi, è il prototipo di tutti i western ambientati in Messico, vi si trovano: - Il pistolero cinico che però si innamora e muore per la causa, salvando i compagni in fuga "lasciatemi qui, starò benissimo..." - I peones, fieri ma imbranati, che il pistolero trasforma in veri combattenti, elevandoli dal rango di bandidos e ridando loro dignità. - La bella selvaggia, oltraggiata e affranta, che ricambia l'amore del pistolero ma non vedrà mai avverarsi i propri sogni (anche perchè sarebbe difficile immaginarla a New York in compagnia degli amici intellettuali di lui). - L'infido peon che prima tradisce ma poi, pentendosi, risolleva le sorti della battaglia. - I cattivi in divisa (qui dell'esercito franchista, poi di quello lealista messicano). Un melodramma strappalacrime che incoraggia la ripetizione seriale. Interessanti gli inserti sull'Hotel GayLord a Madrid, nel '37 quartier generale dei rivoluzionari russi, tra cui Karkov e Togliatti. E l'incontro con André Marty, reso in burla come pazzo mitomane (un evidente attacco personale, che può aver tratto origine da qualche diverbio tra Marty e H.)

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    "Nessun uomo è un'isola"

    Veramente una grande scrittura, c'è un crescendo nel romanzo, il climax finale si avvicina lentamente man mano per poi piombarti addosso verso la fine, in cui letteralmente divori le ultime pagine. La ...continua

    Veramente una grande scrittura, c'è un crescendo nel romanzo, il climax finale si avvicina lentamente man mano per poi piombarti addosso verso la fine, in cui letteralmente divori le ultime pagine. La storia è appassionante, il finale è aperto, è uno di quei libri che ti ricorda quanto cose che noi diamo scontate, la libertà, l'assenza della guerra, la perdita degli amici per morti violente, oggi per noi lo sono in quanto altri prima di noi hanno versato il loro sangue per garantircele. Facciamone il miglior uso possibile, per rispetto al loro sangue.

    ha scritto il 

  • 4

    "[...] never send to know for whom the bell tolls; it tolls for thee." .
    Il romanzo tratta, con la prosa magnifica - a tratti un po' lenta - di Hemingway, delle vicende di un giovane Inglés durante ...continua

    "[...] never send to know for whom the bell tolls; it tolls for thee." .
    Il romanzo tratta, con la prosa magnifica - a tratti un po' lenta - di Hemingway, delle vicende di un giovane Inglés durante la guerra civile spagnola; fatti che molto probabilmente l'autore aveva sperimentato sulla propria pelle.
    Tuttavia questo è un modo diverso di raccontare la guerra, mi sembra più vero di tanti altri autori, più onesto. Abbiamo il privilegio di entrare dentro la testa del protagonista, Robert Jordan, e di seguire i suoi pensieri, le sue speranze, le sue paure in un modo molto diverso da quello che potrebbe fare (in un altro contesto, certo) Pavese, per esempio. La differenza è che Hemingway non racconta meramente una storia, te la fa sentire .

    Penso che la citazione da John Donne sia una delle mie cose preferite di questo romanzo: una citazione sull'Uomo che partecipa all'umanità e, come se essa fosse un continente, ogni volta che una zolla - un altro uomo - viene portata via, anch'egli viene diminuito, anch'egli ne perde. Ecco spiegate le righe iniziali che ho riportato. Trovo che la sinergia fra il pensiero di Donne, collegato al racconto, sia molto significativa.

    ha scritto il 

  • 3

    Il libro è bello ma io non ho abbastanza pazienza per lui, penso che il problema sia sostanzialmente quello. I tempi dell'azione sono troppo dilatati, i monologhi interiori infiniti e con un quid di a ...continua

    Il libro è bello ma io non ho abbastanza pazienza per lui, penso che il problema sia sostanzialmente quello. I tempi dell'azione sono troppo dilatati, i monologhi interiori infiniti e con un quid di artificiale.
    alcune pagine sono splendide, potrei rileggere la sole.

    ha scritto il 

  • 2

    La falcidia

    Amo Hemingway ma di scivoloni ne ha fatto parecchi. Alcuni libri di bellezza stellare, altri che neppure sembrano scritti da lui. Essere discontinui ci sta, ma in questo romanzo la Nera Falciatrice ha ...continua

    Amo Hemingway ma di scivoloni ne ha fatto parecchi. Alcuni libri di bellezza stellare, altri che neppure sembrano scritti da lui. Essere discontinui ci sta, ma in questo romanzo la Nera Falciatrice ha falcidiato tutto il bello di cui H. era provvisto in abbondanza.

    Perdibile.

    ha scritto il 

  • 5

    No, non è un libro per tutti!

    Devo dire la verità, all'inizio ho faticato, ma non ho perso l'entusiasmo. Ci vuole giusto un po' di determinazione, ma poi ogni fatica è ampiamente ripagata. Quanto mi ha fatto pensare questo libro.. ...continua

    Devo dire la verità, all'inizio ho faticato, ma non ho perso l'entusiasmo. Ci vuole giusto un po' di determinazione, ma poi ogni fatica è ampiamente ripagata. Quanto mi ha fatto pensare questo libro... ed è per questo che merita le 5 stelle, perché è riuscito ad aprire nuove finestrelle, su storie note, anche in una pensatrice accanita come me. E' una scoperta, che ti accompagna nella storia, degli uomini, delle idee e del tempo che ogni cosa domina. Non sono i personaggi, né i luoghi o la trama ad avermi fatto innamorare, è stato il "romanzo". Abbiate coraggio.

    ha scritto il 

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