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Per cosa si uccide

Di

Editore: TEA

3.8
(1034)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 285 | Formato: Paperback

Isbn-10: 885020986X | Isbn-13: 9788850209866 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Inizia d'estate, con un cane sgozzato, una serie di omicidi lunga un anno nel quartiere di Quarto Oggiaro, periferia di Milano. Protagonista è, suo malgrado, l'ispettore Ferraro, uomo senza particolari qualità. Separato con un figlio, vive da solo. Attorno a lui ruotano poliziotti surreali, spacciatori, imprenditori rampanti, contrabbandieri, informatori, pendolari, "sciure" e manifestanti: il popolo di una città e della sua periferia. Le indagini di Ferraro servono da pretesto narrativo per raccontare il ventre molle di Milano, vera protagonista del romanzo. "Una città - sostiene l'autore - che non vuole morire e che, se muore, comunque rinasce, con orgoglio".
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  • 4

    Il giallo come scusa per raccontare storie di persone in una Milano raccontata da un milanese per chi la ama, con i suoi ritmi e riti, e con i suoi cieli dal grigio piombo alla totale trasparenza.

    ha scritto il 

  • 4

    una bella scoperta l'ispettore Ferraro ed il suo autore, fatta grazie al sugggerimento di Maurizio De Giovanni (quello degli ispettori Ricciardi e Loiacono), che abbiamo avuto l'occasione di ospitare nei nostri incontri con l'autore.
    Uno spaccato di Milano e di uno dei suoi quartieri forse ...continua

    una bella scoperta l'ispettore Ferraro ed il suo autore, fatta grazie al sugggerimento di Maurizio De Giovanni (quello degli ispettori Ricciardi e Loiacono), che abbiamo avuto l'occasione di ospitare nei nostri incontri con l'autore.
    Uno spaccato di Milano e di uno dei suoi quartieri forse più problematici, Quarto Oggiaro, vero e proprio miscuglio di razze e culture, tanto più vicino alle realtà urbane ormai globalizzate così come lontano dall'immagine della "Milano da bere" di Craxiana memoria e che tuttavia ancora qualcuno tenta ancora di propinarci.
    Scrittura che "scorre" bene, non arzigogolata, storie che "prendono" il lettore e lo trascinano nei vortici delle piccole grandi tragedie quotidiane che rappresentano.
    Sicuramente continuerò nella lettura delle vicende dell'ispettore Ferraro.

    ha scritto il 

  • 4

    Bello questo ispettore

    Che bella scoperta questo ispettore Ferraro! Finito il libro sono subito andata su internet a verificare se Biondillo avesse deciso di far seguire a questo primo romanzo altre storie con lo stesso protagonista: fortunatamente, la rete mi ha rassicurata e ora mi attendono altri momenti in compagni ...continua

    Che bella scoperta questo ispettore Ferraro! Finito il libro sono subito andata su internet a verificare se Biondillo avesse deciso di far seguire a questo primo romanzo altre storie con lo stesso protagonista: fortunatamente, la rete mi ha rassicurata e ora mi attendono altri momenti in compagnia di Ferraro.
    Merito dell'autore l’aver creato un personaggio diverso, simile, ma diverso da altri ispettori. Anche lui divorziato (è inutile, essere ispettori non si concilia con una vita di coppia), anche lui stropicciato dalla vita, anche lui (forse) a modo suo disadattato. Però... qui c'è un però: lui è diverso, la storia è diversa, il thriller è diverso. Qui non sei tanto curioso di sapere chi sia il colpevole o meglio, sì lo sei, ma non è la curiosità principale. Qui quello che ti interessa è proprio lui, il commissario. Che ci porta con lui nella sua vita, che ci fa conoscere Quartoggiaro, che ci mostra i suoi lati umani e quindi non sempre pregevoli, come quelli di chiunque.
    Con la sua scrittura scorrevole, Biondillo sembra aver creato senza alcuna fatica un personaggio che da subito ho sentito molto vicino, ma che proprio per questo non dev'essere stato facile plasmare. La semplicità delle cose spesso e volentieri si raggiunge con fatica estrema.
    L'ispettore Ferraro è entrato di diritto a far parte di quei personaggi che tengo per me e che centellino, riservandoli a quei momenti in cui mi voglio coccolare con una buona lettura rilassante.

    ha scritto il 

  • 3

    L'ho letto seguendo un consiglio di un amico. Devo dire che i primi episodi sono un pò sempliciotti. Per mia fortuna l'ultimo episodio, il più corposo del libro, si è rivelato interessante. Con una trama valida. Il linguaggio utilizzato è quello che ci si aspetta da un giallo. Non è letteratura. ...continua

    L'ho letto seguendo un consiglio di un amico. Devo dire che i primi episodi sono un pò sempliciotti. Per mia fortuna l'ultimo episodio, il più corposo del libro, si è rivelato interessante. Con una trama valida. Il linguaggio utilizzato è quello che ci si aspetta da un giallo. Non è letteratura. È funzionale al contesto. Sicuramente rileggerò qualcosa di questo autore. Sono partito volutamente dal primo in ordine cronologico.

    ha scritto il 

  • 4

    Il protagonista di questo libro è l'Ispettore Michele Ferraro.
    E' un poliziotto e un uomo "reale" con i suoi pregi e difetti, con le sue debolezze e i suoi problemi, che esce pesto dagli scontri.
    La scrittura di Biondillo è di qualità e fluida, le casi raccontati ben delineate, i pers ...continua

    Il protagonista di questo libro è l'Ispettore Michele Ferraro.
    E' un poliziotto e un uomo "reale" con i suoi pregi e difetti, con le sue debolezze e i suoi problemi, che esce pesto dagli scontri.
    La scrittura di Biondillo è di qualità e fluida, le casi raccontati ben delineate, i personaggi ben tratteggiati... ne risulta una lettura molto godibile.
    A dare al libro qualcosa in più ci pensa una coprotagonista muta ma sempre molto presente. Per chi la conosce bene, come me, sarà un ritrovarsi, per gli altri una scoperta. E' la città di Milano!
    L'ispettore Ferraro si muove nella città e nella sua periferia, ne racconta di belle e di brutte, la vive e la fa vivere al lettore.

    ha scritto il 

  • 4

    Giallo all'italiana

    Primo libro di Biondillo.
    Soddisfatto del romanzo appena letto. Devo dire che gli autori italiani mi stanno piacendo sempre di più. Dopo Carlotto, Carofiglio, Malvaldi e De Giovanni, anche quest'ultimo si è fatto apprezzare.
    Inoltre l'ironia ed il sarcasmo dei personaggi descritti ren ...continua

    Primo libro di Biondillo.
    Soddisfatto del romanzo appena letto. Devo dire che gli autori italiani mi stanno piacendo sempre di più. Dopo Carlotto, Carofiglio, Malvaldi e De Giovanni, anche quest'ultimo si è fatto apprezzare.
    Inoltre l'ironia ed il sarcasmo dei personaggi descritti rende il testo veramente piacevole e, spesso, divertente.
    L'ispettore Ferraro, in particolare quando parla con il suo diretto superiore, Lanza, è fenomenale.
    Il tutto in una Milano descritta con il cuore, senza nascondere la biancheria sporca in un "angolo"

    ha scritto il 

  • 3

    Forse 3 sono pure troppe........

    Biondillo non mi ha convinta. Forse dipende da me, ma mi aspettavo altro. I primi tre racconti li ho trovati noiosissimi, ho proprio fatto fatica a portare avanti la lettura. Mi dimenticavo completamente i nomi dei personaggi, le situazioni. Spesso riaprendo il libro non mi ricordavo dove mi ero ...continua

    Biondillo non mi ha convinta. Forse dipende da me, ma mi aspettavo altro. I primi tre racconti li ho trovati noiosissimi, ho proprio fatto fatica a portare avanti la lettura. Mi dimenticavo completamente i nomi dei personaggi, le situazioni. Spesso riaprendo il libro non mi ricordavo dove mi ero fermata e di solito per me questo non è un buon segno. Vuol dire che la lettura non mi sta trasmettendo niente, che la storia non mi coinvolge. Quando un libro non mi lascia spunti di riflessione vuol dire che lo dimenticherò in fretta. L'ultimo racconto per fortuna è piacevole e per questo un po’ l’ho rivalutato. C’è una Milano molto vera in queste storie, e questo è l’aspetto che più mi ha colpito. Una Milano bella e una brutta, descritta con odio e con amore da qualcuno che la conosce bene e che la ama, per il resto la trama gialla è un po’ troppo fiacca. Biondillo si parla un po’ troppo addosso, girando attorno alle situazioni e creando siparietti che se ogni tanto divertono alla lunga diventano monotoni e forzati.

    I milanesi sono strani. Hanno nostalgia solo delle cose che distruggono. Hanno tombinato tutti i Navigli e ora li piangono.

    ha scritto il 

  • 4

    Bello l'ultimo racconto

    praticamente un crescendo.
    All'inizio mi sembravano delle storie troppo brevi e un po' insignificanti, poi via via mi hanno preso sempre più, fino a quello finale. Chapeau a Biondillo e al suo Ferraro.

    ha scritto il 

  • 3

    l'inno alla città

    ci sta.
    L'ispettore è gradevole. L'aiutante ricorda Catarella quello di Montalbano, ma ci sta.
    La scrittura è vivace, molto gradevole.
    Cos'è che non va?
    Prima di tutto che ho anche "con la morte nel cuore" e ho il serio sospetto che siamo sulla falsa riga e, più importante ...continua

    ci sta.
    L'ispettore è gradevole. L'aiutante ricorda Catarella quello di Montalbano, ma ci sta.
    La scrittura è vivace, molto gradevole.
    Cos'è che non va?
    Prima di tutto che ho anche "con la morte nel cuore" e ho il serio sospetto che siamo sulla falsa riga e, più importante ancora, che i colpevoli si scoprono così, come un calzino bucato appena tolta la scarpa.

    ha scritto il 

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