Per fare la frittata

Di

Editore: Einaudi

4.0
(32)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 250 | Formato: Altri

Isbn-10: 8806203088 | Isbn-13: 9788806203085 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Anna Rusconi

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia

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  • 5

    Raramente la narrativa riesce a creare un ibrido omogeneo di dramma e commedia in modo equilibrato, senza calcare la mano né sull’uno né sull’altro genere, con una fluidità che non patisce attriti né ...continua

    Raramente la narrativa riesce a creare un ibrido omogeneo di dramma e commedia in modo equilibrato, senza calcare la mano né sull’uno né sull’altro genere, con una fluidità che non patisce attriti né forzature. Opera straordinaria a livello di scrittura, dove tutto è esemplare con un racconto che riesce ad essere, contemporaneamente, allegoria politica e paradosso agrodolce.La vicenda personale di Feliks, infatti, è più che altro un pretesto per raccontare lo smarrimento del popolo polacco in primis, ma anche di quello tedesco pre e post unificazione, con la descrizione di un evidente disagio che sfuma in una libertà solo formale.Socialismo reale e capitalismo e il rifiuto contemporaneo di entrambi che si traduce in un profondo pessimismo.Lo scontro tra la parte peggiore del comunismo e la degenerazione del capitalismo che, infine, ci pone dinanzi alla realtà di ciò che avrebbe potuto essere ma non è stato.L'happy and finale è banale e prevedibile ma conferisce alla storia un tocco di romanticismo e di speranza.

    ha scritto il 

  • 5

    Com'è bello mettersi a ridere, avere la pelle d'oca e (certe volte) sentirti un po' giù, a causa di tristi conclusioni, di vite andate perse per "banali scelte", come se fosse successo a proprio a te ...continua

    Com'è bello mettersi a ridere, avere la pelle d'oca e (certe volte) sentirti un po' giù, a causa di tristi conclusioni, di vite andate perse per "banali scelte", come se fosse successo a proprio a te ... Sembrava il racconto di una vita reale per le riflessioni che vengono riprese continuamente e magari è vero, magari qualcuno ha vissuto la vita di Feliks e Jim Powell, in questo caso, l'ha descritta in modo incredibile!

    ha scritto il 

  • 5

    una sensibilità eccezionale nel sezionare una vita, mostrare il risultato di proprie scelte o di scelte indotte dalle ideologie sposate.

    facile immedesimarsi nel protagonista e prendere schiaffi per t ...continua

    una sensibilità eccezionale nel sezionare una vita, mostrare il risultato di proprie scelte o di scelte indotte dalle ideologie sposate.

    facile immedesimarsi nel protagonista e prendere schiaffi per tutto il romanzo: un libro superlativo.

    ha scritto il 

  • 4

    Un bellissimo libro che affronta i temi classici della letteratura ebraica con ironia e una leggerezza di fondo.
    Aiuta a capire i chiarisce il bisogno di schierarsi da una parte senza che quella sia ...continua

    Un bellissimo libro che affronta i temi classici della letteratura ebraica con ironia e una leggerezza di fondo.
    Aiuta a capire i chiarisce il bisogno di schierarsi da una parte senza che quella sia per forza la sola.
    Molto bello

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Cominciato bene, con una piccola idea brillante: un tizio – un vecchio comunista polacco che vive a Parigi - per campare scrive l’unica guida turistica esistente dei paesi dell’Europa orientale e la s ...continua

    Cominciato bene, con una piccola idea brillante: un tizio – un vecchio comunista polacco che vive a Parigi - per campare scrive l’unica guida turistica esistente dei paesi dell’Europa orientale e la sua crisi (personale, politica e professionale) allo sfaldarsi del blocco socialista.
    Purtroppo, però, le promesse non sono mantenute. Man mano che procede il libro scivola, sempre più vistosamente, nel polpettone. Ed è tutto un susseguirsi di eventi improbabili da feuilleton (fratelli ritrovati, madre non ritrovata ma che ha saggiamente lasciato una lettera-testamento, figli comparsi dal nulla, piccoli intrighi quasi spionistici ecc. ecc.) inframmezzati da insopportabili tirate sulle malefatte staliniste e digressioni sulla storia europea del Novecento. Il tutto raccontato con minuzia di particolari e senza nessuna abilità letteraria né pretesa di stile. E’ vero c’è un po’ di ironia, ed è quella che mi ha permesso di arrivare alla fine, ma è poca cosa. Il tutto si conclude con un roseo lieto fine: vissero tutti più o meno felici e contenti, essendosi buttati alle spalle ogni residuo ideologico. Il Novecento è veramente finito, non esistono buoni e cattivi ma solo persone, che si devono comprendere e accettare.

    ha scritto il