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Per il resto del viaggio ho sparato agli indiani

Di

Editore: Feltrinelli (Universale economica n. 2076)

3.7
(571)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 197 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8807720760 | Isbn-13: 9788807720765 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature , Travel

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Descrizione del libro
Emil Costantin Sabau è un tredicenne rumeno immigrato illegalmente in Italia. Vive a Torino, affidato a se stesso e alla sua voglia di resistere e affrancarsi da un destino avverso. A fargli compagnia solo l'amico del cuore, Marek, e l'eroe prediletto, Tex Willer. Nonostante sia accolto in casa da un giovane e ricco architetto, ben presto Emil decide di partire e andare alla ricerca del nonno paterno, un artista di strada che gli scrive lettere vivaci in una strana lingua meticcia, e che è stato visto l'ultima volta a Berlino. Durante il suo viaggio attraverso i confini dell'Europa, Emil incontra e si scontra con nuovi compagni di strada, districandosi tra speranze e illusioni, e cercando, giorno dopo giorno, una nuova collocazione nel mondo. Sullo sfondo di grandi questioni internazionali, ma con lo sguardo rivolto alla quotidianità della vita, Fabio Geda scrive con empatia e leggerezza un fresco e moderno romanzo di formazione. Una narrazione che fa ancora sperare nel futuro.
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  • 4

    Un piccolo libro delizioso. I pensieri, gli incontri, le esperienze di un intelligente ragazzino rumeno che, in cerca di suo nonno, gira mezza Europa per ritrovarlo. 4 stelline, quasi 5

    ha scritto il 

  • 3

    E' godibile, si fa leggere.
    E' prodromico a Nel mare ci sono i coccodrilli ed è come se stesse facendo le prove per qualcosa di meglio. E' irreale negli incastri fortunosi, nella staffetta degli accom ...continua

    E' godibile, si fa leggere.
    E' prodromico a Nel mare ci sono i coccodrilli ed è come se stesse facendo le prove per qualcosa di meglio. E' irreale negli incastri fortunosi, nella staffetta degli accompagnatori, nell'abbraccio corale.
    Ma è divertente!
    Affronta tanti temi che offrono altrettanti spunti di riflessione, stupisce perchè succedono tante cose, non ti molla chiusa la quarta di copertina perchè lascia tanti sospesi.
    Poi il finale è bello: il viaggio non finisce, inizia lì.

    ha scritto il 

  • 2

    Non è convincente questo racconto di viaggio di un tredicenne romeno in fuga, peraltro sorretto da un intreccio piuttosto debole. Durante tutta la lettura ho sempre avvertito la sensazione che mancass ...continua

    Non è convincente questo racconto di viaggio di un tredicenne romeno in fuga, peraltro sorretto da un intreccio piuttosto debole. Durante tutta la lettura ho sempre avvertito la sensazione che mancasse qualcosa, un messaggio, una riflessione.

    ha scritto il 

  • 3

    primo romanzo di Geda e il meno bello, a mio avviso... I personaggi sono sempre ben caratterizzati e anche le situazioni sono interessanti. Il problema è che le dinamiche tra i personaggi sono complet ...continua

    primo romanzo di Geda e il meno bello, a mio avviso... I personaggi sono sempre ben caratterizzati e anche le situazioni sono interessanti. Il problema è che le dinamiche tra i personaggi sono completamente sballate. In particolare è poco credibile che il protagonista riesca a intessere tanto facilmente dei rapporti d'amicizia con dei perfetti sconosciuti, dopo quello che ha passato. A parte questo, la stoffa c'è, e si vede!

    ha scritto il 

  • 4

    un ragazzino rumeno in Italia si trova solo e parte alla ricerca del nonno strampalato e artista, avventurandosi per mezza Europa in un viaggio di fortuna, paura e solidarietà. Bello, crudo e tenero a ...continua

    un ragazzino rumeno in Italia si trova solo e parte alla ricerca del nonno strampalato e artista, avventurandosi per mezza Europa in un viaggio di fortuna, paura e solidarietà. Bello, crudo e tenero allo stesso tempo, attuale. Originale, oltre che per lo snodarsi della trama, anche per lo stile di narrazione.

    ha scritto il 

  • 4

    Una nuova lettura, come promesso, per Fabio Geda con il suo esordio letterario "Per il resto del viaggio ho sparato agli indiani". Come nel caso de "L'estate alla fine del secolo" (la mia precedente e ...continua

    Una nuova lettura, come promesso, per Fabio Geda con il suo esordio letterario "Per il resto del viaggio ho sparato agli indiani". Come nel caso de "L'estate alla fine del secolo" (la mia precedente e prima lettura), ancora uno splendido racconto di formazione, protagonista un tredicenne lettore di fumetti (Tex, i cui volumi vanno velocemente a finire nello zaino per una improvvisa partenza, infilati nell'ordine dopo maglioni e mutande e prima di spazzolino e soldi) che cresce, impara, arricchisce il proprio vocabolario, si educa, in maniera immersiva, 'sporca', nel mondo che esiste anche oltre le mura degli edifici scolastici, un mondo fatto di letture, visioni, incontri, giochi. Viaggiare è come andare a scuola, forse è molto meglio che andare a scuola, e a un certo punto, non si può sapere quando, non si è più se stessi, il se stessi di prima, l'io è un altro, si è trasformati, mutati, evoluti "come un Pokémon, anzi, meglio di un Pokémon del cazzo, molto meglio". "C'è chi ha una vita come il Mississippi, liquida, lenta, fertile, e chi, come Tex, rischia ogni giorno di morire di sete nel deserto del sale, di sfracellarsi giù da una scarpata o di congelare sotto una tormenta": la mutante vita (pre)adolescente è più simile a un'avventura a fumetti.

    ha scritto il 

  • 5

    ci sono vari modi per giudicare un libro. uno di questi è la capacità del libro di costringerti a leggerlo. mi è capitato qualche sera/notte fa con questo piccolo capolavoro di Fabio Geda. nonostante ...continua

    ci sono vari modi per giudicare un libro. uno di questi è la capacità del libro di costringerti a leggerlo. mi è capitato qualche sera/notte fa con questo piccolo capolavoro di Fabio Geda. nonostante la stanchezza della giornata mi inducesse a chiuderlo, riporlo sul comodino e via a dormire, il libro m'è entrato dentro costringendomi a restar sveglio e leggere, leggere, leggere... parola dopo parola, frase dopo frase, le pagine volavan via...

    mi ha conquistato lo stile. narrazione a due voci, in due tempi e due spazi diversi. periodi brevi, spesso brevissimi, costruiti a volte con incipit ripetuti che accrescono il ritmo narrativo e aumentano il peso specifico delle parole e degli eventi. mi ha conquistato la storia, nonostante il passaggio chiave, l'evento scatenante sia prevedibile, ma assolutamente non scontato. mi ha conquistato la capacità di Geda di narrare persone e ambienti così diversi e distanti con la medesima semplicità, attenzione e conoscenza. mi ha conquistato la contrapposizione tra un mondo apparentemente perfetto, ma vuoto di valori ed uno costruito sulla casualità dell'incontro, eppur ricchissimo di sentimenti umani. mi ha conquistato il senso di giustizia di Geda, che nasce nel suo lavoro di educatore e che era ancor più esplicito e centrale in "Nel mare ci sono i coccodrilli". mi ha conquistato la ricerca di umanità di cui è ricca ogni frase, ogni parola.

    ha scritto il 

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