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Per prendersi una vita

Di

Editore: Baldini Castoldi Dalai

3.6
(218)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 220 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: 8860733375 | Isbn-13: 9788860733375 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature , Teens , Travel

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Descrizione del libro
Per festeggiare il superamento dell'esame di maturità, quattro ragazzi, quattro compagni di scuola di un liceo di provincia, affrontano un epico viaggio in auto attraverso l'Europa. Il pretesto per partire è fornito dal concerto londinese di uno dei loro miti, Joe Strummer, l'ex leader dei Clash, il gruppo che per un decennio - a partire dalla metà dagli anni Settanta - ha preso a pugni nello stomaco il manierismo del rock, rappresentando al massimo livello il potere eversivo della giovinezza, nella musica come nella vita. Ma i tempi sono cambiati, il punk e il post-punk sono svaniti, la cultura hip hop ha cominciato a raccontare a tutto il mondo la rabbia dei ghetti americani, Joe Strummer sta affrontando la sua vita artistica adulta con un progetto solista, e i quattro amici si trovano all'improvviso, in anticipo sulle previsioni, a dover compiere una scelta terribile, una scelta da cui dipende la possibilità di avere un futuro. Vent'anni dopo, tre di quei ragazzi sono diventati stimati professionisti, si sono fatti una famiglia e una posizione, ma sentono il bisogno di 'ritornare' sull'evento drammatico, sul cruento rito di passaggio, che ha sancito la fine della loro giovinezza. Andranno a fare visita all'unico del gruppo rimasto, in un modo estremo, lo stesso di allora.
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  • 4

    Da grande fan di Max Pezzali, non potevo non leggere almeno uno dei suoi libri. Li ho cercati dappertutto, ma essendo stati pubblicati molto tempo fa, non riuscivo a trovarli nelle librerie. Finché un giorno non ho trovato "Per prendersi una vita" online e non poterlo mica non comprarlo.
    Ho ...continua

    Da grande fan di Max Pezzali, non potevo non leggere almeno uno dei suoi libri. Li ho cercati dappertutto, ma essendo stati pubblicati molto tempo fa, non riuscivo a trovarli nelle librerie. Finché un giorno non ho trovato "Per prendersi una vita" online e non poterlo mica non comprarlo.
    Ho iniziato questo libro subito dopo il mio trasferimento per l'università e forse è stato proprio il momento più opportuno per leggere questa storia. Perché racconta di ragazzi che come me, hanno concluso cinque anni di superiori e finalmente sono liberi, dopo aver preso la maturità. E anche loro hanno intrapreso un viaggio che li cambierà per sempre. Certo, il mio viaggio è completamente
    diverso rispetto a quello che troverete all'interno del libro, ma comunque mi sono immedesimata nei protagonisti e ho condiviso con loro alcune emozioni, come la paura del futuro,...
    Per prendersi una vita è un libro in cui Max racconta una storia che riporta agli anni '90, ricorda la libertà dei giovani e la loro voglia di sfidare il mondo. Perché tutti a 19 anni ci sentiamo grandi e responsabili, anche se spesso in realtà ancora abbiamo bisogno di qualcuno che ci segua e ci consigli nei momenti difficili.
    I protagonisti sono quattro amici, compagni di scuola che decidono di intraprendere un'impresa ardua: un viaggio in macchina fino a Londra, dove si terrà uno dei concerti rock più atteso dai giovani: salirà sul palco Joe Strummer. Nonostante il viaggio proceda bene e tutto sembra andare per il meglio, accadrà qualcosa che li metterà in difficoltà e che cambierà per sempre la loro vita.
    Gli stessi ragazzi, vent'anni dopo hanno deciso di intraprendere nuovamente lo stesso viaggio, per ricordare quell'anno e per tornare a “fare visita” all'unico rimasto in quel posto...
    Non posso dirvi altro sulla storia perché altrimenti rischierei di fare spoiler.

    Per prendersi una vita è uno di quei libri con il colpo di scena finale che ti lascia senza fiato. Mentre leggevo tutto potevo aspettarmi, tranne quello che realmente è accaduto. Il lettore viene spiazzato dalla verità e ciò secondo me è un punto a favore, perché non risulta assolutamente banale e prevedibile. E' una lettura abbastanza leggera e coinvolgente, il libro si può leggere tranquillamente in un paio di giorni.
    L'intero libro mi ha suscitato diverse emozioni, è stato davvero bello leggerlo, molto spesso mi sono ritrovata a divorare pagine su pagine perché non volevo rimanere con la curiosità.
    La storia è molto interessante, al centro di tutto una grande amicizia e la voglia di crescere.
    Insomma se volete affrontare un viaggio insieme ai protagonisti e siete pronti per partire per un'avventura, non posso che consigliarvi questo libro. Vi porterà in giro per Londra e indietro nel tempo, ai cari anni '90.

    ha scritto il 

  • 1

    Il libro di Max Pezzali

    Mi piace molto questo artista, lo seguo dai tempi degli 883, ed è anche per questo che ho acquistato il suo libro. Purtroppo non è mi piaciuta molto la storia: racconta di quattro amici che partono per andare a vedere un concerto e che, purtroppo, alla fine, torneranno indietro solo in tre. Quest ...continua

    Mi piace molto questo artista, lo seguo dai tempi degli 883, ed è anche per questo che ho acquistato il suo libro. Purtroppo non è mi piaciuta molto la storia: racconta di quattro amici che partono per andare a vedere un concerto e che, purtroppo, alla fine, torneranno indietro solo in tre. Quest'ultimi non racconteranno mai la verità sull'accaduto perché sono giovani e vogliono continuare la loro vita senza problemi, ma il dramma di perdere un amico come fa a farti vivere sereno? E' un punto di vista della vita che non approvo molto.

    ha scritto il 

  • 2

    In realtà non sapevo che voto mettere. Letterariamente è abbastanza ovviamente nullo, ma credo che nessuno si sognerebbe di cercare in Pezzali un nuovo Borges. La storia è banale e risentita, ma si lascia leggere. Credo che per apprezzarlo, comunque, servano almeno vent'anni più dei miei ventitre ...continua

    In realtà non sapevo che voto mettere. Letterariamente è abbastanza ovviamente nullo, ma credo che nessuno si sognerebbe di cercare in Pezzali un nuovo Borges. La storia è banale e risentita, ma si lascia leggere. Credo che per apprezzarlo, comunque, servano almeno vent'anni più dei miei ventitre. Non per la conquistata maturità (letteraria o umana), semplicemente perchè è sostanzialmente un libro sui "bei tempi andati", ancora prima che sull'amicizia (come sostiene l'autore).

    ha scritto il 

  • 4

    Per quanto riguarda il romanzo in generale sarei tentata assolutamente di dire "è bellissimo", "è geniale", "fantastico"... la verità è che è sì, scritto abbastanza bene, la storia è pure carina in se, ma non è nientaltro che un bel temino. Un tema di 219 pagine, ma un tema!

    ha scritto il 

  • 3

    Gli anni

    Qualcuno d'importante ha detto che non ha senso vivere la vita se non si ha modo di raccontarla. O forse non lo ha detto nessuno, e a dire il vero non è neanche sto grande aforisma. Però penso contenga un fondo di verità: se non la organizziamo in una struttura narrativa, in un grigia logica c ...continua

    Qualcuno d'importante ha detto che non ha senso vivere la vita se non si ha modo di raccontarla. O forse non lo ha detto nessuno, e a dire il vero non è neanche sto grande aforisma. Però penso contenga un fondo di verità: se non la organizziamo in una struttura narrativa, in un grigia logica che gli dia un significato, la nostra esistenza è solo un susseguirsi di episodi più o meno casuali. I racconti di guerra dei nonni, le fotografie dei giapponesi sotto la Torre di Pisa, i tatuaggi per gli amori finiti male, i filmini della prima Comunione, sono tutti tentativi di scrivere una sceneggiatura, di dividere in capitoli la nostra vita in modo che le esperienze belle e brutte, le persone care e quelle incrociate per un istante, i luoghi attraversati durante il viaggio e le emozioni provate non vadano perdute per sempre "come lacrime nella pioggia". Perdonate la citazione scontata.<\i>

    ha scritto il 

  • 3

    è comunque max pezzali!!

    adoro le sue canzoni, e come scrittore non è poi così pessimissimo...
    il libro è carino, il finale mi ha stupito, non me lo sarei aspettato, non ce la faccio a essere imparziale..in fondo è max pezzali,tutte quelle canzoni che so a memoria gli fanno sicuramente prendere dei punti extra... ...continua

    adoro le sue canzoni, e come scrittore non è poi così pessimissimo...
    il libro è carino, il finale mi ha stupito, non me lo sarei aspettato, non ce la faccio a essere imparziale..in fondo è max pezzali,tutte quelle canzoni che so a memoria gli fanno sicuramente prendere dei punti extra...

    ha scritto il 

  • 2

    Questo è il primo libro scritto da Max Pezzali leader degli ex-883 ed ormai solista dopo
    essersi separato da Mauro Repetto.

    Per prendersi una vita parla di quattro amici che, dopo l'esame di maturità, decidono di partire
    per un viaggio attraverso l'Europa per andare a seguire u ...continua

    Questo è il primo libro scritto da Max Pezzali leader degli ex-883 ed ormai solista dopo
    essersi separato da Mauro Repetto.

    Per prendersi una vita parla di quattro amici che, dopo l'esame di maturità, decidono di partire
    per un viaggio attraverso l'Europa per andare a seguire un corcerto dal vivo del leader dei Clash (Joe Strummer) a Londra.
    Il racconto viene rivissuto a dieci anni di distanza dove tre dei quattro (solo leggendo il
    libro fino alla fine si capirà perché ne manca uno) ripercorrono lo stesso viaggio con uno spirito differente, quello di adulti.

    Il libro è interessante anche se, a volte, si fa fatica a leggerlo probabilmente per mancanza di esperienza da parte dell'autore che, in fin dei conti, è un cantante.

    Sinceramente l'ho acquistato perché sono un suo fan perché, in caso contrario, difficilmente l'avrei acquistato considerando le carenze.

    ha scritto il 

  • 3

    Storia che poteva risultar carina ma se gli si possono perdonare canzoni come "Lasciati toccare" e "Honolulu Baby" il calcio rotante alla Chck Norris sulle bianche scogliere di Dover è decisamente troppo. Come dire, Max canta che ti passa...

    ha scritto il