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Per questo mi chiamo Giovanni

Da un padre a un figlio il racconto della vita di Giovanni Falcone

Di

Editore: Fabbri Editore

4.4
(639)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 122 | Formato: Copertina morbida e spillati

Isbn-10: 8845115917 | Isbn-13: 9788845115912 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Tascabile economico , Paperback , eBook

Genere: Children , Crime , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 0

    Una storia reale e toccante! un libro adatto a tutti e da leggere per capire meglio la verità! un libro che ogni scuola DOVREBBE far leggere ai proprio alunni!

    ha scritto il 

  • 4

    La storia di Giovanni Falcone raccontata ai ragazzi

    Un paragrafo della storia italiana raccontato ai ragazzi, per comprendere la portata dell'opera di Giovanni Falcone e del pool antimafia. La mafia è il mostro, "è la "miseria" di chi crede che vale ...continua

    Un paragrafo della storia italiana raccontato ai ragazzi, per comprendere la portata dell'opera di Giovanni Falcone e del pool antimafia. La mafia è il mostro, "è la "miseria" di chi crede che vale solo la legge del "prepotente". Giovanni Falcone dimostra che per sconfiggere il mostro occorre fare breccia nel silenzio, nell'omertà. "Uccidono qualcuno? Mettono una bomba in un negozio? Sparano a un giornalista? Episodi di delinquenza, dicono tutti. Come ne succedono in ogni parte del mondo. Tutti pronti a giurare: a Palermo la mafia non esiste. E invece Giovanni vuole dimostrare che Palermo è nelle mani di un mostro solo che organizza tutte le attività illecite." Il tutto raccontato da un padre al figlio, nel corso di una giornata trascorsa a Palermo. Consigliato per i ragazzi della scuola elementare.

    ha scritto il 

  • 4

    Il carbone, se non tinge, sporca

    Avete fatto caso che quando capita un evento triste, una catastrofe, ci si ricorda esattamente di cosa si stava facendo in quel momento? più che per gli eventi felici.... o almeno a me capita così. ...continua

    Avete fatto caso che quando capita un evento triste, una catastrofe, ci si ricorda esattamente di cosa si stava facendo in quel momento? più che per gli eventi felici.... o almeno a me capita così. E oggi ricordo perfettamente quel 23 maggio 1992, quando le trasmissioni furono interrotte per un edizione speciale del tg, per comunicare ad una popolazione incredula che Giovanni Falcone, sua moglie Francesca e la scorta erano stati uccisi in un attentato mafioso a Capaci. Ricordo il funerale, i fischi alle autorità, le lacrime di quella giovane moglie che continuava a ripetere dal pulpito "Vito, Vito Schifani mio....." tra le lacrime e la disperazione e ancora ho i brividi. Leggere questo piccolo ma grande libro mi ha fatto ripercorrere le tappe della vita e dell'impegno di quel grande uomo che era Falcone che ho sempre seguito, quasi tifando per lui, e che ha lasciato un segno indelebile. Garlando ce lo ricorda in un modo meraviglioso, con le parole che un padre rivolge ad un figlio, a ridosso del suo compleanno, per spiegargli perchè si chiama Giovanni. E l'ingenuità disarmante dei bambini, la loro innocenza che si leggono nelle risposte del piccolo Giovanni fanno veramente venire la pelle d'oca

    Come si può essere così feroci da sciogliere in un bidone la voglia di giocare che ha un bambino? I suoi capelli, i suoi occhi, i suoi sogni, l'amore per sua mamma, tutta la vita che aveva davanti e le cose che non aveva ancora imparato a scuola: tutto... Avrei voluto vederlo in faccia, quell'uomo d'onore che ha avuto il coraggio di sollevare Giuseppe e di metterlo nell'acqua, e poi magari è rimasto lì a guardarlo che spariva come un'aspirina. Ecco, fu davanti a quel bicchiere d'acqua che, per la prima volta in vita mia, pensai al coltellino di Tonio senza paura. Anzi, con rabbia. Immaginai Giuseppe con le lettere C.N. sul suo berretto da fantino e Tonio che gli chiedeva i soldi delle figurine. Lo avrei difeso con tutte le mie forze. A pugni chiusi, come Giovanni quando nacque.

    ha scritto il 

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