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Lingua:Italiano | Numero di pagine: 125 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: 8855801872 | Isbn-13: 9788855801874 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Curatore: Paola Staccioli

Genere: Social Science

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Descrizione del libro
"Carlo privo di vita sull'asfalto di una piazza genovese. Nel pomeriggio di un 20 luglio, quello del 2001, infuocato dal caldo e dalle polemiche. Canottiera bianca, pantaloni e passamontagna blu. Rotolo di scotch al braccio. Immagini stampate in modo indelebile in una moltitudine di occhi disarmati. Fotogrammi di un amaro film che mai avremmo voluto vedere e invece di continuo invade la mente. Estintore [leggi tutto ...] contro pistola. Due spari, uno fatale. Carlo a terra, maschera di sangue. La camionetta dei carabinieri passa e ancora passa sul suo corpo agonizzante. La morte si abbatte sui mille colori del movimento dei movimenti. Incredulità, sgomento. Rabbia. Carlo Giuliani, ragazzo. Carlo Giuliani, per sempre ragazzo.". A dieci anni dal G8 di Genova 2001, trenta scrittori italiani raccontano il coraggio, la giovinezza spezzata, la non rassegnazione, la sete di giustizia. Pensieri, emozioni, sensazioni che riportano il lettore al clima di quei drammatici giorni.
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    Comprendo e condivido la necessità imperante di rinnovare il ricordo, ma da una raccolta di pensieri nel complesso così temperati (alcuni coperti da una scivolosa patina di vittimismo) ...continua

    Comprendo e condivido la necessità imperante di rinnovare il ricordo, ma da una raccolta di pensieri nel complesso così temperati (alcuni coperti da una scivolosa patina di vittimismo) personalmente non traggo nessuna utilità o grande emozione.

    Da parte di autori della levatura di quelli coinvolti in questo libro, volendo restare su dei pezzi mediamente militanti ed esposti, per il decennale di Genova avrei preferito leggere qualcosa di più vicino al tono di questa declamazione di Marco Philopat, svoltasi a una serata intitolata "Anni di merda. Radiodramma degli ultimi trent'anni" al Locomotiv Club di Bologna nel 2009 e poi inclusa nel libro Rumble Bee scritto con il Duka e pubblicato nel 2011:

    http://www.podcast.it/episodi/marco-philopat-il-duka-su-genova-2001-io-sono-tutto-questo-disastro-19016041.html

    ha scritto il 

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    "Ti ricordi, Carlo... quante volte ci siamo sentiti dire 'inimmaginabile'. La nostra utopia era 'inimmaginabile': perchè consumare meno se consumare è progresso, e quindi benessere? Perchè tornare ...continua

    "Ti ricordi, Carlo... quante volte ci siamo sentiti dire 'inimmaginabile'. La nostra utopia era 'inimmaginabile': perchè consumare meno se consumare è progresso, e quindi benessere? Perchè tornare indietro se possiamo andare avanti? inimmaginabile. E' inimmaginabile che un terremoto faccia esplodere una centrale nucleare. Nessun terremoto può essere tanto catastrofico da incrinarne il possente involucro di acciaio e cemento armato. Inimmaginabile. [...] E noi abbiamo una tale immaginazione, Carlo, da ritrovarci desolati ad aver immaginato tutto. Non c'è condanna peggiore che avere ragione, perchè ti relega all'impotenza degli incompresi, degli emarginati, dei predicatori nel deserto, dei pazzi da rinchiudere o quanto meno da deridere. E' la condanna di chi accetta la complessità del mondo reale. [...] Essere di sinistra significa fare i conti con l'estrema complessità della realtà. [...] Ci fu un tempo, Carlo, quando tu dovevi ancora nascere in cui gridavamo a gran voce 'vogliamo tutto'. Oggi vorremmo soltanto avere torto." [Pino Cacucci, Stanchi di aver ragione]

    E' importante non dimenticare. Tutto è iniziato a Genova, in quel maledetto g8.

    ha scritto il