Per tutta la notte

Di

Editore: Alet Edizioni

4.0
(57)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 300 | Formato: Altri

Isbn-10: 8875200246 | Isbn-13: 9788875200244 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Dopo lo straziante e dolcissimo "Tutti i bambini tranne uno", Philippe Forestcontinua nella sua scrittura dell'indicibile. Se il primo era un romanzosull'amore paterno, "Per tutta la notte" è un romanzo sull'amore coniugale. Laprotagonista è una giovane donna che deve confrontarsi con la perdita dellasua bambina. Anche di fronte al dolore e all'impossibilità di trovarerisposte, Forest riesce ad avvicinare la realtà con sguardo lucido e con unascrittura che restituisce un nome ai sentimenti e alle cose. Philippe Forestaffronta questo aspetto oscuro della sua autobiografia non per parlare di sé edella propria esperienza, ma per testimoniare attraverso la forma romanzo comeil male e il dolore segnino le nostre vite. Come ha scritto Sergio Pent,quello di Forest è un libro "necessario anche per afferrare il senso checerchiamo di dare alle nostre vite".
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  • 5

    Non proprio all'altezza di Tutti i Bambini tranne Uno, in questo libro Forest affronta il tema del lutto, della morte, della vita dopo che qualcuno caro ti è morto, e la resistenza allo squallore che ...continua

    Non proprio all'altezza di Tutti i Bambini tranne Uno, in questo libro Forest affronta il tema del lutto, della morte, della vita dopo che qualcuno caro ti è morto, e la resistenza allo squallore che sottende la vita dopo che vedi un qualcuno di caro andarsene per sempre. La scrittura di Forest è cruda e amara, e nel contempo incredibilmente vitale e sincera. Unica perchè parla di eventi autobiografici trasfigurandoli in maniera da farli diventare universali. Procede per cerchi concentrici, Forest, come ammette in un passo stesso del suo libro, affrontando il tema del lutto non in maniera diretta, ma cogliendone aspetti differenti parlando del suo rapporto amoroso, del suo lavoro, dei viaggi che fa. Perfino delle sue visioni. Merita comunque cinque stelle perché Tutti i Bambini tranne Uno ne meriterebbe addirittura di più.

    ha scritto il 

  • 5

    Leggendo il primo libro della trilogia (Tutti i bambini tranne uno, precedente a questo) Forest era stato chiaro. Leggendolo si capiva bene il rifiuto di ogni consolazione data dalla scrittura, dalla ...continua

    Leggendo il primo libro della trilogia (Tutti i bambini tranne uno, precedente a questo) Forest era stato chiaro. Leggendolo si capiva bene il rifiuto di ogni consolazione data dalla scrittura, dalla letteratura, dalle parole di chiunque, dal passare del tempo. Forest scriveva per ricordare, prima di tutto a se stesso, e ricordando dare a se stesso quel poco di piacere possibile, lo strano piacere di sentire ancora una certa bambina con la giacca azzurra a fiori rossi, sentirla attraverso ogni possibile ricordo. Eppure a quanto pare è stato frainteso, c'è chi leggendo ha pensato all'immortalità della scrittura, ai bambini che sono eterni. Allora Forest ha voluto chiarire con questo nuovo libro il suo percorso nel dolore (ma un percorso deve avere un progetto, e questo nella sua vita, ora che Pauline non c'è più, non esiste). Allora diciamo il suo inevitabile percorso verso l'unico punto di arrivo, la morte.
    Penso che sia un libro sincero, pieno di dolore e pieno di rabbia per chi non vuole capire o sentire, per chi si nasconde dietro un sentire falso, fasullo, e vive così per sempre.

    "Si scrive per conoscere il seguito, perché ci si domanda, come un bambino, come finirà la storia. Si scrive e non si riesce a disfarsi dell'illusione che la verità è nei libri. Nella lunga e interminabile favola che vi raccontano dalla prima notte dell'infanzia. Scrivere è far risalire dal fondo di sé stessi la vecchia e insaziabile curiosità dell'infanzia, il desiderio di scoprire cosa succederà poi. E se ogni libro è una delusione perché la verità intera non è in alcun libro, preferiamo essere vittime di questa illusione piuttosto che, liberandocene, rinunciare a d attendere, a sperare ciò che forse ci rivelerà il prossimo racconto". (Philippe Forest, da un'intervista)

    ha scritto il 

  • 4

    L'IPERREALISMO NARRATIVO DI PHILIPPE FOREST

    Philippe Forest è diventato scrittore dopo la morte per cancro della figlioletta di quattro anni.
    Egli è un brillante critico letterario che ha insegnato per molti anni letteratura francese nelle più ...continua

    Philippe Forest è diventato scrittore dopo la morte per cancro della figlioletta di quattro anni.
    Egli è un brillante critico letterario che ha insegnato per molti anni letteratura francese nelle più prestigiose università inglesi.
    È una scrittura autobiografica che nasce da quella sofferenza straziante ed inaccettabile, e con quella lacerazione ingaggia un lotta assillante.
    La protagonista è la giovane moglie dello scrittore che deve confrontarsi con la perdita inaccettabile della sua bambina.
    La morte di Pauline, l’errare per quattro mesi fra pensieri suicidari e il nulla, la follia della scrittura.
    In “Per tutta la notte” non c’è nessun “patto finzionale” con il lettore, la storia è terribilmente vera.
    Si viene catapultati in uno spazio narrativo “impossibile”.
    Si vorrebbe che Pauline, suo padre e sua madre fossero solo personaggi immaginari.
    Si vorrebbe che qualche intervento inverosimile del caso ammorbidisse la crudeltà degli eventi, ma questo non accade.
    Forest non dissimula la disperazione, non compie nessun tentativo consolatorio,perché appare abietto e privo di senso.
    La parola non tenta nessuna terapia o ricerca di risposte.
    Né tenta ostentazioni sentimentali che trasformano la sofferenza in un oggetto di speculazione spettacolare – tipica dei tempi che viviamo.
    Forest fino alla fine rifiuta ostinatamente di dare un senso allo scandalo della morte.
    È contrario all’idea che la Letteratura possa superare la sofferenza, sublimarla, darle un senso.
    È strano ma questa vicenda straziante e insopportabile, ti commuove e fa amare la vita, le persone a cui tu vuoi bene come poche cose al mondo.

    ha scritto il 

  • 3

    I primi capitoli mi ridanno tutto il Forest che ho scoperto per caso un paio d'anni fa al Salone del Libro. Verso la fine invece non ritrovo più lucidità e chiarezza e mi delude un pò.
    In ogni modo mi ...continua

    I primi capitoli mi ridanno tutto il Forest che ho scoperto per caso un paio d'anni fa al Salone del Libro. Verso la fine invece non ritrovo più lucidità e chiarezza e mi delude un pò.
    In ogni modo mi tuffo in questa lingua, nella raffinatezza di questa letteratura nuova.

    ha scritto il 

  • 3

    Della trilogia è il libro che mi ha convinto di meno. Qui l'autore, per restituire lo spaesamento post-lutto, ci lascia in mano un libro che di continuo si ferma e riparte, si inchioda, divaga, non sa ...continua

    Della trilogia è il libro che mi ha convinto di meno. Qui l'autore, per restituire lo spaesamento post-lutto, ci lascia in mano un libro che di continuo si ferma e riparte, si inchioda, divaga, non sa che fare.
    Non manca la maniacale lucidità dell'autore nell'analizzare le mille strategie di "elaborazione del lutto" che il mondo circostante quasi vorrebbe imporre a lui ed alla moglie. Ed il pathos, che l'autore stesso ha programmaticamente dichiarato di non voler eliminare. Ma, a tratti, non basta (o forse son solo io che ne sono stanco).

    "[...] Di conseguenza mi chiedevo se era possibile una letteratura che sapesse perseverare nell'esperienza del negativo senza dargli un senso. Un libro ha i mezzi per ostinarsi nel rifiuto? Se sì, resta un libro o deve annullarsi in quanto libro per diventare qualcos'altro?[...]"

    "[...] Vagheggiavo un lungo incessante romanzo che non fosse altro che un "no" cocciuto e inutile opposto alla perdita. Ma tutto era più facile ancora, e con le parole non aveva a che vedere un bel niente. Pensavo al lavoro modestissimo della tenerezza, allo sgomento di sopravvivere, alla follia del lanciare messaggi assurdi in corsa nel vuoto, all'ostinazione di comportarsi così, di non rinunciare al proprio pensiero più vero per tenerla in vita lungo tutta la durata della notte."

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Alice, la mamma di Pauline nel finale del libro dice:" Non può essere esistita una bambina così dolce, così bella, così affettuosa, strappata così crudelmente a sé stessa......Ma lei mi manca. So bene ...continua

    Alice, la mamma di Pauline nel finale del libro dice:" Non può essere esistita una bambina così dolce, così bella, così affettuosa, strappata così crudelmente a sé stessa......Ma lei mi manca. So bene che è lei a mancarmi, non lo stupido fantasma di un desiderio irreale". Questa dichiarazione che chiude la trilogia del dolore testimonia il grande amore di Felix e Alice per la loro bambina.

    ha scritto il