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Per voce sola

Di

Editore: CDE spa su licenza Baldini&Castoldi

3.2
(795)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 167 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo

Isbn-10: A000017296 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Tascabile economico , eBook

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 0

    .....................................

    Non riesco a dare un voto a questo libro......


    Posso dare un voto al tipo di scrittura dell'autrice che a me coinvolge molto, scorrevole, avvincente pieno di descrizioni...


    Il contenuto troppo crudo, troppo atroce soprattutto perché si tratta di bambini innocenti.......ma la cosa pi ...continua

    Non riesco a dare un voto a questo libro......

    Posso dare un voto al tipo di scrittura dell'autrice che a me coinvolge molto, scorrevole, avvincente pieno di descrizioni...

    Il contenuto troppo crudo, troppo atroce soprattutto perché si tratta di bambini innocenti.......ma la cosa più brutta è che questo è realtà quotidiana in ogni parte del mondo...................

    ha scritto il 

  • 1

    letto subito dopo "Più fuoco più vento".
    PERCHE'???? Tanta sofferenza,tristezza,orrore,sopprusi fisici e psicologici,senza respiro. Che cosa aveva "dentro" la Tamaro quando ha dato alla luce questi racconti??? Non leggete questo libro se siete fragili d'animo o sensibili. E' un pugno nello ...continua

    letto subito dopo "Più fuoco più vento".
    PERCHE'???? Tanta sofferenza,tristezza,orrore,sopprusi fisici e psicologici,senza respiro. Che cosa aveva "dentro" la Tamaro quando ha dato alla luce questi racconti??? Non leggete questo libro se siete fragili d'animo o sensibili. E' un pugno nello stomaco.Ti manda al tappeto.Te lo porti dentro e te ne vuoi liberare.Sicuramente lo stile non fa una piega. Si legge d'un fiato ma con l'angoscia che ti tiene stretta saldamente senza mollare.
    Ad un certo punto ho dovuto "staccare" dal troppo di tutto.
    Pazzia,sadismo,malattia,tristezza,pedofilia.Vite sulle quali il destino si accanisce senza sosta.Non ci sono luci, speranze. Tutto comincia male e finisce peggio.
    Quando l'ho finito,ho avuto l'istinto di buttarlo nel primo cestino del parco. Volevo disfarmi di tutto il carico emotivo accumulato mentre lo leggevo.Avevo bisogno di disintossicare la mente da tutte le atrocità lette.Non lo terrò nemmeno in casa.MAI PIU'.Tamaro? Io passo e chiudo.

    ha scritto il 

  • 5

    Crudo.

    Madri che non vedono (o non vogliono vedere), vecchie signore piene di rimpianti, bambini che vengono puniti senza alcuna colpa, dolori che si celano nel profondo e d'un tratto escono fuori e sconvolgono.
    C'è tutto ciò in questo libro della Tamaro, così diverso dagli altri per l'atrocità e ...continua

    Madri che non vedono (o non vogliono vedere), vecchie signore piene di rimpianti, bambini che vengono puniti senza alcuna colpa, dolori che si celano nel profondo e d'un tratto escono fuori e sconvolgono.
    C'è tutto ciò in questo libro della Tamaro, così diverso dagli altri per l'atrocità e la disperazione descritte.
    Il linguaggio è a volte molto crudo, ma d'altronde le vicende narrate rientrano quasi tutte nel tema della violenza minorile, e non poteva essere altrimenti.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Di questo libro il cui stile della Tamaro è totalmente opposto a quello impiego in "Va' dove ti porta il cuore", la storia che mi ha più colpito è stata la terza. Ho trovato incredibile la forza narrativa delle descrizioni, non tanto quelle legate agli eventi in sé, quanto più quelle legate alle ...continua

    Di questo libro il cui stile della Tamaro è totalmente opposto a quello impiego in "Va' dove ti porta il cuore", la storia che mi ha più colpito è stata la terza. Ho trovato incredibile la forza narrativa delle descrizioni, non tanto quelle legate agli eventi in sé, quanto più quelle legate alle sensazioni, alle tragiche emozioni provate dal protagonista. E non importa che il finale sia estremamente macabro, forse troppo (rendendo la storia poco verosimile); ciò che ha contato per me è il senso di desolazione lasciatomi dal finale.
    Una storia di solitudine, di disamore, di scelte sbagliate che inevitabilmente vanno ad influenzare, distruggere le vite dei figli.
    E' il racconto di un ragazzo dilaniato dall'indifferenza di una famiglia che instilla in lui il senso costante di inadeguatezza, la consapevolezza (seppur infondata) di sentirsi sbagliato, di costituire una sciagura per tutti.
    E quanto più il ragazzo cercherà di conquistarselo, quest'amore, tanto più grandi saranno le delusioni, i rifiuti, il vuoto che soggiungeranno. E quanto più questo vuoto si tramuterà in voragine, tanto più il suo essere comincerà a cambiare i suoi naturali connotati.
    Il giovane protagonista si paragona ad un albero di cachi, le cui foglie cadono, spogliandolo del tutto, e i cui frutti si rattrappiscono, inesorabilmente. Sente dentro di sé l'assenza di vita, l'assumere sempre di più le sembianze di un freddo, rigido pezzo di legno. Eppure non è tutto perduto, perchè in un angolo remoto di questo pezzo di legno c'è ancora qualcosa che pulsa, anche se in maniera sempre più fievole.
    E sarà proprio la voglia di preservarlo, questo cuoricino ormai agli sgoccioli, che lo spingerà a ricercare dannatamente quella linfa vitale pronta a rinvigorirlo.
    Si tratta di sopravvivere. Di sopravvivere a tutti i costi. E poco importa se per tenersela stretta, questa vita, dovrà essere compiuto un sacrificio atroce, un sacrificio che finalmente scalderà il suo corpo ormai attanagliato dal gelo, un gesto immondo che gli consentirà, seppur per poco, di sentirsi nuovamente vivo.

    In sostanza, sento di dare un giudizio positivo ad ognuna delle cinque storie qui presentate, perché ciascuna mi ha dato qualcosa e mi ha trasmesso a suo modo tanto, anche se non tutte mi sono piaciute allo stesso modo. Invito chi ha deciso di interrompere prematuramente la lettura di questo libro a riprenderla, perché giudicarlo male dopo aver letto 2, massimo 3 storie, affibiandogli peraltro la nomea di "eccessivamente crudo" mi sembra azzardato. In alcune storie, sì, ci sono alcune parti molto esplicite, ma a mio parere questa crudezza ha un suo perché. Successivamente, toni impiegati dalla scrittrice, soprattutto dal terzo racconto in poi, vanno mitigandosi sempre di più, abbracciando tematiche sempre più ampie, rifuggendo da quelle quattro messe in croce (stando ai commenti di molti).
    Questo non è un libro sulla pedofolia, sulla violenza, etc. Sì, abbraccia ANCHE queste tematiche, ma quella di fondo, quella portante, riguarda il dolore che sin da piccoli ci portiamo con noi seppur cresciuti, un dolore che influisce negativamente ed irreversibilmente sulle sorti del nostro "destino". Questo, è un libro che parla della solitudine, quella che lacera le nostre esistenze, quella che ci induce a sentirci il nulla in un mondo troppo occupato a non ascoltare la nostra voce...

    ha scritto il 

  • 4

    La dura realtà

    La dura realtà ci si apre davanti agli occhi pagina dopo pagina. Un viaggio tra illusioni distrutte e vite violate. La tragedia che ogni giorno si consuma dietro velo di apparente calma.

    ha scritto il 

  • 4

    Io speriamo che me la cavo

    Dopo aver letto il terzo racconto mi sono dovuta fermare. Ho aspettato quasi una settimana prima di riprendere la lettura. Ero sconvolta. Non solo per quello che l’autrice mi diceva, ma per come me lo diceva: con calma, quasi guardandomi negli occhi.


    La capacità che qui dimostra la Tamaro ...continua

    Dopo aver letto il terzo racconto mi sono dovuta fermare. Ho aspettato quasi una settimana prima di riprendere la lettura. Ero sconvolta. Non solo per quello che l’autrice mi diceva, ma per come me lo diceva: con calma, quasi guardandomi negli occhi.

    La capacità che qui dimostra la Tamaro di raccontare storie di ordinaria violenza, senza mai cedere all’espediente delle facili emozioni, la sua sobrietà, l’asciuttezza con cui narra cose orribili (lo scempio fatto agli Innocenti è un Urlo muto, mi ha ricordato Il grido di Munch), si modula nell’assolo allucinato di bambini che non capiscono ma accettano, rassegnati, un’esistenza di brutalità e indifferenza. Bambini che forse vivono nella porta accanto alla nostra, e di cui non cogliamo gli occhi bassi, il passo che sbanda, il peso immenso che portano sulle spalle senza capirne il perché.

    Confesso, mi sono ritrovata a piangere disperata, come non mi capitava da secoli.

    Confesso, non capisco come sia possibile che un esordio così bello e pulito, così pieno di fulgore, che un talento brillante come questo sia stato successivamente – e immagino con indifferenza – gettato alle ortiche dall’autrice.

    Che Dio salvi sempre gli scrittori dalla voglia malsana dei best-seller!

    Amen.

    ha scritto il 

  • 2

    L'ostentazione di una scrittura secca e cruda non nasconde più di tanto l'essenza autentica di questi cinque racconti: che sono, nè più né meno, melodrammacci strappalacrime da narrativa d'appendice ottocentesca. Gli ingredienti ci sono tutti: sofferenze indicibili, malattie fulminanti, agnizioni ...continua

    L'ostentazione di una scrittura secca e cruda non nasconde più di tanto l'essenza autentica di questi cinque racconti: che sono, nè più né meno, melodrammacci strappalacrime da narrativa d'appendice ottocentesca. Gli ingredienti ci sono tutti: sofferenze indicibili, malattie fulminanti, agnizioni, bambini vessati, donne relegate al ruolo di vittime. Com'è tipico della para-letteratura, si oscilla senza soluzione di continuità dalla più aberrante pornografia del dolore (i primi tre racconti farebbero ridere, se non fossero così atroci) al più spudorato kitsch sentimentale. Se tutto dev'essere finalizzato a scatenare la lacrima, meglio non risparmiare sull'effettaccio. Inevitabile la presenza ossessiva dei due temi che più di tutti scatenano le basse reazioni emotive dei lettori, Pedofilia e Olocausto.
    Due stellette se le merita tutte: se non altro per l'abilità con cui la Tamaro è riuscita a far passare questo tremendo materiale da soap opera per letteratura "vera".

    ha scritto il 

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