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Perché essere felice quando puoi essere normale?

By Jeanette Winterson

(121)

| eBook | 9788852023422

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Jeanette Winterson è uscita di casa a 16 anni perché si era innamorata di un'altra donna, e perché voleva essere felice. Quando tentò di spiegarlo a sua madre, la signora Winterson rispose: "Perché essere felice quando puoi essere Continue

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Jeanette Winterson è uscita di casa a 16 anni perché si era innamorata di un'altra donna, e perché voleva essere felice. Quando tentò di spiegarlo a sua madre, la signora Winterson rispose: "Perché essere felice quando puoi essere normale?". Senza saperlo, aveva dato il titolo a questo memoir intimo e personale, generoso, intelligente, ma anche allegro e a tratti pure comico. Jeanette Winterson ricorda la sua storia di bambina adottata da una madre profondamente religiosa e un padre indifferente, racconta la scoperta dell'omosessualità ma anche la scoperta dei libri e della lettura, e la madre che rovescia in giardino la biblioteca personale di Jeanette e le dà fuoco. Con grande onestà intellettuale, Winterson scava nei suoi pensieri e nei suoi sentimenti di bambina, adolescente, donna, mette a nudo i suoi affetti, e ripercorre il suo incredibile viaggio alla ricerca della madre naturale.

71 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Senza voto perchè, in fondo, è un'autobiografia in libertà. Interessante per me che ho molto amato questa scrittice.

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    Aida said on Jun 11, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    "Quel che osserviamo in queste storie è che la ferita è simile al dono: chi è ferito è marchiato, letteralmente e simbolicamente.
    La ferita è il marchio della differenza.
    [...]
    Non puoi disconoscere quello che è tuo. Proiettato nella lontananza, c' ...(continue)

    "Quel che osserviamo in queste storie è che la ferita è simile al dono: chi è ferito è marchiato, letteralmente e simbolicamente.
    La ferita è il marchio della differenza.
    [...]
    Non puoi disconoscere quello che è tuo. Proiettato nella lontananza, c'è sempre il ritorno, il riconoscimento, la vendetta, forse la riconciliazione.
    C'è sempre il ritorno. E sarà la ferita a farti tornare. E' un sentiero segnato dal sangue"

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    Dimitja said on May 26, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    La prima parte è meravigliosa, la seconda, quella sull'adozione, nettamente inferiore. Ci ho trovato tutti i difetti del libro di un'altra scrittrice adottata "A.H. Homes" che nonostante peraltro avesse avuto una famiglia adottiva perfettamente norma ...(continue)

    La prima parte è meravigliosa, la seconda, quella sull'adozione, nettamente inferiore. Ci ho trovato tutti i difetti del libro di un'altra scrittrice adottata "A.H. Homes" che nonostante peraltro avesse avuto una famiglia adottiva perfettamente normale aveva questo spasmodico desiderio di incontrare la madre biologica e strinse con lei anche un rapporto che definire conflittuale è riduttivo.
    Il pensiero che ti lasciano queste due testimonianze devo dire che è quasi egoista. Nel senso che si comprende come forse non abbia senso ritrovare i propri genitori biologici. La biologia non basta a fare di una persona una madre e magari si è passati la vita a fantasticare su una vita che non sarebbe mai potuta esistere. Dare in adozione un figlio è credo paradossalmente un atto d'amore (non posso tenerti e voglio che tu abbia una vita oltre me), tornare indietro e forzare certi legami mi sembra al contrario un atto egoista. La Winterson si lamenta che la sua madre biologica dicesse cose cattive contro quella adottiva ( che pure era tremenda), perchè era un mostro sì, ma il SUO mostro. Però è solo un mio pensiero, mi è nato pensando alla straordinaria somiglianza dei casi delle due scrittrici.

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    Jaellem said on Mar 17, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Saltando da Freud ad Eliot, tra Jung e la Maggie, l'Autore ci distrae e ci accompagna seguendo un filo tutto suo.
    La morale sembra quasi "scontata": vivi la tua vita, felice o normale che sia

    "Seppelliamo le cose così in profondità che non ricordia ...(continue)

    Saltando da Freud ad Eliot, tra Jung e la Maggie, l'Autore ci distrae e ci accompagna seguendo un filo tutto suo.
    La morale sembra quasi "scontata": vivi la tua vita, felice o normale che sia

    "Seppelliamo le cose così in profondità che non ricordiamo più cosa abbiamo seppellito. I nostri corpi ricordano. Le nostre nevrosi ricordano. Ma noi no"

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    Sandroman said on Feb 26, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Jeanette Winterson non ha avuto vita facile: omosessuale in una famiglia super-religiosa che la credeva posseduta dal diavolo, amante dei libri in una casa in cui si leggeva solo la bibbia, ha dovuto lottare tutta la vita per poter esprimere se stess ...(continue)

    Jeanette Winterson non ha avuto vita facile: omosessuale in una famiglia super-religiosa che la credeva posseduta dal diavolo, amante dei libri in una casa in cui si leggeva solo la bibbia, ha dovuto lottare tutta la vita per poter esprimere se stessa.
    Adesso che è una scrittrice di fama mondiale, Jeanette ha deciso di raccontare la sua giovinezza e il rapporto con le sue mamme: quella adottiva che è sempre stata severa e irremovibile nelle sue condizioni e quella naturale che l'ha abbandonata e che lei ha bisogno di trovare.

    Più che un'autobiografia, questa è una raccolta di pensieri ed emozioni che però risultano comunque coinvolgenti.
    Non conoscevo questa autrice, ma leggerò senz'altro qualche altra sua opera.

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    Domande Irrisolte said on Feb 25, 2014 | Add your feedback

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