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Perché Yellow non correrà

Di

Editore: Sylvestre Bonnard

3.7
(81)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 304 | Formato: Altri

Isbn-10: 8886842864 | Isbn-13: 9788886842860 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Milano, 1980. Il giorno in cui si corre il Premio d'Aprile un uomo viene trovato ucciso con due colpi di pistola alla testa nei bagni dell'ippodromo di San Siro. Non ha documenti, e non è possibile identificarlo. Con pazienza e tenacia, e con un pizzico di fortuna, il commissario Melis riesce tuttavia a scoprire chi è. Affiora così un passato fatto di viaggi in terre lontane e in parte legato ancora agli anni della Seconda Guerra Mondiale, allorché i nazisti ritirandosi dall'Italia trafugarono, con molte altre opere d'arte, una preziosa biblioteca di libri dell'occulto. Ritornano, in questo secondo giallo di Hans Tuzzi, i personaggi del "Maestro della Testa sfondata". Hans Tuzzi è lo pseudonimo di un saggista italiano.
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  • 3

    Buona la trama e i personaggi. Quando la quantità di citazioni dotte, aneddoti, cataloghi libreschi resta contenuta non annoia il lettore e non rallenta l'azione. Ma siamo al limite.

    ha scritto il 

  • 3

    sì, è scritto bene, per un po' è anche avvincente, ma in questo libro le stoviglie provengono sempre da un posto preciso che non è mai l'ingrosso di casalinghi, i vini sono scelti sempre con cura ...continua

    sì, è scritto bene, per un po' è anche avvincente, ma in questo libro le stoviglie provengono sempre da un posto preciso che non è mai l'ingrosso di casalinghi, i vini sono scelti sempre con cura e mai perchè erano già aperti in frigo, gli abiti sempre comprati in un qualche posto particolare che non è la "casa del pantalone"... questo parlarsi addosso, questo compiacersi della propria ricercatezza è così indisponente che fa passare in secondo piano tutto il resto. citando paolo conte: "tua cugina prima è stata a roma e ce lo fa pesar"...

    ha scritto il 

  • 4

    "L'Italia è una nazione che espone la propria marmaglia come bandiere alle finestre," commentò Frangipane, i tratti ispessiti e stanchi. "Un paese cafone e orfano della propria storia. Un paese ...continua

    "L'Italia è una nazione che espone la propria marmaglia come bandiere alle finestre," commentò Frangipane, i tratti ispessiti e stanchi. "Un paese cafone e orfano della propria storia. Un paese protofascista per natura profonda."

    ha scritto il 

  • 5

    Come si deve

    Scrittura curata, ironia, erudizione non irritante, senso della Storia, atmosfere visibili, caratteri bel delineati e credibili: un gran bel yellow! che, al di là della conclusione-risoluzione, mi ...continua

    Scrittura curata, ironia, erudizione non irritante, senso della Storia, atmosfere visibili, caratteri bel delineati e credibili: un gran bel yellow! che, al di là della conclusione-risoluzione, mi sono goduta come si deve. "Come si deve" per una storia gialla, intendo. Pensavo di dare altre chances a Simenon e invece mi sono imbattuta in questo autore italiano dallo pseudonimo improbabile (finché googlando non ho scoperto che è tratto da L'uomo senza qualità di Musil, ehm....), di cui mi procurerò al più presto gli altri libri.

    ha scritto il 

  • 0

    I personaggi di Hans Tuzzi/Adriano Bon mangiano al ristorante, sempre, o fanno venire la cuoca in casa, abbinano perfettamente il vino come i calzini, per Natale e i compleanni si scambiano ...continua

    I personaggi di Hans Tuzzi/Adriano Bon mangiano al ristorante, sempre, o fanno venire la cuoca in casa, abbinano perfettamente il vino come i calzini, per Natale e i compleanni si scambiano rigorosamente libri antichi (per i quali, io lettrice, non nutro alcun interesse), oggetti d'antiquariato o capi firmati... Insomma, sono dei gran cagoni, dai ritmi lenti come quelli della prosa e della narrazione: io, però, la serie del commissario Melis la ADORO.

    Finito: meno bello, del "Maestro della testa sfondata" e de "La morte segue i Magi". Del resto, i gialli di Hans Tuzzi, come gialli, non mi piacciono gran che: mancano di ritmo, si sciolgono in modi un po' macchinosi e strada facendo si fa fatica a tenere le fila dell'indagine... E' che mi sono affezionata a Melis, a Fiorenza, a Frangipane, ma anche a Iurilli, Lambiase, Ingellis e compagnia briscola. Dulcis in fundo, ci ho trovato una delle più belle dichiarazioni d'amore lette sinora: "... ascolta (...), io sono un poliziotto. E non farò mai carriera perchè non ho né la cultura né l'intelligenza. Sarò sempre uno di quei poliziotti che corrono, corrono, considerati come merda tanto dai delinquenti come dai signori, e non hanno mai tempo per la famiglia e quando gli viene voglia vogliono un caffè. E questa non è un'offesa. E' un bisogno. Come era un bisogno la tua paura. Io non sto a fare inchini e precedenze, e non ti chiedo di farli con me. Però, se vuoi, è così, sennò non è. Vuoi?"

    ha scritto il 

  • 4

    Apprezzabile giallo, ancor più dai lettori di Milano, che vi troveranno suggestive descrizioni di luoghi e atmosfere tipiche di questa città e riflessioni acute sul modo di viverla da parte dei ...continua

    Apprezzabile giallo, ancor più dai lettori di Milano, che vi troveranno suggestive descrizioni di luoghi e atmosfere tipiche di questa città e riflessioni acute sul modo di viverla da parte dei suoi abitanti.

    ha scritto il 

  • 4

    Bel personaggio, il commissario Melis, colto e buongustaio. Belli anche i personaggi di contorno. E bellissima, come sempre, Milano. Una sorpresa la prosa di Tuzzi, alta ma non troppo, dal sapore ...continua

    Bel personaggio, il commissario Melis, colto e buongustaio. Belli anche i personaggi di contorno. E bellissima, come sempre, Milano. Una sorpresa la prosa di Tuzzi, alta ma non troppo, dal sapore antico.

    ha scritto il 

  • 4

    Questa storia è pazzesca. Intrigante, appassionante senza essere eccessivamente complicata (come forse era un po' 'Il maestro della testa sfondata'), divertente e piacevole. Veramente un bellissimo ...continua

    Questa storia è pazzesca. Intrigante, appassionante senza essere eccessivamente complicata (come forse era un po' 'Il maestro della testa sfondata'), divertente e piacevole. Veramente un bellissimo giallo nella Milano degli anni '80, che incolla fino all'ultima pagina.

    ha scritto il