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Perché essere felice quando puoi essere normale?

Di

Editore: Mondadori

4.0
(310)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 216 | Formato: eBook | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese

Isbn-10: 8852023429 | Isbn-13: 9788852023422 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback

Genere: Biography , Fiction & Literature , Gay & Lesbian

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Descrizione del libro
EPUB con Adobe DRM

Jeanette Winterson è uscita di casa a 16 anni perché si era innamorata di un'altra donna, e perché voleva essere felice. Quando tentò di spiegarlo a sua madre, la signora Winterson rispose: "Perché essere felice quando puoi essere normale?". Senza saperlo, aveva dato il titolo a questo memoir intimo e personale, generoso, intelligente, ma anche allegro e a tratti pure comico. Jeanette Winterson ricorda la sua storia di bambina adottata da una madre profondamente religiosa e un padre indifferente, racconta la scoperta dell'omosessualità ma anche la scoperta dei libri e della lettura, e la madre che rovescia in giardino la biblioteca personale di Jeanette e le dà fuoco. Con grande onestà intellettuale, Winterson scava nei suoi pensieri e nei suoi sentimenti di bambina, adolescente, donna, mette a nudo i suoi affetti, e ripercorre il suo incredibile viaggio alla ricerca della madre naturale.
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  • 5

    "Se a questo si sommano il mio carattere focoso e l'intensità dei miei sentimenti, l'amore si trasforma in un'arma piuttosto pericolosa. Non mi sono mai intossicata di droghe, ma d'amore, di un amore sconsiderato e folle, più simile a un danno che a una cura, a un crepacuore che a un cuore sano. ...continua

    "Se a questo si sommano il mio carattere focoso e l'intensità dei miei sentimenti, l'amore si trasforma in un'arma piuttosto pericolosa. Non mi sono mai intossicata di droghe, ma d'amore, di un amore sconsiderato e folle, più simile a un danno che a una cura, a un crepacuore che a un cuore sano. E ho combattuto, ho sferrato attacchi e anch'io il giorno dopo ho cercato di rimediare. E me ne sono andata senza una parola e senza pentirmene.
    L'amore è vivido. Non ho mai voluto la versione sbiadita. L'amore è forza alla massima potenza. Non ho mai voluto la versione diluita. Non mi sono mai sottratta all'enormità dell'amore, ma non sapevo che l'amore potesse essere affidabile come il sole. Il sorgere quotidiano dell'amore".

    ha scritto il 

  • 5

    Per me, appassionata dei suoi primi romanzi, questo libro è un felice incontro. E narra ciò che avremmo voluto chiederle: come continua la storia? Qui J. W. fa proprio questo, ci narra ancora una volta fin dall'inizio la sua storia, e il suo seguito. Lo fa con quel suo candore magico che si innal ...continua

    Per me, appassionata dei suoi primi romanzi, questo libro è un felice incontro. E narra ciò che avremmo voluto chiederle: come continua la storia? Qui J. W. fa proprio questo, ci narra ancora una volta fin dall'inizio la sua storia, e il suo seguito. Lo fa con quel suo candore magico che si innalza sulle più nere e fangose pozzanghere delle sue primissime esperienze di affetto. Racconta una versione quasi realistica. E poi si confida, si fida di noi lettori. Il suo stile poetico e fantastico illumina ad intermittenza questo resoconto personale. Preziose le riflessioni e irresistibile la sua ironia. Ma l'autrice di Oranges e Sexing the cherry, ci avrà narrato la verità? E' andata proprio così?
    Trust me, I'm telling you stories.
    Questa volta ci fidiamo.
    Consiglio vivamente.

    ha scritto il 

  • 0

    "Quel che osserviamo in queste storie è che la ferita è simile al dono: chi è ferito è marchiato, letteralmente e simbolicamente.
    La ferita è il marchio della differenza.
    [...]
    Non puoi disconoscere quello che è tuo. Proiettato nella lontananza, c'è sempre il ritorno, il riconos ...continua

    "Quel che osserviamo in queste storie è che la ferita è simile al dono: chi è ferito è marchiato, letteralmente e simbolicamente.
    La ferita è il marchio della differenza.
    [...]
    Non puoi disconoscere quello che è tuo. Proiettato nella lontananza, c'è sempre il ritorno, il riconoscimento, la vendetta, forse la riconciliazione.
    C'è sempre il ritorno. E sarà la ferita a farti tornare. E' un sentiero segnato dal sangue"

    ha scritto il 

  • 0

    La prima parte è meravigliosa, la seconda, quella sull'adozione, nettamente inferiore. Ci ho trovato tutti i difetti del libro di un'altra scrittrice adottata "A.H. Homes" che nonostante peraltro avesse avuto una famiglia adottiva perfettamente normale aveva questo spasmodico desiderio di incontr ...continua

    La prima parte è meravigliosa, la seconda, quella sull'adozione, nettamente inferiore. Ci ho trovato tutti i difetti del libro di un'altra scrittrice adottata "A.H. Homes" che nonostante peraltro avesse avuto una famiglia adottiva perfettamente normale aveva questo spasmodico desiderio di incontrare la madre biologica e strinse con lei anche un rapporto che definire conflittuale è riduttivo.
    Il pensiero che ti lasciano queste due testimonianze devo dire che è quasi egoista. Nel senso che si comprende come forse non abbia senso ritrovare i propri genitori biologici. La biologia non basta a fare di una persona una madre e magari si è passati la vita a fantasticare su una vita che non sarebbe mai potuta esistere. Dare in adozione un figlio è credo paradossalmente un atto d'amore (non posso tenerti e voglio che tu abbia una vita oltre me), tornare indietro e forzare certi legami mi sembra al contrario un atto egoista. La Winterson si lamenta che la sua madre biologica dicesse cose cattive contro quella adottiva ( che pure era tremenda), perchè era un mostro sì, ma il SUO mostro. Però è solo un mio pensiero, mi è nato pensando alla straordinaria somiglianza dei casi delle due scrittrici.

    ha scritto il 

  • 3

    Saltando da Freud ad Eliot, tra Jung e la Maggie, l'Autore ci distrae e ci accompagna seguendo un filo tutto suo.
    La morale sembra quasi "scontata": vivi la tua vita, felice o normale che sia

    "Seppelliamo le cose così in profondità che non ricordiamo più cosa abbiamo seppellito. I no ...continua

    Saltando da Freud ad Eliot, tra Jung e la Maggie, l'Autore ci distrae e ci accompagna seguendo un filo tutto suo.
    La morale sembra quasi "scontata": vivi la tua vita, felice o normale che sia

    "Seppelliamo le cose così in profondità che non ricordiamo più cosa abbiamo seppellito. I nostri corpi ricordano. Le nostre nevrosi ricordano. Ma noi no"

    ha scritto il 

  • 3

    Jeanette Winterson non ha avuto vita facile: omosessuale in una famiglia super-religiosa che la credeva posseduta dal diavolo, amante dei libri in una casa in cui si leggeva solo la bibbia, ha dovuto lottare tutta la vita per poter esprimere se stessa.
    Adesso che è una scrittrice di fama mo ...continua

    Jeanette Winterson non ha avuto vita facile: omosessuale in una famiglia super-religiosa che la credeva posseduta dal diavolo, amante dei libri in una casa in cui si leggeva solo la bibbia, ha dovuto lottare tutta la vita per poter esprimere se stessa.
    Adesso che è una scrittrice di fama mondiale, Jeanette ha deciso di raccontare la sua giovinezza e il rapporto con le sue mamme: quella adottiva che è sempre stata severa e irremovibile nelle sue condizioni e quella naturale che l'ha abbandonata e che lei ha bisogno di trovare.

    Più che un'autobiografia, questa è una raccolta di pensieri ed emozioni che però risultano comunque coinvolgenti.
    Non conoscevo questa autrice, ma leggerò senz'altro qualche altra sua opera.

    ha scritto il 

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