Perché io credo in Colui che ha fatto il mondo

Tra Fede e Scienza

Di

Editore: il Saggiatore

3.2
(253)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 256 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8842807141 | Isbn-13: 9788842807148 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Religione & Spiritualità , Scienza & Natura

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Descrizione del libro
Fin troppo spesso si sente dire che il mondo della scienza e quello dellareligione sono in completa opposizione e che non condividono alcunaesperienza o caratteristica in comune. Nulla potrebbe essere più falso diqueste affermazioni secondo Antonino Zichichi, che in quest'opera affermacome la ricerca scientifica e l'esperienza religiosa abbiano in comune moltopiù di quanto si possa pensare.
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  • 3

    So bene che Zichichi è uno scienziato, ma mi aspettavo che in questo libro si focalizzasse più sull'aspetto filosofico-teologico della questione. Non avendo delle solide basi scientifiche, giunta più ...continua

    So bene che Zichichi è uno scienziato, ma mi aspettavo che in questo libro si focalizzasse più sull'aspetto filosofico-teologico della questione. Non avendo delle solide basi scientifiche, giunta più o meno a metà, ho ritenuto opportuno interromperne la lettura per potermi dedicare ad altri testi. In ogni caso mi sento di assegnare tre stelline perché si tratta di un'opera valida e ben scritta. Sono comunque contenta di averlo in libreria.

    ha scritto il 

  • 2

    Non ho mai avuto tanta fede nella mia vita, ho letto questo libro per capire come potesse averne un uomo di scienza, direi che non mi ha convinto affatto. Spinge al massimo all'essere agnostici e non ...continua

    Non ho mai avuto tanta fede nella mia vita, ho letto questo libro per capire come potesse averne un uomo di scienza, direi che non mi ha convinto affatto. Spinge al massimo all'essere agnostici e non atei ma di certo non credenti a mio modo di pensare.

    Voto: 5,5/10

    ha scritto il 

  • 3

    Tra bosoni e muoni, poteva fare di meglio.
    La vera pecca è non trattare aspetti di teologia, ma solo di tecnica scientifica (peraltro oggi superata).

    ha scritto il 

  • 0

    vulev fa... 'o scinziat'!!!

    Antonì... volevi fare lo scienziato no? beh, cosa c'azzecchi con la letteratura? un libro complicato. una lettura "stopposa" ed altisonante (quando cita alcune scoperte e le varie ricerche che ne hann ...continua

    Antonì... volevi fare lo scienziato no? beh, cosa c'azzecchi con la letteratura? un libro complicato. una lettura "stopposa" ed altisonante (quando cita alcune scoperte e le varie ricerche che ne hanno anticipato la pubblicazione). il suo discorrere prettamente tecnico ci sta tutto, stiamo pur sempre parlando di uno scienziato... ma ciò non fa di lui uno scrittore, e la lettura ne risente ampiamente. troppe dissertazioni specifiche e terminologie che ne appesantiscono le filologie, perché se l'intento era quello di dimostrare la possibile esistenza di un Dio nascosto in chissà quale anfratto della scienza, non è sicuramente questo il modo per farlo. belli alcuni passaggi decisamente più scorrevoli, come ad esempio il rapporto delle persone con la scienza nuda e cruda, quando cita le fasi dell'apprendimento e della scoperta... ma decisamente pesante (ed oserei dire "pedante"), quando infarcisce di una palese catto-convinzione la sua tesi sull'inconoscibile. onestamente, leggere questo libro per sfaldare - anche se in minima parte - l'eterno conflitto tra religione e fede, mi sembra uno "zinzinello" troppo. "vuliv' fa 'o scienziat'?", allora fa lo scienziato; a scrivere libri, ci pensano gli scrittori.

    ha scritto il 

  • 1

    Insulso

    Definire questo libro divulgativo e' un insulto a tutti i veri divulgatori. Questo libro e' scritto per proselitismo e asservismo alle posizioni della Chiesa, per giustificare le quali l'autore piega ...continua

    Definire questo libro divulgativo e' un insulto a tutti i veri divulgatori. Questo libro e' scritto per proselitismo e asservismo alle posizioni della Chiesa, per giustificare le quali l'autore piega e rivolta i fatti della Scienza.
    Forse Scienza e Fede possono coesistere, ma di certo non e' questo il modo. Non se una delle due deve essere asservita all'altra.

    ha scritto il 

  • 1

    Le recensioni online descrivono già abbastanza bene la pochezza argomentativa, gli errori, la fissazione per le maiuscole a dir poco disturbate. Se Zichichi viene definito da quelli del CERN come "ott ...continua

    Le recensioni online descrivono già abbastanza bene la pochezza argomentativa, gli errori, la fissazione per le maiuscole a dir poco disturbate. Se Zichichi viene definito da quelli del CERN come "ottimo organizzatore e mediocre fisico" un motivo c'è.

    ha scritto il 

  • 2

    Premetto che mi è stato molto difficile leggerlo, non perché sia scritto male ma perché spesso mi sono trovato a dover contenere frequenti accessi d’ira, che mi spingevano a buttarlo fuori dal balcone ...continua

    Premetto che mi è stato molto difficile leggerlo, non perché sia scritto male ma perché spesso mi sono trovato a dover contenere frequenti accessi d’ira, che mi spingevano a buttarlo fuori dal balcone.
    Il concetto principale è semplice: non si può negare scientificamente l’esistenza di Dio perché è sbagliato voler definire un’entità che si trova nel piano del Trascendente usando gli strumenti della Logica, della Matematica e della Scienza, propri della sfera dell’Immanente.
    Per dirla terra terra, sarebbe come voler misurare quanto pesa una busta di mele usando solo un righello (cosa peraltro possibile, se si ha un po’ di pazienza e si conosce la densità della mela).
    E fin qui ci posso anche stare; ma allora un titolo più appropriato sarebbe stato: “Perché non voglio non credere in Colui che ha fatto il mondo”.

    Quando frequentavo il liceo classico ero un grande fan di Zichichi e non mi perdevo una puntata dei suoi interventi televisivi della domenica mattina. Ora che studio ingegneria da anni e gli argomenti che tratta li mastico a colazione, ne resto un po’ deluso.
    Da grande scienziato quale si auto-professa, dovrebbe avere un minimo di ritegno nel piegare i fatti storici alle proprie tesi in modo così spudorato!

    Leggendo il libro, il pericolo è dietro l’angolo. Vediamo alcuni concetti, che lo scienziato ripete in continuazione, come un mantra:
    1.L’Evoluzionismo non è una scienza perché non raggiunge nemmeno il terzo livello di credibilità scientifica (non cita il creazionismo ma poco ci manca, perché mette la pulce nell’orecchio sul cosiddetto anello mancante)
    2.Le grandi scoperte di Galilei nascono da un atto di Fede in Colui che ha fatto il mondo.
    3.L’esperimento irripetibile non ha credibilità scientifica (e coi miracoli come la mettiamo? Ah, giusto, vanno accettati per Fede…giuro, dice proprio così!!!)
    Ce ne sono a decine, ma mi fermo qui.
    Passi il primo punto, perché in effetti non credo che la TEORIA evoluzionistica di Darwin abbia la pretesa di spiegare come un teorema da dove veniamo.
    Ma come si può difendere la Chiesa portando come baluardo proprio colui che ne fu la vittima più illustre??? Questa è l’offesa più ignobile che si possa fare al povero Galilei, che ha dovuto subire terribili ingiustizie per aver messo in dubbio quelle che venivano allora considerate delle verità dogmatiche di Fede. E gli hanno chiesto scusa 400 anni dopo!!! (episodio del quale l’autore non fa alcuna menzione nel libro, pur elogiando Giovanni Paolo II praticamente in ogni pagina)

    Diciamo piuttosto che il povero Galilei ha avuto il coraggio di continuare il proprio lavoro, ricercando la Verità NONOSTANTE la Fede e la Chiesa, che si propone come portatrice ufficiale della Verità Rivelata e ha costretto lo Scienziato a ritrattare le proprie scoperte (ma di questo Zichichi non parla).

    Insomma…
    Di passi da citare ce ne sarebbero a decine, ma mi fermo qui perché dovrei riscriverlo tutto.

    Consiglio fortemente la lettura, magari associandola a “Perché non possiamo essere Cristiani” (di Odifreddi), per poter avere una visione di entrambe le voci. Poi ognuno è degno di scegliere se credere o meno.
    Personalmente ho deciso di non pormi il problema dell’esistenza o meno di Dio o chi per lui.
    Tanto non lo sapremo mai!

    ha scritto il 

  • 1

    Mi trovo d'accordo con molte recensioni qui postate, nemmeno io sono riuscita ad andare oltre le prime tre pagine, nonostante anch'io come qualcuno di voi, abbia provato a mettere da parte i pregiudiz ...continua

    Mi trovo d'accordo con molte recensioni qui postate, nemmeno io sono riuscita ad andare oltre le prime tre pagine, nonostante anch'io come qualcuno di voi, abbia provato a mettere da parte i pregiudizi e ad attivare la curiosità sulle tesi del Sig. Zichichi.
    Inizia con una lista di 8 temi sui quali vuole.. convincere.. il lettore (convincere? Già partito con il piede sbagliato). I temi contengono parolone poco comprensibili ai meno avvezzi, talvolta ripetuti e davvero sembrano dogmi religiosi (quale "La Fede è inestirpabile"). Tra questi temi parla delle contraddizioni dell'Ateismo (ma mi dici le tue idee o vuoi convincermi che gli altri sbagliano?). Una di queste contraddizioni sarebbe che nè matematica nè scienza dimostrano che Dio non esiste. E per questo devo credere che esista? (perchè, la religione invece dimostra chiaramente che esiste?)
    Mi sono decisamente convinta a chiuderlo quando mi dice che le fasi di Venere, gli anelli di Saturno o la presenza della Luna sono solo dettagli, "bisogna prima capire quali sono le Leggi Fondamentali e poi i dettagli". Io mi sono resa conto che molte delle "Leggi" sono state intuite esclusivamente grazie ai dettagli. Spesso capita di notare un dettaglio e, di conseguenza, capirne la legge che lo domina. Vuoi dirmi che Newton doveva mettersi prima a studiare la legge di Gravità e poi vedere se funziona facendo cadere una mela?

    ha scritto il 

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