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Perché non possiamo essere atei

Di

Editore: Piemme

3.6
(11)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri

Isbn-10: 8856609991 | Isbn-13: 9788856609998 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida

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Descrizione del libro
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  • 5

    "Vivere senza Dio è un rompicapo e un tormento. L'uomo non può vivere senza inginocchiarsi davanti a qualcosa. Se l'uomo rifiuta Dio, si inginocchia davanti a un idolo. Siamo tutti idolatri, non atei."

    Non so se si tratti di una scelta voluta oppure no, ma quando ho visto questo libro in biblioteca la mia testa lo ha subito collegato al suo "gemello cattivo", il forse più conosciuto e più quotato ...continua

    Non so se si tratti di una scelta voluta oppure no, ma quando ho visto questo libro in biblioteca la mia testa lo ha subito collegato al suo "gemello cattivo", il forse più conosciuto e più quotato Perché non possiamo essere cristiani di Mr. Odifreddi... perchè è così, siamo nel mezzo di una lotta, e le due fazioni non potrebbero essere più distanti tra loro: quella dei credenti, per i quali è inconcepibile essere atei; e quella degli atei o ateologi, per i quali vale il contrario. Ed entrambe le parti sembrano più decise che mai a far valere i propri motivi. Ho letto anche il libro di Odifreddi, ma posso ben dire che questo che sto recensendo ha ampliamente dimostrato di possedere una marcia in più, nonché di essere - almeno per me - molto più convincente: perché Odifreddi, nel suo tentativo di smontare il cristianesimo pezzo per pezzo (ma, mi chiedo io, perché dedicare tanto tempo ed energia a smontare un credo dedicato a un qualcosa che non esiste e ad autoconvincersi che gli ateologi "ah, noi sì che siamo fighi!") si pone come se lui stesso fosse un nuovo dio a cui tutti devono inchinarsi? Non sarà mica vero quel che scrisse Dostoevskij riguardo agli idoli? Mentre leggevo questo libro, e soprattutto osservando il mondo che mi circonda, faccio sempre più fatica a credere il contrario. Molto, molto interessante, dunque. Senz'altro valido per chi, come me, ama mettersi in discussione.

    ha scritto il 

  • 2

    Dato che personalmente preferisco essere un razionale che oggi non sa e domani (forse) sì piuttosto che un credente che sa tutto subito grazie alle storie unicamente dettate da un libro che si ...continua

    Dato che personalmente preferisco essere un razionale che oggi non sa e domani (forse) sì piuttosto che un credente che sa tutto subito grazie alle storie unicamente dettate da un libro che si chiama Bibbia, credo sia semplice per me affermare che questo di Agnoli è un libro assolutamente poco convincente. A grandi linee può essere diviso in due parti: una filosofica ed una storica. Quella filosofica insiste su singole affermazioni di Darwin (oltre che su eventuali controsensi rispetto a conoscenze attuali - ma Agnoli, guardi che la scienza, al contrario della religione, è sempre in continuo rinnovamento e sviluppo!), dimostrando così di non conoscere (o voler ignorare) la generalità delle teorie evoluzionistiche e tentando invece solo di demonizzare la figura del biologo inglese che tanto ha dato alla scienza e all'umanità. Inoltre in questa parte l'autore parla non conoscendo (o volendo ignorare) i veri significati dei lavori di Nietzsche (definito per ben due volte un uomo che voleva fare il superuomo e morì pazzo! Sigh!), di Desmond Morris, affiancati tra l'altro a figure di estremisti e fanatici presi d'esempio, così come a voler fare di tutta l'erba atea un fascio (cosa tristemente approssimativa e poco intelligente). Agnoli smonta poi gli atei materialisti e le loro teorie accusandoli di ragionare sempre a priori, ma cade ridicolmente nello stesso errore trovandosi a rispondere a tutti i come e a tutti i perché in maniera poco approfondita, affondando semplicisticamente le radici sempre nell'argomentazione 'opera di Dio' o 'volontà di Dio'. La parte più interessante rimane quella intorno alla metà, con l'analisi storica di nazismo, fascismo e comunismo; in compenso però pure lì ben presto si cade nel patetico, dato che si tenta di dimostrare che 'dato che Hitler, Mussolini e Stalin erano chi più chi meno ateo, tutti gli atei sono come Hitler, Mussolini e Stalin' (sigh!). E, se anche così fosse, quindi se l'ateismo è obbligatoriamente il male, dov'è il bene? Beh, per Agnoli la risposta è più che ovvia, dato che per 300 e passa pagine tenta di dimostrare che solo il cattolicesimo è buono... Giustificazioni alle Crociate e all'Inquisizione, affossamento di temi come aborto ed eutanasia, e poi, quando si parla di morale: quella dell'ateismo è una morale distorta e quindi, ovvia conseguenza (!), la morale deve per forza venire dal nostro Dio (!!!). Blah! Robe di una superficialità sublime... Senza contare poi che, giusto per fare i puntigliosi, la chiusura con la preghiera è kitsch forte...

    ha scritto il