Perché non possiamo essere cristiani

(e meno che mai cattolici)

Di

Editore: Longanesi (Le spade, 7)

3.9
(2037)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 264 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8830424277 | Isbn-13: 9788830424272 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri , Paperback

Genere: Storia , Filosofia , Religione & Spiritualità

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Descrizione del libro
"La prima stazione della nostra via crucis è l'inizio di tutti gli inizi: più precisamente, la mitologia ebraica della creazione del mondo e dell'uomo, narrata in due versioni diverse e contraddittorie nei capitoli I-XI del Genesi." Comincia così questo viaggio che il matematico Piergiorgio Odifreddi compie dentro le Scritture e lungo la storia della Chiesa, fino ai giorni nostri. Come uomo di scienza, egli considera l'affermazione che quello della Bibbia è l'unico vero Dio una "bestemmia" nei confronti di colui che gli uomini di buona fede, da Pitagora e Platone a Spinoza e Einstein, hanno da sempre identificato con l'intelligenza dell'universo e l'armonia del mondo. Come cittadino, afferma che il cristianesimo ha costituito non la molla del pensiero democratico e scientifico europeo, bensì il freno che ne ha gravemente soffocato lo sviluppo civile e morale, e ritiene che l'anticlericalismo sia oggi più una difesa della laicità dello Stato che un attacco alla religione della Chiesa. Come autore, infine, legge l'Antico e il Nuovo Testamento e le successive elaborazioni dogmatiche della Chiesa per svelarne, con una critica tanto serrata quanto avvincente, non soltanto le incongruenze logiche ma anche le infondatezze storiche, dando alla ragione ciò che è della ragione e facendo emergere dai testi la verità: ovvero, dice Odifreddi, che "Mosè, Gesù e il papa sono nudi".
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  • 2

    A mio avviso ci sono due modi di criticare un testo considerato sacro: o si fa con aperta comicità, come una volta fece Giobbe Covatta, per citare un caso, o si scrive un saggio, e allora ci vuole pri ...continua

    A mio avviso ci sono due modi di criticare un testo considerato sacro: o si fa con aperta comicità, come una volta fece Giobbe Covatta, per citare un caso, o si scrive un saggio, e allora ci vuole prima di tutto massimo rispetto e serietà, puntualità e precisione nell'analisi e, per quanto possibile, solide basi linguistiche.
    Odifreddi a mio avviso fallisce da entrambi i punti di vista. Fin dalle prime righe il tono utilizzato è di aperto scherno e tutte le sue osservazioni, spesso condivisibilissime, sono infarcite da battutine degne di un ragazzino di 12 anni più che di un professore universitario. In alcuni momenti sembra manchi giusto un "gne gne gne" a completare l'opera... Le critiche sono ragionevoli, ma manca secondo me un lavoro di insieme più accurato: l'autore salta da una parte all'altra dell'Antico Testamento senza contestualizzare e senza portare un'analisi linguistica che, peraltro, non credo sia in grado di fornire. Mi chiedo anzi di quali strumenti, studi e traduzioni si sia avvalso nello scrivere questo saggio, perché non si degna nemmeno di fare una postfazione o dei ringraziamenti citandoli.
    Insomma, un'occasione sprecata per fare della buona divulgazione scientifica e che invece si esaurisce nel solito triste "ho ragione io e voi siete tutti cretini" (da cristiani, ovviamente). Peccato.

    ha scritto il 

  • 4

    Odifreddi esamina la coerenza interna delle Sacre Scritture, nonché dei dogmi che ne hanno distillato le confessioni cristiane.
    La Bibbia è definita come il racconto di «piccole beghe di un popolo di ...continua

    Odifreddi esamina la coerenza interna delle Sacre Scritture, nonché dei dogmi che ne hanno distillato le confessioni cristiane.
    La Bibbia è definita come il racconto di «piccole beghe di un popolo di pastori mediorientali di tremila anni fa»: libri intrisi di violenza, tanto che «il conto delle vittime ascrivibili al buon Jahvé, dalla moglie di Lot a Saul, assomma a 770.359 persone, salvo errori e omissioni». Ma «perché mai chi dettava [le Sacre Scritture] avrebbe voluto che si scrivessero così tante cose che, come abbiamo cominciato a notare e continueremo a fare, sono sbagliate scientificamente, contraddittorie logicamente, false storicamente, sciocche umanamente, riprovevoli eticamente, brutte letterariamente e raffazzonate stilisticamente, invece di ispirare semplicemente un’opera corretta, consistente, vera, intelligente, giusta, bella e lineare?».
    Perché tutti i testi sacri riflettono, inevitabilmente, le condizioni politiche, economiche, sociali e culturali delle comunità che li hanno creati. A questa constatazione non si sottrae nemmeno il Nuovo Testamento, specialmente laddove Gesù dice ai suoi discepoli: «A voi è dato conoscere i misteri del regno di Dio, ma agli altri solo in parabole, perché vedendo non vedano, e udendo non intendano». Il commento dell’autore è sferzante: «secondo la contorta logica di Jahvé […] la sua parola non deve dunque essere compresa, così che da un lato egli possa perversamente infuriarsi col suo popolo che non comprende […] e dall’altro lato, egli possa poi magnanimamente perdonarlo e risanarlo. Questa contorta logica viene dunque ereditata anche da suo Figlio, o chi per esso, che parla per parabole perché la gente non possa capirlo, affinché si compiano le profezie».
    L’inevitabile conseguenza, sostiene l’autore, è che il cristianesimo si rivela «una religione di illetterati cretini», indegna «della razionalità e dell’intelligenza dell’uomo». «La ragione e l’etica sono infatti incompatibili con la teoria e la pratica del Cristianesimo». È comunque il cattolicesimo il vero bersaglio dell’autore, dai suoi dogmi sconcertanti (la transustanziazione, la Trinità, l’Immacolata Concezione…) ad aspetti meno teologici, ma non meno sorprendenti se si prendessero sul serio le rivendicazioni di povertà, rigore morale e spiritualità ripetutamente avanzate dalle gerarchie vaticane, quali la stipula di concordati, l’otto per mille, gli scandali finanziari…
    «Finché ci saranno religioni ci saranno guerre di religione, come ci sono sempre state e ci sono. Mentre invece non ci sono guerre di scienza, né ci sono mai state, perché la scienza è una sola». Dunque il consenso di cui gode tuttora la Chiesa cattolica può spiegarsi razionalmente con il mancato accesso di larga parte della popolazione a fondamentali strumenti di conoscenza. Abbattere il muro di gomma opposto dai mass media è impresa titanica in un paese come il nostro, dove ogni starnuto papale è ritenuto meritevole di dotte analisi accademiche.

    ha scritto il 

  • 3

    dice tutto giusto, smentite che già conoscevo...

    ma questo non basterà a fermare i credenti che non usano razionalità quando credono intensamente in Dio, Gesù e le altre storie. Mi aspettavo di più...

    ha scritto il 

  • 4

    il sottotitolo mi è piaciuto tanto perchè è evidente che un gruppo di uomini estremamente intelligenti a partire dalla morte di un grande pensatore ( Gesù di Nazaret ) abbia costruito un centro di pot ...continua

    il sottotitolo mi è piaciuto tanto perchè è evidente che un gruppo di uomini estremamente intelligenti a partire dalla morte di un grande pensatore ( Gesù di Nazaret ) abbia costruito un centro di potere di prim'ordine.
    Quindi sull'essere cristiano o meno non scrivo nulla e se l'essere cristiano significa "ama il prossimo tuo come te stesso ( ...se anche il prossimo è d'accordo ed il cristiano non è masochista...) ben venga,
    ma sulla Chiesa cattolica e gran parte dei suoi esponenti in divisa ( soprattutto i graduati con le croci d'oro ) si potrebbero scrivere tante cose e ho la vaga impressione che nelle alte sfere in fondo in fondo ai loro cuori porporati anche Loro non credano tanto alla storiella delle palle di fuoco dell'inferno ed ai puttini asessuati che dalle nuvolette fanno ciao... vabbè mi fermo perchè se volessi partire dal medioevo non la finisco più.

    ha scritto il 

  • 1

    Con il suo tipico sarcasmo e la sua sottile ironia Odifreddi percorre una lunga e a tratti approfondita disamina, a partire dalla Bibbia ai nostri giorni, del Cattolicesimo e del suo credo. In questa ...continua

    Con il suo tipico sarcasmo e la sua sottile ironia Odifreddi percorre una lunga e a tratti approfondita disamina, a partire dalla Bibbia ai nostri giorni, del Cattolicesimo e del suo credo. In questa disamina mostra la totale incompetenza filologica della lingua ebraica biblica, pur condividendo con lui l'accusa che riguarda gli aspetti politici. Nella sua totalità mi è sembrato che Odifreddi sia animato da una precomprensione di fondo, travestita da razionalità e scientificità asettiche, l'ateismo che, in questo caso, diventa il fratello gemello della fede integralista. Fa cioè quello che molti cattolici hanno fatto per secoli: citare solo quello che fa comodo a lui, che raggiunga lo scopo che si è prefissato. E con un metodo che nemmeno i cattolici usano più e che a tratti ricorda vagamente le dispute tra don Camillo e Peppone. Almeno lo fa con ironia e senza nascondere di possedere, lui, la verità assoluta in tasca.

    ha scritto il 

  • 0

    Grazie a questo libro sorprendente ho conosciuto un personaggio veramente interessante, Limonov. Ma soprattutto ho scoperto la bravura e l'intelligenza di Carrère. L'intreccio tra le esperienze di ent ...continua

    Grazie a questo libro sorprendente ho conosciuto un personaggio veramente interessante, Limonov. Ma soprattutto ho scoperto la bravura e l'intelligenza di Carrère. L'intreccio tra le esperienze di entrambi è una lettura che non lascia spazio alle pause.

    ha scritto il 

  • 0

    Bravissimo Odifreddi. Lo si potrà accusare di provocatorio, di snob o di superbia intellettuale... ma come non dargli ragione? Oltre a dimostrare una profonda conoscenza delle scritture, la sua analis ...continua

    Bravissimo Odifreddi. Lo si potrà accusare di provocatorio, di snob o di superbia intellettuale... ma come non dargli ragione? Oltre a dimostrare una profonda conoscenza delle scritture, la sua analisi e le sue acute osservazioni sono di una logica schiacciante. Questo libro apre e spalanca gli occhi di tutti noi e dovrebbe essere usato come libro di testo nelle scuole.

    ha scritto il 

  • 3

    Lo stile di Odifreddi mi piace, anche se a volte lo trovo un po' contorto, e non entro nel merito della presunta boria dell'autore. Ho messo tre stelle e non quattro o cinque solo perché come testo mi ...continua

    Lo stile di Odifreddi mi piace, anche se a volte lo trovo un po' contorto, e non entro nel merito della presunta boria dell'autore. Ho messo tre stelle e non quattro o cinque solo perché come testo mi è sembrato il nipotino de "L'illusione di dio" di Richard Dawkins!

    ha scritto il 

  • 5

    Che dire, un libro che mi è stato prestato ma che sicuramente comprerò e terrò nella mia libreria.
    Odifreddi analizza e inevitabilmente smonta, antico e nuovo testamento, dogmi e assurde pretese crist ...continua

    Che dire, un libro che mi è stato prestato ma che sicuramente comprerò e terrò nella mia libreria.
    Odifreddi analizza e inevitabilmente smonta, antico e nuovo testamento, dogmi e assurde pretese cristiane (la maggior parte ovviamente cattoliche) alla luce delle chiarissime incongruenze interne (con analisi:linguistiche, storiche, scientifiche o semplicemente di buonsenso) e delle artificiose costruzioni assolutamente umane.
    Un libro che consiglio, non solo a tutti gli anticlericali, atei, ed agnostici, ma anche a quelle persone che si pongono delle domande, ma soprattutto lo consiglio calorosamente a tutti quei cristiani che seguono ciecamente i dettami della chiesa, e pretendono di imporre al resto della società la loro visione perché tratta da un lbro a loro parere "ispirato da Dio".

    ha scritto il 

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