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Perdas de fogu

Di ,

Editore: E/O

3.5
(970)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 157 | Formato: Copertina morbida e spillati

Isbn-10: 8876418415 | Isbn-13: 9788876418419 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Sardegna 2008. Pierre Nazzari è un disertore ricattato e costretto a fare il lavoro sporco in operazioni segrete o illegali. Finisce nelle mani di una struttura parallela al servizio di un comitato d'affari locale e viene obbligato a spiare Nina, una giovane ricercatrice veterinaria che studia gli effetti dell'inquinamento bellico sugli animali nella zona del poligono di Salto di Quirra. Mentre l'ex militare tenta di conquistare la fiducia della giovane donna, il suo passato ritorna per chiudere un conto lasciato in sospeso. Entrambi saranno costretti a giocare una partita complicata e pericolosa il cui premio è la sopravvivenza. Sullo sfondo un mondo di affaristi e politici, ex contractor e strutture di sicurezza private, militari e industrie di armamenti legati al grande business della produzione bellica. Frutto di una lunga e meticolosa inchiesta condotta da Massimo Carlotto e dal gruppo di scrittori uniti nella sigla Mama Sabot, "Perdas de Fogu" segna il ritorno di Carlotto al grande romanzo d'inchiesta contemporaneo. Un'indagine mozzafiato con una trama fitta di colpi di scena, il cui protagonista rappresenta una forte novità nel panorama del noir. Una denuncia dei giochi sporchi di ambienti politici e militari ai danni della nostra salute e sicurezza.
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  • 2

    Importante l'argomento trattato, pessima la forma narrativa.

    Sono lapidaria ed inclemente, lo so, ma ho sviluppato una grossa avversione per gli stereotipi letterari.

    ha scritto il 

  • 4

    IL romanzo è frutto di una meticolsa inchiesta, condotta da Carlotto e dal gruppo di scrittori uniti sotto la sigla "Mama Sabot", e segna il ritorno di Carlotto al romanzo d'inchiesta contemporaneo. Ambientato in Sardegna, il plot narrativo funziona a pieni giri, mostrando a tratti il Carlotto mi ...continua

    IL romanzo è frutto di una meticolsa inchiesta, condotta da Carlotto e dal gruppo di scrittori uniti sotto la sigla "Mama Sabot", e segna il ritorno di Carlotto al romanzo d'inchiesta contemporaneo. Ambientato in Sardegna, il plot narrativo funziona a pieni giri, mostrando a tratti il Carlotto migliore.

    ha scritto il 

  • 1

    Un'occasione persa

    E' un vero peccato aver bruciato un tema così interessante in questo romanzo mal riuscito.
    La storia fatica a decollare. I personaggi sono troppi, poco caratterizzati e con una rete di relazioni difficile da seguire. Si ha l'impressione che non si arrivi al nocciolo della loro essenza, rima ...continua

    E' un vero peccato aver bruciato un tema così interessante in questo romanzo mal riuscito.
    La storia fatica a decollare. I personaggi sono troppi, poco caratterizzati e con una rete di relazioni difficile da seguire. Si ha l'impressione che non si arrivi al nocciolo della loro essenza, rimane tutto molto in superficie. Quando si chiude il libro non rimane niente.
    Da Massimo Carlotto mi aspetto decisamente di più.

    ha scritto il 

  • 2

    Due occasioni sprecate: come inchiesta non aiuta a capire la complessità della situazione della base del salto di quirra, come romanzo, un abbozzo mal cucito. Si poteva fare di meglio, perchè lo stile c'è.

    ha scritto il 

  • 4

    Trama saggiamente intricata, personaggi dannatamente realistici e qualche spunto di riflessione sulla situazione politico/amministrativa in Italia (con particolare riferimento ala Sardegna e alla provincia di Cagliari).
    Sono questi gli ingredienti vincenti per un noir eccezionale. A mio par ...continua

    Trama saggiamente intricata, personaggi dannatamente realistici e qualche spunto di riflessione sulla situazione politico/amministrativa in Italia (con particolare riferimento ala Sardegna e alla provincia di Cagliari).
    Sono questi gli ingredienti vincenti per un noir eccezionale. A mio parere fra i migliori di Carlotto.

    ha scritto il 

  • 3

    Non conoscevo l'esistenza dell'enorme e inquietante poligono che fa da sfondo alla vicenda e Carlotto rende sempre le sue storie molto interessanti e ricche di spunti di approfondimento sul malaffare italico. Quello che colpisce questo romanzo secondo me é data dalla scarsa caratterizazione dei p ...continua

    Non conoscevo l'esistenza dell'enorme e inquietante poligono che fa da sfondo alla vicenda e Carlotto rende sempre le sue storie molto interessanti e ricche di spunti di approfondimento sul malaffare italico. Quello che colpisce questo romanzo secondo me é data dalla scarsa caratterizazione dei personaggi, solo abbozzati e parecchio anonimi.
    Comunque nel complesso una buona lettura

    ha scritto il 

  • 2

    SPQU

    Per chi già conosce Carlotto e -almeno per sommi capi- la vicenda del poligono di Quirra, questo romanzo-inchiesta è destinato a essere una delusione sia come romanzo che (ancor più) come inchiesta.


    I nove Mama Sabot hanno raccolto 1.500 pagine di documentazione su Perdas? Devono averne pe ...continua

    Per chi già conosce Carlotto e -almeno per sommi capi- la vicenda del poligono di Quirra, questo romanzo-inchiesta è destinato a essere una delusione sia come romanzo che (ancor più) come inchiesta.

    I nove Mama Sabot hanno raccolto 1.500 pagine di documentazione su Perdas? Devono averne persa per strada un bel po'. La denuncia contiene solo notizie ampiamente risapute (il kombinat, il rapporto affari-politica-profitto, la questione nanoparticelle e malattie correlate), e rimane del tutto sullo sfondo rispetto alla fiction romanzesca. Fiction romanzesca, peraltro, che è la solita carlotteide, solo un po' più raffazzonata e (per fortuna) un po' meno truculenta del solito.

    Un elemento marginale ma interessante è la "ricollocazione lavorativa" dei vari mercenari/guardie del corpo/ contractors etc.

    Non vado oltre le due stellette e mezzo.

    ha scritto il 

  • 2

    PERDAS DE FOGU

    Pubblicato nel 2008, “ Perdas De Fogu” è stato definito un romanzo inchiesta, scritto da Massimo Carlotto che, insieme al già affermato Francesco Abate, si è valso dell’aiuto di un collettivo di giovani scrittori denominati “ Mamma Sabot”. L’ispirazione per il nome è stata presa dal “sabot” lo z ...continua

    Pubblicato nel 2008, “ Perdas De Fogu” è stato definito un romanzo inchiesta, scritto da Massimo Carlotto che, insieme al già affermato Francesco Abate, si è valso dell’aiuto di un collettivo di giovani scrittori denominati “ Mamma Sabot”. L’ispirazione per il nome è stata presa dal “sabot” lo zoccolo che gli operai, al tempo della rivoluzione industriale, usavano gettare negli ingranaggi dei macchinari delle fabbriche per sabotarle, così come vorrebbe fare questo gruppo di scrittori nell’ostacolare le menzogne somministrate giornalmente alla popolazione, in ogni campo. E “sabot” è anche il nome del bossolo dei proiettili contenenti l’uranio impoverito di cui si parla in questo libro.
    Un libro che ha una tematica estremamente interessante ed attuale nel portare alla luce le importanti problematiche legate al Poligono sardo di Perdas De fogu, nella zona del Salto di Quirra, il più grande in Europa e in continua espansione. Qui, vengono testate le armi militari nazionali ed internazionali più potenti, soprattutto quelle radioattive e in questa zona secretata, fioriscono gli smisurati interessi delle multinazionali fabbricatrici di armi e gli intrighi politici ad ogni livello.
    Nella zona limitrofa al poligono, la popolazione comincia ad ammalarsi di tumore in percentuale altissima rispetto alla media dell’incidenza di questo tipo di malattia, soprattutto a carico del sistema emolinfatico, ( tumori simili a quelli dei soldati che hanno combattuto in quelle zone di guerra dove è stato fatto uso di uranio impoverito), si assiste ad un incremento di malformazioni alla nascita sia tra gli umani che tra gli animali, mentre è sconosciuto il livello di inquinamento di quella parte di incantevole terra di Sardegna e d’altronde una bonifica da quel tipo di contaminanti è purtroppo impossibile.
    L’uranio impoverito, di per sé non così inquinante, lo diventa dopo che viene fatto detonare. Raggiunte temperature altissime che gli permettono una capacità perforante sbalorditiva, egli subisce un processo di sublimazione ( passa cioè dallo stato solido a quello gassoso senza passare per lo stato liquido). Nebulizzatosi nell’ambiente raggiunge velocemente tutti gli organi corporei depositandosi nelle cellule che, non essendo in grado di eliminarlo, avviano la produzione di processi infiammatori granulomatosi che possono facilmente degenerare in forme tumorali.
    Un argomento scottante quindi, un grido d’allarme verso una società “ addormentata” dal credere che la guerra sia lontana dalle loro case senza comprendere che la guerra fa morire anche prima che essa abbia inizio e anche dopo la sue fine.
    Da questo spunto importante e veritiero, prende il via una storia che, nonostante le ottime intenzioni, produce dei risultati assai scarsi, sia dal punto di vista letterario sia dal punto di vista della ricerca accurata effettuata dal team di scrittori che nulla offre di più di ciò che, purtroppo, già si sapeva.
    E’ la storia di Pierre Nazzari, ex maresciallo disertore della guerra in Afghanistan, coinvolto in traffici di droga e costretto a lavorare per le forze dell’ordine in azioni molto poco ortodosse e di Nina, ricercatrice veterinaria che raccoglie importante materiale di denuncia di ciò che sta accadendo e perciò invisa ai tanti ( politici, militari, affaristi, industriali, malavitosi) che hanno alti gradi di interesse nel Poligono e cercano di nascondere i pericoli che esso rappresenta per la popolazione negando il possibile e l’impossibile. Le loro strade si incontrano quando a Pierre viene ordinato di tenerla d’occhio ed invitarla a lasciare l’isola ma, in una sarabanda di personaggi maggiori e minori, con spiccata attitudine alla criminalità guidata dalle alte sfere impossibilitate a fare il “ lavoro sporco”, si troveranno a dover lottare insieme per la loro sopravvivenza fino ad un finale abbastanza prevedibile per il tipo di storia raccontata ( trita e ritrita e vista in tanti filmetti di quart’ordine alla TV).
    La grande opera di denuncia si disperde così lungo l’evolversi della trama, spesso confusa, acerba, con personaggi trattati con molta approssimazione, descrizioni ambientali sommarie e frettolose, dialoghi scontati, stereotipi e luoghi comuni.
    La lettura è veloce grazie ad un linguaggio asciutto, rapido e fin troppo sbrigativo soprattutto nel relegare un tema così importante solo alle prime pagine del libro che si trasforma prontamente in qualcosa d’altro, dimentico di ogni pubblica rivelazione, così come di ogni privata o collettiva sofferenza, poco coraggioso nel continuare a palesare, a segnalare e a squarciare con forza e determinazione lo strato di corruzione e di amoralità che permette di continuare a sottovalutare e a tutelare un mostro che, con i suoi enormi tentacoli, sta distruggendo una delle terre più belle d’Italia e i suoi abitanti. Un’occasione sprecata che avrebbe potuto amplificare la voce di chi, colpito negli affetti più cari, avrebbe auspicato da questa storia meno superficialità, più credibilità, più energia utile a combattere per i propri diritti negati.

    ha scritto il 

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