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Perdido Street Station

By

Publisher: Del Rey

4.0
(539)

Language:English | Number of Pages: 640 | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , Italian , Czech , Japanese , Polish , German

Isbn-10: 0345459407 | Isbn-13: 9780345459404 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Hardcover , Library Binding , eBook , Others

Category: Entertainment , Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
Beneath the towering bleached ribs of a dead, ancient beast lies New Crobuzon, a squalid city where humans, Re-mades, and arcane races live in perpetual fear of Parliament and its brutal militia. The air and rivers are thick with factory pollutants and the strange effluents of alchemy, and the ghettos contain a vast mix of workers, artists, spies, junkies, and whores. In New Crobuzon, the unsavory deal is stranger to none—not even to Isaac, a brilliant scientist with a penchant for Crisis Theory.Isaac has spent a lifetime quietly carrying out his unique research. But when a half-bird, half-human creature known as the Garuda comes to him from afar, Isaac is faced with challenges he has never before fathomed. Though the Garuda's request is scientifically daunting, Isaac is sparked by his own curiosity and an uncanny reverence for this curious stranger.While Isaac's experiments for the Garuda turn into an obsession, one of his lab specimens demands attention: a brilliantly colored caterpillar that feeds on nothing but a hallucinatory drug and grows larger—and more consuming—by the day. What finally emerges from the silken cocoon will permeate every fiber of New Crobuzon—and not even the Ambassador of Hell will challenge the malignant terror it invokes . . .A magnificent fantasy rife with scientific splendor, magical intrigue, and wonderfully realized characters, told in a storytelling style in which Charles Dickens meets Neal Stephenson, Perdido Street Station offers an eerie, voluptuously crafted world that will plumb the depths of every reader's imagination.From the Trade Paperback edition.
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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Si tratta di un romanzo che ho trovato nel complesso molto bello, accattivante e interessante. E’ riconducibile al filone della fantascienza e dello steampunk (la fantascienza ambientata in epoca indu ...continue

    Si tratta di un romanzo che ho trovato nel complesso molto bello, accattivante e interessante. E’ riconducibile al filone della fantascienza e dello steampunk (la fantascienza ambientata in epoca industriale/vittoriana, la cui forza motrice non è l’elettricità o l’energia atomica ma prevalentemente, puramente –e un po’ irrealisticamente– l’energia meccanica), centrato soprattutto su tematico socio-politiche. In breve appartenente al filone più specifico della “weird fiction”. E’ ambientata in una città-stato chiamata New Cobruzon, una metropoli che ricorda vagamente una Londra nel mezzo della rivoluzione industriale, solcata da fiumi luridi e oltremodo inquinata, in cui, oltre agli umani, abitano numerose altre razze senzienti (gli anfibi vodyanoi, le vegetali antropomorfe cactacee, le khepri, e gli alati garuda).
    New Cobruzon è descritta come l’emblema di uno stato capitalista, con forte divario tra le classi sociali, controllata da un governo autoritario e dittatoriale, che si serve della Milizia (facente le funzioni di polizia, forza armata e servizi segreti) e al cui vertice vi è una giunta di politici autoritari con diretti rapporti con la malavita organizzata di questo micro-stato. E’ una città dove, oltre ad essere in vigore la pena di morte e a praticare frequentemente la tortura e l’arresto degli oppositori, viene largamente effettuato il processo taumaturgico del “rifacimento”, che consiste nell’infliggere un’alterazione fisica dei condannati, che verranno chiamati “rifatti”, una sorta di pena del contrappasso in base al crimine di cui si sono macchiati, che renderà le loro forme grottesche se non mostruose. E’ inoltre una città dove l’Inferno, o l’Ade che dir si voglia, inteso come un luogo mistico e misterioso dove risiedono le anime dei morti, è considerato come una nazione a tutti gli effetti avente come capo di stato uno Zar dell’Ade, con tanto di ambasciatore demoniaco presso la città-stato di New Cobruzon, evocabile in quanto demone tramite l’ausilio di uno stregone. Ho amato i personaggi, tra cui il protagonista Isaac (un vero e proprio “genio ribelle” con cattivi rapporti con il mondo accademico, libertino, logorroico, un po’ sboccato e a tratti confusionario), la scultrice Lin (una khepri, una razza di insettoidi le cui femmine sono esseri dal corpo di donna e la testa costituita dal corpo di uno scarabeo, chiamato appunto “corpo cefalico”) con cui Isaac condivide una relazione segreta e la giornalista pasionaria Deerkhan Blueday.
    La trama è buona, tende a scorrere e a catturare l’attenzione. Il romanzo parte con Isaac che riceve una visita da Yagarek, un garuda (una specie di uomo-uccello), privato con la forza delle sue ali dalla sua stessa gente per un misterioso crimine da lui commesso e che paga lo scienziato affinché trovi un modo per farlo volare di nuovo come un tempo. Lin, l’amante khepri di Isaac, invece riceve una commissione da un misterioso e inquietante personaggio che scoprirà essere uno dei boss della malavita nonché noto narcotrafficante di New Cobruzon, mister Motley, un essere informe sottoposto così tante volte al processo di rifacimento da risultare oramai un non ben definito ammasso di arti, zampe di animali e di numerose forme di vita.
    Durante i suoi esperimenti per studiare il volo nelle creature animali, come uccelli e insetti, Isaac entra illegalmente in possesso tramite Lemuel, un suo conoscente in contatto con i bassifondi della città, di un grosso bruco di una misteriosa specie, dalla pelle multicolore e rivestita da intricati disegni. Trovato il metodo di nutrire questo bruco, quest’ultimo cresce a dismisura per poi chiudersi in un bozzolo e, durante un momento di assenza di Isaac, fuoriuscire sotto la pericolosa forma di una falena estinguitrice. La neonata creatura sente subito il bisogno di nutrirsi, e per sopravvivere ha bisogno di una sola cosa: i sogni delle creature senzienti che, dopo esser state prosciugati della mente, cadono in uno stato comatoso e catatonico. E sarà compito di Isaac dopo che la falena da lui “cresciuta” si accinge a liberare le altre quattro sotto custodia del boss criminale Motley, che le usava per produrre una potente droga chiamata “merda sogni”, sconfiggere queste falene estinguitrici che iniziano da subito a mietere vittime lasciando inermi gusci vuoti ridotti a esseri viventi senza mente in giro per New Cobruzon. Mi ha affascinato e divertito la bizzarra figura del Tessitore, una sorta di gigantesco ragno che si nutre dell’estetica e della bellezza del mondo (caratterizzata tuttavia da una visione personale e a tratti distorta, se non macabra e violenta, della realtà) il cui conscio e inconscio sono una cosa sola, una creatura che si esprime tramite continui e vagamente comprensibili monologhi che altro non sono che il flusso ininterrotto dei suoi pensieri attraverso l’etere, e che aiuta i personaggi principali ad fronteggiare la minaccia delle falena.
    Non ho dato cinque stelle principalmente per due motivi: lo stile della scrittura non è scadente, anzi, lo considero buono e trovo che Mieville abbia padronanza della narrativa. Non ho gradito tuttavia innanzitutto le descrizione eccessivamente lunghe di questa città putrida, lurida, decadente, inquinata, sopra acque velenose, descrizioni che invero portavano ad una notevole confusione e di rado anche a saltare qualche rigo. Ho tutt’ora seri dubbi sull’aspetto architettonico della Serra, il quartiere-ghetto delle cactacee, e ho sofferto non poco nel sorbirmi numerose pagine che descrivono secondo dopo secondo la sistemazione del lungo cavo che collegava il “motore di crisi” progettato da Isaac al Consiglio dei Congegni. La ridondanza nel descrivere lo stato di degrado e di inquinamento di ogni centimetro quadrato in ogni ambientazione dove si trovano i protagonisti spesso risulta noiosa. Altra cosa che non mi è andata giù è stato il finale: oltre a risultare deludente per la fine della povera Lin, a cui tutti si affezionano sebbene si rimanga allibiti nel vedere un umano accoppiarsi con un’aliena dalla testa da bacarozzo, rimane indefinito il destino dei protagonisti, Isaac, Lin, Deerkhan e il garuda Yagharek.

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  • 4

    Un libro con un mundo y criaturas fascinantes, una trama que atrapa, personajes carismáticos... sin duda me ha gustado, es una lectura apasionante, pero el final por desgracia me ha decepcionado. Tamb ...continue

    Un libro con un mundo y criaturas fascinantes, una trama que atrapa, personajes carismáticos... sin duda me ha gustado, es una lectura apasionante, pero el final por desgracia me ha decepcionado. También me ha parecido que la ciudad cobra demasiado protagonismo convirtiendo a los protagonistas en casi meros secundarios. El autor usa largas y frecuentes descripciones llenas de adjetivos que a menudo se repiten para detallar la ciudad, y apenas llegamos a conocer profundamente a los personajes. Nueva Crobuzón es sucia, corrupta y oscura, pero a la vez te sabe transmitir esa especie de fascinación por sus gentes y diversidad, por sus rincones más secretos y cómo sobreviven allí sus habitantes.
    La prosa es lírica y ampulosa, muy recargada de alegorías, con un gran dominio del vocabulario.

    En definitiva sí es un libro que recomendaría, me ha gustado, excepto por ese final que personalmente no me ha acabado de convencer.

    said on 

  • 2

    Troppo lungo e prolisso, premio Clarke assolutamente non meritato!! Finirlo è stato straziante, numerose sotto trame abbandonate, insomma una robaccia!!!

    said on 

  • 4

    Un grande libro di un nuovo grande scrittore di sci-fi, ma....

    Un grande libro di un nuovo grande scrittore di sci-fi, ma... Troppa carne al fuoco. Troppe pagine in arzigogoli e descrizioni ripetute all'infinito che descrivono questo assurdo mondo in modo troppo ...continue

    Un grande libro di un nuovo grande scrittore di sci-fi, ma... Troppa carne al fuoco. Troppe pagine in arzigogoli e descrizioni ripetute all'infinito che descrivono questo assurdo mondo in modo troppo monotono.
    Per il resto questo come altri libri di Mieville è un romanzo di un grande autore, e non si può negare.
    Uno dei pochi nuovi romanzieri che sanno scrivere nuove interessanti curiosità sul mondo sella sci-fi.

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  • 3

    ci piace: l'ambientazione, i personaggi, il sense of wonder come se piovesse, l'originalità, alcune scene (insomma quasi tutto quello che vorresti da un libro di fantascienza). le falene.

    non ci piace ...continue

    ci piace: l'ambientazione, i personaggi, il sense of wonder come se piovesse, l'originalità, alcune scene (insomma quasi tutto quello che vorresti da un libro di fantascienza). le falene.

    non ci piace: lo stile (vorrei un euro per ogni aggettivo usato, cinque di bonus per "osceno"), l'evolversi della storia... insomma, giusto un paio di cosette. la traduzione dei nomi propri.

    menzione speciale per la quarta di copertina che parla della trama di un altro libro. no, sul serio.

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  • 3

    Storia ed ambientazione interessanti ma a volte inficiati dalla prolissità dell'autore, che si dilunga troppo nel particolareggiare tutto, a discapito del momento

    said on 

  • 3

    Fantasia al potere ma lo stile...

    eh già, lo stile lascia a desiderare, tanto che non ho ancora deciso se continuare a leggere questo autore o lasciarlo perdere.
    Fantasia al potere, dicevo: sì, perchè Mieville è vulcanico e visionario ...continue

    eh già, lo stile lascia a desiderare, tanto che non ho ancora deciso se continuare a leggere questo autore o lasciarlo perdere.
    Fantasia al potere, dicevo: sì, perchè Mieville è vulcanico e visionario quanto basta. La sua tentacolare città di New Crobuzon prende forma sotto i nostri occhi con dovizia di dettagli sui tanti quartieri e sulla varia umanità (e non) che li abita.
    L'atmosfera Steampunk del romanzo è arricchita da buone trovate e da qualche personaggio degno di essere ricordato (su tutti, il soprannaturale aracnide detto Il Tessitore), nuove razze e strani antropomorfismi.
    Il tutto, inoltre, è legato da una storia che, una volta superata la lunga introduzione, tiene desta l'attenzione del lettore fino all'epilogo.
    E qui cominciamo con le dolenti note.
    E' un finale con troppe porte aperte e che lascia una certa insoddisfazione. Arrivare a leggere circa 750 pagine senza conoscere il destino dei protagonisti, sapendo poi che questo romanzo fa parte di una trilogia, mi fa pensare a un tradimento "commerciale" ai danni del lettore. Quasi lo si voglia costringere a prendere i seguiti.
    Mieville, del resto, sembra uno di quegli autori che scrivono a cottimo: 300 pagine in meno e non avremmo perso nulla. Anzi!
    E' ridondante nelle descrizioni e inutilmente ripetitivo in molte occasioni.
    A un certo punto ci si stufa di leggere parole come sudicio, lercio, sporco, unto, inquinato, lurido, maleodorante, insano e quant'altro, chiedendosi come facciano a New Crobuzon a sopravvivere in quell'ambiente!
    Non aiuta, oltretutto, una traduzione che evidenzia numerosi "svarioni" e che pare non essere stata revisionata, per non parlare del ricorrente (forse una cinquantina di volte) e fastidioso "sé stesso".
    Ciliegina sulla torta: le note che leggerete sulla quarta di copertina dell'edizione Tif Fanucci parlano di un altro romanzo!
    Che faccio? Lascio o raddoppio?

    said on 

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