Pericle il Nero

Di

Editore: Adelphi (Gli Adelphi; 211)

3.6
(545)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 144 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Galego , Tedesco

Isbn-10: 8845917053 | Isbn-13: 9788845917059 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Questa di Pericle è un noir, girato come un buon film americano degli anni Quaranta, con un ritmo secco, un plot che non perde un colpo e personaggi che hanno uno spessore del tutto ignoto ai cliché imposti dal genere: Pericle, l'uomo-cane che diventa uomo e acquisisce consapevolezza di sé attraverso il rifiuto delle regole del suo mondo e l'incontro con una strana donna; e questa donna, Nastasia, la polacca finita a lavorare a Pescara in una fabbrica di copertoni, che se lo porta a casa e se lo porterà, forse, anche più lontano.
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  • 3

    Molto efficace in quanto in prima persona da Pericle stesso veniamo a sapere della sua disgraziatissima vita che alla fine vede forse un barlume di speranza e riscatto dopo aver tramortito il suo padr ...continua

    Molto efficace in quanto in prima persona da Pericle stesso veniamo a sapere della sua disgraziatissima vita che alla fine vede forse un barlume di speranza e riscatto dopo aver tramortito il suo padrone boss ed essere scappato con il denaro sufficiente per rifarsi la vita lontano da Napoli. Letto dopo aver visto il film che merita perché interpretato magnificamente da R. Scamarcio.

    ha scritto il 

  • 3

    Un racconto lungo a cavallo fra il noir e il pulp, Pericle il Nero mi ha sorpreso sia per il suo essere avanti coi tempi (il libro è stato originariamente pubblicato nel 1993), sia per l'azzeccata com ...continua

    Un racconto lungo a cavallo fra il noir e il pulp, Pericle il Nero mi ha sorpreso sia per il suo essere avanti coi tempi (il libro è stato originariamente pubblicato nel 1993), sia per l'azzeccata commistione di uno stile di scrittura molto americano con un'ambientazione e dei personaggi prepotentemente italici (un po' quello che Sollima sta portanto avanti nel cinema e nella tv da qualche anno). Tre stelle abbondanti.

    P.S. Anche il film omonimo di Mordini tratto dal libro non è malaccio.

    ha scritto il 

  • 3

    Mah, sembra un racconto lungo con tante cose buttate lì e tanta superficie da grattare, fin troppa. La storia è interessante, Pericle ti prende, ma la sua sembra la fuga di un guaglione di periferia c ...continua

    Mah, sembra un racconto lungo con tante cose buttate lì e tanta superficie da grattare, fin troppa. La storia è interessante, Pericle ti prende, ma la sua sembra la fuga di un guaglione di periferia che si fa pochi km e mette su un casino e te la racconta ingigantendo tutto. Convinta a metà.

    ha scritto il 

  • 3

    Noir-rouge formato pizza

    Ha il notevole pregio di essere breve quanto un Simenon. Si lascia leggere, nell'italiano tutto particolare e rozzo del protagonista, uomo della mala che dovrà salvarsi la pelle dal suo stesso clan. I ...continua

    Ha il notevole pregio di essere breve quanto un Simenon. Si lascia leggere, nell'italiano tutto particolare e rozzo del protagonista, uomo della mala che dovrà salvarsi la pelle dal suo stesso clan. In sostanza una discreta prova.

    ha scritto il 

  • 4

    Pulp fiscion

    Un buon noir in salsa "verace" partenopea.
    E anche se l'argomento non è tra i più nuovi, questo suo essere grottesco, animalesco quasi, ( e con uno stile quasi fumettistico) gli da un tocco di unicità ...continua

    Un buon noir in salsa "verace" partenopea.
    E anche se l'argomento non è tra i più nuovi, questo suo essere grottesco, animalesco quasi, ( e con uno stile quasi fumettistico) gli da un tocco di unicità.
    Si avverte anche una certa "pucuntria"... no pucuntria non è il termine giusto...una sorta di malessere che ad un certo punto prende lo svagato protagonista e lo accompagna lungo il suo percorso fino ad arrivare al finale.
    Libro molto particolare dalla genesi bizzarra: pubblicato nel 93 passa praticamente inosservato da critica e pubblico, nel 95 diventa un fenomeno editoriale in Francia e grazie a ciò viene di nuovo pubblicato in Italia nel 98.
    Ora non mi resta che vedere il film, unico film italiano a Cannes 2016 tra l'altro...anche se faccio un pò fatica ad immaginare Scamarcio nella parte di Pericle...mah vedremo...

    ha scritto il 

  • 4

    Un noir nostrano.Ottimo.Un personaggio con cui finisci per condividere la voglia di sopravvivenza, l'amoralità, l'ignoranza. Una verità sgradevole di luoghi e persone.

    ha scritto il 

  • 4

    Interessante esperimento di racconto nero napoletano, simile ma speculare rispetto a "Non avevo capito niente". La Napoli della camorra vista da un soldato. Più una bozza che un romanzo.

    ha scritto il 

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