Persépolis

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Publisher: Norma Editorial, S.A.

4.6
(2858)

Language: Español | Number of Pages: 368 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) English , Italian , French , Catalan , Portuguese , Dutch , German , Swedish

Isbn-10: 8498470668 | Isbn-13: 9788498470666 | Publish date:  | Edition 1

Category: Biography , Comics & Graphic Novels , History

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Book Description
La aparición de este volumen integral demuestra una vez más la importancia que ha tenido Persépolis, el primer cómic iraní de la historia. Con esta obra, la aclamada Marjane Satrapi consiguió, además de numerosos y prestigiosos premios, que la historieta transcendiese a la sociedad como un símbolo de tolerancia y libertad. Galardonada con el Premio Autor Revelación de 2001 y Mejor Guión de 2002 en el Festival Internacional de Angoulême
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  • 5

    Non sono una patita dei graphic novel, ma questo mi ha sempre incuriosita e finalmente sono riuscita a procurarmelo. Racconta la storia dell'Iran dalla rivoluzione ai primi anni 90 vista attraverso gl ...continue

    Non sono una patita dei graphic novel, ma questo mi ha sempre incuriosita e finalmente sono riuscita a procurarmelo. Racconta la storia dell'Iran dalla rivoluzione ai primi anni 90 vista attraverso gli occhi dell'autrice, Marjane Satrapi. Anche se continuo a preferire i classici romanzi "fatti di parole", credo che in questo caso la scelta del fumetto sia stata azzeccata e abbia permesso di rendere un po' più leggeri argomenti impegnativi come quelli trattati. Interessante, a tratti poetico, in alcuni casi ironico e irriverente. Pur essendo un fumetto è un libro per adulti; bambini e ragazzi devono essere "accompagnati".
    Il personaggio che preferisco è la nonna, donna libera, emancipata e con uno spiccato senso morale.

    said on 

  • 5

    Persepolis è la storia di Marjane, bambina iraniana, che vive durante il regime dello Scià di Persia e che a 14 anni si trasferisce da sola a Vienna .

    Qui incontra nuovi amici e sperimenta una nuova s ...continue

    Persepolis è la storia di Marjane, bambina iraniana, che vive durante il regime dello Scià di Persia e che a 14 anni si trasferisce da sola a Vienna .

    Qui incontra nuovi amici e sperimenta una nuova sensazione di libertà, per esempio si veste come vuole, si libera dal velo che è sempre stata obbligata ad indossare e può avere un fidanzato senza essere costretta a sposarlo.

    All’ inizio va a vivere con la famiglia di un’amica di sua madre, ma dopo due anni viene messa in un istituto di suore da cui viene cacciata dopo un po’.
    MarJane avrà una vita molto dura e alla fine abbandona Vienna e ritorna in Iran.

    Nel suo Paese deve riprendere tutte le usanze: mettersi il velo, vestirsi con abiti lunghi e larghi, non frequentare uomini, ma si iscrive all’università.

    Finalmente si sposa con l’uomo che ama, ma divorziano dopo un anno perché il marito è un fannullone e ritorna a Vienna.

    E’ un libro interessante perché mi ha fatto conoscere la vita di ragazzi in un paese molto diverso dal nostro.

    È un libro che consiglio a tutti ma soprattutto a Lodovica, Angelica, Lorenzo, Matilde e Lisa.

    La mia frase preferita: "Sei la dittatrice della rivoluzione domestica"

    Pietro - prima media

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  • 5

    Pugno grafico

    Marjane Satrapi conosce la morte, la perdita e la paura fin da piccina, raccontando ivi la sua vita e, al tempo stesso, un passaggio tragico e sanguinario della storia dell’Iran, suo paese d’origine: ...continue

    Marjane Satrapi conosce la morte, la perdita e la paura fin da piccina, raccontando ivi la sua vita e, al tempo stesso, un passaggio tragico e sanguinario della storia dell’Iran, suo paese d’origine: dalla caduta dello scià all’instaurazione del regime islamico - teocratico, detentore di un potere totalitario e oppressivo che mal si addice al carattere ribelle e vivace della protagonista che, a causa di ciò, si trasferirà a concludere gli studi liceali nella più liberale Austria.
    I problemi purtroppo non mancheranno nemmeno lì: Marjane, da già indipendente e forte ragazzina, diventerà donna, incontrerà amici e una società di usi diametralmente opposti ai propri, vivrà i primi amori e, più di ogni altra cosa, si confronterà con se stessa, cercando di non dimenticare chi è veramente e da dove viene, assorbendo quella che credeva una liberazione per poi risputarla, domandandosi se sia meglio la vita lì o in Iran e quale futuro potrà mai aspettarla. Se sia peggio il disagio di non sentirsi parte del mondo o di sentirsi lontana da una terra che, seppur devastata da guerre, morte e rigide restrizioni, è pur sempre una culla, parte dell’identità, una casa dove la famiglia ti aspetta.
    I disegni relativamente stilizzati, dai contorni dolci e curvillinei, contrastano nettamente con tutta la brutalità, la violenza e le privazioni narrate in questa graphic novel, dove ogni tratto di inchiostro è un pugno in un occhio. Le immagini parlano più delle parole e rimangono a lungo nella mente, come se fossero state impresse con uno stampo.
    L’arte e la letteratura si uniscono in questa danza tetra, condita da ironia, sensibilità, speranza e coraggio. Una prova d’autrice davvero lodevole, che aiuta a guardare la realtà con altri occhi. Che aiuta a perdonare ma non a dimenticare.

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  • 4

    - Reading Challenge 2016, un graphic novel

    Trama: Persepolis narra dell'infanzia della piccola Marjane, ed è ambientato in Iran. L'autrice cresce in una famiglia dagli ideali progressisti; sin da piccola divora molti libri, appassionandosi tra ...continue

    Trama: Persepolis narra dell'infanzia della piccola Marjane, ed è ambientato in Iran. L'autrice cresce in una famiglia dagli ideali progressisti; sin da piccola divora molti libri, appassionandosi tra l'altro alla storia di Che Guevara, proprio mentre il trono dell'ultimo scià della dinastia Pahlavi vacilla. Marjane (imparentata alla lontana con l'ultimo scià della dinastia Qajar, spodestata dai Pahlavi) cresce ispirata dai racconti dei prigionieri politici, come suo nonno e suo zio, e dalla madre, che cerca di educarla secondo gli ideali di un moderato femminismo, almeno finché la politica repressiva della Rivoluzione non renderà rischiose anche le pacifiche proteste di piazza.
    Marjane inizialmente frequenta una scuola mista bilingue, dove impara anche il francese; con l'avvento del regime teocratico le scuole straniere vengono chiuse e le classi miste abolite, in favore della separazione fra i sessi. Poco dopo, verrà anche reintrodotto l'obbligo per le donne di indossare in pubblico il chador, o in alternativa un ampio fazzoletto scuro che copra i capelli (hijab). Marjane e le compagne di classe mostrano una certa insofferenza verso questo nuovo obbligo.
    Nel frattempo, le pressioni ed il controllo sulla vita privata da parte del nuovo regime aumentano: la madre di Marjane inizia a portarla con sé in piazza, per protestare assieme ad altre donne contro le restrizioni che il governo islamico cerca di imporre loro. Scopriranno però che i Pasdaran non sono meno feroci del vecchio esercito dello scià, quando si tratta di reprimere le manifestazioni avverse al regime. I genitori di Marjane decidono così di partire assieme alla figlia, lasciando per qualche tempo l'Iran e concedendosi una lunga vacanza in Italia e in Spagna. Proprio mentre si trovano in Europa scoppia la guerra tra Iraq ed Iran. Tornata in patria, Marjane vive con molto patriottismo l'evolversi del conflitto (paragonerà in un tema l'aggressione di Saddam Hussein all'invasione araba subita dalla Persia secoli prima), pur non condividendo la propaganda con cui il regime degli ayatollah cerca di inculcare, nelle menti di bambini e ragazzi, gli ideali di sacrificio e martirio in nome della Patria.
    Il regime esce rafforzato dalla guerra, almeno nell'immagine della popolazione, grazie anche alla propaganda di cui sopra, di cui la scuola continua ad essere un importante veicolo. Marjane si scontra più volte con le sue insegnanti, zelanti figlie della Rivoluzione, attente a proibire alle loro allieve di truccarsi o indossare gioielli. Marjane ha sempre la risposta pronta e questo, benché li renda anche orgogliosi, preoccupa i suoi genitori, i quali spingono la figlia a trasferirsi in Europa, in Austria, lontana dal regime.
    Un fumetto storico/autobiografico che in quattro volumi racconta l’infanzia e l’adolescenza dell’autrice iraniana. Si racconta della storia della sua famiglia da bambina a Teheran, i tempi dello Scià e poi dell'inflessibile regime integralista di Khomeini e degli ayatollah. Si legge dei pasdaran, gli oppositori eliminati, le lotte contro le donne disobbedienti, le guerre in Iran di Saddam Hussein. Un documento di storia recente, di cui spesso sappiamo ben poco, delicatamente raffigurata, assolutamente da non perdere per gli amanti del genere, o per chi come me si avvicinano da poco ad un nuovo genere: i graphic novel!

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  • 4

    Peccato essere ignorante e appunto ignorare la storia iraniana di quel periodo... Probabilmente mi sarebbe stato utile ad apprezzare ancora di più quest'opera, che nonostante le mie lacune ho trovato ...continue

    Peccato essere ignorante e appunto ignorare la storia iraniana di quel periodo... Probabilmente mi sarebbe stato utile ad apprezzare ancora di più quest'opera, che nonostante le mie lacune ho trovato toccante, a tratti straziante e sempre sincera. Da neofita del genere graphic novel, la consiglio a tutti!

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  • 5

    "Il regime aveva capito che una persona che usciva di casa domandandosi: avrò i pantaloni abbastanza lunghi? Sarà a posto il foulard? Si noterà che sono un po' truccata? Mi frusteranno? Non si chiedev ...continue

    "Il regime aveva capito che una persona che usciva di casa domandandosi: avrò i pantaloni abbastanza lunghi? Sarà a posto il foulard? Si noterà che sono un po' truccata? Mi frusteranno? Non si chiedeva più: dov'è andata a finire la mia libertà di pensiero? Potrò mai esprimermi liberamente? Vale la pena continuare a vivere? Cosa fanno ai prigionieri politici?"
    Questa citazione basta a mio parere per farsi un'idea di Persepolis, prima graphic novel iraniana mai pubblicata.
    Marjane Satrapi racconta attraverso le immagini la sua vita al tempo del regime dittatoriale degli ayatollah. Mariane è nata nel 1969 a a Rasht in Iran e ha vissuto una felice infanzia a Teheran, in una famiglia progressista e di larghe vedute. Per questo motivo i suoi genitori prendono la sofferta decisone di mandarla via dall'Iran a soli quattordici anni. Dal 1994 vive in Francia, dove lavora come autrice e illustratrice.
    Il libro, quantomeno nella prima parte, narra in parallelo la crescita di Marjane, che da bambina diventa adolescente, e la involuzione dell'Iran, che da una situazione di relativa modernità regredisce a causa della dittatura e del pensiero dei fondamentalisti. Le donne si ritrovano così a non potersi truccare, ad essere arrestate se sorprese per strada in jeans, a dover portare il velo senza neanche una ciocca di capelli visibile. I fidanzati non potevano farsi vedere in pubblico insieme, poiché oggi coppia fermata dalla polizia del regime doveva esibire un certificato matrimoniale per non essere arrestata e costretta a pagare una salatissima multa, cosicché una semplice carezza in strada costituiva un atto di pura ribellione.
    Fantastico, veramente bellissimo questo libro. La dimostrazione che è possibile fare letteratura anche attraverso le immagini. L'autrice traduce la sua vita in fumetto ricorrendo soltanto al bianco e nero e ad un tratto apparentemente elementare e stilizzato, ma in realtà essenziale nella sua semplicità.
    E' difficile provare a recensire il lavoro della Satrapi; a noi occidentali cresciuti nel nostro piccolo angolo tranquillo Persepolis fa lo stesso effetto di una qualsiasi distopia… Peccato che sia tutto reale.
    Voto: 10/10
    Se vi va' passate sulla mia pagina Facebook! www.facebook.com/quandounlibroticambialavita

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  • 5

    Ha tenido que esperar mucho tiempo “Persépolis” en casa para que lo leyera. En realidad solamente ha sido una cuestión de pereza, y es que es curioso que me dé más pereza leer una novela gráfica que u ...continue

    Ha tenido que esperar mucho tiempo “Persépolis” en casa para que lo leyera. En realidad solamente ha sido una cuestión de pereza, y es que es curioso que me dé más pereza leer una novela gráfica que una novela sin imágenes, pero … ¡es así! En todo caso, al igual que me ocurrió cuando leí “Maus” me ha parecido una lectura magnífica.
    Una historia narrada a través de un dibujo de líneas sencillas, siempre sobre fondo negro, pero más que suficiente para transmitir todo lo que la autora, Marjane Satrapi, vivió desde niña en su país natal (Irán) hasta que finalmente lo abandona para no volver en el año 94, alrededor de unos 15 años de su vida.
    Su propia vida nos servirá para mostrarnos la realidad de lo que ocurrió en Irán, desde la caída del Sha de Persia, lo que el pueblo pensaba que ocurriría y lo que finalmente ocurrió.
    Veremos a través de sus ojos y tras la Revolución Islámica, los cambios políticos y sociales que se producen a su alrededor, cómo miles de personas son encarceladas y asesinadas, cómo las mujeres son obligadas a cubrir su cabello con un velo y como cualquier signo de admiración hacia Occidente (música, ropa, un simple esmalte de uñas…) está prohibido y perseguido. Cómo, en definitiva y de la mano del Ayatolá Jomeini, parecen haber retornado a la Edad Media.
    Marjali, que ha crecido en una familia de buena posición y occidentalizada, no acaba de comprender todas estas prohibiciones. Tras ser enviada a estudiar durante unos años a Austria y conocer la libertad que se respira en otro país, regresa a Irán para estudiar Bellas Artes, sintiendo más que nunca la asfixia a la que está sometido su pueblo y esa falta de libertades. Se sentía extranjera en Austria y a su vuelta, se siente extranjera en su propio país.
    Si algo me ha gustado de ella es que tiene una cosa muy clara y es que estudiar y formarse, son las mejores armas para que nadie pueda anular sus sueños y esperanzas, ya que un pueblo analfabeto es mucho más manejable y “moldeable”. También es cierto que algún momento no mide sus actos o las palabras que salen de su boca, cometiendo a veces errores, pero eso le pasa a cualquiera sin vivir en Irán y hace aún más creíble y cercano su personaje.
    Una novela gráfica de obligada lectura que no deja indiferente a nadie. Comprensible, que nos ayuda a entender a un país que desde este lado del mundo, percibimos oscuro, cerrado y a veces miramos con recelo y del que seguro que tras esta lectura habremos aprendido cosas que no sabíamos.
    También existe su versión animada (yo no la he visto), pero imagino que resultará igualmente interesante.

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