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Persecuzione

Il fuoco amico dei ricordi

Di

Editore: Mondolibri

3.6
(703)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 416 | Formato: Copertina rigida

Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Comics & Graphic Novels , Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 2

    ho fatto l'errore di leggere "inseparabili" dello stesso autore prima di questo libro che è la naturale continuazione della storia, quindi mi sono trovato ad avere già una visione molto chiara del rac ...continua

    ho fatto l'errore di leggere "inseparabili" dello stesso autore prima di questo libro che è la naturale continuazione della storia, quindi mi sono trovato ad avere già una visione molto chiara del racconto dalle sin dalle prime pagine. Leggete entrambi con la giusta sequenza, prima "persecuzione" poi "inseparabili"

    ha scritto il 

  • 4

    Verboso, prolisso, autocompiaciuto e del tutto inverosimile nella costruzione dei personaggi (che vengono a lungo introdotti e poi abbandonati all'improvviso) e nei loro rapporti, ha una trama riassum ...continua

    Verboso, prolisso, autocompiaciuto e del tutto inverosimile nella costruzione dei personaggi (che vengono a lungo introdotti e poi abbandonati all'improvviso) e nei loro rapporti, ha una trama riassumibile in pochi vocaboli: un uomo apprende dalla tv di essere stato ingiustamente accusato di un crimine orribile e si chiude in taverna. Non è ovviamente sull'intreccio che si basa questo romanzo, ma sull'ambiente, le psicologie e, soprattutto, sulla memoria (a volte fallace) che i personaggi hanno di sè: Piperno costruisce il suo libro a volte ammiccando, ma sempre con la sicurezza dello scrittore vero. è uno dei pochi in Italia a essere consapevole che ciò che scrive si rifà a una grande tradizione - che egli usa, cita, rimastica perché in essa si trova pienamente a suo agio.

    ha scritto il 

  • 4

    La prima parte della storia della famiglia Pontecorvo (il prosieguo è narrato nel successivo "Inseparabili") conferma il talento di Piperno. La sua scrittura ricca, barocca, prolissa ma mai eccessiva, ...continua

    La prima parte della storia della famiglia Pontecorvo (il prosieguo è narrato nel successivo "Inseparabili") conferma il talento di Piperno. La sua scrittura ricca, barocca, prolissa ma mai eccessiva, narra egregiamente le vicissitudini di una famiglia benestante della borghesia romana sconvolta dal coinvolgimento di uno dei componenti in una incresciosa vicenda giudiziaria. Al di là della storia, quello che stupisce di Piperno è la grande abilità nello scavare dentro l'animo umano, fino a cogliere tutte le sfaccettature dei caratteri dei protagonisti e gli effetti degli eventi sulle loro personalità, in particolare quella del protagonista.
    Il romanzo non brilla certo per il ritmo, ma forse è un effetto voluto e conseguente alla necessità di soffermarsi intensamente, o meglio, profondamente, sugli aspetti più nascosti dell'essere.

    ha scritto il 

  • 3

    "Ci sono uomini a cui i pantaloni,per via della sparutezza del fondoschiena,cascano con una precisione impeccabile e proprio per questo insostenibile.Tali uomini senza culo risultano per lo più privi di misericordia,scarsamente dotati di risorse affettive

    e soprattutto freddi,precisi e senza mistero come rebus risolti."
    Ebbene, sono perplessa.
    Qualcuno si meraviglierà magari che ci si possa perplimere per Piperno, ma così è.
    I fatti che non mi sono chi ...continua

    e soprattutto freddi,precisi e senza mistero come rebus risolti."
    Ebbene, sono perplessa.
    Qualcuno si meraviglierà magari che ci si possa perplimere per Piperno, ma così è.
    I fatti che non mi sono chiari sono molteplici: procedendo con ordine, per prima cosa il "ravvedimento" di Piperno, che è stato capace di passare dalla nefandezza del libro di debutto -"peggiore", e non soltanto nelle intenzioni, a pochi altri- al premio Strega di "Inseparabili" (non che questo costituisca di per se' una garanzia, ma a me era piaciuto molto); tale ravvedimento è stato evidentemente un processo graduale e sofferto -del quale il romanzo in questione rappresenta evidentemente una tappa intermedia-, e mi piacerebbe quindi sapere per quale motivo Piperno abbia deciso d'intraprenderlo, ed a quale fine -non sembrando proprio il tipo d'uomo che desidera "compiacere", ma piuttosto quello che si autocompiace moltissimo.
    Non credo possa trattarsi di un banale fenomeno di crescita, crescendo non si cambia certo così ne' il nostro ha iniziato a scrivere talmente giovane da motivare un eventuale mutamento stilistico di simile portata.
    Poi, sebbene incessantemente affascinanta dall'avvenente affabulazione e dalle curatissime scelte lessicali di A.P., a tratti la minuzia con cui procede per tutte le 400 pagine mi ha anche urtata, ma ciò nonostante non sono riuscita a diminuire il ritmo di lettura: "Persecuzione" mi ha letteralmente risucchiata, cosa che raramente accade anche con le letture che più amo -magari in questi casi perchè cerco di allontanare il momento della fine.
    Credo il pregio maggiore del romanzo -a parte la scrittura, a tratti forse un po' stucchevole ed affettata, ma ben venga tutto ciò al posto di certi italiani-fai-da-te che si leggono, e non voglio far nomi- stia nella sua struttura, per così dire a piani sfalsati. Il racconto infatti prende l'avvio dalle vicende del presente, ed incessantemente ripercorre e ricostruisce l'intera vita del protagonista per spiegare o motivare le sue azioni. Risulta incredibilmente suggestivo -per me, almeno- questo spiegare. Tutto sommato, nonostante il successo professionale, il prestigio sociale, il benessere economico e la fittizia stabilità familiare quella di Leo Pontecorvo è una concretezza esteriore, una sicurezza di facciata, alla quale corrisponde all'interno un uomo inetto, quasi, incapace ed indifeso, assuefatto com'è ad essere incoraggiato e protetto. E la minuziosa narrazione di questa dicotomia è affascinante, e costituisce a mio parere la maggiore originalità e -come dicevo- il maggior valore del romanzo.

    ha scritto il 

  • 4

    Affilato come un bisturi

    Un romanzo interessante, può risultare lungo ed eccessivamente puntiglioso nelle descrizioni ma è talmente preciso nel dipingere a matita fine i personaggi che vale la pena di tenere duro. Scritto ben ...continua

    Un romanzo interessante, può risultare lungo ed eccessivamente puntiglioso nelle descrizioni ma è talmente preciso nel dipingere a matita fine i personaggi che vale la pena di tenere duro. Scritto bene, con una grande proprietà di linguaggio ed è un viaggio dentro il protagonista, e dentro anche gli altri personaggi. Ti accorgi dopo un po' di pagine che in fondo non ti interessa tanto la vicenda legale quanto come se la cava lui a rapportarsi con essa.

    ha scritto il 

  • 4

    Prolisso, ma molto interessante. Un protagonista descritto minuziosamente, una esplorazione completa, dettagliata, che induce a empatizzare in maniera estrema con lui nonostante affiori più di un dubb ...continua

    Prolisso, ma molto interessante. Un protagonista descritto minuziosamente, una esplorazione completa, dettagliata, che induce a empatizzare in maniera estrema con lui nonostante affiori più di un dubbio sulla sua rettitudine. Attuale e verosimile, consigliato ai benpensanti e catoni moderni

    ha scritto il 

  • 5

    Sempre bravo, fino all'ultima parola, tutte scelte con grande cura. Curioso aver letto prima la storia di Semi e Filippo adulti, che ricordavano il papà Leo nel seminterrato, e poi leggere adesso ques ...continua

    Sempre bravo, fino all'ultima parola, tutte scelte con grande cura. Curioso aver letto prima la storia di Semi e Filippo adulti, che ricordavano il papà Leo nel seminterrato, e poi leggere adesso questa storia precedente, con tutto ciò che in quel seminterrato è accaduto ed è stato pensato e vissuto. L'unica pecca secondo me è che a volte mi ha incuriosito con dettagli di cui poi ha posticipato per decine e decine di pagine la spiegazione, con continue parentesi aperte e richiuse. Mi è capitato ad esempio di scorrere avanti quando si parlava della lettera della ragazzina, borbottando “Insomma, quanto ci metti a dirmi cosa diavolo c'è scritto su quella lettera?”

    ha scritto il 

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