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Persepolis

Di

Editore: Rizzoli Lizard

4.6
(2693)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 354 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Catalano , Portoghese , Spagnolo , Olandese , Tedesco , Svedese

Isbn-10: 8817034770 | Isbn-13: 9788817034777 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Gianluigi Gasparini , Cristina Sparagana , Agnés Nobecourt

Disponibile anche come: Cofanetto

Genere: Biography , Comics & Graphic Novels , History

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Descrizione del libro
“Scrivere Persepolis è stato molto importante per me. Credo che non si possa giudicare una nazione intera per gli errori di pochi estremisti. E non voglio che vengano dimenticati tutti quegli iraniani che hanno perso la vita in prigione per difendere la libertà, coloro che sono morti nella guerra contro l'Iraq, che hanno subito la repressione dei diversi regimi, che sono stati costretti a lasciare le loro famiglie e fuggire dal loro Paese. Si può perdonare ma non si deve dimenticare” Marjane Satrapi
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  • 5

    Una pequeña revelación

    Marjane Satrapi tiene el don de saber contar la tragedia de modo que no lo parezca tanto, aderezada con inteligentes toques de humor. Los personajes (las personas) son cercanos y muy expresivos pese a la sencillez de los trazos. Pero un mérito añadido al conjunto es que nos enseña cómo es en real ...continua

    Marjane Satrapi tiene el don de saber contar la tragedia de modo que no lo parezca tanto, aderezada con inteligentes toques de humor. Los personajes (las personas) son cercanos y muy expresivos pese a la sencillez de los trazos. Pero un mérito añadido al conjunto es que nos enseña cómo es en realidad su país, qué oculta Irán detrás del velo que lo cubre a nuestros ojos. Al final he terminado entendiendo por qué la llamaban imprescindible.

    Reseña completa: http://bibliofilosisletrae.blogspot.com.es/2014/11/persepolis-de-marjane-satrapi.html

    ha scritto il 

  • 4

    Ottimo.

    L'impianto narrativo che Satrapi dà al fumetto è molto solido e sostanzialmente lineare. Brava l'autrice nell'intrecciare la propria vita privata con le vicende del proprio paese, l'Iran, e del Medio Oriente in generale; le due anime dell'opera sono perfettamente bilanciate e amalgamate l'una nel ...continua

    L'impianto narrativo che Satrapi dà al fumetto è molto solido e sostanzialmente lineare. Brava l'autrice nell'intrecciare la propria vita privata con le vicende del proprio paese, l'Iran, e del Medio Oriente in generale; le due anime dell'opera sono perfettamente bilanciate e amalgamate l'una nell'altra. I registri sono i più vari, dalla più impalpabile leggerezza comica alle cupezze legate alla vita sotto il regime post-rivoluzionario. I disegni sono semplicissimi, spesso in quel senso alcune soluzioni sono piuttosto banali, anche se momenti di inventiva visuale non mancano e sono sempre piacevoli. Un'opera che non delude le aspettative.

    ha scritto il 

  • 4

    Ero rimasta una dei pochi essere umani a non aver ancora letto Persepolis e quindi in queste simpatiche giornatine uggiose ho pensato di rimediare. La mia edizione, come potete vedere qua sopra, è quella, secondo me orrida, uscita in edicola con Il corriere: non solo mi infastidisce quel rosa di ...continua

    Ero rimasta una dei pochi essere umani a non aver ancora letto Persepolis e quindi in queste simpatiche giornatine uggiose ho pensato di rimediare. La mia edizione, come potete vedere qua sopra, è quella, secondo me orrida, uscita in edicola con Il corriere: non solo mi infastidisce quel rosa di copertina, ma anche la “rilegatura” è quel che è e alla fin fine, durante la lettura, il libro mi si è letteralmente aperto in due. Beh, del resto ho preso quell’edizione per risparmiare… era troppo pretendere che non mi si smontasse in mano? Forse sì. O forse mi è capitata una copia sfortunata. Fatto sta che l’edizione pubblicata da Rizzoli, in copertina morbida, costa la bellezza di 24€, non noccioline, per cui alla fin fine mi sono adattata (tra l’altro sto meditando di comprarmelo in inglese: sì, lo so che ha poco senso dato che è comunque una traduzione, ma l’ho trovato a molto meno!).

    Persepolis racconta la storia di Marjane, partendo dalla sua infanzia. È una bambina estremamente intelligente, spontanea e senza peli sulla lingua che si ritrova a vivere in un paese sull’orlo di importanti cambiamenti, l’Iran. Attraverso i suoi occhi, vedremo l’evoluzione di uno stato verso un forte integralismo, tuttora presente. Marjane assisterà con orrore all’introduzione del velo obbligatorio, all’incitamento ai ragazzi a farsi martiri in cambio delle chiavi per il paradiso, alla censura, alle torture e alla morte di centinaia di iraniani. L’Europa appare come una lontana terra di libertà, ma una volta lì scoprirà che non esistono paesi e persone perfette e si ritroverà a mettere in discussione persino se stessa.

    Un’ammissione è doverosa: nella mia infinita ignoranza, non conoscevo la storia travagliata dell’Iran, se non per sentito dire qua e là. Per dirne una, non ero a conoscenza del ruolo degli inglesi nell’instaurazione del governo dello scià. Ho quindi con piacere imparato attraverso gli occhi e le orecchie di Marjane un sacco di cose, senza mai annoiarmi, neppure per un secondo. Ho trovato la prima parte dell’opera meravigliosa, impossibile interromperne la lettura: l’adolescenza di Marjane mi è invece risultata un po’ più ostica, meno interessante, forse perché non ho condiviso molte scelte da lei fatte, anche se ho compreso la sua situazione di difficoltà (un paese sconosciuto, una lingua ignota, alcuni incontri sbagliati…). Nell’ultima parte ho invece ritrovato parte dell’entusiasmo iniziale e quindi nel complesso ho un giudizio molto positivo di questa graphic novel.

    Cosa rende questa opera vincente, secondo me, è proprio il personaggio di Marjane, con il suo modo di essere, che la rende un po’ un pesce fuor d’acqua, una piccola eroina rivoluzionaria. L’unica cosa di cui non sono molto convinta (che è anche il motivo per cui non ho per lungo tempo considerato quest’opera) sono i disegni: non mi piacciono. Li trovo troppo semplici, talvolta bruttini: sia chiaro, questo è semplicemente il mio gusto personale, probabilmente alterato da anni di manga e anime con protagoniste con gli occhioni enormi ma soprattutto con un’enorme cura per i dettagli. Se per voi non rappresentano un ostacolo, vi consiglio di fiondarvi su quest’opera, sicuramente originale e ricca di spunti importanti.

    Piccola postilla: esiste anche un film d’animazione tratto da questa graphic novel. Ovviamente mancano diverse vignette ma è comunque piuttosto ben fatto, nel caso siate impossibilitati per qualsiasi motivo a leggere il fumetto vi consiglio di dare almeno un’occhiata a quello.

    ha scritto il 

  • 5

    http://www.youtube.com/watch?v=7bUaqX...


    Pochi sono i casi in cui storie ambientate in paesi dell' oriente durante le guerre che li hanno sconvolti nel secolo scorso, e che continuano tutt' ora a infiammarli, sono riuscite a coinvolgermi e ad emozionarmi. Molte volte ne leggo, con interess ...continua

    http://www.youtube.com/watch?v=7bUaqX...

    Pochi sono i casi in cui storie ambientate in paesi dell' oriente durante le guerre che li hanno sconvolti nel secolo scorso, e che continuano tutt' ora a infiammarli, sono riuscite a coinvolgermi e ad emozionarmi. Molte volte ne leggo, con interesse sì, anche con un certo dispiacere, ma è lo stesso dispiacere che provi quando ti parlano di una disgrazia accaduta a qualcuno che conoscevi poco o non conoscevi affatto... Ci sono stati solo due casi in cui le vicende colpite da questi paesi dilaniati dalla guerra mi hanno colpito e in entrambi i casi erano narrate da donne. La prima volta con Mille Splendidi Soli di Hosseini, e la seconda volta con Persepolis di Marjane Satrapi.

    Devo ammettere però che prima di leggere questa graphic novel ho visto svariate volte il film di animazione che ne è stato tratto (che rientra nella lista dei miei preferiti). Alla fine però mi sono decisa a leggere anche la Graphic Novel, e devo dire che ha confermato il mio amore per questa storia. Non ci sono poi così tante differenze fra il film e la Graphic Novel. Marjane è il tipo tosto e ribelle di sempre, che non ha paura di dire le proprie idee e non retrocede di fronte a niente anche se questo è un' affronto per il regime stesso. Nata in una famiglia nobile e benestante seppur privata del potere Marjane viene educata fin da piccola a ragionare con la propria testa e a difendere le proprie idee anche se questo può significare rimetterci la pelle. E anche quando per proteggerla da quello che le sta succedendo intorno nel suo paese natio i suoi genitori la manderanno a studiare in Austria, questa sua intelligenza e schiettezza le sarà molto utile per non permettere mai a nessuno di umiliarla (in quanto emigrata da un' altro paese) cercherà anche di integrarsi rinnegando quello che è talvolta, ma tornerà sempre sulla retta via, fiera alla fine di quello che le sue origini significano. Al dì là della protagonista se volete davvero farvi un' idea di come sia stata la vita in Iran durante la dittatura dei fondamentalisti islamici, questa è una lettura (e una visione) che dovete assolutamente fare perché è una delle poche che apra totalmente gli occhi pur con la sua ironia, persino poesia in determinati momenti, sulla assoluta assurdità di certe guerre, e delle dittature in generale, la vita quotidiana della persone comuni, di questa persona comune, potrebbero indignare chiunque e ammaliare chiunque proprio perché sono "straordinariamente normali". E poi, tornando alla protagonista, è impossibile non restarne conquistati: dalla bambina che si riteneva l' ultimo dei profeti e aveva lunghe e interessanti conversazioni con un Dio tutto suo (ma non le abbiamo forse tutti talvolta?) alla giovane donna che decide di prendere finalmente in mano la sua vita e partire per la Francia...

    ha scritto il 

  • 5

    Avendo già visto il film, che è molto fedele, non avevo ancora letto Persepolis. L'ho letto ora sapendo già cosa aspettarmi.


    Ciò che mi viene in mente per descrivere l'opera della Satrapi, al di là del valore tra l'altro politico e biografico del racconto, eccellente, che nulla concede a ...continua

    Avendo già visto il film, che è molto fedele, non avevo ancora letto Persepolis. L'ho letto ora sapendo già cosa aspettarmi.

    Ciò che mi viene in mente per descrivere l'opera della Satrapi, al di là del valore tra l'altro politico e biografico del racconto, eccellente, che nulla concede a ideologismi o realismo drammatico, è un'idea di esotica lanterna magica: solo che in questo caso la Satrapi ha operato per sottrazione di magia, arrivando a ritagliare immagini estremamente essenziali di cui, pur nelle dolci volute orientaleggianti, rimane solo la forma bianco su nero. Anche il racconto è secco, senza colori od ombreggiature.. d'altra parte non servono. La successione delle immagini scarne e degli eventi reali basta a se stessa e questa negazione l'arricchisce – e qui sta la vera magia – di poesia, rappresentazione potente del reale e surreale ironia. E' indubbiamente una grande opera, ha tutto per esserlo, visto che credo abbia quella forma poetica peculiare che rende tale un artista.

    ha scritto il 

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