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Persi in un buon libro

Di

Editore: Marcos y Marcos (Gli alianti, 140)

4.1
(845)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 415 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Francese , Spagnolo , Chi tradizionale , Svedese

Isbn-10: A000027032 | Isbn-13: 9788871684482 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Pier Francesco Paolini

Genere: Fiction & Literature , Humor , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Thursday Next, coraggiosa detective letteraria, è diventata famosa: ha sconfitto Acheron Hades, il terzo uomo più ricercato del pianeta; ha salvato "Jane Eyre" dalla distruzione, migliorandone persino il finale. Anche nella vita privata attraversa un momento di grande felicità. È appena andata a vivere con Landen, aspettano un bambino... Ma l'orizzonte è carico di guai. La sorella di Acheron Hades reclama vendetta, la potente e malefica Goliath Corporation pretende a tutti i costi la liberazione del proprio scagnozzo, Jack Shitt, che Thursday ha imprigionato nella poesia "Il corvo", di Edgar Allan Poe. Juris Fiction, la grande macchina della giustizia letteraria, l'accusa di "infrazione della finzione narrativa". La pressione sulla povera Thursday raggiunge il culmine quando la Goliath, con la complicità di una Crono-Guardia corrotta, riesce a "sradicare" dalla realtà suo marito, Landen Parke-Laine, ricostruendo il mondo come se Landen non fosse mai esistito. Le resta una sola via di fuga: rifugiarsi nel magico universo della parola scritta, un universo parallelo con proprie leggi e propri abitanti. Lotterà contro i grammassiti, capaci di divorare metà degli aggettivi di un romanzo, di far sparire in un istante tutta la punteggiatura di un capitolo. Incontrerà personaggi delusi, cancellati prima dell'ultima stesura, condannati a vivere in eterno in un limbo desolato. O gli avventurosi PageRunner, personaggi in fuga dal libro per cui sono stati concepiti.
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  • 3

    Il 1985 di un altro mondo

    Oggi non vi parlerò di libri o di film, oggi vi parlerò di musica, di canzoni ed in particolare del cd di uno dei miei cantautori preferiti. Pochi di voi mi conoscono nella mia vita ‘fuori ciao’, per ...continua

    Oggi non vi parlerò di libri o di film, oggi vi parlerò di musica, di canzoni ed in particolare del cd di uno dei miei cantautori preferiti. Pochi di voi mi conoscono nella mia vita ‘fuori ciao’, per cui sarà per voi difficile intuire qual è il mio genere, intuire la musica che prediligo, cosa che del resto è difficile anche per me… Oggi vi parlerò del disco di un cantante che seguo ormai da tantissimo tempo, praticamente dagli esordi, quando era uno sconosciuto ragazzo romagnolo che si affacciava su ‘VideoMusic’ con il suo maglione bianco a strisce… il video a cui mi riferisco è quello della canzone ‘Chicco e Spillo’ che quest’anno compie 18 anni. Avrete sicuramente capito che oggi vi voglio parlare di Samuele Bersani. Più precisamente voglio parlarvi di un suo cd che ormai ha compiuto più di qualche anno, mi sembra infatti di ricordare che sia del 2004, la sua copertina è una trovata eccezionale, riprende una vecchia pubblicità di un vecchio dolce, ‘la caramella smog’, caramella realmente esistita e pubblicizzata nei ruggenti anni sessanta. La copertina è di un giallo limone acceso e su questa spicca il disegno stilizzato di un omino con un papillon ed in mano una caramella…’la freschissima Caramella Smog’.

    Chi di voi mi conosce sa, che da circa un anno non faccio altro che parlare di una band dai ritmi orecchiabili e dai testi parecchio dark, e quindi si stupirà che io dedichi la mia prima opinione ‘musicale’a ‘Caramella Smog’ e non ad ‘Amen’. Ai fan dei Baustelle dico che prima o poi, parlerò dell’album che è stato la colonna sonora del mio 2009, ma Samuele Bersani è ripiombato improvvisamente nella mia vita, e proprio considerando che sono almeno quindici anni che lo seguo ho riconosciuto come doveroso un mio tributo alla sua produzione. Ma vediamo come ormai un bel po’ di tempo fa, colpita da una forma influenzale tardiva e violentissima stavo leggiucchiando pigramente e maldestramente la lezione 32 del mio corso di inglese, il cantautore è ritornato violentemente durante il consueto e tranquillizzante concertone del primo maggio in onda su Rai Tre, e mi ha colpito per l’ennesima volta come ha fatto tantissime volte in questi anni… Tutti noi avremo un cantante che sembra parlare delle nostre sensazioni, tutti noi avremo pensato prima o poi, questa canzone potrei averla scritta io, se soltanto fossi capace a scrivere come lui… A me non capita quasi mai, ed anche se apprezzo molte canzoni, di svariati generi musicali spesso le trovo molto lontane dal mio essere e difficili da capire… Non credo che Samuele Bersani sia un cantautore semplice, spesso e volentieri i giri di parole che utilizza sono complessi e sono sicura che per la maggior parte delle volte avrò travisato i significati ed i livelli di dialogo espressi nei suoi testi, sicuramente anche quando parlerò di queste canzoni vi accorgerete che per voi, queste dicono tutt’altro, ma questo è naturale, una delle poche certezze che ho è che amo seguire chi non capisco appieno, se comprendessi chiaramente le sue parole probabilmente il mio interesse sarebbe nettamente inferiore…
    Ovviamente potrei disquisire su questo per pagine e pagine ma è necessario che io ora la smetta di annoiarvi ed inizi a parlarvi di questo album, che non so nemmeno se sia il mio preferito di Samuele Bersani, ovvero al momento potrei senza dubbio sottoscriverlo ma non sarebbe probabilmente la verità, difatti per anni questo posto è stato occupato dal ‘L’oroscopo Speciale’, ed ora che sento di preferire ‘Caramella Smog’ non vorrei poi dover smentire con l’’Aldiqua’ o con l’ultimo uscito del 2009…

    ‘Caramella Smog’ è composto da undici canzoni, alcune davvero conosciute perché ricordo essere state singoli, altre meno, nonostante meritino più di un ascolto. L’ordine con cui le inserirò è puramente casuale, ho scelto questo ordine perché al momento non me la sento di indicare una di queste canzone come la mia preferita per cui ho preferito andare un po’ a caso. Prima di iniziare vi avverto che tranquillamente potrei averne travisato il contenuto, anche perché penso che ogni canzone di quest’autore possa avere fondamentalmente significati diversi a seconda dell’ascoltatore che sceglie di ascoltarle, perciò non voletemene se quello che avrete inteso sarà fondamentalmente differente rispetto a quello che avrò inteso io.
    Cattiva, inizio da qui essendo la canzone che ha fatto conoscere questo disco al grande pubblico difatti si tratta del primo singolo estratto. ‘Cattiva’ è una canzone che viene dedicata dall’autore (che lo ripete spesso durante i suoi live) ad alcuni tg ‘gossippari’. La canzone parla dell’ossessione dei giornalisti e di una vasta fetta di pubblico, verso fatti di cronaca nera… Il ritmo è trascinante e la canzone al primo ascolto ne richiede immediatamente un altro. Il testo e la musica richiamano la confusione e la curiosità ossessiva nei confronti di alcune notizie, il clima ‘finto’ presente nei servizi televisivi, la ricerca del germe di un qualche malessere che si nasconde nella vita di tutti i giorni, il clima di sospetto che ci costringe a pensare al peggio in tutte le cose ma soprattutto racconta la paura che abbiamo degli altri e la poca fiducia nelle persone.

    Salto la convivenza, a dire la verità mi sembrava che questa canzone fosse stata un singolo, in realtà facendo qualche indagine ho scoperto che non è conosciuta come pensavo e che probabilmente non è stata inserita fra i singoli di lancio dell’album. La canzone è davvero orecchiabile e trascinante, l’argomento di cui parla ad un primo ascolto è il rapporto tra genitori e figli per analizzare successivamente i rapporti di coppia. A parlarci è il figlio di una coppia separata, che ci racconta come nonostante siano passati anni dalla separazione dei suoi, i problemi da affrontare restino sempre gli stessi… Il rimpianto è un elemento molto forte in questa canzone, ma in questo testo il termine rimpianto viene legato in qualche modo con la casualità della vita e delle nostre scelte.
    Socio di Minoranza, è la canzone di apertura dell’album. Davvero orecchiabile, soprattutto per il ritornello, che una volta entrato in testa dell’ascoltatore non lo abbandona davvero più e difatti eccolo qui che ritorna… ‘sono socio di minoranza, in questa stanza ed in tutto in quel che ho, e che domani avrò’. La canzone è per me meno chiara delle precedenti, a quanto mi sembra si attesti su concetti più ampi come l’indifferenza di tutti noi verso gli altri, e la poca voglia di combattere per qualcosa in cui si crede. L’inizio sembra quasi una filastrocca, cantilenante anche se la piega che il testo prende si allontana immediatamente dal ritmo allegro della musica.

    Conforme alla CEE, per me questa canzone è stata una grande scoperta, il testo mi piace davvero molto, soprattutto perché vicino al mio modo di essere. Per come la interpreto io, la canzone è una protesta contro tutte le imposizioni dettate dal viver comune. Il testo è di rottura rispetto al mondo circostante alle sue ‘finte’regole ed imposizioni che alla fine non fanno altro che creare ansie ed ulteriori problemi. L’immagine che il cantautore ci lascia è quello di un ombrello di dimensioni sbagliate rispetto alle necessità (‘L’ampiezza di un ombrello non è proporzionale alla grandezza di certe gocce, che piegherebbero un tergicristallo prima di arrendersi alla sorte’). Per come la interpreto io, sono le ristrettezze del nostro mondo che ci impongono di essere come gli altri vogliono e non come noi siamo realmente, e così tristemente anche il colore del cielo rischia di doversi uniformare alle regole stabilite dalla CEE.
    Il destino di un Vip, molto allegro il ritmo sicuramente meno rassicurante il testo. La canzone, come molte altre per me è di difficile comprensione e sicuramente molti di voi daranno un significato differente rispetto il mio punto di vista. Ancora una volta il testo riassume quelli che sono i nostri tempi, ovvero come aspetti superficiali prevalgano su tutte le cose …Già il titolo rappresenta quella che è la realtà che stiamo vivendo, ovvero come un nostro Vip abbia un periodo di scadenza molto breve e come bastino pochi mesi a volte per cadere nel dimenticatoio… Il testo considera come l’effimero assuma sempre più importanza nel nostro mondo, i nostri ritmi sempre più veloci non ci permettono di concentrarci sulle cose realmente importanti ed il poco tempo che abbiamo lo sprechiamo prestando attenzione a frivolezze…( La vita è un po’ così, una certezza che scivola. Il destino di un vip ha una durata aritmetica)

    Se ti convincerai, è una canzone che vede la collaborazione di Sergio Cammariere al pianoforte. La collaborazione è chiaramente riconoscibile, proprio perché la musicalità è davvero vicina all’artista. A mio parere la canzone dev’essere una richiesta di perdono verso una donna che probabilmente è stata tradita o comunque ha sofferto per via del protagonista della canzone… Il testo, come tutti quelli di Samuele Bersani è davvero particolare e nettamente differente dalle canzoni sullo stesso tema fatte da altri autori, che probabilmente assumono atteggiamenti molto più spavaldi rispetto alla delicatezza di questo testo.
    Concerto, vede la collaborazione di Rocco Tanica al pianoforte. E’ una delle canzoni che probabilmente al primo ascolto mi sono rimaste più impresse, difatti mi ricorda molto qualche canzone di alcuni dischi precedenti del cantautore. L’inizio sembra parlare della fase prima dell’inizio di un concerto, ma via via che la canzone prosegue il cantante usa i suoi consueti giochi di parole per evadere dalla linea guida della canzone. Credo che quello che mi piaccia di Samuele Bersani sia proprio questo, il modo con cui riesce a giocare con le parole e con i suoi testi. All’inizio di una canzone infatti non sai mai, dove potrebbe portarti, credo sia uno dei pochi in Italia che usa le parole in questo modo. E così mentre il percorso narrativo sembra portarti in un punto ben preciso basta una nota, ed una parola per portarti da tutt’altra parte. Ci si accorge che la canzone sta andando da qualche altra parte quando il cantautore è pronto, durante la strofa successiva a riprendere il filo del discorso precedente.

    Meraviglia- la ricerca dell’equilibrio dopo un forte terremoto, immagino che la mia descrizione sia fin troppo semplice utilizzando le parole che si ripetono durante questa canzone. Il terremoto viene usato come simbolo raffigurante una rottura, un abbandono e la devastazione che portano è proprio quella della solitudine…Secondo me tutti almeno una volta nella vita ci siamo trovati a fare gli equilibristi in situazioni difficili, questa canzone riassume proprio quei momenti, ovvero quando non sai se sia meglio rimanere sul filo oppure lasciarsi cadere…
    Pensandoti, per me è una delle più belle canzoni d’amore mai scritte… credo che il termine più corretto sia proprio ‘tenerezza’ perché è questo il sentimento che mi ispira in ogni ascolto. Senza dubbio nel leggere il ritornello (‘Sei una creatura di prima scelta, sopra il banco del reparto convenienza. Sono io lo scatolone che ti tiene verticale e ti proteggo perché tu non vada a male’), vi ricorderete di averla già ascoltata proprio perché è stata un singolo e quindi ha avuto una maggior diffusione.

    Caramella Smog- E’ l’ultima canzone del cd, quella che da il titolo all’album e che riprende il nome di una caramella che veniva venduta durante gli anni del boom economico italiano. Durante i primi ascolti la parte che mi aveva più colpito era questa frase: ‘abbiamo sempre più rumori in sottofondo e temiamo il silenzio’, ovviamente il tema che sviluppa la canzone è molto più ampio ma a me questa frase aveva colpito davvero proprio perchè per me è vera. Tante volte mi sono trovata ad accendere immediatamente la radio o la tv proprio perché non volevo ascoltare il silenzio, in silenzio è molto facile trovarsi a pensare ed a volte quando non si ha voglia di pensare o preoccuparsi è proprio la confusione che si cerca…
    Binario Tre, vede la collaborazione di Fabio Concato, è una canzone che all’inizio non mi aveva colpito più di tanto, salvo poi cambiare completamente opinione dopo qualche ascolto. Il ritmo è davvero orecchiabile e trascinante. Il testo è un caratteristico testo di Samuele Bersani, che inizia parlandoti di qualcosa, trascorre il tempo da qualche altra parte per poi ritornare esattamente nel luogo da cui si era partiti. Credo che il perno centrale attraverso il quale si muove il testo sia la ‘sorpresa’ ovvero quanto sia bella una vita che non manca di stupirti e quanto a volte sia necessario cogliere le occasioni al volo. Grazie al ritornello di questa canzone, probabilmente quest’estate se mi capitasse di passare per Rimini vorrei passare in stazione al Binario 3 dove mi metterei a canticchiare questa canzone, purtroppo non so se riuscirò a passarci… ma nel caso, fatelo voi per me.

    A dire il vero, soltanto ora mi rendo conto di quanto ho scritto in questa opinione, per voi coraggiosi che siete giunti alla fine, vi consiglio di ascoltare questo cd con attenzione ma se possibile di non limitarvi soltanto a questo. L’intera discografia di Samuele Bersani è davvero interessante , e su ogni sua canzone e disco ci sarebbe da scrivere moltissimo.

    ha scritto il 

  • 3

    7,5/10

    Avventura rocambolesca in un'ambientazione unica, sulla linea del volume precedente (vedere recensione) e intorno a quel livello qualitativo - anzi, ho trovato la trama di questo meno cliché e più din ...continua

    Avventura rocambolesca in un'ambientazione unica, sulla linea del volume precedente (vedere recensione) e intorno a quel livello qualitativo - anzi, ho trovato la trama di questo meno cliché e più dinamica.

    ha scritto il 

  • 3

    “le coincidenze potrebbero essere tranquillamente ignorate; sarebbe più sensazionale se non ce ne fossero”

    Dopo essermi alquanto divertito con la lettura di “Il caso Jane Eyre” ho atteso a lungo prima di intraprendere questo “Persi in un buon libro” perché temevo, viato anche del titolo del libro, una bana ...continua

    Dopo essermi alquanto divertito con la lettura di “Il caso Jane Eyre” ho atteso a lungo prima di intraprendere questo “Persi in un buon libro” perché temevo, viato anche del titolo del libro, una banale riproposizione dei temi del primo episodio.

    Va dato atto all’autore di avere evitato questa facile trappola e, eccetto una parte quantitativamente minoritaria nella seconda metà del libro, di averci risparmiato un “Caso Jane Eyre 2” e cioè una serie di intromissioni nelle pagine dei romanzi e di personaggi in libertà vaganti dall’uno all’altro classico.
    Put tuttavia, l’inventiva che Fforde aveva dispiegato nel primo libro si scatena questa volta in una sequela eccessiva di direzioni, dal viaggio nel tempo agli universi paralleli, dall’entropia ai paradossi distopici, che a un certo punto sembrano prendere la mano alla coerenza della trama e finiscono per generare notevole confusione nel lettore.

    Forse per affrontare debitamente “Persi in un buon libro” sarebbe necessaria una conoscenza della narrativa classica inglese particolarmente approfondita, perché tali e tante sono le allusioni letterarie in tal senso che si ha sempre l’impressione di lasciarsi sfuggire qualcosa.

    Il romanzo resta comunque divertente come lo è la sua svagata e un po’ folle protagonista, però il pedale costantemente premuto sull’effetto iper-umoristico finisce per saturare l’attenzione e la partecipazione.

    ha scritto il 

  • 4

    Citazione preferita:

    "Over here is a Lego filter for vacuum cleaners. Did you know that over a million pounds' worths of Lego is hoovered up every year. and a total of ten thousand man-hours are waste ...continua

    Citazione preferita:

    "Over here is a Lego filter for vacuum cleaners. Did you know that over a million pounds' worths of Lego is hoovered up every year. and a total of ten thousand man-hours are wasted sorting thourgh the dust bags?"

    ha scritto il 

  • 4

    Secondo capitolo delle avventure di Thursday Next.
    Come il primo, anche questo libro è molto carino, però si sente un po' la mancanza di una storia veramente organica, a mio avviso troppe trame distra ...continua

    Secondo capitolo delle avventure di Thursday Next.
    Come il primo, anche questo libro è molto carino, però si sente un po' la mancanza di una storia veramente organica, a mio avviso troppe trame distraggono un po' e nella lettura non si sa veramente quale sia la portante e quali le secondarie: recuperare Landen? La Giurisfiction? Salvare il mondo? Chi vuole uccidere Thursday, le OPS o la Goliath o...?
    Nonostante questa dispersione il libro funziona ugualmente bene, l'universo si arricchisce di nuove trovate come il Gravitube o i Neanderthal e i personaggi hanno la giusta dimensione.
    Mi piacerebbe molto un libro che parla delle avventure di Spike e per favore, PER FAVORE, signor Fforde faccia uno spin-off sulle invenzioni di zio Mycroft, PRESTO!!!!

    ha scritto il 

  • 5

    Bellissimo libro di nuovo, all'altezza del primo, anche se ho trovato la trama meno fluida. Il finale è molto in sospeso, e sapere che la casa editrice non ha, per ora, intenzione di pubblicare gli ul ...continua

    Bellissimo libro di nuovo, all'altezza del primo, anche se ho trovato la trama meno fluida. Il finale è molto in sospeso, e sapere che la casa editrice non ha, per ora, intenzione di pubblicare gli ultimi tre libri della serie mi fa venire l'ansia già adesso!!
    Comincia ad essere delineato qualche personaggio in più: la figura del padre è quella che mi piace di più, con un lato anche commovente.
    In questo nuovo episodio entriamo nel vivo del mondo dei libri conoscendo molti personaggi nuovi e imparando anche noi le procedure per muoversi da una storia all'altra.
    Anche questa volta la figura di Landen viene lasciata un pò in disparte, ma confido nello scrittore che saprà dargli il giusto spazio.

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro per chi ama i libri, la lettura ed i mondi strampalati che sembrano normali. Al di la del linguaggio e delle vicende, l'idea che sta dietro, i mondi di fiction, quelli reali e le diverse dime ...continua

    Un libro per chi ama i libri, la lettura ed i mondi strampalati che sembrano normali. Al di la del linguaggio e delle vicende, l'idea che sta dietro, i mondi di fiction, quelli reali e le diverse dimensioni temporali che si incrociano sono incredibili! Fiction all'ennesima potenza e storie, tante storie che si incrociano e si ingarbugliano in modo del tutto normale!
    Se piace il genere, è proprio un libro che conquista, quasi come Zuppa di cristallo o Cristalli Sognanti.

    ha scritto il 

  • 4

    Grande Jasper!

    Troppo forte! Un pelino al di sotto del primo complice anche l'originalità già assaporata. Ma di fantasia ce n'è a secchiate. Il primo era più auto conclusivo mentre ora butta le basi per un seguito.. ...continua

    Troppo forte! Un pelino al di sotto del primo complice anche l'originalità già assaporata. Ma di fantasia ce n'è a secchiate. Il primo era più auto conclusivo mentre ora butta le basi per un seguito... Che può piacere come no. Da leggere come distensione fra un mattone e una pesata. :-)

    ha scritto il 

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