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Persiani - ­Sette contro Tebe - ­Supplici

Di

Editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli

4.0
(90)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 320 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8817166065 | Isbn-13: 9788817166065 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 4

    Eschilo mette in scena la maledizione in queste tre tragedie, rispettivamente : avvertita come presentimento nel sogno di Atossa, più volte sottolineata nella conclusione della progenie di Edipo e infine vestita con sembianze di un'imposizione per le Danaidi, costrette ad unirsi in matrimonio coi ...continua

    Eschilo mette in scena la maledizione in queste tre tragedie, rispettivamente : avvertita come presentimento nel sogno di Atossa, più volte sottolineata nella conclusione della progenie di Edipo e infine vestita con sembianze di un'imposizione per le Danaidi, costrette ad unirsi in matrimonio coi cugini. La presenza del coro è la parte più rilevante del dramma; voce della coscienza che sussurra presagi e preci agli sventurati protagonisti.

    ha scritto il 

  • 5

    Sono forse le tragedie meno amate, quelle che al liceo si trattano spesso in poche parole, leggendone qualche cosa, rubricandole sotto la categoria "opere primitive e imperfette". Peccato, perché l'inventiva nelle soluzioni drammaturgiche, la poesia terribile e luminosa di Eschilo sono da consigl ...continua

    Sono forse le tragedie meno amate, quelle che al liceo si trattano spesso in poche parole, leggendone qualche cosa, rubricandole sotto la categoria "opere primitive e imperfette". Peccato, perché l'inventiva nelle soluzioni drammaturgiche, la poesia terribile e luminosa di Eschilo sono da consigliare a chiunque ami il teatro, non solo greco. Pensate al precipizio rovinoso della sconfitta nei Persiani, alla descrizione piena di fervida immaginazione della guerra nei Sette a Tebe, a quel personaggio straordinario, quando minaccioso e torvo, quando generoso di lodi o indifeso, del coro delle Danaidi nelle Supplici. Non bisogna temere di leggere i classici dell'antichità, forse quelli a cui i lettori rivolgono lo sguardo nelle librerie con la maggior diffidenza: è possibile scoprirvi ricchezze inaspettate.

    ha scritto il 

  • 5

    Alla fine il "piatto forte" della triade sono le prime due tragedie, nelle quali la hybris viene rappresentata in maniera sublime. Tutto procede teleologicamentee lo si evince facendo attenzione al modo in cui si esprimono i due protagonisti delle tragedie in questione: Eteocle in I sette contro ...continua

    Alla fine il "piatto forte" della triade sono le prime due tragedie, nelle quali la hybris viene rappresentata in maniera sublime. Tutto procede teleologicamentee lo si evince facendo attenzione al modo in cui si esprimono i due protagonisti delle tragedie in questione: Eteocle in I sette contro Tebe e Serse ne i Persiani.

    ha scritto il 

  • 4

    Il voto non si riferisce ovviamente alle tragedie di Eschilo, di fatto capolvari inestimabile con alcuna scala. Il voto va alla traduzione di Ferrari, che a volte potrebbe essere migliore. Ma è comunque una buona edizione economica.

    ha scritto il 

  • 3

    Bè, è veramente lontano dalla sensibilità moderna: i reali protagonisti delle tragedie di Eschilo sono gli dei, la cui volontà è imperscrutabile e la vendetta feroce. Non si riesce tuttavia relmente a capire in cosa risieda la colpa e, anche quando ci si riconcilia con l'idea che questi poveri uo ...continua

    Bè, è veramente lontano dalla sensibilità moderna: i reali protagonisti delle tragedie di Eschilo sono gli dei, la cui volontà è imperscrutabile e la vendetta feroce. Non si riesce tuttavia relmente a capire in cosa risieda la colpa e, anche quando ci si riconcilia con l'idea che questi poveri uomini hanno infranto il limite imposto dalla divinità, si fatica a considerarlo peccato...

    ha scritto il