Persuasione

Di

Editore: Garzanti Libri

4.1
(4989)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 261 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Portoghese , Spagnolo , Tedesco , Francese , Ungherese , Catalano , Chi semplificata , Svedese , Greco , Polacco , Ceco

Isbn-10: 881136390X | Isbn-13: 9788811363903 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Tascabile economico , eBook , Copertina morbida e spillati

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Rosa

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Descrizione del libro
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  • 5

    Persuasione è l'ultimo romanzo completo della Austen, il romanzo della maturità. La protagonista, come l'autrice, è ora pronta ad un amore razionale e studiato, diversamente, anni prima, lo stesso amo ...continua

    Persuasione è l'ultimo romanzo completo della Austen, il romanzo della maturità. La protagonista, come l'autrice, è ora pronta ad un amore razionale e studiato, diversamente, anni prima, lo stesso amore e uomo erano stati rifiutati.
    La storia è emozionante e confortante, l'autrice permette alla sua protagonista di avere una seconda possibilità, perchè solo con la maturità è possibile la nascita di una storia duratura.
    Bellissimi alcuni passi finali del romanzo e il modo in cui l'autrice cerca di sottolineare la diversità dei sentimenti umani per l'uomo e la donna...
    "...l'uomo è più robusto della donna, ma non vive più a lungo; e questo spiega con esattezza la mia opinione sulla natura degli affetti maschili. Davvero, sarebbe troppo duro per voi, se le cose stessero altrimenti. Avete già molte difficoltà, e privazioni, e pericoli da affrontare. Lavorate e faticate sempre, esposti a rischi e asprezze di ogni genere. Lasciate la casa, la patria, gli amici, tutto.Non avete tempo, salute, vita che possiate considerare pienamente vostra. Sarebbe davvero troppo duro" e qui la voce tremò "se a tutto questo dovessero venire aggiunti sentimenti come quelli di una donna."

    ha scritto il 

  • 4

    Persuasione credo sia fra gli ultimi libri scritti da Jane Austen e si vede. Più piccolo (in un saggio credo di avere letto che lo scrisse quando già era malata e questo forse influì sulla "taglia") e ...continua

    Persuasione credo sia fra gli ultimi libri scritti da Jane Austen e si vede. Più piccolo (in un saggio credo di avere letto che lo scrisse quando già era malata e questo forse influì sulla "taglia") e più disilluso. Anne non è frizzante come Elizabeth Bennett, infallibile come Fanny Price o passionale come Marianne Dashwood, Anne è disillusa ben conscia d'aver sprecato l'unica occasione di felicità della sua vita e il romanzo quindi non ha quel romanticismo speranzoso di altre sue opere è spesso malinconico, grigio, introspettivo. Personalmente mi piace molto, trovo che Frederick Wentworth sia uno dei pochi, pochissimi personaggi maschili della Austen ad essere davvero romantico e di grosso spessore e mi piace perchè sia lui che Anne arrivano alla felicità attraverso la tribolazione derivata dalla consapevolezza degli errori passati e la conquistano proprio perchè determinati a non commetterli ancora. Per altro lo trovo ferocemente caustico e i personaggi "cattivi" qui sono davvero delle persone meschine, egoiste e grette senza l'orpello della satira o qualche altro alleggerimento narrativo (cosa sarà mai Fanny Dashwood contro Elizabeth Elliot?). Insomma bello, detto ciò nella mia rilettura austeniana annuale do netta precedenza a Orgoglio e Pregiudizio, più leggero nelle sue innegabili profondità.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    persuasa!

    E' inimitabile! Quando Jane Austen prende in mano una penna, non è mai per nulla. Devo dire che Persuasione è stata una dolce scoperta; ricordo di aver confrontato varie "classifiche" delle opere di M ...continua

    E' inimitabile! Quando Jane Austen prende in mano una penna, non è mai per nulla. Devo dire che Persuasione è stata una dolce scoperta; ricordo di aver confrontato varie "classifiche" delle opere di Miss Austen, e in quasi nessuna Persuasione era ai primi posti, anzi.
    Invece dal mio punto di vista Persuasione è il secondo classificato, naturalmente dopo Orgoglio & Pregiudizio.
    Bellissimo.
    Come già anticipato nella mia recensione a O&P, la lettera in cui il capitano Wentworth alla fine si dichiara è da antologia: non si può trattenere la commozione.

    ha scritto il 

  • 2

    Tre stelle per Anne, una mente forte con maniere dolci, la protagonista femminile che mi è piaciuta assai, per la sua bontà, la sua sensibilità, il suo saper mettersi da parte a beneficio di altri, l ...continua

    Tre stelle per Anne, una mente forte con maniere dolci, la protagonista femminile che mi è piaciuta assai, per la sua bontà, la sua sensibilità, il suo saper mettersi da parte a beneficio di altri, la sua crescita psicologica nel prendere in mano la propria esistenza in vista di una autorganizzazione soddisfacente che sappia scegliere tra solitudine e un matrimonio imposto dall’alto delle convenzioni sociali o famigliari.
    Tre stelle anche per il protagonista maschile, il capitano Wentwhort, e tre stelle per il gioco, efficacemente riprodotto dalla scrittura di Jane Austen, di sguardi, di dubbi, di slanci e di ricadute, di illusioni presto disilluse e viceversa, che contraddistingue l’evoluzione del rapporto rinascente tra i due destinati.

    Tre stelle perchè è comunque Jane Austen.

    Da un conto matematico le stelle dovrebbero essere tre ma la noia intensa che globalmente ha accompagnato la mia lettura è stata più che pari a due.
    Noia dovuta soprattutto alle innumerevoli descrizioni di spostamenti in calesse da una dimora di campagna all’altra per ottemperare a visite di cortesia imposte dall’esigenza di restare ben saldi all’interno della cerchia nobiliare o dall’accrescere il proprio prestigio presso aristocratici influenti, alla lentezza delle pagine e delle vicende debolissime, non da ultimo per lo stupore innanzi un finale inspiegabilmente affrettato.

    ha scritto il 

  • 4

    La donna è mobile, qual piuma al vento …

    Inghilterra 1814. Bath, White Hart, appartamento Musgrove. Il Capitano Harville e Anne Elliot, in attesa che il Capitano Wentworth concluda la sua lettera, conversano amabilmente …
    «… Ebbene, Miss Ell ...continua

    Inghilterra 1814. Bath, White Hart, appartamento Musgrove. Il Capitano Harville e Anne Elliot, in attesa che il Capitano Wentworth concluda la sua lettera, conversano amabilmente …
    «… Ebbene, Miss Elliot,(abbassando la voce) come vi stavo dicendo, non andremo mai d’accordo su questo punto. forse è impossibile, per un uomo e una donna. Ma permettetemi di osservare che tutte le storie sono contro di voi. Tutte le storie, in prosa e in versi. Se avessi la memoria di Benwick potrei portarvi senza indugio cinquanta citazioni in favore della mia tesi. E non credo di aver mai aperto, in vita mia, un libro che non avesse qualcosa da dire in merito alla volubilità femminile. Canzoni e proverbi, tutti parlano dell’incostanza delle donne. Ma voi mi direte forse che sono tutti stati scritti dagli uomini.»
    «Forse sì … Sì, sì, per favore non prendiamo esempi dai libri. Gli uomini sono stati avvantaggiati nel raccontare la loro storia. L’istruzione è stata dalla loro parte in misura così schiacciante, la penna è sempre stata nelle loro mani. Non permetterò che i libri dimostrino niente.»

    Altro, dire non so …

    ha scritto il 

  • 5

    "Devo imparare a sopportare di essere più felice di quel che merito."

    L'ho divorato! È un romanzo accattivante, mai lento, profondo e a tratti ironico e oserei dire originale non solo per l'epoca in cui fu scritto ma anche tutt'ora. Anne e Frederick si sono amati, dovev ...continua

    L'ho divorato! È un romanzo accattivante, mai lento, profondo e a tratti ironico e oserei dire originale non solo per l'epoca in cui fu scritto ma anche tutt'ora. Anne e Frederick si sono amati, dovevano sposarsi, la Austen decide di far cominciare la storia ben 8 anni dopo la tempestosa separazione. Le convenzioni sociali, la persuasione altrui sulla giovane Anne avevano avuto la meglio sull'amore. E ora? Riuscirà la nostra eroina a riconquistare il perduto amore? A persuaderlo che lei non è cambiata e che ora nulla potrà ostacolare il loro lieto fine? Lasciatevi incantare da zia Jane!

    ha scritto il 

  • 4

    Non è il mio libro preferito della Austen, penso che non cambierò mai idea su Orgoglio e pregiudizio, ma ho comunque apprezzato molto Persuasione. Capisco perchè viene definita la sua opera più matura ...continua

    Non è il mio libro preferito della Austen, penso che non cambierò mai idea su Orgoglio e pregiudizio, ma ho comunque apprezzato molto Persuasione. Capisco perchè viene definita la sua opera più matura, la storia di Anne Elliot inizia là dove molte delle eroine austeniane finiscono: già dalle prime pagine Anne ha piena consapevolezza di sè, dei suoi pensieri e dei suoi sentimenti (anche se ancora non sa come convivere con quest'ultimi); non può fare altrimenti, con la famiglia (=gabbia di matti) che si ritrova!!

    ha scritto il 

  • 4

    Dopo averlo riletto online su www.gutenberg.com, confermo le 4 stelline. Non è all'altezza di Emma o di Orgoglio e pregiudizio, ma è un'ottimo romanzo, e considerato anche che è stato pubblicato dopo ...continua

    Dopo averlo riletto online su www.gutenberg.com, confermo le 4 stelline. Non è all'altezza di Emma o di Orgoglio e pregiudizio, ma è un'ottimo romanzo, e considerato anche che è stato pubblicato dopo la morte dell'autrice, avrebbe potuto forse rifinirlo meglio. Mi piacerebbe leggere il capitolo 10 del secondo libro, che a quanto pare è stato tolto alla pubblicazione, ma al quale si sono rifatti adattamenti per il cinema o la televisione.
    Comunque, la lettera del Capitano Wentworth a Anne è "la" lettera d'amore...

    ha scritto il 

  • 0

    Era stata costretta alla prudenza da giovane e perciò si era imbevuta di romanticismo con gli anni; il seguito naturale di un inizio innaturale.

    Lady Russell. E se avesse ragione lei?
    Non scandalizzat ...continua

    Era stata costretta alla prudenza da giovane e perciò si era imbevuta di romanticismo con gli anni; il seguito naturale di un inizio innaturale.

    Lady Russell. E se avesse ragione lei?
    Non scandalizzatevi. Sono d’accordo anch’io che non si debba mai interferire nelle vicende sentimentali di nessuno, ma ricordiamoci che l’ambiente sociale del romanzo prevedeva questo.
    E poi Anne Elliot non è Catherine Sloper, l’ottusa ragazza di “Washington Square”, la mediocre eroina di Henry James che proprio non ci fa una bella figura.
    Anne è un personaggio trasparente, [quasi troppo] perfetto, per sensibilità, cultura, anticonformismo.
    In amore non ci sono regole e schematismi, lo sappiamo, e quello che funziona per uno, o anche per molti, non funziona necessariamente per un altro.
    Alla fine del romanzo viene il dubbio che l’amore di Anne e del capitano Wentworth si sia realizzato nel momento giusto, quando entrambi erano ormai definiti nella costruzione delle proprie vite, maturi e privi di inquietudini.
    Per questo mi ritrovo a pensare che Lady Russell, a suo tempo, non sbagliò: forse giudicò male la persona, ma potrebbe aver compreso che i tempi non erano maturi. Del resto, se esercitò la sua persuasione sull’amata figlioccia per farle declinare una proposta di matrimonio, mai la forzò ad accettarne altre.
    Come avrebbe potuto Anne vivere in pieno l’amore, senza gli esempi negativi delle sorelle, di Mary, con la sua ossessione per l’arrivismo sociale, e di Elizabeth, ormai rassegnata a non trovare un uomo che se la filasse?

    ***

    Non avevo mai letto Jane Austin, non tanto per la paura di trovarmi in mano dei romanzi rosa solo un po’ più elaborati, quanto per la scarsa attrattiva esercitata dall’ambiente e dal periodo in qui si svolgono le sue storie.
    Devo ammettere che quella persona per me così importante che mi ha prestato questo libro malgrado le mie perplessità mi ha fatto un bel regalo.
    Non solo ho potuto conoscere una scrittrice dotata di quell’ironia che amo, tanto più rilevante pensando che viene da una donna e si rivolge al suo milieu, in un’epoca in cui la forma era tutto e tra quanto era considerato un attentato alle convenzioni vi era anche la cultura, perché la buona compagnia richiede soltanto di essere nati bene, essere educati, avere buone maniere, e non molte esigenze quanto a cultura.
    (Del resto è l’autrice stessa che diffida di un’erudizione fine a se stessa, slegata dalla vita reale e, nel caso dell’uomo, dall’azione.
    Le sue letture non lo hanno danneggiato, perché ha combattuto oltre che letto.)
    Questa edizione in particolare ha poi il pregio di essere introdotta da un saggio di Virginia Woolf, che dà utili chiavi di lettura su Jane Austin. Con la Woolf mi sono trovato a rimpiangere la sua morte prematura, perché in questa sua ultima opera la Austen mostrava di aver intrapreso una nuova via di introspezione psicologica per dipingere i propri personaggi.

    ***

    Come altri grandi uomini nella sfortuna, devo cercare di sottomettere la mia mente alla mia sorte. Devo imparare a tollerare di essere più felice di quanto non meriti.
    Ho sorriso leggendo queste righe, perché suppongo che chi mi ha prestato il libro pensasse in particolare a questo passaggio ogni volta che cercava di convincermi a leggerlo.
    Messaggio ricevuto.

    ***

    Rischio ancora una volta di scandalizzare i fans (in generale, non siete tutte donne, vero?) della Austen con un audace paragone.
    L’assonanza mi è venuta verso la fine.
    Ma durante tutta la lettura ero consapevole di aver già incontrato quelle atmosfere: le convenzioni sociali, i ricevimenti, la campagna, la villeggiatura.
    La rivelazione, appunto, l’ho avuta alla fine: il racconto del capitano Wentworth ad Anne ha la forma e la struttura delle pagine finali dei gialli!
    È una mia idea fissa che un bravo giallista sia capace di ritrarre l’ambiente sociale in cui si svolgono le sue storie anche meglio di altri suoi colleghi che partono con la pretesa di fare letteratura civile.
    E allora il paragone mi è diventato naturale: la Austin fustigava la piccola nobiltà del suo tempo con l’ironia; cento anni dopo, un’altra scrittrice farà lo stesso, non solo con la piccola nobiltà, ma anche con quella borghesia nata del frattempo che dai baronetti aveva mutuato le convenzioni, le regole sociali, le ipocrisie.
    Solo che le stoccate non saranno [solo] ironiche, ma andranno a indagare nel profondo, a cercare l’anima più oscura di quella classe sociale e di villaggi e magioni dall’apparenza idilliaca.
    Infine, prima di lapidarmi per l’associazione di idee, andate a rileggervi con quest’occhio i romanzi di Agatha Christie e ditemi poi se non ci ritrovate, fatti i dovuti adattamenti, le stesse atmosfere di Jane Austen.

    ***

    Mi sono chiesto se Anne non avrebbe dedicato, se avesse potuto, al suo Frederick Wentworth una canzone scritta per un altro Frederick molti anni dopo.
    https://www.youtube.com/watch?v=1mNkACk9UMg

    ha scritto il 

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