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Pesca alla trota in America

Di

Editore: Serra e Riva

3.6
(201)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 154 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8877980257 | Isbn-13: 9788877980250 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Riccardo Duranti

Disponibile anche come: Altri , eBook

Genere: Fiction & Literature , Humor , Science & Nature

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Descrizione del libro
Richard Brautigan, "l'ultimo dei beat", è stato l'idolo letterario della generazione di Woodstock. Verso la fine degli anni sessanta il suo genio comico e la sua irriverente visione dello "stile di vita americano" hanno fatto improvvisamente di lui l'eroe della cultura alternativa, lo scrittore capace di parlare ai giovani che ascoltavano Eleanor Rigby e le canzoni di Bod Dylan, l'involontario profeta di un'epoca, asceso e caduto con uguale rapidità. Era arrivato sulla scena letteraria della West Coast americana verso la fine degli anni cinquanta; aveva vissuto, povero, organizzando bizzarri happening, scrivendo romanzi, vendendo libri che contenevano poesie e semi di fiori, tirando tardi tra vino e conversazioni con gli altri protagonisti della bohème di San Francisco; aveva conosciuto l'esplosione del successo e della fama letteraria, vendendo due milioni di copie in tutto il mondo con Pesca alla trota in America, poi l'involuzione creativa, la disperazione e il suicidio, a quarantanove anni. Pesca alla trota in America (uscito la prima volta nel 1967 e mai tradotto in italiano) è il suo libro più rappresentativo, più esplosivo e singolare: è stato una lettura d'obbligo per i giovani di tutto il mondo e oggi è un classico della letteratura americana contemporanea. Sfugge a ogni definizione, sebbene l'autore lo chiami romanzo e il titolo suggerisca un curioso manuale o reportage; inizia in una piazza di San Francisco e termina programmaticamente con la parola "mayonnaise", demolendo e irridendo via via miti e sogni americani; è popolato di personaggi stralunati ed effimeri, ambientato in una geografia improbabile e fuori mano, fatto di troteschi guizzi di fantasia e di originalità. È stato definito "un Moby Dick del ventesimo secolo": ma anziché portare il lettore nell'oceano aperto lo attira, con una lenza fatta di parole, nei torrenti poco noti dove nuotano libere le trote dell'immaginazione.
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  • 4

    Gli haiku del branzino

    Questa è un'invenzione ispirata dai racconti di Braudigan

    -Il sole ha le sue lune, gli disse con sguardo assorto guardando il cielo tra i rami del sottobosco. Ha le sue lune, pensò l’altro, come ...continua

    Questa è un'invenzione ispirata dai racconti di Braudigan

    -Il sole ha le sue lune, gli disse con sguardo assorto guardando il cielo tra i rami del sottobosco. Ha le sue lune, pensò l’altro, come le paludi hanno le loro brume. Boh. Era un giorno cosi e vide una baracca la in mezzo. Si fermarono a guardarla. In un angolo del tetto una lamiera si era staccata. Il vento caldo la faceva sbattere ad ogni folata, tu tun. Il sole ha le sue lune, ripete l’altro mentre con un retino catturava delle mosche. Gli sarebbero servite come esche per la pesca al branzino. Quell’altro ancora pensò che non avevano portato le canne, cioè le canne si ma non quelle da pesca. Passarono accanto alla baracca con la lamiera nell’angolo del tetto che sbatteva. Dietro, a poca distanza, c’era una latrina malmessa e scrostata. La porta era spalancata. Dentro non c’era niente. Quello che aveva detto che il sole ha le sue lune, disse fermandosi che la latrina, a guardarla sembrava dirgli “Hei, il vecchio che mi ha tirato su a tavole e chiodi, l’ha fatta qui dentro 9745 volte e ora è morto e non voglio che nessuono mi violi. Era un brav’uomo. Mi ha trattato con cura e affetto. Quindi, se vi viene in mente, vedete di farvela passare. Se vi occorre, andate in mezzo i cespugli come i cervi.” “Chiedi allora alla latrina se questa è la baracca del signor Hayman”. “Dev’essere questa si. Abbiamo fatto la strada segnata sulla mappa.” Non quello delle lune, l’altro non lo ascoltava piu di tanto, ma era buffo. Poi, dall’alto videro sotto il lago. Era come una ghirlanda brillante. Guarda laggiù, gli disse indicando con un dito. “Allora dev’essere questo il posto” disse girandosi mentre si grattava la testa. “La c’è la baracca, la sotto c’è il lago e in torrente dev’essere qua vicino… diamo un’occhiata. “ I due si allontanarono verso est rizzando le orecchie. “Si dovrebbe sentire il rumore dell’acqua” disse quello delle lune. “E’ un torrente no?” Presero un piccolo sentiero che si vedeva appena e lo seguirono. Camminarono tra i raggi di sole che s’infiltravano tra i rami. La storia che gli avevano raccontato era che, nell’anno che il signor Hayman era morto, i branzini non avevano piu risalito Hayman Creek. Era successo che avevano preso a salire quando lui era la.. Lui ne prendeva uno due ogni tanto. Li mangiava crudi assieme a del grano macinato. Avevano dato il suo nome al torrente. . Morto lui, nessuno ne aveva piu pescato di branzini. Qualche anno dopo la sua morte, un paio di guardiapesca rasalirono il torrente con un secchio di branzini da vasca da bagno. Volevano provare a ripopolare dei branzini quell’acqua dimenticata. “Tanto vale buttarne qualcuno qui”, disse uno dei due. Perché no? Disse l’altro. Fatto sta che, buttati i branzini dal secchio nel torrente questi, dopo due secondi erano gia girati con la pancia all'in su, morti, che scivolavano verso il lago nella corrente. Non c'è stato verso di vederne piu di branzini da quelle parti, dopo la morte del signor Hayman. Intanto quello delle lune insieme al suo amico trovarono il torrente. Loro erano di quella genia de "I vagabondi del Dharma", dei ragazzi cresciutelli che amavano il jazz e la poesia. Andavano a pesca del branzino in America e gli era venuta questa fissa degli haiku. Secondo complicati calcoli astronomici e suggestioni alchemiche, avevano individuato nell'Hayman Creek il nucleo della legge cosmica dell'haiku. E cosi si sedettero sopra un masso per uno sopra il letto del torrente Hayman Creek. Hayman, l'uomo che aveva fatto risalire i branzini fin la sopra quel torrente. E cosi, dopo essersi guardati un po in giro, cominciarono ad inventarsene qualcuno. (simurgh & Richard Brautigan)

    Qua ci sono degli haiku, anche qualcuno sbagliato, ma non importa. Sono affari loro. Uno scambio tra due. Questi haiku sono alcuni di quelli che non potrebbe scrivere chiunque

    Haiku

    Un cielo scuro attraversai il fiume Branzino guizzò

    Radi salici Sull’argine del fiume palpebre chiuse

    Palpebre chiuse Sul balcone del letto pessimo vino

    Branzino guizzò Sull’orlo del fiato Buona giornata

    Mi manchi oltremodo Balcone radioso tempo immoto

    Tempo immoto Claudica la tremula mente Inzuppa biscotti

    Biscotti inzuppano Nella tazza respirano Liete le ore

    Raggiungimi ai pozzi Sul dosso ancheggia il cammello Turba il fagotto

    Sveglia dal sonno respira la cetra sotto le mura soffia il fagotto

    Dentro una gabbia un canarino al sole arruffa le piume

    Una grossa mano afferra canarino giallo mette in bocca

    la pelle trema sdoma ritorna da un'altra porta

    pozzanghere scure siepi altezzose sgroppa la mente

    Cosa facciamo? Facciamo un bambino C'è un bel sole

    haiku il gioco s'incasta come ali la piuma bianca

    Braudigan scriveva poesie come queste

    Walter

    Ogni notte: poco prima si addormentarsi Walter tossisce. Non avendo mai dormito in una stanza con un'altra persona,pensa che tutti tossiscano poco prima di cadere addormentati. Il suo mondo è questo.

    Fred

    Fred si è comprato un paio di pattini da ghiaccio. Sarà stato venti anni fa. Ce li ha ancora, ma non pattina più.

    ha scritto il 

  • 2

    Confuso

    idee, spunti, racconti raccolti in un libro senza alcun filo logico. alcune parti ironiche, altre crude e reali. sembra di leggere un diario di un liceale

    ha scritto il 

  • 2

    Perche'? O meglio, dove?

    Dove vuole andare a parare l'autore? Domanda a cui non ho saputo rispondere, dopo aver terminato la lettura di questo romanzo.

    Qualche spunto interessante, qualche idea ...continua

    Perche'? O meglio, dove?

    Dove vuole andare a parare l'autore? Domanda a cui non ho saputo rispondere, dopo aver terminato la lettura di questo romanzo.

    Qualche spunto interessante, qualche idea carina. Non riesco, sinceramente, a ricordare molto di piu' in questo calderone di piccoli e brevi episodi senza alcun filo conduttore se non quello di un immaginario, credo, personaggio che condivide il nome con il romanzo che ne narra le gesta.

    Sufficiente? Personalmente credo proprio di no. Libro inutile. Per fortuna l'ho pagato poco e non occupa spazio in libreria.

    ha scritto il 

  • 4

    "...era quasi buio, e ho immaginato di aggirarmi nel cimitero dei poveri, raccogliendo l'erba, i vasi di vetro, i barattoli di latta, i fiori appassiti, gli insetti, le erbacce, le zolle, per portarmeli a casa e farci un'esca, un'esca che poi avrei

    lanciato su in cielo, sarei rimasto lì a guardarla galleggiare sulle nuvole, per poi svanire nella stella della sera"

    Brautigan è come un bambino che appicchi, su di un foglio argentato, frasi e ...continua

    lanciato su in cielo, sarei rimasto lì a guardarla galleggiare sulle nuvole, per poi svanire nella stella della sera"

    Brautigan è come un bambino che appicchi, su di un foglio argentato, frasi e pensieri. Tra fantasmi di dita mozzate da un falcia-erba difettoso che vorrebbero fare amicizia con le dita sane del nuovo giardiniere, una bimba vestita di rosso (come la donna responsabile della fine di Dillinger) seduta in una sabbiera o osservata mentre infila sassolini colorati nelle tasche di un uomo seduto sulle rive di un fiume, torrenti acquistati al metro e gatti battezzati con un numero, il collage stratificato e multicolore che B. va componendo, in preda ad una gioiosa anarchia, racconta dell'America della fine degli anni '60 (è come fare un trip, fisico e mentale, risparmiandosi gli annessi ed inevitabili effetti collaterali).

    ha scritto il 

  • 0

    Di dubbia stellinabilità, ma sicuramente molto interessante - e anche divertente.

    La freschezza di pesca alla trota in america non è certo cosa da attribuire alla qualità delle sue acque, o allo ...continua

    Di dubbia stellinabilità, ma sicuramente molto interessante - e anche divertente.

    La freschezza di pesca alla trota in america non è certo cosa da attribuire alla qualità delle sue acque, o allo spirito di avanscoperta dei suoi compagni. Piuttosto, le trote brillano al sole soprattutto se messe di fianco a una sogliola.

    ha scritto il 

  • 3

    Un inno al "nonsense"

    Questo è il tipico esempio di libro che "o si ama o si odia". Io non sono assolutamente riuscita ad amarlo (forse perché non è il mio genere), ma non metto in dubbio il fatto che Brautigan sia ...continua

    Questo è il tipico esempio di libro che "o si ama o si odia". Io non sono assolutamente riuscita ad amarlo (forse perché non è il mio genere), ma non metto in dubbio il fatto che Brautigan sia assolutamente geniale. Per meglio comprendere il senso, bisognerebbe forse essere un americano (meglio se della colta Boston) e aver vissuto la propria adolescenza già negli anni '50/'60: sicuramente sarebbe più facile entrare nei meandri del suo stile, talvolta quasi folle, orientarsi nelle continue metafore e nei ritmi del "nonsense". Si tratta chiaramente di un'opera "di rottura", che per quegli anni ha rappresentato forse una svolta epocale nella letteratura americana. Di certo non lo consiglierei a chi ama letture leggere, ma senz'altro a chi abbia invece voglia di immergersi in qualcosa di veramente diverso e originale, anche se indubbiamente complesso.

    ha scritto il 

  • 3

    Divertente, multiforme, assurdo, un libro che è una serie di variazioni su un tema senza che ci sia un tema unico. Affascinante, ma non fondamentale, personalmente ho preferito American dust; ma ...continua

    Divertente, multiforme, assurdo, un libro che è una serie di variazioni su un tema senza che ci sia un tema unico. Affascinante, ma non fondamentale, personalmente ho preferito American dust; ma l'esperimento è encomiabile e Brautigan ha un dono per i paragoni

    ha scritto il 

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