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Pessimi segnali

Di

Editore: Marsilio

3.7
(82)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 185 | Formato: Altri

Isbn-10: 8831784404 | Isbn-13: 9788831784405 | Data di pubblicazione: 

Genere: Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Angelo svolge il servizio civile in un paesino del Valdarno, presso la CroceRossa. È a pochi chilometri da casa, eppure fin dal primo momento gli sembradi essere stato catapultato in un altro mondo, alieno e inquietante. Ivolontari sono gente rozza e violenta, che passa il tempo a guardare cassetteporno e si eccita alla vista del sangue. I vecchi parlano confusamente di ritiantichissimi che si celebrano nei boschi circostanti. Perfino le suore delconvento si comportano in modo strano. Angelo coglie indizi e segnali chepaiono alludere a uno spaventoso complotto. Una rete avvolge tutti, una reteal cui centro sembra essere Augusto, un bambino reso sordo, muto e cieco da unincidente. Solo se capirà cosa sta succedendo, Angelo riuscirà a salvarsi.
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  • 4

    "Quando uno sa che il gioco è questo, quando uno è consapevole di essere una pedina ma anche un giocatore, ogni sua azione acquista importanza. Non è più importante fare cose belle o eclatanti, è importante giocare bene il gioco delle scommesse."

    ha scritto il 

  • 4

    Storia estremamente piacevole e scritto in maniera meravigliosa. Una storia che si muove tra la realtà e "I conigli rosa uccidono". Almeno a me tornava frequentemente in testa, anche se non c'entra nulla, il fumetto della serie Dylan Dog.

    ha scritto il 

  • 3

    Prestato da un amico che sa del mio passato come obiettore in croce rossa e che, avendolo letto, ci ha rivisto i racconti che gli facevo. Coincidono, in modo inquietante, l'atmosfera casereccio-marziale ed il fanatismo mal celato (a volte quasi ostentato, come in una setta) di quell'ambiente. Ecc ...continua

    Prestato da un amico che sa del mio passato come obiettore in croce rossa e che, avendolo letto, ci ha rivisto i racconti che gli facevo. Coincidono, in modo inquietante, l'atmosfera casereccio-marziale ed il fanatismo mal celato (a volte quasi ostentato, come in una setta) di quell'ambiente. Ecco, più che la storia prevale l'atmosfera.

    ha scritto il 

  • 3

    In un lugubre paesello toscano, ben lontano dai soliti stereotipi sull'ubertosa e serena campagna toscana, un giovane presta il servizio civile nella locale sezione CRI fra truci volontari
    tele-pornodipendenti e suore baffute e maneggione. Sottilmente fantastico, di quel fantastico che fa capoli ...continua

    In un lugubre paesello toscano, ben lontano dai soliti stereotipi sull'ubertosa e serena campagna toscana, un giovane presta il servizio civile nella locale sezione CRI fra truci volontari tele-pornodipendenti e suore baffute e maneggione. Sottilmente fantastico, di quel fantastico che fa capolino fra le pieghe del reale, senza invaderlo.

    ha scritto il 

  • 5

    Wu Ming 2 su Pessimi segnali

    Ritrovare un fratello che non sapevo di avere è un'esperienza che la vita non mi ha ancora riservato. Quindi, rinuncio al paragone. Fatto sta che leggere questo libro mi ha fatto uno strano effetto. Come salire in cima a una montagna, vedere uno che viene su dall'altra parte, arrivare in vetta e ...continua

    Ritrovare un fratello che non sapevo di avere è un'esperienza che la vita non mi ha ancora riservato. Quindi, rinuncio al paragone. Fatto sta che leggere questo libro mi ha fatto uno strano effetto. Come salire in cima a una montagna, vedere uno che viene su dall'altra parte, arrivare in vetta e scoprire che è un vecchio amico che non sentivi da tempo. La vetta in questione potrebbe essere Monte Budadda, confine ideale tra la Valmadero e il Valdarno, tra Castel Madero e Torresola, Tra Guerra agli Umani e Pessimi segnali. Resisto volentieri alla tentazione di fare un elenco, con tutte le incredibili somiglianze - di atmosfera, di personaggi, di dettagli microscopici - che esistono tra questi due romanzi. Chi li leggerà entrambi, avrà modo di scoprirle, se ne avrà voglia.
    Piuttosto, vorrei soffermarmi su una somiglianza nelle premesse, su alcune cose che questo romanzo riesce a fare e che finisce per farmelo sentire così vicino, forse perché va a segno dove anch'io ho mirato, non spetta a me dire se con eguale fortuna.
    Enzo Fileno Carabba riesce a raccontare una storia che è surreale e verosimile allo stesso tempo, assurda ma per questo credibile (come direbbe Tertulliano), grottesca nel suo essere quotidiana. Che ci parla della realtà senza essere realista, ma usando un linguaggio quasi fiabesco, con inquitanti misteri, oscuri presagi, foreste di simboli, leggende. Tutto ciò che l'onesto realismo ama eliminare, quando si tratta di raccontare una storia vera.
    Nei gusti del pubblico e dei critici, al momento, il realismo la fa da padrone. Piacciono le storie vere. Al cinema si riscopre il documentario, per supplire alle deficienze della TV. In letteratura si chiede agli scrittori di mettere una pezza sul vuoto lasciato aperto dal giornalismo d'inchiesta. Tutto questo va bene, per carità, noi stessi abbiamo scritto valanghe di romanzi storici, quindi okay, purché si lasci spazio al resto. Purché gli unici parametri per valutare un racconto non siano quanto è vera la storia, quanto sono verosimili i personaggi e via discorrendo. Altrimenti, addio Viaggi di Gulliver, Metamorfosi e compagnia bella. Pensateci: quante volte, negli ultimi film italiani che avete visto, c'erano elementi "ai confini della realtà", episodi inspiegabili, dinamiche grottesce senza l'esorcismo della comicità? Io ne ricordo solo uno: Tutta la conoscenza del Mondo, di Eros Puglielli. Il che non vuol dire che gli altri facciano schifo, anzi, vuol dire soltanto che il realismo non è più soltanto una modalità d'espressione. E' diventato un diktat produttivo. Il noir e il giallo piacciono/non piacciono a seconda di quanto colgono delle dinamiche socio-criminali. Lavorare con lentezza piace/non piace a seconda di quanto è fedele allo spirito degli anni Settanta... Non sarà un po' riduttivo?
    Ma tornando al romanzo: se uno lo legge in chiave realista e fa il volontario sulle ambulanze, allora accende le sirene e va dritto dall'autore a rompergli la faccia. Perché una delle cose più divertenti e coraggiose che fa questo romanzo è sparare sulla Croce Rossa, intoccabile per antomasia. I crocerossini di Torresola sono dei decerebrati (come tutti gli abitanti, d'altronde) che sfruttano gli obiettori, truffano il comune, si eccitano col sangue, le armi, i corpi paramilitari e i pornazzi di ultima. Come dire che non è che siccome uno fa il volontario, allora è senz'altro un mezzo santo, puro come l'agnello pasquale. E già dire questo non è poco: l'aiutare il prossimo è una gran cosa, ma non redime dai peccati (almeno non su questa terra).
    Terza cosa molto coraggiosa di questo romanzo, dopo lo sgambetto al realismo e quello al Buon Samaritano, è giocare con la quotidianità del mistero e, in tempo di gialli, thriller e noir, non mettere in piedi nessuna detection vera e propria. Sondare le crepe nel tessuto della realtà senza ricondurle per forza a una spiegazione, un motivo razionale che le riconcili con la realtà stessa. La realtà è fatta molto più spesso di misteri che non si svelano. La polizia trova l'assassino una volta su trenta, non come nei telefilm. Il realismo tradisce la realtà molto più di quanto non dichiari. Le storie vere sono spesso incomprensibili.
    O come dice la nonna di Augusto: c'è qualcosa oltre la vita, ma soprattutto, c'è qualcosa durante.
    http://www.wumingfoundation.com/italiano/Giap/nandropausa7.htm#4

    ha scritto il 

  • 5

    una discesa nel delirio nel paese del sole...

    - Per chi pensa che fare il servizio civile sia un compito tranquillo, persino noioso.


    -Per chi pensa che non ci sia niente di più rassicurante delle sedi della Croce Rossa


    -Per chi pensa che che non ci sia niente di più solare e allegro di un ridente paesello toscano.


    -Per c ...continua

    - Per chi pensa che fare il servizio civile sia un compito tranquillo, persino noioso.

    -Per chi pensa che non ci sia niente di più rassicurante delle sedi della Croce Rossa

    -Per chi pensa che che non ci sia niente di più solare e allegro di un ridente paesello toscano.

    -Per chi pensa che le suore siano delle brave donne... baffute sì, ma sempre delle brave donne

    -Per chi non è terrorizzato dai conigli.

    -Per chi pensa che l'Italia non possa avere la sua Twin Peaks

    - Per chi pensa che la letteratura italiana sia fatta solo di trentenni in crisi che si guardano l'ombelico, bulli e sbarbe adoloscenti e improbabili sbirri con coscienza civile...

    ha scritto il