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Peter Pan

Di

Editore: Mondadori (Oscar Classici)

4.2
(2790)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 193 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Chi tradizionale , Tedesco , Coreano , Francese , Catalano , Portoghese , Rumeno , Giapponese , Ceco

Isbn-10: 8804477768 | Isbn-13: 9788804477761 | Data di pubblicazione:  | Edizione 4

Traduttore: Pina Ballario ; Prefazione: Alison Lurie

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Copertina rigida , Copertina rinforzata scuole e biblioteche , Non rilegato , Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Children , Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 3

    Le avventure di Peter Pan
    James Matthew Barrie

    A volte mi piace affrontare letture per ragazzi, mi sono imbattuta in questa favola, che chi più chi meno la conosciamo tutti, quindi non mi dilungo...
    C ...continua

    Le avventure di Peter Pan
    James Matthew Barrie

    A volte mi piace affrontare letture per ragazzi, mi sono imbattuta in questa favola, che chi più chi meno la conosciamo tutti, quindi non mi dilungo...
    Carino ma passerà del tempo prima che lo rileggero', non mi ha tenuta incollata come speravo ho faticato a finirlo...
    Una cosa me l'ha insegnata:
    Dobbiamo credere hai nostri sogni per esser felici, poi se si avverano ben vengano se no continuiamo a sognare, dobbiamo imparare dai bambini che sono spensierati, innocenti e a volte un po' egoisti.
    Il mio voto è 7/10
    foto di Pamela Palozzo.

    ha scritto il 

  • 2

    2.5 stelle

    Nel 1902 i ragazzini, e non solo, potevano leggere questo libro, ma non altri libri che sono stati pubblicati in seguito. Al di là della banalità del pensiero, mi dispiace di questo. Per fortuna che u ...continua

    Nel 1902 i ragazzini, e non solo, potevano leggere questo libro, ma non altri libri che sono stati pubblicati in seguito. Al di là della banalità del pensiero, mi dispiace di questo. Per fortuna che uscì in quell'anno anche La vita e le avventure di Babbo Natale di Lyman Frank Baum (autore de Il mago di Oz, un'altra serie disponibile da quel tempo), che pareggia un pò la situazione. Nel complesso, direi che le avventure di Peter Pan mi hanno innervosito.
    Questo libro di due storie tratta di:
    -maternità infantile (lo so che sembra un ossimoro, ma se non altro è solo per adozione);
    -omicidio perpetrato da bambini nei confronti di bambini e adulti;
    -uso di droghe (altrimenti non si spiegherebbe il comportamento assurdo che Peter tiene sempre);
    -fate assassine (ma questo è normale; si sa che le fate non sono sempre docili).
    Considerando gli aspetti metaforici della vicenda, mi turba credere che un bambino sia considerato senza cuore e senza pietà, e ne sono stato io stesso uno, perciò so che sono spesso egoisti, sciocchi e stupidi, ma è una fase della vita felice e di scoperta e gioia, e questo non vuol dire essere arrogantissimi prepotenti assassini drogati di polvere di fata! Bah.
    La traduzione di questa edizione Minimammut è veramente brutta. A parte il fatto che la deficienza umana porta usare il termine favola per tradurre fairytale quando è scorretto - si usa FIABA!!!!!!! -, ho trovato diversi errori sintattici, per esempio dove Wendy si accorge che Peter Pan è cresciuta. Quindi, oltre ad aver deciso di cambiare modus vivendi, cioè di crescere, ha cambiato anche sesso? Uh.
    E così, credo di ritenere la trasposizione della Disney più carina. :)

    ha scritto il 

  • 5

    Nel momento in cui dubiti di poter volare,perdi per sempre la facoltà di farlo. Il motivo per cui gli uccelli,a differenza degli esseri umani,sono in grado di volare,risiede nella loro fede incrollabile,perchè avere fede vuol dire avere le ali...

    Chi non conosce la storia di Peter Pan? Il bambino che non voleva crescere,che desiderava avere un'infanzia infinita per continuare a giocare e a divertirsi senza mai diventare adulto.
    Il libro di Bar ...continua

    Chi non conosce la storia di Peter Pan? Il bambino che non voleva crescere,che desiderava avere un'infanzia infinita per continuare a giocare e a divertirsi senza mai diventare adulto.
    Il libro di Barrie è diviso in due parti: I giardini di Kensigton,in cui l'autore racconta della nascita di Peter e della sua fuga ai Giardini,dove incontrerà tante creature fantastiche; la seconda parte,Peter & Wendy,racconta la storia che tutti noi conosciamo,pur con parecchie differenze rispetto alla trasposizione che la Disney ne fece.
    Quella di Barrie è una vera favola,un'inno all'infanzia,alla giovinezza,alla voglia di restare per sempre bambini!
    Il primo racconto in cui ci viene narrata la fuga di Peter dalla sua famiglia,l'arrivo e la lunga permanenza ai giardini e poi la vera trasformazione in Peter Pan è forse meno interessante del secondo racconto,ma necessario a permetterci di comprendere la genesi di questo personaggio e i motivi che stanno alla base di alcuni suoi atteggiamenti.
    Nel secondo racconto invece,per somme linee,leggiamo dell'incontro di Peter con i fratelli Darling: Wendy,John e Michael. Peter era solito fermarsi sotto il davanzale della cameretta dei tre fratelli per ascoltare le favole che Mrs Darling raccontava ai suoi bambini. Una sera,alla ricerca della sua ombra,conosce Wendy e la porta,insieme ai suoi fratellini,sull'Isolachenonc'è, tra fate dispettose,pericolosi pirati e pellerossa belligeranti...
    Non mi soffermerò certo sui dettagli della storia,che per sommi capi tutti conoscono,ma piuttosto sul romanzo in sè,che pur facendo parte della letteratura per bambini,è in realtà un romanzo di formazione ricco di spunti di riflessione interessanti.
    A tutti noi è capitato da bambini di dire che non volevamo crescere,oppure,già adulti,di pensare a quanto sarebbe bello poter tornare indietro nel tempo!
    Perchè l'infanzia è il periodo della vita in cui non ci sono problemi,la spensieratezza regna sovrana e si passa la maggior parte del tempo a divertirsi. Peter incarna proprio questo ideale,ideale che si scontra poi con la dura realtà,quella realtà in cui i bambini devono crescere,devono diventare adulti e prendersi le prorpio responsabilità.
    E' quello che succede a Wendy,che diventa adulta e poi sogna di poter volare ancora una volta all'Isolachenonc'è per poter rivedere il suo Peter,ma non può più volare,perchè non è più una bambina.
    Un fantasioso e originale romanzo di formazione che ogni lettore dovrebbe avere nella propria libreria!

    ha scritto il 

  • 5

    L'ho letto mille volte e mi piaceva farmelo leggere da bambina da mia sorella, soprattutto quando magari ero a letto con l'influenza. Chissà, forse con la febbre la fantasia era ancora più sollecitat ...continua

    L'ho letto mille volte e mi piaceva farmelo leggere da bambina da mia sorella, soprattutto quando magari ero a letto con l'influenza. Chissà, forse con la febbre la fantasia era ancora più sollecitata. Ho per anni odiato Walt Disney perchè ci ha rifilato un'interpretazione fasulla della fiaba di Barrie e un Peter Pan così diverso da come me l'ero immaginato (anche fisicamente) durante la lettura. Il miglior libro della mia infanzia.

    ha scritto il 

  • 5

    Squisita favola centenaria

    "Peter Pan" è una favola che tra ambientazioni di fantasia e ambigue psicologie dei personaggi rappresenta una squisita anomalia nel magico regno della narrativa per ragazzi. E agli adulti ricorda di ...continua

    "Peter Pan" è una favola che tra ambientazioni di fantasia e ambigue psicologie dei personaggi rappresenta una squisita anomalia nel magico regno della narrativa per ragazzi. E agli adulti ricorda di essere stati anch'essi bambini, una volta, prima di perdere la capacità di volare.

    ha scritto il 

  • 4

    Credere di farlo è quasi bello quanto farlo davvero.

    Dunque. Non posso dire che non mi sia piaciuto, anche se mi sono ritrovata a leggere una storia abbastanza diversa dalle trasposizioni cinematografiche (in primis quella Disney) che siamo abituati a c ...continua

    Dunque. Non posso dire che non mi sia piaciuto, anche se mi sono ritrovata a leggere una storia abbastanza diversa dalle trasposizioni cinematografiche (in primis quella Disney) che siamo abituati a conoscere. Basti pensare al protagonista Peter che alle volte è arrogante, presuntuoso e insopportabile o agli episodi di violenza durante le varie avventure e battaglie con i pirati, che vengono descritti con una naturalezza non da poco. Ma a parte questi piccoli dettagli devo dire che il libro è molto più complesso di quanto sembri e credo di non averlo compreso del tutto... d'altronde Barrie era un autore molto fuori dal comune ed è difficile entrare nelle sue metafore; infatti durante la lettura c'ho messo parecchio ad ingranare, ma poi mi sono fatta trascinare dall'atmosfera magica e fantastica, quasi come se fosse un sogno, che Barrie ha saputo creare con uno stile scorrevole, raffinato e delicato ^^
    E' una storia che, oltre ad essere improntata sull'eterno conflitto tra la spensieratezza e la vivacità dell'infanzia e la serietà e le responsabilità del mondo adulto, sottolinea anche la non innocenza dei bambini che, senza capirlo o saperlo, sanno essere spietati nei loro giochi. Per questo, e per il fatto che inevitabilmente si deve crescere, ho provato una sorta di malinconia e inquietudine... e in generale perchè il libro è connotato da sfumature cupe e tristi. Insomma, tutti soffriamo della Sindrome di Peter Pan, tutti vorremmo tornare ad essere spensierati bambini che giocavano, guardavano bei cartoni animati e si divertivano con poco e sento una così grande NOSTALGIA per non poter tornare indietro e riavere quelle caratteristiche proprie dei bambini quali immaginazione, creatività, fantasia, esuberanza per ogni piccola novità o sorpresa che purtroppo, crescendo, un pò si perdono, che quasi mi si stringe il cuore! Di conseguenza Peter Pan mi ha fatto ripensare alla mia infanzia (s)perduta e di questo lo ringrazio, però seppur il libro sia piacevole e faccia riflettere, non rientra tra i miei preferiti.
    Sono comunque contenta di averlo letto perchè non poteva mancarmi un libro per ragazzi (e non solo) del genere, però ammetto che le mie 4 stelle vanno più al fatto che sono affezionata ai film che alla versione scritta.

    ha scritto il 

  • 0

    Peter Pan nei Giardini di Kensington: ★★☆☆☆
    Peter e Wendy: ★★★★★

    Quanto Kensington è acerbo e noiosetto, tanto Wendy è straordinario, inquietante e sincero sull'infanzia sino a diventare urtante. Un v ...continua

    Peter Pan nei Giardini di Kensington: ★★☆☆☆
    Peter e Wendy: ★★★★★

    Quanto Kensington è acerbo e noiosetto, tanto Wendy è straordinario, inquietante e sincero sull'infanzia sino a diventare urtante. Un vero capolavoro.

    ha scritto il 

  • 4

    Viviamo nel migliore dei mondi possibili ... (?)

    E' incredibile il modo con cui questi due libricini sono riusciti a colpirmi: il primo, Peter Pan nei Giardini di Kensington, è molto fiabesco e tenero (ho già deciso che lo racconterò ai miei futuri ...continua

    E' incredibile il modo con cui questi due libricini sono riusciti a colpirmi: il primo, Peter Pan nei Giardini di Kensington, è molto fiabesco e tenero (ho già deciso che lo racconterò ai miei futuri figli) e mi è piaciuto conoscere finalmente le origini di Peter. E' buffo accorgersi come dei personaggi che diamo tutti per scontato di conoscere in realtà non sono affatto conosciuti così bene. Comunque, questo libricino mi ha davvero fatto sognare, ho esplorato i Giardini e vissuto le emozioni di Peter insieme a lui in tutto e per tutto, mi ci sono davvero affezionata.
    Il secondo libro invece, Peter e Wendy, non è niente di sorprendente: la solita storia che abbiamo visto più o meno tutti nel film della Disney... Ed è questa la sola causa per cui ho votato 4 stelline invece di 5. Il finale però mi ha colpita: è leggermente diverso da quello che conosciamo e mi ha, incredibile come cosa, cambiato l'umore per un'intera serata: non so, mi ha trasmesso una certa malinconia, una certa tristezza al pensiero di Wendy, John, Michael e tutti gli altri che affrontano lo scorrere della vita insieme, con le cose belle e le cose brutte, con le cose che iniziano, quelle che ti accompagnano a braccetto e quelle che, piano piano o improvvisamente, ti muoiono davanti agli occhi; mentre dall'altra parte c'è Peter... E quando riappare ti viene una rabbia, una frustrazione piena di affetto nel vedere come lui sia così pateticamente fermo, estraneo, un chiodo fisso. Non si può neanche dire che sia fermo nel passato, perchè "è il bambino che non cresce", per lui non c'è tempo, e mi sorge la domanda: uno così vive o non vive?
    E' vero che è orribilmente realistico vedere quelli uccellini diventare uomini indaffarati e donne mature, ma a tutto ciò siamo ormai abituati da sempre e lo accettiamo tranquillamente: ora, pensate alla circostanza di dover affrontare tutto ciò che comprende la vita volendo bene a qualcuno, ma senza potersi mai accompagnare a viccenda... è tremendo!! E' sopratutto questo che mi ha fatto star male.
    Non so bene come spiegarlo. E' come con gli anziani che, mentre noi continuiamo ad amarli, sembrano ignorarci, tanto sono rintanati nel loro mondo. E allo stesso modo Peter si dimentica, ripete e sostituisce le cose e le persone che l'hanno amato in eterno, senza cattiveria però, senza smettere di voler loro bene, ed anche questo è tremendo a modo suo. Ora io dico, e ciò vale anche per il caso degli anziani, mentre la maggior parte di noi è da una parte altri possono andare a stare da un'altra, ma chi può dire qual è la migliore? Quale sarà lo stato di coscienza, il modo di vivere diciamo, migliore? Sempre che ce ne sia uno, no?

    ha scritto il 

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