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Margin notes of this book
- Book Details
- Libri Italiani
- Rating:



(589)
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1 star 
- Mass Market Paperback 193 Pages
- Edition: 4
- ISBN-10: 8804477768
- ISBN-13: 9788804477761
- Publisher: A. Mondadori
- Pub date: Jan 01, 2000
- Also available as: Paperback, Hardcover and Others
- In other languages:
Peter Pan
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彼得潘
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E' la storia di un ragazzino volante che affronta i pirati cattivi?
Questo è quello che superficialmente ognuno racconterebbe come sunto della storia e quello che si trova nelle riduzioni per ragazzi.
Ma è il simbolismo racchiuso nella storia a dare un senso a tutto, che rende Peter Pan un ... Continue
E' la storia di un ragazzino volante che affronta i pirati cattivi?
Questo è quello che superficialmente ognuno racconterebbe come sunto della storia e quello che si trova nelle riduzioni per ragazzi.
Ma è il simbolismo racchiuso nella storia a dare un senso a tutto, che rende Peter Pan un romanzo per tutti. Non è una frase fatta, penso che nessun bambino sia in grado di recepire tutti i messaggi presenti e di fare il solito parallelo con la biografia di Berrie per scovarli. Percepirlo, inconsciamente, questo sì. Ed è il motivo per cui questo è un romanzo così importante.
La crescita, nella sua presenza e nel suo rifiuto, vista in modo spirituale e in modo materiale. Si mostrano i limiti di entrambe le fazioni, bambini e adulti. Non c'è un vincitore.
Più che nella "storia", la comprensione del testo va vista attraverso i singoli personaggi. Quindi vediamo succede ad attraversare la finestra di casa Darling al numero 14...
La famiglia Darling viene presentata come molto povera, ma Barrie non si avvicina minimamente a impietosire, anzi, ne fa uno stratagemma per tirare fuori tra le più riuscite fantasie. Prima di tutto il personaggio di Nana, una cagna Terranova che svolge la funzione di bambinaia (in modo scrupolosissimo tra l'altro). Inoltre la "servitù" risulta essere una bambina di 10 anni.
Più che la signora Darling, la cui "forza" verrà recepita solamente nel finale della storia, è il padre dei ragazzi a destare interesse, nonostante sia una figura ricca di antipatia. Il suo sentirsi poco amato nella casa è un qualcosa che avviluppa in sé, con poche pennellate, basi sulle quali la mancanza di affetto ha fatto nascere intere altre storie.
Nel momendo in cui però, nella famiglia Darling arriva Peter Pan, è l'inizio della rovina per gli adulti della casa (questo è anche un imbarazzante parallelismo con l'arrivo di Barrie nella famosa famiglia dei 5 ragazzi...), perché Wendy (mitica la scena della presentazione a Peter Pan col suo nome per intero "Wendy Moira Angela Darling", di cui lui rimane umiliato per la brevità del proprio... non fosse per l'asessualità di Peter si potrebbe pensare a un richiamo fallico), Gianni e Michele esprimono il loro essere bambini, lasciando senza troppe remore la casa e volando via verso l'Isolachenoncè.
Ed è proprio con l'arrivo di Peter Pan in scena, che cominciano vari aspetti di un lato oscuro piuttosto evidente nel romanzo.
Peter Pan convince i ragazzi a partire sull'Isolachenoncè in modo furbo e meschino, sventolando loro solo le cose più interessanti e le qualità del posto, irresistibili per un bambino e non solo. Così Wendy verrà incantata da e commossa dal bisogno di essere una mamma per Peter e i Bimbi Smarriti (che si ricollegano chiaramente ai bambini morti del finale di "Peter Pan nei Giardini di Kensington", lasciando quindi immaginare una chiave di lettura dell'Isolachenoncè...).
Peter Pan ha sguardi e atteggiamenti maligni e alterna gioia a cruda indifferenza durante il viaggio in volo. Addirittura, spesso e volentieri, è talmente preso da se stesso e dalle sue avventure (per lo più misteriose, di cui si dimentica a sua volta dopo averle compiute) che si dimentica dei ragazzi e Wendy ogni volta deve ripresentarsi.
Insomma, quello che viene a palesarsi è che Peter Pan è un esibizionista pieno di sé, che vuole fare il capo, sempre e in ogni occasione. Gode nel dare ordini e soprattutto essere sempre al centro dell'attenzione. Direi che è un gran bastardo... ma in fondo è il classico ragazzo irresistibile (e quindi tutte le donne ovviamente se ne innamorano).
Trilly è ciò che rimane, in questo romanzo, delle Fate presenti in modo massiccio nei Giardini di Kensington. Seppure Barrie afferma della loro presenza nell'Isolachenoncè, non vengono mai a palesarsi, nonostante poi i ragazzi ne porteranno il ricordo. Trilly quindi, è l'unico esemplare presente e tramite lei veniamo a sapere che le Fate sono creature troppo piccole per essere in grado di portare dentro di sé più di un sentimento alla volta, quindi saranno sempre molto buone... o molto cattive, senza sfumatura alcuna. E' un richiamo gotico anche questo e riporta alla mente la metafora del Dr. Jekyll/Mr. Hyde. Campanellino (viene solo presentata la prima volta con questo nome, poi viene sempre chiamata Trilly. In lingua originale non ha nessun soprannome e si chiama solamente Tinker Bell), per gelosia, è praticamente quasi sempre molto cattiva! Le angherie e gli insulti verso Wendy sono esilaranti, quando non terrificanti (Trilly non scherza e vuole farla fuori veramente)! Il suo insulto preferito, rivolto per lo più verso Peter Pan è "Sei uno sciocco asino" (in originale "Silly ass!") che è un po' la sua frase motto, visto che nonostante lei si esprima in linguaggio fatato (il famoso scampanellio) è l'unica frase che i ragazzi vengono a comprendere per quanto spesso la ripete.
Il primo approccio all'Isolachenoncè è spaventoso. Descritta come abitata principalmente da belve che si nutrono di carne umana, appena i ragazzi si avvicinano si fa buio e assume un aspetto minaccioso e i ragazzi ne sono terrorizzati, perché l'Isolachenoncè dei loro sogni era solo la parte piacevole. Citando dal testo:
<<Così, brutalmente, i tre piccoli Darling impauriti capirono quale differenza esiste tra un'isola nata nella fantasia e la stessa isola divenuta realtà>>
E vogliamo parlare di Giglio Tigrato (Tiger lily)? Viene presentata come bellissima, la più desiderata tra i valorosi, ma chi ci ha provato con lei è finito fatto a pezzi a colpi d'ascia (parole del teso)! Gli indiani portano scalpi di esseri umani (bambini compresi) appesi alla cintura (la morbosa descrizione viene subito ridicolizzata da Barrie, descrivendo la loro difficoltà nel camminare con tali orpelli appesi al corpo).
Tutte cose che sono state filtrate dalle tante trasposizioni e riduzioni smielate, che hanno così, nel corso degli anni, snaturato il romanzo originale. Leggendo "Peter Pan" si ha l'impressione di star leggendo una parodia più crudele rispetto al ricordo che se ne ha, quando invece nasceva proprio in questo modo. Per questo bisognerebbe leggerlo e riscoprirlo, nel bene e nel male.
Sì, anche nel male, perché ci sono aspetti che ho trovato poco convincenti.
Principalmente, non ho apprezzato le leggi che dominano l'Isolachenoncè. Capisco che sia un luogo di fantasia, dove i bambini volano e dove ci sono le sirene, però il fatto stesso per il quale un personaggio chiaramente morto "resuscita" nella scena successiva, non l'ho trovato azzeccato. Anche perché non è una legge esatta, dato che c'è anche chi muore sul serio...
Vorrei citare anche una certa scena in cui Peter Pan e Capitan Uncino si arrampicano sopra uno scoglio con vari sforzi, ritrovandosi in cima faccia a faccia. Ma come? Peter Pan che si arrampica su uno scoglio? Non era stato ferito, quindi poteva benissimo volare...
Inoltre, ci sono scene fondamentali (il bacio/ditale, la casetta di legno, la nascita delle Fate...) prese pari pari da "Peter Pan nei Giardini di Kensington", che però qui perdono di spessore e non hanno l'impatto potente che si percepiva nell'altro romanzo.
La storia in sé, nella fattispecie nella parte centrale, ha un sapore scialbo, è come se Barrie non sia stato in grado (magari anche per ragioni editorie, un romanzo per ragazzi non può essere troppo corposo) di infarcire bene la storia, tralasciando descrizioni e non soffermandosi su molti comprimari. Ad esempio, gli indiani in generale sono solo abozzati e oltra a Giglio Tigrato non vengono presentati ne descritti, se non in branco. Nonostante la descrizione di cui sopra, risultano essere delle macchiette e il loro onore viene preso in giro da Barrie (tramite Peter Pan e Uncino, che, ognuno a modo loro, si prendono gioco degli indiani). Sicuramente il problema è che non è questo il romanzo che fa nascere la figura di Peter Pan, dato che è stato scritto almeno 8 anni dopo la prima rappresentazione teatrale.
Queste critiche sono anche un pregio, perché fondamentalmente si da atto che Barrie abbia costruito un qualcosa che supera le barriere del romanzo, che la fantasia è in grado di completare superando l'originale.
Per il resto, si viene ricompensati anche con passaggi ottimi, come i capitoli iniziali, o la bellissima scena madre di Trilly che tenta di salvare Peter Pan... o la presentazione di Capitan Uncino.
Uncino è come tutti lo ricordiamo, un ex benestante, cresciuto con educazione e che trova in Peter Pan l'irritazione dovuta alla sua spensieratezza e alla sua giovinezza. La sua presentazione è veramente azzeccata, così come nei capitoli in cui viene visto al suo fianco Spugna. Di quest'ultimo personaggio ci sarebbe da rileggerne le parti per farne un esame più approfondito, perché è veramente un personaggio ambiguo ed è chiaro come a volte mette i brividi a Uncino stesso.
Come non citare poi una delle metafore più forti del romanzo, la figura del Coccodrillo. E' evidente come egli rappresenti la morte che avanza sugli adulti al suono del suo tic-tac-tic-tac...
Ma la cosa che mi ha lasciato più il segno è stato il finale. Non me lo aspettavo assolutamente così e mi ha portato alle lacrime leggendolo. Conclude la storia andando oltre, facendo passare gli anni e raccontando di Wendy che compie l'orrore più grande: crescere. E' doloroso perché rappresenta la vita stessa e il suo cancellare i segni è angosciante. Il tutto visto dagli occhi di Peter che con cinismo estremo cavalca anche questi eventi e che conferma l'essenza che Barrie vuole darci della giovinezza: <<Spensierati, innocenti e senza cuore.>>
In conclusione, un testo denso di allusioni e metafore che appartengono al mondo degli adulti: l’egocentrismo e la spensieratezza di Peter Pan, la compassionevole pazienza materna di Wendy, le pulsioni giovanili dei protagonisti, la sofferenza trasformata in odio di Capitan Uncino.
I vari personaggi sono proiezioni efficaci del mondo reale e appaiono dotati di personalità complesse e travagliate come i nostri modi di essere.
"Peter Pan" non è soltanto un racconto sul passaggio all’età adulta, ma anche un manuale di comportamento per chi ha raggiunto la maturità.
Un romanzo che insegna il bisogno di mantenere un certo equilibrio, che non risiede in Uncino né tanto meno in Peter Pan. Queste due figure rappresentano il perfetto dualismo e dovrebbero convivere presenti dentro di noi e continuare a lottare, senza un vincitore, per sempre.
Non è la classica favola! E' molto più serio, più ironico ma anche angosciante e "noir" di quel che si può pensare.
E c'è una vena di malinconia che accompagna le avventure di Peter dall'inizio alla fine; perchè è vero che lui è lo spirito della giovinezza e dell'allegria, ma si può essere all ... Continue
Non è la classica favola! E' molto più serio, più ironico ma anche angosciante e "noir" di quel che si può pensare.
E c'è una vena di malinconia che accompagna le avventure di Peter dall'inizio alla fine; perchè è vero che lui è lo spirito della giovinezza e dell'allegria, ma si può essere allegri quando non si hanno ricordi?
"Tutti i ragazzi crescono... tranne uno!"
Un libro molto inquietante.
Lo cominciammo l'anno scorso, in 1° media, perchè avevamo visto la rappresentazione teatrale di Peter Pan e non ci era piaciuta per niente. Volevamo vedere se il libro era differente dalla rappresentazione.
Non lo immaginavo assolutamente così. Abituata alla ve ... Continue
Un libro molto inquietante.
Lo cominciammo l'anno scorso, in 1° media, perchè avevamo visto la rappresentazione teatrale di Peter Pan e non ci era piaciuta per niente. Volevamo vedere se il libro era differente dalla rappresentazione.
Non lo immaginavo assolutamente così. Abituata alla versione molto "dolcificata" della Disney leggendolo mi sono quasi sconvolta.
Peter Pan, che onestamente non mi ha mai ispirato molta simpatia, si rivela un bambino egoista e crudele, pieno di sè con atteggiamenti "da capetto". Approfittando di tutte le persone che gli hanno voluto bene, la mamma, Maimie,Wendy,Trilli, Peter si dimostra un bambino circondato da amici ma "spiritualmente" solo. "Solo" perchè il suo modo di pensare e la sua intelligenza che, se pur quasi sbalorditiva, a dir poco strana e sconcertante lo renderanno fuori dalla portata dei suoi amici bambini così piccoli e ingenui. Leggendo la prefazione sono arrivata alla conclusione che l'autore si identifichi un pò con il personaggio di Peter, senza genitori, solo e determinato a ottenere sempre quello che vuole.
Proprio per questo Peter piace.
Quando nei giardini di Kensington fu realizzata la statua di Peter l'autore non la trovò riuscita.
" Non traspare il demone che è in lui" disse.
Peter Pan è un personaggio che turba molto. Per questo non dobbiamo lasciarci sfuggire l'Ora di Chiusura, strapparci in tempo dalla melodia del suo flauto,, un incanto fatale se dura troppo a lungo, dal fascino di un Mezzo-e-Mezzo che il suo autore, rivelandosi per un attimo, chiamò "il tragico bambino".
Il testo teatrale del 1904: quello preso rielaborando i primi episodi pubblicati nell'Uccellino bianco. Innovativo, dirompente, denso di implicazioni; e insieme in grado di catturare l'attenzione dei bambini. Una rivoluzione: teatrale, tematica, stilistica. La creazione di un personaggio indipendent ... Continue
Il testo teatrale del 1904: quello preso rielaborando i primi episodi pubblicati nell'Uccellino bianco. Innovativo, dirompente, denso di implicazioni; e insieme in grado di catturare l'attenzione dei bambini. Una rivoluzione: teatrale, tematica, stilistica. La creazione di un personaggio indipendente, cui l'autore è in grado di regalare una mitologia insieme culturale e letteraria. Da Utopia ad (appunto) il dio Pan.
Riletto con l'Onda, alla fine dell'ultimo anno, tutti insieme. Un'esperienza da ricordare. Pur continuando a crescere.
Dedicato, per sempre, a loro. Con amore e nostalgia.
Voto:8
Nonostante in alcuni punti della storia mi sia bloccata nella lettura, questo libro mi è davvero piaciuto, sostanzialmente per le stesse ragioni di Peter Pan nei giardini di Kensigton: mi ha fatto volare con la fantasia ed entrare in un mondo fiabesco!
L'unica pecca è un po' la vis ... Continue
Voto:8
Nonostante in alcuni punti della storia mi sia bloccata nella lettura, questo libro mi è davvero piaciuto, sostanzialmente per le stesse ragioni di Peter Pan nei giardini di Kensigton: mi ha fatto volare con la fantasia ed entrare in un mondo fiabesco!
L'unica pecca è un po' la visione fortemente maschilista che traspare dalle righe, ma comunque credo sia abbastanza normale per un libro di quell'epoca!
Ebbene si, mi ha sorpreso leggerlo per la prima volta in originale come opera teatrale dopo aver avuto come impatti precedenti le opere della Disney e il Pan di Francesco Dimitri che ho apprezzato alla grande.
MA questo Pan, molto goth o quasi e molto spavaldo poteva essere di piu' ma forse la ... Continue
Ebbene si, mi ha sorpreso leggerlo per la prima volta in originale come opera teatrale dopo aver avuto come impatti precedenti le opere della Disney e il Pan di Francesco Dimitri che ho apprezzato alla grande.
MA questo Pan, molto goth o quasi e molto spavaldo poteva essere di piu' ma forse la mia immaginazione era andata ben oltre per poterlo apprezzare anche se per lo meno la Disney non lo ha rimaneggiato come ci si potrebbe pensare.
I personaggi principali o secondari, animati dai ricordi di bambina hanno avuto la meglio sulla lettura che mi fa pensare in grande per un'opera piccina come si è prsentata o dove la crudeltà utopica della crescita rimane comunque invariata e eternamete da studiare.
Tre stelle incerte ahimè!