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Peter Pan

Peter Pan nei Giardini di Kensington - Peter e Wendy

Di

Editore: Einaudi (Tascabili. Biblioteca, 41)

4.2
(2759)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 246 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Chi tradizionale , Tedesco , Coreano , Francese , Catalano , Portoghese , Rumeno , Giapponese , Ceco

Isbn-10: 8806195972 | Isbn-13: 9788806195977 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Milli Dandolo ; Contributi: Giorgio Manganelli , Luca Scarlini

Disponibile anche come: Tascabile economico , Altri , Paperback , Copertina rinforzata scuole e biblioteche , Non rilegato , Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Uno dei piú grandi e duraturi successi del Novecento presentato in una edizione integrale arricchita da un raro testo dell'autore, Capitano Hook a Eton, notevole profilo di Capitan Uncino, offerto per la prima volta al lettore italiano.
«Quando la prima volta, bambinotto già incrinato di voce, lessi Peter Pan di J. M. Barrie, me ne invaghii in modo insensato e furibondo; quando seppi abbastanza inglese, fu tra i primi libri che lessi e rilessi» scrive Giorgio Manganelli nel testo che apre questo volume. Peter Pan è il fanciullo che, fuggito dalla sua casa, vive nel mondo notturno dei Kensington Gardens, abitato da fate e folletti. Incontrerà Wendy, John e Michael, i fratellini che lo aiuteranno dopo varie avventure contro pirati, sirene, pellirosse a sgominare il terribile Capitan Uncino.
Uno dei piú grandi e duraturi successi del Novecento viene qui presentato in una edizione integrale arricchita da un raro testo dell'autore, Capitano Hook a Eton, notevole profilo di Capitan Uncino, offerto per la prima volta al lettore italiano.
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  • 5

    Roma mi chiama su Skype, ormai non lo considero più l'altro Roma. La morte del primo Roma credo di averla superata oggi. Negli ultimi quattro mesi ho sognato la morte di Roma tre volte, oggi era la te ...continua

    Roma mi chiama su Skype, ormai non lo considero più l'altro Roma. La morte del primo Roma credo di averla superata oggi. Negli ultimi quattro mesi ho sognato la morte di Roma tre volte, oggi era la terza volta e mi sono svegliato felice. Il mio corpo e' di nuovo tutto in ordine mi piace molto quando il mio sistema biologico torna in equilibrio. Inoltre Roma somiglia molto al Roma morto. Stronzo come va?, gli dico io su Skype, una bomba, mi fa lui, mi sono appena tirato una sega avevo le palle grosse come palloni da basket dure, come palloni da basket, ti immagini?, mi dice lui, eh pure le mie non scherzano se me le batto suonano come un bongo, mi sono scordato come e' fatta una fica, dico io, ma vai a puttane no?, dice lui, non lo so le puttane e' troppa pressione io non so scegliere che succede se scelgo una che poi neanche me lo tira?, dico io, devi andare sul sicuro, dice Roma, devi pagare tanto, spendili due soldi per scopare, che cazzo. Io ci penso, ho un po' di soldi da parte forse potrei andare a puttane, lo penso e dico, ce li ho due soldi da parte quasi quasi vado a troie, bravo, dice Roma e poi rifletto sul costo delle troie, mi ricordo che devo pagare l'affitto, no, dico, non ce li ho più i soldi, a malapena arrivo a fine settimana, aggiungo molto drammatico, a Roma il drammatico piace, e come e' successo in così poco tempo?, mi chiede lui in apprensione, in che senso?, dico io sorpreso, due minuti fa i soldi ce li avevi ora non ce li hai più come e' successo?, dice lui con forza, eh, come un lungo sogno, in due minuti un sogno lunghissimo fatto di bollette e mensilità e condizionatori rotti lasciamo stare, in fondo stamattina mi sono svegliato felice devo imparare ad accontentarmi, dico io languido, e Roma dice bravo, senza più' dramma, e a proposito, a proposito di sogni e di svegliarsi felici, quante seghe ti fai al giorno tu?, io ci penso penso a quell'a proposito e ne comprendo il potere malefico, poi rifletto sulle seghe, al giorno?, a settimana al massimo, dico io, beh quante?, dice Roma, due tre?, dico io, scandaloso, io due al giorno minimo una appena sveglio una per addormentarmi, la notte voglio sognare avventure e cose spaventose non di scopare, dice lui fiero, bello, dico io sincero, quasi quasi ci provo anche io, bravo, pero' attento se ti vuoi addormentare dopo una sega e vuoi sognare avventura, dico attento, fattela bene, se rimani arrapato sogni solo fregna e va a finire come me, dice Roma, che vuoi dire?, dico io, che l'altro giorno sono venuto sognando, dice lui, merda, dico io, sei un mito, aggiungo, e lui dice grazie, lo so, ti ho chiamato per dirti questo, aggiunge, e io gli dico che non avevo dubbi al riguardo.

    ha scritto il 

  • 5

    L'ho letto mille volte e mi piaceva farmelo leggere da bambina da mia sorella, soprattutto quando magari ero a letto con l'influenza. Chissà, forse con la febbre la fantasia era ancora più sollecitat ...continua

    L'ho letto mille volte e mi piaceva farmelo leggere da bambina da mia sorella, soprattutto quando magari ero a letto con l'influenza. Chissà, forse con la febbre la fantasia era ancora più sollecitata. Ho per anni odiato Walt Disney perchè ci ha rifilato un'interpretazione fasulla della fiaba di Barrie e un Peter Pan così diverso da come me l'ero immaginato (anche fisicamente) durante la lettura. Il miglior libro della mia infanzia.

    ha scritto il 

  • 5

    Squisita favola centenaria

    "Peter Pan" è una favola che tra ambientazioni di fantasia e ambigue psicologie dei personaggi rappresenta una squisita anomalia nel magico regno della narrativa per ragazzi. E agli adulti ricorda di ...continua

    "Peter Pan" è una favola che tra ambientazioni di fantasia e ambigue psicologie dei personaggi rappresenta una squisita anomalia nel magico regno della narrativa per ragazzi. E agli adulti ricorda di essere stati anch'essi bambini, una volta, prima di perdere la capacità di volare.

    ha scritto il 

  • 4

    Credere di farlo è quasi bello quanto farlo davvero.

    Dunque. Non posso dire che non mi sia piaciuto, anche se mi sono ritrovata a leggere una storia abbastanza diversa dalle trasposizioni cinematografiche (in primis quella Disney) che siamo abituati a c ...continua

    Dunque. Non posso dire che non mi sia piaciuto, anche se mi sono ritrovata a leggere una storia abbastanza diversa dalle trasposizioni cinematografiche (in primis quella Disney) che siamo abituati a conoscere. Basti pensare al protagonista Peter che alle volte è arrogante, presuntuoso e insopportabile o agli episodi di violenza durante le varie avventure e battaglie con i pirati, che vengono descritti con una naturalezza non da poco. Ma a parte questi piccoli dettagli devo dire che il libro è molto più complesso di quanto sembri e credo di non averlo compreso del tutto... d'altronde Barrie era un autore molto fuori dal comune ed è difficile entrare nelle sue metafore; infatti durante la lettura c'ho messo parecchio ad ingranare, ma poi mi sono fatta trascinare dall'atmosfera magica e fantastica, quasi come se fosse un sogno, che Barrie ha saputo creare con uno stile scorrevole, raffinato e delicato ^^
    E' una storia che, oltre ad essere improntata sull'eterno conflitto tra la spensieratezza e la vivacità dell'infanzia e la serietà e le responsabilità del mondo adulto, sottolinea anche la non innocenza dei bambini che, senza capirlo o saperlo, sanno essere spietati nei loro giochi. Per questo, e per il fatto che inevitabilmente si deve crescere, ho provato una sorta di malinconia e inquietudine... e in generale perchè il libro è connotato da sfumature cupe e tristi. Insomma, tutti soffriamo della Sindrome di Peter Pan, tutti vorremmo tornare ad essere spensierati bambini che giocavano, guardavano bei cartoni animati e si divertivano con poco e sento una così grande NOSTALGIA per non poter tornare indietro e riavere quelle caratteristiche proprie dei bambini quali immaginazione, creatività, fantasia, esuberanza per ogni piccola novità o sorpresa che purtroppo, crescendo, un pò si perdono, che quasi mi si stringe il cuore! Di conseguenza Peter Pan mi ha fatto ripensare alla mia infanzia (s)perduta e di questo lo ringrazio, però seppur il libro sia piacevole e faccia riflettere, non rientra tra i miei preferiti.
    Sono comunque contenta di averlo letto perchè non poteva mancarmi un libro per ragazzi (e non solo) del genere, però ammetto che le mie 4 stelle vanno più al fatto che sono affezionata ai film che alla versione scritta.

    ha scritto il 

  • 0

    Peter Pan nei Giardini di Kensington: ★★☆☆☆
    Peter e Wendy: ★★★★★

    Quanto Kensington è acerbo e noiosetto, tanto Wendy è straordinario, inquietante e sincero sull'infanzia sino a diventare urtante. Un v ...continua

    Peter Pan nei Giardini di Kensington: ★★☆☆☆
    Peter e Wendy: ★★★★★

    Quanto Kensington è acerbo e noiosetto, tanto Wendy è straordinario, inquietante e sincero sull'infanzia sino a diventare urtante. Un vero capolavoro.

    ha scritto il 

  • 4

    Viviamo nel migliore dei mondi possibili ... (?)

    E' incredibile il modo con cui questi due libricini sono riusciti a colpirmi: il primo, Peter Pan nei Giardini di Kensington, è molto fiabesco e tenero (ho già deciso che lo racconterò ai miei futuri ...continua

    E' incredibile il modo con cui questi due libricini sono riusciti a colpirmi: il primo, Peter Pan nei Giardini di Kensington, è molto fiabesco e tenero (ho già deciso che lo racconterò ai miei futuri figli) e mi è piaciuto conoscere finalmente le origini di Peter. E' buffo accorgersi come dei personaggi che diamo tutti per scontato di conoscere in realtà non sono affatto conosciuti così bene. Comunque, questo libricino mi ha davvero fatto sognare, ho esplorato i Giardini e vissuto le emozioni di Peter insieme a lui in tutto e per tutto, mi ci sono davvero affezionata.
    Il secondo libro invece, Peter e Wendy, non è niente di sorprendente: la solita storia che abbiamo visto più o meno tutti nel film della Disney... Ed è questa la sola causa per cui ho votato 4 stelline invece di 5. Il finale però mi ha colpita: è leggermente diverso da quello che conosciamo e mi ha, incredibile come cosa, cambiato l'umore per un'intera serata: non so, mi ha trasmesso una certa malinconia, una certa tristezza al pensiero di Wendy, John, Michael e tutti gli altri che affrontano lo scorrere della vita insieme, con le cose belle e le cose brutte, con le cose che iniziano, quelle che ti accompagnano a braccetto e quelle che, piano piano o improvvisamente, ti muoiono davanti agli occhi; mentre dall'altra parte c'è Peter... E quando riappare ti viene una rabbia, una frustrazione piena di affetto nel vedere come lui sia così pateticamente fermo, estraneo, un chiodo fisso. Non si può neanche dire che sia fermo nel passato, perchè "è il bambino che non cresce", per lui non c'è tempo, e mi sorge la domanda: uno così vive o non vive?
    E' vero che è orribilmente realistico vedere quelli uccellini diventare uomini indaffarati e donne mature, ma a tutto ciò siamo ormai abituati da sempre e lo accettiamo tranquillamente: ora, pensate alla circostanza di dover affrontare tutto ciò che comprende la vita volendo bene a qualcuno, ma senza potersi mai accompagnare a viccenda... è tremendo!! E' sopratutto questo che mi ha fatto star male.
    Non so bene come spiegarlo. E' come con gli anziani che, mentre noi continuiamo ad amarli, sembrano ignorarci, tanto sono rintanati nel loro mondo. E allo stesso modo Peter si dimentica, ripete e sostituisce le cose e le persone che l'hanno amato in eterno, senza cattiveria però, senza smettere di voler loro bene, ed anche questo è tremendo a modo suo. Ora io dico, e ciò vale anche per il caso degli anziani, mentre la maggior parte di noi è da una parte altri possono andare a stare da un'altra, ma chi può dire qual è la migliore? Quale sarà lo stato di coscienza, il modo di vivere diciamo, migliore? Sempre che ce ne sia uno, no?

    ha scritto il 

  • 3

    En esta novela me he encontrado con un Peter bastante distinto del que recordaba de los cuentos infantiles. Más engreído pero también más triste y solo. En definitiva, más humano. Me ha gustado muchís ...continua

    En esta novela me he encontrado con un Peter bastante distinto del que recordaba de los cuentos infantiles. Más engreído pero también más triste y solo. En definitiva, más humano. Me ha gustado muchísimo el final de la historia y las enseñanzas que encierra. De todas formas, al haberlo leído en versión original ha habido algunas expresiones y vocabulario específico del mundo marítimo o de los piratas o los indios que me han dificultado un poco la lectura.

    ha scritto il 

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