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Peter Pan

Il bambino che non voleva crescere

Di

Editore: Feltrinelli (Universale economica, 2039)

4.2
(2704)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 203 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Chi tradizionale , Tedesco , Coreano , Francese , Catalano , Portoghese , Rumeno , Giapponese , Ceco

Isbn-10: 8807820390 | Isbn-13: 9788807820397 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Patrizia Farese ; Curatore: Francesco M. Cataluccio

Disponibile anche come: Tascabile economico , Altri , Copertina rigida , Copertina rinforzata scuole e biblioteche , Non rilegato , Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Children , Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 3

    En esta novela me he encontrado con un Peter bastante distinto del que recordaba de los cuentos infantiles. Más engreído pero también más triste y solo. En definitiva, más humano. Me ha gustado muchísimo el final de la historia y las enseñanzas que encierra. De todas formas, al haberlo leído en v ...continua

    En esta novela me he encontrado con un Peter bastante distinto del que recordaba de los cuentos infantiles. Más engreído pero también más triste y solo. En definitiva, más humano. Me ha gustado muchísimo el final de la historia y las enseñanzas que encierra. De todas formas, al haberlo leído en versión original ha habido algunas expresiones y vocabulario específico del mundo marítimo o de los piratas o los indios que me han dificultado un poco la lectura.

    ha scritto il 

  • 5

    Reseña completa en: http://quieroleersinlimites.blogspot.com/2014/08/resena…

    [...] Si una cosa tengo clara y siempre lo he dicho, es que el final de esta historia siempre, incluso cuando era muy pequeña, me ha dado pena. Ese niño que no quería crecer se acababa quedando s ...continua

    Reseña completa en: http://quieroleersinlimites.blogspot.com/2014/08/resena-217-peter-pan.html

    [...] Si una cosa tengo clara y siempre lo he dicho, es que el final de esta historia siempre, incluso cuando era muy pequeña, me ha dado pena. Ese niño que no quería crecer se acababa quedando sin Wendy ni niños perdidos porque prefería seguir siendo un niño y vivir aventuras en lugar de ir al colegio, crecer y acabar trabajando en una oficina (imagino que los spoilers con este cuento no os importan, ¿verdad? XD). La escena de la ventana en la que Peter y Wendy prometen seguir viéndose siempre me dejaba un mal sabor de boca, aunque también es cierto que el cuento original tiene un capítulo final más feliz para Peter.

    Sin duda alguna, el elemento fundamental que hace que este cuento sea tan especial -lógicamente- es Peter y nadie más que Peter. Creo que Barrie consiguió plasmar muy bien la esencia de un niño en todos sus aspectos: Peter no solo es un niño que llora por no conseguir pegarse de nuevo a su sombra, ni un niño que vive aventuras sin parar; es también un niño egoísta que se olvida de las cosas que dejan de interesarle y que se aburre rápidamente de las cosas; es también, como todo el mundo cuando es pequeño, algo tirano. El País de Nunca Jamás está sumido en cierta dictadura en la cual Peter manda: si Peter dice he hablado todo el mundo calla, si a Peter no le gusta un juego ya no se juega más, si Peter se cree la fantasía hay que fingir que también te la crees. Por supuesto, también se rige por ciertas normas y un cierto honor lo impulsa, pero no es más que la ideología idealizada de cualquier niño, y es que, a la hora de la verdad, aunque lucha por ayudar a los demás y actúa de forma correcta, es un niño que se pica fácilmente y entra en el juego, es arriesgado y temerario. Es, en resumidas cuentas, Peter Pan. [...]

    ha scritto il 

  • 2

    http://libreriadinelly.blogspot.it/2014/09/ti-abbandono-38.html

    Già e il secondo libro in questo periodo che mi delude, e non mi piace nemmeno un po. Non mi aspettavo il classico Disney come ero abituata fin da piccola, nemmeno Hook quello con il compianto Williams, ma almeno che fosse decente come quelli. Ed invece mi accorgo sempre di più di essere grata a ...continua

    Già e il secondo libro in questo periodo che mi delude, e non mi piace nemmeno un po. Non mi aspettavo il classico Disney come ero abituata fin da piccola, nemmeno Hook quello con il compianto Williams, ma almeno che fosse decente come quelli. Ed invece mi accorgo sempre di più di essere grata a Disney per aver reso interessanti delle storie noiose. Prima cosa il racconto agli inizi e fatto dalla Tata di un bimbo, che sembra che ragioni come se avesse 4 anni, faticavo a seguire quello che diceva... (CONTINUA SUL BLOG)

    ha scritto il 

  • 0

    Sigh, sono cresciuto!!

    Eh si, ho provato a farmi ragazzino come Peter Pan, ma non ce l'ho proprio fatta. Dopo alcune decine di pagine e qualche tentativo devo alzare bandiera bianca e arrendermi, non a Capitan Uncino bensì al libro stesso.
    Altre recenti letture per giovani le avevo gradite, mentre questa la trovo tropp ...continua

    Eh si, ho provato a farmi ragazzino come Peter Pan, ma non ce l'ho proprio fatta. Dopo alcune decine di pagine e qualche tentativo devo alzare bandiera bianca e arrendermi, non a Capitan Uncino bensì al libro stesso. Altre recenti letture per giovani le avevo gradite, mentre questa la trovo troppo troppo... fuori dalle mie corde. Resterò col bel ricordo del film di Walt Disney :)

    ha scritto il 

  • 5

    Finché si può bisogna necessariamente volare...

    Niente, in Peter Pan, è solo bene o solo male. I personaggi fanno scelte decisive per loro stessi e per gli altri, non esiste il grigio ma solo il nero o il bianco (o resti bambino o cresci, o scegli di rimanere o te ne vai, o uccidi o vieni ucciso).
    Il fatto che Wendy, infine, scelga di d ...continua

    Niente, in Peter Pan, è solo bene o solo male. I personaggi fanno scelte decisive per loro stessi e per gli altri, non esiste il grigio ma solo il nero o il bianco (o resti bambino o cresci, o scegli di rimanere o te ne vai, o uccidi o vieni ucciso). Il fatto che Wendy, infine, scelga di diventare grande e di tornare a casa sancisce una spaccatura irreparabile tra lei e tutto ciò che rappresenta Peter; una spaccatura commovente in cui tutti ci immedesimiamo, e leggendola ci rendiamo conto che forse non abbiamo mai avuto scelta, che siamo cresciuti senza accorgercene e che se anche Peter ci aveva condotti all'Isolachenoncè offrendoci la possibilità di rimanervi per sempre, probabilmente adesso siamo grandi perché abbiamo rifiutato e neanche ce lo ricordiamo...

    Leggi la recensione completa su: http://www.spulcialibri.it/2014/02/peter-pan-di-james-matthew-barrie.html

    ha scritto il 

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