Petrolio

Di

Editore: Einaudi

4.0
(619)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 591 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco

Isbn-10: 8806127217 | Isbn-13: 9788806127213 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Politica

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Descrizione del libro
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  • 4

    Libro di delicatezza unica.
    Non avevo mai letto nulla di Pasolini, ne avevo sempre sentito parlare come di una delle menti migliori del secolo scorso, come persone come Pasolini siano rare.
    Narratori ...continua

    Libro di delicatezza unica.
    Non avevo mai letto nulla di Pasolini, ne avevo sempre sentito parlare come di una delle menti migliori del secolo scorso, come persone come Pasolini siano rare.
    Narratori come lui, della sua intelligenza e sobrietà non si trovano facilmente.
    Le venti e passa pagine nelle quali descrive minuziosamente i cazzi di un gruppo di ragazzi che paga perché si facciano succhiare e lo prendano a turno, sono effettivamente tra i brani più elevati della letteratura italiana e non.

    ha scritto il 

  • 5

    "Petrolio". Il passato che non passa.

    Il romanzo che Pasolini considerava come la sua opera definitiva, il traguardo di una vita di lavoro. Ma non riesce a terminarlo perché muore prematuramente nel 1975. Petrolio, quindi, viene pubblicat ...continua

    Il romanzo che Pasolini considerava come la sua opera definitiva, il traguardo di una vita di lavoro. Ma non riesce a terminarlo perché muore prematuramente nel 1975. Petrolio, quindi, viene pubblicato postumo e incompleto: una serie di appunti numerati che riescono comunque a rappresentare una grande e spietata allegoria dell’Italia. Un'opera senza tempo (purtroppo).
    La recensione (di questo libro e dei miei libri preferiti di sempre) continua sul canale youtube LaprospettivadellaRana a questo link:
    https://www.youtube.com/watch?v=RcH_qAyFKCQ

    ha scritto il 

  • 5

    Lo strano finale di un romanzo mai cominciato

    Ogni lettore nella sua vita incappa prima o poi nell'incompiuto. Alla fine la vita umana è breve e l'essere umano che si vuole professare scrittore ha buona probabilità di morire lasciando un lavoro a ...continua

    Ogni lettore nella sua vita incappa prima o poi nell'incompiuto. Alla fine la vita umana è breve e l'essere umano che si vuole professare scrittore ha buona probabilità di morire lasciando un lavoro a metà. Kafka, Fenoglio, Wallace, Musil, Camus, Douglas Adams, eccetera, eccetera, eccetera: così tanti romanzi incompiuti che ormai l'incompiutezza del romando non fa nemmeno più notizia.
    Ciò che rende interessante Petrolio e il suo essere incompiuto è la nota che accompagna il primo appunto (una pagina pressoché bianca con due righe di puntini fitti): "Questo romanzo non comincia".

    Ora, di romanzi incompiuti ne ho letti parecchi, di romanzi che non cominciano forse qualcuno, ma un romanzo che mancasse sia del principio che della conclusione ancora mi mancava. È vero che il romanzo è incompiuto a monte per volontà letteraria e invece incompiuto a valle per cronaca nera però la connivenza e il contrasto e la complicità di queste due mancate definizioni gettano tutto quello che invece c'è di compiuto in una dimensione temporale nuova. Il romanzo non è nel passato, non è nel futuro e non è nemmeno ambientato in un tempo inventato esiste - come nella teoria del multiverso - nel suo piccolo spazio autonomo ed è esso stesso universo.

    Forse è questo il fascino di Petrolio, lo straniamento. Leggere un'Italia che siamo abituati a conoscere ma leggermente diversa, un po' come quei posti nei sogni che sembrano la casa dei nonni però in realtà non lo sono; condensazione e spostamento, metafora e metonimia, pungente sarcasmo, amarezza e mal di vivere. Resta il rammarico della morte violenta, dell'averne letto solo un quarto, del non avere idea di quale fosse il progetto grandioso che ancora doveva sbocciare.

    Ci sono delle persone che non credono in niente fin dalla nascita. Ciò non toglie che tali persone agiscano, facciano qualcosa della loro vita, si occupino di qualcosa, producano qualcosa. Altre persone invece hanno il vizio di credere: i doveri si concretizzano davanti ai loro occhi in ideali da realizzare.
    Se un bel giorno costoro non credono più – magari piano piano, attraverso una serie successiva, logica o magari anche illogica, di disillusioni – ecco che riscoprono quel 'nulla' che per altri è stato sempre, invece, così naturale.
    La scoperta del 'nulla' per essi però è una novità che implica altre cose: implica cioè non solo il proseguire dell'azione, dell'intervento, dell'operosità (intesi ora non più come Doveri ma come atti gratuiti) ma anche la sensazione esilarante che tutto ciò non sia un gioco.
    , ad esempio.

    ha scritto il 

  • 3

    Nero come il petrolio

    Volevo dare almeno quattro stelle, ma non ci riesco. nero come il petrolio, intricato come una foresta, triste nei paesaggi e nei personaggi. incompiuto e per me quasi incomprensibile. interessante in ...continua

    Volevo dare almeno quattro stelle, ma non ci riesco. nero come il petrolio, intricato come una foresta, triste nei paesaggi e nei personaggi. incompiuto e per me quasi incomprensibile. interessante in molti passaggio storico politici, ma non posso dire di aver goduto nel leggerlo. comunque uno spaccato dell'Italia anni settanta molto realistico ed interessante. non un romanzo ma più un documentario.

    ha scritto il 

  • 4

    Frammenti di un capolavoro

    Troppo incompiuto per potersi esprimere, eppure ho la sensazione che che se Pasolini avesse avuto l'opportunità di portarlo a compimento sarebbe stato un capolavoro. Con i se e con i ma...

    ha scritto il 

  • 0

    Visioni

    Nessun complotto, nessuno spaccato dell'Italia durante gli anni 60/70, nessuna politica.
    Solo visoni, contorte, magnifiche, volgari, di un genio visionario ed egocentrico.

    ha scritto il 

  • 5

    leggere "petrolio" è come muoversi in un labirinto buio a cui mancano diversi corridoi e uscite: e quando se ne esce rimangono tanti, troppi dubbi.
    davvero avrebbe finito un'opera così gigantesca? dav ...continua

    leggere "petrolio" è come muoversi in un labirinto buio a cui mancano diversi corridoi e uscite: e quando se ne esce rimangono tanti, troppi dubbi.
    davvero avrebbe finito un'opera così gigantesca? davvero sarebbe riuscito a metterci dentro tutto quello che aveva in mente di scrivere? già così è enorme, a tratti troppo nebuloso, con una storia principale a tratti davvero troppo intricati e piena di simbolismi fortissimi e non facilmente decifrabili.
    sarebbe stato capito subito? e come l'avrebbe presa quel cefis la cui vicenda è uno dei cardini del romanzo? oggi che la memoria delle sue imprese economiche è ormai sfumata (e persino i libri a lui dedicati -come "razza padrona" di scalfari e turani- sono roba da mercatini dell'usato) non so quanto davvero quanto possa essere comprensibile cosa voleva comunicare pasolini, e ormai i principali protagonisti di quella tremenda stagione politico-economica sono scomparsi: ma fosse uscito in quegli anni?
    cosa resta? restano pagine stupende e altre pesantissime, resta una posizione su come stava cambiando la società italiana (e non solo italiana) forse non sempre condivisibile ma sicuramente lucida, resta il rimpianto per un libro che poteva essere davvero importante e innovativo (e che comunque anche così è una spanna sopra tanti altri romanzi di quel decennio).
    e resta il rimpianto per un autore che avrebbe potuto dare ancora tantissimo.

    ha scritto il