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Philip K. Dick - La Macchina della Paranoia

enciclopedia dickiana

Di ,

Editore: Agenzia X

4.0
(27)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 349 | Formato: Altri

Isbn-10: 8895029097 | Isbn-13: 9788895029092 | Data di pubblicazione: 

Genere: Da consultazione , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
I libri di Philip K. Dick, da oltre cinquant'anni, sono amati da milioni dilettori che folgorati dalla ricchezza delle sue intuizioni cercano didecifrare i segreti narrativi, i simbolismi nascosti, le sinistre assonanzetra la realtà che descrive e quella in cui ciascuno di noi è immerso.L'enciclopedia dickiana traccia una mappa complessiva dei concetti e dei temiche attraversano la sua opera: quarantuno voci - dagli alieni agli universiparalleli - compongono un ampio quadro di interpretazioni e riflessioni suDick, proponendo nuove e inedite letture critiche. Il volume comprende inoltreun'accurata ricostruzione delle vicende biografiche dell'autore, una sinossicompleta e ragionata di tutti i suoi romanzi, dei racconti e saggi piùsignificativi, un'esaustiva bibliografia primaria e secondaria.
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  • 0

    Accurato e preciso ma si legge con molto piacere. Consigliato a tutti gli appassionati di Dick - con un'unica avvertenza: meglio saltare i brani che riguardano romanzi e racconti che non avete ancora letto, perché ovviamente ve ne raccontano le trame.

    ha scritto il 

  • 5

    "Era stata una brutta serata e quando cercò di tornare a casa ebbe un diverbio terribile con la sua auto. «Signor Garden, lei non è in condizione di guidare. Prego, inserisca l'auto-autopilota e si distenda sul sedile posteriore.» Pete Garden restò seduto al posto di guida e disse con tutta la ch ...continua

    "Era stata una brutta serata e quando cercò di tornare a casa ebbe un diverbio terribile con la sua auto. «Signor Garden, lei non è in condizione di guidare. Prego, inserisca l'auto-autopilota e si distenda sul sedile posteriore.» Pete Garden restò seduto al posto di guida e disse con tutta la chiarezza di cui era capace: «Senti, posso guidare. Un bicchierino, anzi due o tre, mi rendono più vigile. Perciò piantala con queste fesserie.» Premette il bottone dello starter, ma non accadde nulla. «E parti, per la miseria!»"
    I giocatori di Titano Philip K. Dick

    Questo esaustivo saggio riordina l’intricata selva della produzione dickiana e affronta le tematiche principali di questo autore riscoperto solo recentemente (in ambienti extra-fantascienza) soprattutto grazie al film "Minority Report", tratto da un suo racconto.

    Philip Dick aveva già conquistato un suo pubblico non solo in America ma anche in Europa negli anni 80 con la sua produzione di fantascienza. Dopo la sua morte sono stati pubblicati anche tutti i suoi romanzi mainstream, i quali in quantità e qualità possono tranquillamente fronteggiare la sua produzione di genere. Dick infatti utilizzò la fantascienza soprattutto come espediente per parlare delle tematiche a lui più care, fra le quali spiccano il tema dell’amnesia, la problematica di definire il reale e l’umanità, le grandi tematiche storiche (i.e. il nazismo, la caccia alla strega maccartista), l’impatto dei media sulla società.

    Il saggio, dopo una presentazione biografica e bibliografica di un’ottantina di pagine, si articola in lemmi, ognuno dei quali affronta una tematica particolare, per poi dedicare l’ultima parte a singole voci relative a tutti i suoi romanzi e ad alcuni racconti, nonché alla sua produzione saggistica.

    Ho letto con molto piacere questo scorrevole libro, che a mio avviso è essenziale per capire veramente quello che è ormai riconosciuto come un “grande” della letteratura (e non solo di genere). Dick affronta nei suoi libri le sue grandi paure, e soprattutto cerca attraverso la scrittura di rimettere ordine in un mondo che è andato storto, senza peraltro riuscirci completamente, cosa che non mi impedisce di amare i suoi libri. Consigliatissimo.

    ha scritto il