Pian della tortilla

Di

Editore: Valentino Bompiani Editore

4.0
(1381)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 288 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Francese , Spagnolo , Svedese , Polacco , Chi tradizionale , Catalano , Portoghese , Olandese , Danese

Isbn-10: A000192812 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Elio Vittorini

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Umorismo

Ti piace Pian della tortilla?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ordina per
  • 4

    Direi che al terzo libro che leggo posso dire di amare Steinbeck incondizionatamente. Personaggi meravigliosi, come meravigliose "le scuse" che inventano per giustificare le bevute e le bischerate ...continua

    Direi che al terzo libro che leggo posso dire di amare Steinbeck incondizionatamente. Personaggi meravigliosi, come meravigliose "le scuse" che inventano per giustificare le bevute e le bischerate

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    0

    Danny, Pilon, Gesù Maria, Pablo, il Pirata, Joe il Portoghese …ma come si fa a non affezionarsi a personaggi così? Non sono le classiche brave persone perché alcuni di loro hanno commesso crimini e so ...continua

    Danny, Pilon, Gesù Maria, Pablo, il Pirata, Joe il Portoghese …ma come si fa a non affezionarsi a personaggi così? Non sono le classiche brave persone perché alcuni di loro hanno commesso crimini e sono anche stati svariati anni in prigione, ma fanno tenerezza, con la loro ingenuità, con il loro pensare a sé stessi ma un po’ anche agli altri se questi fanno qualcosa di buono. E’ proprio la varietà di caratteri che li fa andare d’accordo, a parte quando si ubriacano insieme che trovano sempre un motivo per litigare, ma poi il giorno dopo si è amici come prima, anzi, di più. Anche quando Danny e gli altri scopriranno che Joe il Portoghese ha rubato una parte dei soldi che il Pirata aveva messo da parte e gli daranno una lezione che difficilmente dimenticherà…ed in questo caso non era facile tornare amici come prima.

    Il finale è amaro ma non poteva essere diverso a mio avviso.
    Purtroppo dalla storia avevo intuito che gli amici non sarebbero arrivati tutti insieme alla fine, mi è dispiaciuto che sia capitato a Danny morire, ma d’altra parte è da lui che è partito tutto, dalla sua casa condivisa, ed il fatto che poi alla fine sia bruciata e gli amici siano andati ognuno per la propria strada è stato il finale perfetto per me.

    Bello, bello davvero.

    Steinbeck è sempre bravo a tratteggiare i personaggi, ho letto varie recensioni prima di cimentarmi con questo suo titolo e molti hanno detto che non è il suo libro migliore. Io devo ancora leggere i titoli più famosi (a parte Uomini e topi) proprio perché preferisco conoscere Steinbeck partendo da quelli meno noti, e se già questi cosiddetti meno famosi mi fanno questo effetto non oso pensare cosa mi capiterà leggendo La valle dell’Eden o Furore. Non vedo l’ora di scoprirlo ma prima ho altri titoli meno noti davanti e sono molto contenta di questa cosa.

    ha scritto il 

  • 5

    Back to Monterey

    Voglio andare a vivere a Pian della Tortilla!
    Voglio anch'io la mia casetta piccolina, con il potichetto davanti e il giardino delimitato da una piccola staccionata bianca, in cima alla strada che arr ...continua

    Voglio andare a vivere a Pian della Tortilla!
    Voglio anch'io la mia casetta piccolina, con il potichetto davanti e il giardino delimitato da una piccola staccionata bianca, in cima alla strada che arriva da Monterey.
    Non lo voglio il maialino in giardino, però!
    Voglio spettegolare con Dolce e Cornelia e conoscerli dal vivo questi perdigiorno, e voglio andare all'emporio di Torelli per vedeli tirare l'ennesimo bidone da dietro una enorme botte di sarde appena recapitata da Kee il Cinese.
    Le fave non mi piacciono, ma a quello posso rimediare.

    ha scritto il 

  • 4

    Come si può giudicare un classico...?

    Che dire..., è un classico e, non foss'altro che per questo, è difficile poter dare un giudizio personale. Certo, si tratta di quel genere di libri che andrebbero letti da adolescenti, ma...a quell'et ...continua

    Che dire..., è un classico e, non foss'altro che per questo, è difficile poter dare un giudizio personale. Certo, si tratta di quel genere di libri che andrebbero letti da adolescenti, ma...a quell'età (tra gli impegni scolastici e tutto il resto) penso sia impossibile leggere tutti quei testi. Molto utile è stato leggere l'introduzione, che spiega lo spirito del libro: il grande amore di Steinbeck per le opere di Thomas Malory su Re Artù e i Cavalieri della Tavola Rotonda. Parla infatti di amicizia, ma anche di piccoli atti "eroici" per dare ai poveri rubando ai ricchi, seguendo un concetto di "bontà" molto personale e...discutibile di questi personaggi, che convivono a casa del protagonista "eroe" Danny. Sono contenta di averlo letto, certo, ma devo dire che non è proprio il mio genere. Riguardo invece alla traduzione, francamente non mi sembra eccezionale: ho sentito troppo un influsso smaccatamente toscano.

    ha scritto il 

  • 4

    Il diritto all'ozio

    Un meticciato dal sabor latino, antecedente la “civilizzazione” della frontiera americana: mezzosangue indios, mejicanos e espanoles costituiscono, a Pian della Tortilla, una confraternita di nobili f ...continua

    Un meticciato dal sabor latino, antecedente la “civilizzazione” della frontiera americana: mezzosangue indios, mejicanos e espanoles costituiscono, a Pian della Tortilla, una confraternita di nobili furfanti capaci di qualsiasi espediente per sfangare la giornata e la vita intera senza lavorare.
    Ma sono dotati di spirito cavalleresco ed allora ogni bassezza, ogni raggiro, prima d’essere perpetrato deve trovare una sua alta motivazione, talvolta perfino filosofica.
    Su un’altura a ridosso della costa californiana vivono fra stati di torpore etilico, alternati ad altri d’improvvisa eccitazione, sempre alla ricerca di improbabili tesori sepolti, unica motivazione plausibile che può indurli ad una febbrile quanto inutile attività.
    A Pian della Tortilla, poco può l’onda sferzante d’aria tersa del Pacifico, immersa com’è nei sapidi afrori di pesce marcio che giunge dai vicini stabilimenti d’inscatolamento del pescato. E’ il cupo teatro dell’epopea di questi cavalieri del nulla che, ubriachi, danno l’assalto ad un cielo popolato dalle loro allucinazioni.
    Per noi, diaconi della tecnologia, ciascuno sincronizzato e prigioniero nel moto perpetuo delle piccole e grandi ruote dentate dell’organizzazione sociale, immaginare una vita così giocosa e irresponsabile, può dare un senso di vertigine e, forse, d’invidia.
    Possiamo raffigurarci Danny, Pilon, Pablo, il Pirata e tutti gli altri confratelli come granelli di polvere sperduti fra gli ingranaggi del sistema e destinati ad essere presto espulsi, ma sappiamo che nel lampo della loro vita sbilenca possono ancora godere di gioie arcaiche, come sentire la dolcezza della sera, “quando il sole passa dall’altra parte del cielo” e stempera i colori dell’infinito fra le loro sublimi e inconcludenti chiacchiere.
    Sognano e corteggiano donne generose e malinconiche puttane “ai amigo a’ onde vas?”, ma sanno anche pregare Santi premurosi e accomodanti.
    Sono sempre al riparo di qualche attenuante che sanno scovare con prontezza.
    Al lettore resta il gusto un po’ amaro di questa narrazione comica e malinconica, la nostalgia per una vita errante e senza regole.
    Ma poi c’è questa storia che nessuno di loro paga la pigione per la propria permanenza nella casa di Danny.
    Sarebbero 15 dollari.
    Ciascuno li mette in conto all’ospite successivo che entrerà a far parte della congrega di sfaccendati filosi e bricconi, Un modo, questo, di mettere a reddito un immobile di cui non hanno la disponibilità, in una sorta di “cartolarizzazione” ante litteram.
    Vuoi vedere che l’ineffabile e creativo G. Tremonti s’è laureato all’Università di Pian della Tortilla?

    ha scritto il 

  • 3

    Non è uno dei migliori di Steinbeck.
    Vino a ettolitri, vite in di persone in grande penuria economica ma votate al dolce far niente, piccoli imbrogli, grande solidarietà. Una lettura piacevole, anzi d ...continua

    Non è uno dei migliori di Steinbeck.
    Vino a ettolitri, vite in di persone in grande penuria economica ma votate al dolce far niente, piccoli imbrogli, grande solidarietà. Una lettura piacevole, anzi direi quasi divertente, ma con un fondo amaro. Peccato per la traduzione, datata 1939, di un giovane Elio Vittorini, traduzione che mostra impietosamente il peso degli anni. Con tutto il rispetto per il grande Vittorini, che ho amato ne Il Garofano rosso e Uomini e no. Però frasi come "l'aere splendeva di mesto splendore", "desioso di una sigaretta", "Nessuna conclusione morale noi si trae" inacidiscono la lettura.

    Lungo le strade della città, grasse signore, con negli occhi quella stanca saggezza che spesso si nota negli occhi dei suini, passarono in automobili lussuose dirette al mare e al gin dell'Albergo Dal Monte. In via Alvarado il sarto Hugo appese alla porta della bottega un cartoncino che diceva: "Ritorno tra cinque minuti" e se ne andò a casa per il resto della giornata. I pini si muovevano con voluttuosa lentezza al vento. In centinaia di cortili le galline si lamentavano sottovoce della loro sorte.

    ha scritto il 

  • 4

    Eravamo quattro amici al bar

    Una combriccola di amici, ubriaconi, debosciati, inconcludenti, in un quartiere californiano che formicola e sopravvive. Gente povera, che si arrabbatta alla giornata. Ma amici. In modi strani e talvo ...continua

    Una combriccola di amici, ubriaconi, debosciati, inconcludenti, in un quartiere californiano che formicola e sopravvive. Gente povera, che si arrabbatta alla giornata. Ma amici. In modi strani e talvolta illegali. Tra galloni di vino, donne, grandi cene scaldate sulla stufa - quando il pane c'è e la legna pure.
    Cosa mi ha ricordato? "La confraternita dell'uva di Fante e, chiaramente, il picaresco di don Chisciotte. Steinbeck vincerà il Pulitzer due anni dopo, con Uomini e topi. La critica alla Depressione americana, con Furore, è ancora lontana.
    Qui si strizza l'occhio alla povertà, ma senza pesantezza di giudizio. Ogni personaggio ha una sua storia (bizzarra) e le sue disavventure, che lo portano a una casa ereditata da uno di loro e condivisa alla bell'e meglio.
    Comico, molto semplice nello stile, godibilissimo: una raccolta di favole, quasi. Al chiaro di luna. Tra i fumi dell'alcol. Tipo: storie attorno al fuoco.
    Unica pecca: la traduzione. I personaggi, in certi dialoghi, parlano toscano... (ah, Vittorini, Vittorini).

    ha scritto il 

Ordina per