Piazza d'Italia

Favola popolare in tre tempi, un epilogo e un'appendice

Di

Editore: Feltrinelli (Universale Economica; 1401)

3.9
(416)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 150 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Tedesco

Isbn-10: 8807814013 | Isbn-13: 9788807814013 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Tascabile economico

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
Un borgo toscano nelle paludi, vicino al mare. L'epopea di una famiglia dianarchici, ribelli per temperamento e tradizione: storia di tre generazioni dirivoluzionari dai nomi sintomatici di Garibaldo, Quarto, Volturno, personaggiche partono per viaggi avventurosi e guerre in Europa, Africa, le due Americhetrovando la morte nella lotta contro i padroni. Donne combattive e coraggioseche si affidano anche agli oroscopi e alle fattucchiere. Un mondo contadino,arcaico, ormai scomparso; una fiaba popolare con trovate fantasiose e insiememalinconiche, commosse e profonde, vivaci e gaie, pervasa dal senso dellafragilità della vita.
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  • 5

    “So che questo libro è le mie radici, di uomo e di scrittore”, dice Tabucchi del suo libro d’esordio.

    Personaggi appartenenti alla stessa famiglia i cui nomi si perpetuano di generazione in generazio ...continua

    “So che questo libro è le mie radici, di uomo e di scrittore”, dice Tabucchi del suo libro d’esordio.

    Personaggi appartenenti alla stessa famiglia i cui nomi si perpetuano di generazione in generazione, così come si tramanda la sorte. Un’eredità che attraversa la Storia tingendola di sangue e sudore, lotta e resistenza; eredità che attraversa il quotidiano e ne scandisce il tempo scavando una ruga nell’anima e nella carne a ogni fiato. Perché il popolo questo fa: lotta contro il Potere che lo vuole schiavo riverente, lotta per lavorare, lotta per mangiare. Lo fa con coraggio, con forza, con disperazione perché quello della Libertà è il vessillo più bello. Perché quello della Libertà, anche se è il vessillo dei sognatori, è il più importante. È un vessillo che vale quanto la vita. È il vessillo che si leva in alto, fino al cielo, in barba alla Storia e ai suoi artificiosi cambiamenti. Perché si sa, il destino della povera gente si perpetua come si perpetuano i nomi in questa favola amara e bella.
    Un libro per chi, come Garibaldo, ha capito che l’acqua del mulino è di tutti come il grano che macina e che le guardie regie ci sono per ammazzare chi se n’è accorto.

    Don Milvio dirà: “Siete tutti figli di Dio, dunque siete tutti uguali, dunque il grano è di tutti”.

    Vorrei portare qualche chicco di grano in tasca in segno di fratellanza, vorrei poter offrire un seme a ogni essere umano che si trovasse a incrociare il mio cammino. Vorrei che ogni chicco di grano dato si moltiplicasse per trasformarsi in rinnovato dono.

    ha scritto il 

  • 5

    Un vero gioiellino!!

    L'esordio di Tabucchi ne anticipa la sua grandezza. Stile narrativo impeccabile, un maestro della parola, sempre musicale, evocativa, colorata, mai eccessiva o banale. Per quanto la perfezione sia ant ...continua

    L'esordio di Tabucchi ne anticipa la sua grandezza. Stile narrativo impeccabile, un maestro della parola, sempre musicale, evocativa, colorata, mai eccessiva o banale. Per quanto la perfezione sia antipatica questo libro ci si avvicina molto. Non perdete l'occasione di leggerlo, ne vale la pena!!

    ha scritto il 

  • 5

    alla faccia dell'esordiente…

    Quando uno scrittore esordisce così, non si può fare altro che leggere sulla fiducia tutto quello che ha scritto! Questo libro è splendido, perfetto nella sua semplicità. Una storia che non lascia nul ...continua

    Quando uno scrittore esordisce così, non si può fare altro che leggere sulla fiducia tutto quello che ha scritto! Questo libro è splendido, perfetto nella sua semplicità. Una storia che non lascia nulla di incompiuto, come fosse successa veramente (compresa la componente un po' magica). Personaggi che non si fa fatica a immaginare, che sicuramente sono esistiti in tutti i nostri paesi italiani (o per lo meno toscani!). Un modo di scrivere e di raccontare che fa ridere, sorridere, emozionare, arrabbiare, sentire… Alla faccia del "Tabucchi ancora acerbo"!!!

    ha scritto il 

  • 4

    non ho potuto fare a meno di dargli quattro stelle!
    l'ho centellinato il più possibile ma è scivolato in fretta...
    mi ricorda molto le storie che mi raccontava mia nonna, ed è una storia d'italia tra ...continua

    non ho potuto fare a meno di dargli quattro stelle!
    l'ho centellinato il più possibile ma è scivolato in fretta...
    mi ricorda molto le storie che mi raccontava mia nonna, ed è una storia d'italia tra le righe, essenziale ma efficace.

    ha scritto il 

  • 4

    Analogie

    Non è una recensione. E' solo uno spunto di riflessione.

    E' davvero incredibile come in questo libro si intravedano (con volontà dell'autore o meno non sono in grado di dirlo) i temi e le bellezze di ...continua

    Non è una recensione. E' solo uno spunto di riflessione.

    E' davvero incredibile come in questo libro si intravedano (con volontà dell'autore o meno non sono in grado di dirlo) i temi e le bellezze di Cent'anni di Solitudine di Garcia Marquez.

    Chi ha avuto la fortuna di leggere il fantastico libro del colombiano premio Nobel potrà trovare estremamente piacevole confrontare, riecheggiare, intravedere motivi simili, notevoli analogie, inevitabili differenze e soprattutto il medesimo amore per la Storia degli uomini.

    Interessante ipotesi, a mio avviso.

    ha scritto il 

  • 5

    Dopo un mese di faticosa lettura della biografia di Beethoven, ecco un bellissimo libro divorato in due giorni (si poteva leggere anche in uno, ma tra i lavori di casa e le ultime insolazioni settembr ...continua

    Dopo un mese di faticosa lettura della biografia di Beethoven, ecco un bellissimo libro divorato in due giorni (si poteva leggere anche in uno, ma tra i lavori di casa e le ultime insolazioni settembrine mi sono un po' perso). Primo libro che leggo di Tabucchi, che con queste pagine ironiche ripercorre la storia d'italia con gli occhi degli umili di un borgo toscano. Ho detto ironia che sempre si accompagna all'amarezza, e a leggere certe pagine viene davvero un magone a pensare che l'Italia (e il mondo) sono quelli di sempre. L'importante è non credere alle "macchine idrauliche". Cmq penso che lo regalerò a una delle mie sorelle (essendo la storia di una famiglia di generazione in generazione, dovrebbe piacerle) e io prima o poi leggerò qualche altro romanzo di Tabucchi (però non volevo passare subito a Sostiene Pereira, magari qualcuno antecedente al suo successo).

    ha scritto il 

  • 4

    Una prova generale (3,7 stelle)

    Con il tempo e con l'esperienza possono mutare alcune cose, si possono sviluppare argomenti e acquisire una maggiore maestria, ma l'essenza non muta. L'essenza che è in ognuno non può essere modificat ...continua

    Con il tempo e con l'esperienza possono mutare alcune cose, si possono sviluppare argomenti e acquisire una maggiore maestria, ma l'essenza non muta. L'essenza che è in ognuno non può essere modificata integralmente. In questo libro si trova il germe di ciò che Tabucchi scriverà in seguito.
    Apprendiamo, modifichiamo in parte, ma solo ciò che in noi è già predisposto al cambiamento, la struttura portante rimane integra.
    L'io di un tempo è lo stesso di oggi? Si chiede l'autore nella prefazione a questa edizione del 1993, e non sapendosi dare una risposta lo chiede a "chi se ne intende".
    Io sono convinta che le esperienze della vita non potranno mai mutare in modo radicale l'essenza più intima di ognuno.
    Tabucchi era, è e sarà, qualsiasi cosa abbia scritto è rimasto fedele a se stesso, ne sono convinta.
    In quest'opera prima avverto una forte similitudine con "Cent'anni di solitudine" di G. Marquez, antecedente a questo libro di alcuni anni. Chissà se Tabucchi più o meno consapevolmente si è ispirato allo scrittore colombiano nel creare "Piazza d'Italia"?
    Le similitudini sono assai, il realismo magico, la saga familiare, l'immutabilità di alcune cose che cambiano ma non cambiano, i nomi ripetuti che confondono le idee...
    Uno dei capitoli si intitola "Il mal del tempo", un male da cui sembra affetto anche questo libro in cui i fatti vengono raccontati con una sequenza irregolare, dove si parte da epilogo anzichè da un prologo, dove le statue nella piazza cambiano ma il resto resta fermo, dove una donna cede la possibilità di essere madre all'oroscopo in cambio di 30 di vita dell'uomo che ama.
    Ammetto che quest'opera non mi ha entusiasmata, probabilmente perchè le similitudini con l'altro libro di Marquez hanno condizionato la mia opinione, il tarlo che Tabucchi possa aver preso ispirazione da un collega mi fa sentire quasi tradita, ma non è detto che sia stato così.
    Ciò che qui sembra un adattamento alla "maniera toscana" di Cent'anni di solitudine nei romanzi seguenti di Tabucchi diventerà uno stile a sé stante. Piazza d'Italia è a mio avviso una sorta di prova generale prima di arrivare allo spettacolo vero e proprio.

    Citazione: Nel bossolo d'anni della Zelmira si era aperto un forellino da cui la vita cominciava a sfuggire: era la voce, un soffio esile con cui aveva preso ad esprimersi, lasciando gli ammicchi"

    ha scritto il