Piccoli esperimenti di felicità

Di

Editore: Longanesi (La Gaja scienza)

3.4
(101)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 330 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8830443158 | Isbn-13: 9788830443150 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Giorgio Testa

Disponibile anche come: eBook

Genere: Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
83 anni e un quarto sono 37.765 giorni. E sono proprio tanti. 83 primavere senza la certezza di vedere la prossima, o che ne valga la pena. Hendrik è il tipo d'uomo che fa conti del genere ogni giorno. Anche perché nella sua casa di riposo c'è poco altro da fare. La vita trascorre placida, fin troppo: due chiacchiere con l'amico Evert; la curiosità per i nuovi arrivati e la sopportazione della severissima direttrice, probabilmente nipote di un ex gerarca nazista. Hendrik ha sempre fatto buon viso a cattivo gioco, ma ora si chiede se davvero ne sia sempre valsa la pena. E soprattutto se vale la pena di continuare così. E siccome nella vita bisogna avere dei progetti, o perlomeno fare degli esperimenti, Hendrik decide due cose. La prima: farsi dare dal suo medico la pillola della dolce morte. La seconda: concedersi un anno, prima di prenderla, e in quell'anno fondare un club. Nasce così il Club dei vecchi ma non (ancora) morti, con regole di ammissione rigidissime per partecipare alle varie attività, tra cui: l'ingresso a un casinò, un workshop di cucina, un corso di tai chi... In quest'anno di vita succederanno tante cose, tante scoperte, tante perdite e molti piccoli esperimenti di felicità... e alla fine si vedrà chi l'avrà vinta: la pillola o una nuova primavera da attendere.
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  • 3

    C'è un signore di ottant'anni che ha scalato il monte Everest. Io ho già difficoltà a montare sul marciapiede. Pag 155

    Il diario di un ottantatrenne che vive in ospizio. La vita si riduce a piccoli momenti di felicità, il bello è riuscire a coglierli e soprattutto riuscire a crearli. Forse è la ricetta per tutta la v ...continua

    Il diario di un ottantatrenne che vive in ospizio. La vita si riduce a piccoli momenti di felicità, il bello è riuscire a coglierli e soprattutto riuscire a crearli. Forse è la ricetta per tutta la vita, solo che quando sei anziano il pensiero principale è non sapere se ti sveglierai il giorno dopo. Mica robina da poco.
    Mio padre : si dice si vive di giorno in giorno, noi vecchi viviamo di minuto in minuto.

    ha scritto il 

  • 5

    Bellissimo libro. Fa riflettere, fa ridere nella malinconia di un ospizio dove un vecchio saggio si prende l'impegno di scrivere un diario che per un anno intero, con una lucidità ed un'ironia disarma ...continua

    Bellissimo libro. Fa riflettere, fa ridere nella malinconia di un ospizio dove un vecchio saggio si prende l'impegno di scrivere un diario che per un anno intero, con una lucidità ed un'ironia disarmanti, ci porta tra gli anziani ospiti della casa di riposo.

    ha scritto il 

  • 2

    Il diario di un anno di un pensionato in un ospizio, raccontato giorno per giorno. Pagine allegre, amare, sarcastiche, spiritose, tenere, malinconiche, divertenti, ironiche. Poteva essere un buon libr ...continua

    Il diario di un anno di un pensionato in un ospizio, raccontato giorno per giorno. Pagine allegre, amare, sarcastiche, spiritose, tenere, malinconiche, divertenti, ironiche. Poteva essere un buon libro se ridotto alle dimensioni di un breve romanzo. Ma 683 pagine (ebook) proprio no. Non ho resistito ed ho abbandonato.

    ha scritto il 

  • 3

    Qualcuno sopravvive, qualcuno vive fino all'ultimo battito di ciglia. Con l'età i difetti vengono esasperati dalla stratificazione delle abitudini, ma spesso emergono anche le qualità di chi decide di ...continua

    Qualcuno sopravvive, qualcuno vive fino all'ultimo battito di ciglia. Con l'età i difetti vengono esasperati dalla stratificazione delle abitudini, ma spesso emergono anche le qualità di chi decide di vivere con la massima felicità possibile. Sono pochi gli ingredienti che servono per rendere migliori gli ultimi anni di vita: la volontà di non lamentarsi, il sorriso per vedere il lato divertente delle situazioni e un gruppo di amici con cui inventarsi cose nuove da conoscere o piangere quando la tristezza ha bisogno di uscire. Un romanzo che con l'ironia denuncia la scarsa attenzione per gli anziani di un mondo votato all'illusione dell'eterna giovinezza.

    ha scritto il 

  • 4

    Finchè ci sono progetti c'è vita...

    Mi è piaciuto per la feroce ironia con cui descrive la condizione degli anziani moderni. Tema che sempre più spesso sarà al centro dei discorsi dei paesi europei visto il nostro tasso di invecchiament ...continua

    Mi è piaciuto per la feroce ironia con cui descrive la condizione degli anziani moderni. Tema che sempre più spesso sarà al centro dei discorsi dei paesi europei visto il nostro tasso di invecchiamento.
    E speriamo di arrivate tutti a diventare 80enni con lo spirito di Hendrik

    ha scritto il 

  • 3

    A volte mi pento di non usare Facebook. A volte penso che mi piacerebbe usarlo, per poter aprire certi gruppi (che magari già esistono, chissà) e interagire con gente che odia le stesse cose che odio ...continua

    A volte mi pento di non usare Facebook. A volte penso che mi piacerebbe usarlo, per poter aprire certi gruppi (che magari già esistono, chissà) e interagire con gente che odia le stesse cose che odio io.
    Sui libri ne aprirei un sacco.
    Uno di sicuro sulle copertine con le ragazze che ti guardano da sopra la spalla, che ormai stanno perfino sui libri di bricolage. Quanto sono odiose? Tutte uguali!
    Uno lo farei sui titoli tradotti all'organo sessuale di canide, che nulla dicono in merito alla trama e che utilizzano sempre gli stessi cinque-dieci aggettivi ammiccanti. Case sull'Alster che diventano irresistibili promesse di felicità, hotel agli angoli che diventano gusti proibiti di zenzero and so on. Da prenderli a ceffoni, quelli che si inventano 'ste frasette per cerebrolesi.
    E uno lo farei sulle quarte di copertina e sulle sinossi che parlano di libri inesistenti.
    Cioè tu leggi la quarta, ti piace, compri il libro per trovarci quella roba là e invece no, c'è tutt'altro. Al massimo qualcosa che ci assomiglia, ma usando parecchio la fantasia.

    Il che non significa che il libro faccia schifo, eh.
    Nel mio caso spesso un libro mi piace nonostante mi aspettassi di leggere tutta un'altra cosa. E infatti ogni volta mi viene da dire "ma perché non hanno scritto la verità nella quarta? Secondo me il libro avrebbe venduto lo stesso, potevano anche essere onesti".
    Ma probabilmente non venderebbero, i miei gusti non sono come quelli della media. Oppure è proprio una patologia: nelle case editrici ormai si sono convinti che tutti i libri debbano assomigliarsi, toccare certi punti, soddisfare certi target, e l'idea di dire chiaro e tondo come sono scritti, di accennare al loro vero contenuto, fa venire l'orticaria e gli incubi da stress. Non lo sapremo mai.

    Comunque, se domani mi salta il ticchio di farmi Facebook e di aprire il gruppo, il primo libro che metterò in lista sarà questo. Che non è un romanzo. Non ha una trama, non ha un intreccio, non ha azione, non ha colpi di scena, non ha nulla di quanto la quarta di copertina faccia immaginare.
    Si tratta semplicemente di un diario. Una cronaca giorno per giorno di quel poco che accade a un vecchietto e ai suoi amici, un gruppuscolo di anziani che non intendono lasciarsi spegnere dalla quotidianità dell'ospizio e dall'attesa della morte.
    Un diario. Di un vecchio. Uno scritto semplice, spesso lamentoso, a volte banale, a volte anche noioso.
    Ma spesso divertente per via dello sguardo cinico e ironico del diarista. E sempre meritevole, perché parla di eutanasia, di disprezzo da parte di chi non è anziano, di solitudine, di burocrazia che diventa quasi tirannia, di paure, di malattie, di antipatie, di amicizia e di speranza nonostante tutto.
    Se scrivessero così, nella quarta, secondo me lo si leggerebbe lo stesso.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    libro decisamente godibile ma a tratti pesantuccio per la cruda realtà in cui si trova il protagonista. Triste dover pensare che, in fin dei conti, è vero che più si invecchia e più si è soli. Ancora ...continua

    libro decisamente godibile ma a tratti pesantuccio per la cruda realtà in cui si trova il protagonista. Triste dover pensare che, in fin dei conti, è vero che più si invecchia e più si è soli. Ancora più triste dover subire la decadenza fisica e mentale

    ha scritto il 

  • 4

    Davvero godibile questo romanzo! E' realistico, duro, sarcastico e dolce nello stesso tempo. E' uno sguardo disincantato sul mondo degli anziani (o vecchi, viste le età). E' scritto in forma di diario ...continua

    Davvero godibile questo romanzo! E' realistico, duro, sarcastico e dolce nello stesso tempo. E' uno sguardo disincantato sul mondo degli anziani (o vecchi, viste le età). E' scritto in forma di diario dall'ospite di un centro in cui vivono uomini e donne dai 65 anni in su che hanno alcuni problemi di salute e non possono essere accuditi dai figli o semplicemente non ne hanno. Ognuno di loro ha una stanza con bagno, una sorta di miniappartamento e condivide la sala tv e la sala pranzo con gli altri "ospiti". Il nostro protagonista inizia a soffrire di incontinenza e decide di darsi un termine di un anno, prima di raggiungere livelli di sopravvivenza imbarazzanti: chiede anche al medico informazioni sulla "dolce morte", vietata per legge. Comunque, durante questo anno frequenta con più attenzione alcuni ospiti, come lui, del centro, organizza uscite e serate in compagnia, insomma cerca di cogliere tutto quello che può per rendere i suoi giorni e quelli dei suoi compagni più piacevoli. La decisione di scrivere il diario nasce dal desiderio di dire apertamente ciò che per convenzione sociale o vigliaccheria non si può dire, così ne nasce un ritratto divertente e amaro della vita negli ospizi (come dice lui, chiamiamo le cose con il loro nome).
    Decisamente da leggere.

    ha scritto il 

  • 3

    Divertente, delicato ... commovente

    "Si nasce, si muore e il resto è tempo libero da occupare"

    Seconda lettura consecutiva di un romanzo che parla di persone anziane, ma a differenza del precedente, qui si tratta del diario giornaliero ...continua

    "Si nasce, si muore e il resto è tempo libero da occupare"

    Seconda lettura consecutiva di un romanzo che parla di persone anziane, ma a differenza del precedente, qui si tratta del diario giornaliero di un anno intero vissuto all'interno di una casa di riposo olandese. Il protagonista, che è anche l'autore descrive giorno per giorno, la "crescita" delle relazioni tra sè e un gruppetto di "colleghi di vecchiaia", soprannominatisi "vecchi-ma-mica-morti", che pian piano diventano la sua vera famiglia e con i quali in un certo senso ... impara a vivere di nuovo, forse per davvero. I limiti oggettivi che il passare del tempo impone alla vita delle persone possono essere affrontati senza paura per quello che sono, senza dover per forza lamentarsi o fare i finti giovani, e tutto diventa più vero. Una storia divertente, delicata a volte commovente ... quasi sempre vera. E spesso le divertentissime sottolineature dell'autore sul mondo di fuori attraverso il commento di notizie lette sui giornali ci permette anche di scoprire come certe decisioni "moderne e razionali" prese da chi governa il nostro futuro siano talvolta davvero surreali, rendendo il piccolo mondo che si è creato all'interno della combriccola di vecchietti dell'ospizio molto più vero e umano.
    Tra i personaggi, tutti tratteggiati benissimo dall'autore, spicca per me il personaggio di Grietje, la vecchina che capisce che sta lentamente andando verso l'Alzheimer e decide di farsi aiutare dai sui amici a preparare la propria vita, con una dignità simpatica e commovente, quando non sarà più in grado di ricordarsi neanche chi sia lei stessa ...

    ha scritto il 

  • 3

    Hendrik è un'ultra pensionato che si è ritirato a vivere in un ospizio. Decide di scrivere un diario per un anno, annotando tutto ciò che gli capita, lo scopo è decidere se vale la pena proseguire la ...continua

    Hendrik è un'ultra pensionato che si è ritirato a vivere in un ospizio. Decide di scrivere un diario per un anno, annotando tutto ciò che gli capita, lo scopo è decidere se vale la pena proseguire la sua vita o cercare l'eutanasia.
    Personaggio molto propenso a non dispiacere il prossimo, non riesce a dire ciò che realmente vorrebbe, in alternativa addolcisce le parole o silenzia.
    Ogni parola ha un opposto, in questo caso l'opposto di Hendrik è Evert, personaggio che mi piace moltissimo per il modo di affrontare di petto la vita. Due opposti, due ottimi amici.
    Hendrik si renderà conto di molti pro e contro x valutare la vita, incontrerà e perderà persone conosciute e amate, affronterà ogni giorno la qualità della vita che si ha in Olanda (devo ammettere molto simile all'Italia).
    Mi è piaciuto, anche se l'ho trovato un po monotono in alcune sequenze. Nel complesso un 3 pieno lo merita tutto.

    ha scritto il 

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