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Piccolo trattato sull'immensità del mondo

Di

Editore: Guanda

3.6
(31)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 137 | Formato: Altri

Isbn-10: 8882469484 | Isbn-13: 9788882469481 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Crespi Bortolini A.

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Travel

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Descrizione del libro
Tesson è un nomade dei tempi moderni: par rallentare la fuga del tempo, Tessonpercorre il mondo a piedi, a cavallo, scala le montagne del Tibet e passa unanotte sul tetto della cattedrale di Notre-Dame a Parigi, dopo averla scalata amani nude. E mentre racconta le sue incredibili avventure, questo "principedei gatti" offre anche un antidoto a quella società delle comunicazioni, dellapubblicità, dell'ordine stabilito e dello stress da cui sempre desiderafuggire; e regala la piccola ma intensa filosofia di un "vagabondo del mondooccidentale", capace ancora di fuggire, quando anche fuggire sembravaimpossibile.
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  • 2

    "La geografia è chiarezza. Un paesaggio - ogni vagabondo che gli sta seduto davanti con l'anima vuota lo sa - è una tela euclidea tesa sull'orizzonte e su quella tela sono compressi e schiacciati su un unico piano i milioni di peripezie che hanno presieduto alla trasformazione del quadro, un accu ...continua

    "La geografia è chiarezza. Un paesaggio - ogni vagabondo che gli sta seduto davanti con l'anima vuota lo sa - è una tela euclidea tesa sull'orizzonte e su quella tela sono compressi e schiacciati su un unico piano i milioni di peripezie che hanno presieduto alla trasformazione del quadro, un accumulo di strati di Storia, ridotti ad un istante unico, ma si tratta si una storia che avrebbe fatto a meno del trascorrere del tempo. Come il disco è una superficie piana contenente una sinfonia in potenza, il paesaggio è un quadro che, in potenza, contiene la compressione immaginaria di secoli di sconvolgimenti".

    ha scritto il 

  • 0

    Questo piccolo, veloce e discretamente scorrevole testo di Sylvain Tesson è una sorta di resoconto memoria


    del suo stile di vita. Ottima la prima parte forse un pò troppo singolare e compiacente la seconda.


    Nomadismo è una parola molto interessante ma spesso non sappiamo bene quali ...continua

    Questo piccolo, veloce e discretamente scorrevole testo di Sylvain Tesson è una sorta di resoconto memoria

    del suo stile di vita. Ottima la prima parte forse un pò troppo singolare e compiacente la seconda.

    Nomadismo è una parola molto interessante ma spesso non sappiamo bene quali principi e regole di vita

    osservi ne tantomeno quali siano le soddisfazioni che lo stesso fornisce a chi sceglie di adottarlo come stile di vita.

    Universo molto distante dalla vita di ogni giorno, la vita vissuta senza il tempo a regolarla, con il ritmo dei passi umani

    è una vita completamente diversa, con canoni che una vita normale non coglie non solo perchè non vuole; Uno stile di vita in cui

    arte, pensiero, forse un pizzico di follia e probabilmente discreto malessere sociale ti porta a seguire.

    Di certo è una vita piena di tante cose e vuota di molte altre... non mi sento in grado di ritenerla migliore o peggiore ma di certo

    di ritenerla molto interessante.

    Alcuni passi del libro che mi hanno colpito particolarmente:

    - Il nomadismo rappresenta la miglior risposta al trascorrere del tempo. Il mio scopo non è quello

    di riacciuffarlo, ma da riuscire ad essergli indifferente.

    - Se diminuiamo la velocità, il tempo, per uno strano effetto di imitazione, rallenterà a sua volta.

    - La lentezza rivela cose che la velocità nasconde

    - L'altra ragione che mi lega al principio di viaggiare con "mezzi leali" riguarda il fatto che lo sforzo

    prolungato fornisce al cervello la giusta dose di oppiacei naturali.

    - Il viaggio è la superficie offerta al pensiero per divagare in assoluta libertà.

    - Vivere significa trasformare il proprio sogno in un ricordo.

    - Velèry nel 1931 disse: "Tutta la terra abitabile è stata riconosciuta, rilevata, divisa tra le nazioni.

    L'era delle aree abbandonate, dei territori liberi, dei luoghi che non appartengono a nessuno

    è conclusa. Inizia il tempo del mondo finito".

    - Gli uomini, le loro idee, le loro aspirazioni, i loro dei e le loro opere sono minacciati dalla

    civiltà della Similitudine

    - Uno sguardo è una carezza; sfiora, senza comprendere, passa senza scavare, scivola sull'essenziale.

    - Esiste un altro regno dell'ignoto, ancora più allettante delle macchie bianche, nere o grigie.

    E' quello del mistero: La parte inesplicata del mondo, ciò che l'occhio non vede, ma che il mito svela.

    Per accedervi è neccessario aprire uno spiraglio nel laboratorio della conoscenza.

    - Il miglior cibo del vagabondo è l'allegria. Essa non è precisamente esultanza, ma evoca piuttosto un

    appetito adolescente accompagnato da una leggera ironia nei confronti della vita, la grande impresa di

    infischiarsene del mondo.

    - Gli ostacoli che raggiunge volentieri sono colli, paludi, guadi profondi, pietraie, tempeste. Sono le forze

    burocratiche della Natura, disposte qua e la per complicare il passaggio. Sono i soli ostacoli che

    meritino di essere affrontati. Le altre barriere quelle erette dagli uomini, le frontiere chiuse per esempio,

    sono da evitare, in quanto metastasi governative, la gorgone inventata per servire gli uomini ma

    che ha finito per ritorcersi loro contro.

    - Capitolo 8: Ai limiti dell’umanesimo (capitolo che andrebbe letto e riletto, divulgato nelle scuole e diffuso

    nei paesi meno istruiti del mondo, senza escludere per altro quelli che vengono ritenuti istruiti) per la sua intera
    prima parte.

    ha scritto il 

  • 3

    vagabondaggio trifasico

    1)inizi la lettura e ti sembra una eccentrica raccolta di aforismi;
    2)poi "la marcia conduce all'essenziale" ed entri in sintonia con il libro e con l'immensità del mondo vista (e goduta) da Tesson;
    3)proseguendo, il racconto si appesantisce e subentra la spocchia dell'autore e la noi ...continua

    1)inizi la lettura e ti sembra una eccentrica raccolta di aforismi;
    2)poi "la marcia conduce all'essenziale" ed entri in sintonia con il libro e con l'immensità del mondo vista (e goduta) da Tesson;
    3)proseguendo, il racconto si appesantisce e subentra la spocchia dell'autore e la noia

    ha scritto il 

  • 3

    pg. 74
    "Il Wanderer che sono tornerà a essere un umanista quando cesserà la supremazia del maschio. Ovunque lo portino i suoi passi (...) deve tollerare di scontrarsi continuamente con l'onnipotenza del testosterone. Gli sembra che l'umanità abbia elevato a divinità il cromosoma sbagliato. ...continua

    pg. 74
    "Il Wanderer che sono tornerà a essere un umanista quando cesserà la supremazia del maschio. Ovunque lo portino i suoi passi (...) deve tollerare di scontrarsi continuamente con l'onnipotenza del testosterone. Gli sembra che l'umanità abbia elevato a divinità il cromosoma sbagliato. Ode le grida di gioia che nelle case berbere salutano la nascita di un maschio e i lamenti se è venuta al mondo una femmina. Ha attraversato villaggi nelle campagne della Cina dove le madri, se partoriscono una bambina, si impiccano.. In India, dove mancano 50 milioni di donne, ha visto il volto delle vittime che si è cercato di mettere al rogo. Ha letto nel Corano (...) il disprezzo carico di stupidità che si riserva alla donna. Sa che in Europa, intorno a lui, sotto i suoi occhi, la situazione non è migliore. Nei campi tropicali che ha attraversato ha visto spesso il profilo delle donne intente al raccolto, mentre gli uomini si davano all'occupazione che ogni giorno impegna miliardi di oro simili: seguire l'ombra dell'albero a mano a mano che il sole si sposta nel cielo. In alcuni paesi oppressi dalla sabbia e dal sole ha spartito pranzi alla tavola del padrone di casa mentre la madre di famiglia si nutriva per terra di ciò che le veniva lasciato. Ha incontrato famiglie composte di ragazzini grassi come bambolotti circondati da bambine con le costole sporgenti. Ha raccolto orribili proverbi (...).
    Jack London pensava che "La principale caratteristica che distingue l'uomo dagli altri animali è il fatto che l'uomo è l'unico animale che maltratta le femmine della sua specie".

    ha scritto il 

  • 2

    Ho smesso di leggerlo, stancato dalla noia, dalla logorroicità, dal narcisimo, di questo testo senza capo nè coda.
    Per fare un esempio, il maggior problema dell'autore sembra essere quello di vincere la noia del viaggio (sic). A questo scopo, la geografia risulterebbe più utile della poesia ...continua

    Ho smesso di leggerlo, stancato dalla noia, dalla logorroicità, dal narcisimo, di questo testo senza capo nè coda.
    Per fare un esempio, il maggior problema dell'autore sembra essere quello di vincere la noia del viaggio (sic). A questo scopo, la geografia risulterebbe più utile della poesia e della preghiera (sic sic). Che interesse può avere per noi questa opinione? Mah.

    ha scritto il 

  • 0

    Folgorata dalla copertina: bella ed evocativa.
    Ma poi...che delusione l'interno!
    La lettura non decollava, mi sono trascinata per 50 pagine e poi ho detto basta.
    Non ho apprezzato l'impressione generale di vacuità, e il tono di un autore che mi è parso compiacersi delle proprie ...continua

    Folgorata dalla copertina: bella ed evocativa.
    Ma poi...che delusione l'interno!
    La lettura non decollava, mi sono trascinata per 50 pagine e poi ho detto basta.
    Non ho apprezzato l'impressione generale di vacuità, e il tono di un autore che mi è parso compiacersi delle proprie parole.
    Peccato! Forse mi aspettavo troppo!

    ha scritto il 

  • 4

    Sì, puoi ancora perderti in questo mondo in cui tutto sembra troppo rapido, troppo vicino, troppo conosciuto. Puoi ancora fuggire da un destino o da una routine, puoi ancora immergerti nell’immensità e farti spingere lontano dai venti del desiderio o della curiosità. Prendete Tesson, per esempio, ...continua

    Sì, puoi ancora perderti in questo mondo in cui tutto sembra troppo rapido, troppo vicino, troppo conosciuto. Puoi ancora fuggire da un destino o da una routine, puoi ancora immergerti nell’immensità e farti spingere lontano dai venti del desiderio o della curiosità. Prendete Tesson, per esempio, singolare figura di vagabondo dei nostri tempi, uomo che il mondo lo attraversa entrandoci dentro come un ago nella stoffa, vita pulsante che sbuca dove meno te l’aspetti, ora sulle vette del Tibet ora sul tetto della cattedrale di Notre-Dame. Sì, il mondo è immenso e, come altri avrebbero detto, è dolce naufragare in questo mare. Però anche così non è facile abbandonare il bagaglio della consapevolezza: né potrebbe essere altrimenti, perché le avventure di questo libro sono un antidoto alle ansie, evitabili, della nostra società e forse anche alle inquietudini del tempo che fugge, quello sì inesorabile. Non un capolavoro, ma una boccata di aria buona

    ha scritto il