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Piccolo viaggio nell'anima tedesca

Di ,

Editore: Feltrinelli (Universale Economica)

3.9
(253)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 139 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8807818671 | Isbn-13: 9788807818677 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri

Genere: Foreign Language Study , Philosophy , Travel

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Descrizione del libro
Una panoramica tra filosofia, politica e costume che guida il lettore allascoperta della personalità e dell'identità tedesca attraverso l'analisi dellinguaggio. La lingua tedesca pone, rispetto ad altre lingue europee,particolari ostacoli nella comprensione, è caratterizzata da una grandecapacità d'astrazione e, al tempo stesso, di precisione che mettono indifficoltà il lettore italiano. Questo volume offre una chiave di letturadell'anima della Germania, raccontando uomini e fatti attraverso le parole. DaWilly Brandt e Marlene Dietrich, considerati "infangatori del nido", aEnzensberger definito un "pensatore laterale". Un'analisi della lingua percomprendere un popolo.
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  • 4

    Lo avevo già letto in passato, ma ho voluto rileggerlo ora che ho intrapreso lo studio della lingua tedesca. Questa circostanza mi ha sicuramente fatto apprezzare di più questo libro che forse alla prima lettura non avevo pienamente capito.
    Il libro affronta diversi aspetti della cultura e dell' ...continua

    Lo avevo già letto in passato, ma ho voluto rileggerlo ora che ho intrapreso lo studio della lingua tedesca. Questa circostanza mi ha sicuramente fatto apprezzare di più questo libro che forse alla prima lettura non avevo pienamente capito. Il libro affronta diversi aspetti della cultura e dell'anima tedesca in 16 capitoli, ciascuno dei quali prende le mosse dall'analisi di una parola tedesca "intraducibile" nella nostra lingua. Una lettura che oggi mi sento di consigliare a tutti, fa comprendere molti aspetti della cultura tedesca non conosciuti da molti o spesso fraintesi.

    ha scritto il 

  • 4

    Alla scoperta di un popolo e di un intero Paese passando solo per alcune delle parole più significative e singolari della lingua. Scritto con taglio giornalistico, scorrevole, interessante, da divorare per coloro che vedono nella lingua il riflesso più fedele della vita di un popolo.

    ha scritto il 

  • 3

    Istruzioni per la comprensione del popolo tedesco ricavate da interviste a personaggi illustri e dall’analisi di alcuni vocaboli che nascondono tutto un mondo interiore nella loro complessità. Come Schadenfreude, godere delle disgrazie altrui, un "sentimento inconfessabile", descritto in una surr ...continua

    Istruzioni per la comprensione del popolo tedesco ricavate da interviste a personaggi illustri e dall’analisi di alcuni vocaboli che nascondono tutto un mondo interiore nella loro complessità. Come Schadenfreude, godere delle disgrazie altrui, un "sentimento inconfessabile", descritto in una surreale intervista allo scrittore svizzero tedesco di lingua tedesca Friedrich Dürrenmatt.

    ha scritto il 

  • 4

    Bel viaggio nell' animo e nella lingua tedesca.Mio fratello ha frequentato la scuola germanica e la notte parlava tedesco nel sonno.Ciò spiega il mio interesse. Non spiega perchè mio fratello mi sta sulle palle.

    ha scritto il 

  • 5

    Questo libro ha un solo difetto: è troppo breve per quanto è bello e per quanto riesce, in ciascuno dei suoi 15 capitoli, a gettare una luce su altrettanti tratti distintivi di questo popolo dalle tante sfaccettature così poco note a noi, che siamo pur sempre loro "vicini di casa".

    ha scritto il 

  • 5

    Le autrici presentano alcune parole tedesche per cui non esiste una traduzione nelle altre lingue (non esiste un termine specifico), e prendono spunto da queste "espressioni" per raccontare modi di essere o di pensare tipicamente teutonici, ripercorrendo il difficile percorso di un popolo che dal ...continua

    Le autrici presentano alcune parole tedesche per cui non esiste una traduzione nelle altre lingue (non esiste un termine specifico), e prendono spunto da queste "espressioni" per raccontare modi di essere o di pensare tipicamente teutonici, ripercorrendo il difficile percorso di un popolo che dalla sua storia ha dovuto imparare molto!!

    ha scritto il 

  • 5

    Lo studio dei vari aspetti linguistici e lessicali di una lingua é un buon punto di partenza per comprendere il modo di pensare di una società. Parole come "Weltanschauung" o "Zeitgeist" sono state per altro adottate anche dai nostri vocabolari, ed é proprio attraverso l'analisi di quindici parol ...continua

    Lo studio dei vari aspetti linguistici e lessicali di una lingua é un buon punto di partenza per comprendere il modo di pensare di una società. Parole come "Weltanschauung" o "Zeitgeist" sono state per altro adottate anche dai nostri vocabolari, ed é proprio attraverso l'analisi di quindici parole come queste che le autrici provano a fare luce, al di là degli stereotipi, su alcuni aspetti della cultura germanica. Quindici parole difficilmente traducibili in altre lingue, se non attraverso delle più o meno lunghe perifrasi, ma che denotano la passione, la precisione e la meticolosità che i Tedeschi dedicano non solo alla nomenclatura, ma alla vita di tutti i giorni. L'accento ricade spesso sulla pesante eredità che i tedeschi si portano dietro dal dopoguerra ad oggi, passando per il muro di Berlino e la difficile riunificazione. Una lettura consigliata.

    ha scritto il 

  • 3

    Non adatto a chi non abbia almeno un'infarinatura di tedesco, il volume consiste in una raccolta di aneddoti tenuti insieme da un criterio linguistico. L'effetto è piacevole ma un po' troppo frammentario.
    Avrei anche due minuscole domande: 1) perché, quando si parla del concetto provenzale di ...continua

    Non adatto a chi non abbia almeno un'infarinatura di tedesco, il volume consiste in una raccolta di aneddoti tenuti insieme da un criterio linguistico. L'effetto è piacevole ma un po' troppo frammentario. Avrei anche due minuscole domande: 1) perché, quando si parla del concetto provenzale di amor de lonh, lo si indica con il francese (!) "amour de loin"? Credo proprio che i bravi poeti provenzali se la sarebbero presa parecchio! (e comunque: non bastava verificare???) 2) perché si usano dappertutto parole tedesche, anche lunghe una riga intera, e poi, quando si cita la celeberrima canzone di Marlene Dietrich Ich hab' noch einen Koffer in Berlin, la si cita in italiano, Ho ancora una valigia a Berlino , titolo sotto il quale peraltro nessuno la troverebbe? Si ha l'impressione che le autrici, giornaliste, in questo caso non siano riuscite a reggere il respiro del volume e a uscire dalla dinamica dell'articoletto: ne viene fuori una serie di intervistine interessanti ma non imperdibili.

    ha scritto il