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Picnic At Hanging Rock

By

Publisher: Random House

3.8
(676)

Language:English | Number of Pages: 192 | Format: eBook | In other languages: (other languages) French , Italian , German , Spanish

Isbn-13: 9781446475539 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Paperback , Library Binding , Others , Audio CD

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Book Description

It was a cloudless summer day in the year nineteen hundred.


Everyone at Appleyard College for Young Ladies agreed it was just right for a picnic at Hanging Rock. After lunch, a group of three of the girls climbed into the blaze of the afternoon sun, pressing on through the scrub into the shadows of Hanging Rock. Further, higher, till at last they disappeared.


They never returned.



Whether Picnic at Hanging Rock is fact or fiction the reader must decide for themselves.

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  • 3

    Algo más que intriga

    Buena y entretenida novela, pero más que suspense, que lo hay al inicio y es la base de la trama, es una novela principalmente psicológica. Bien escrito, sobre todo la ambientación (fauna, flora y clima australes), en descripción de personajes, como bien apuntas, y haciendo hincapié en cuestiones ...continue

    Buena y entretenida novela, pero más que suspense, que lo hay al inicio y es la base de la trama, es una novela principalmente psicológica. Bien escrito, sobre todo la ambientación (fauna, flora y clima australes), en descripción de personajes, como bien apuntas, y haciendo hincapié en cuestiones de educación, sociales (el agonizante régimen victoriano), de relación y con algún toque efímero de “pulsión sexual”.
    Un texto ameno pero que esperaba más intriga y especulación sobre el misterio; en mi caso “pertenece” a otro género y los puntos más fuertes de la narración son las descripciones de atmósferas y personajes con su detallista y, a veces, bella prosa.

    En cuanto a la película: me pareció una versión muy lograda que, como es muy lógico, no recoge todos los entresijos de los personajes y subtramas, pero si mantiene fidelidad al texto y la esencia de la novela, además de poseer la virtud de rodar secuencias muy sugerentes. No obstante lo que más valoro es la plasmación de la figura de Miranda. En el texto aparece este personaje al principio y mantiene una gran fuerza y presencia en el resto del argumento, algo parecido, y salvando las distancias, con la “Rebeca” de Maurier. Algo similar sucede en el film, los planos de la actriz que la protagoniza con su belleza, miradas y movimientos hace que cuando se nombra su imagen se evoca en todo momento. No sé si será una cuestión subjetiva mía por la influencia del texto, pero si el guionista y el director tenían esa intención lo han clavado. Siendo ambas formas de expresión comparables y análogas, quizá la película pueda suscitar más interés.

    Mi nota: 6.

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  • 3

    ¡Qué coñazo! (Non so più perché gli ho dato tre stelle, ma gliele lascio). Frivolo, melenso, mellifluo, patetico, più allungato del vino servito dall'oste più disonesto, nel suo dipanarsi. Si sente troppo (ma non prendetemi per misogino) una levitas animi tutta femminile nella prosa ...continue

    ¡Qué coñazo! (Non so più perché gli ho dato tre stelle, ma gliele lascio). Frivolo, melenso, mellifluo, patetico, più allungato del vino servito dall'oste più disonesto, nel suo dipanarsi. Si sente troppo (ma non prendetemi per misogino) una levitas animi tutta femminile nella prosa della Lindsay. L'unica cosa buona dell'intreccio è il fondamentale capitolo con la misteriosa sparizione delle educande, ma è appena il III, mentre il prosieguo... Dell'opera salverei pure la realistica, vivida rappresentazione del pittoresco paesaggio australiano. Letto perché invogliato dal sublime e omonimo film di Weir, cui il praticare la settima arte ha consentito (o gli ha imposto?) di concentrare il tutto, conferendo, a quel tutto, grande lirismo e drammaticità.

    P.S.: con buona pace dei creduloni, non si basa su alcuna reale vicenda.

    said on 

  • 4

    No todo es la historia.

    -Historia: 5. Una historia que la sinopsis e introducción te la resume perfectamente y ya no hay más. Es atractiva, pero es eso y punto (no quiero explicarme mucho por no spoilear) Pero el punto fuerte de esta novela no es esto. La primera parte se desarrolla la trama casi por completo, lo restan ...continue

    -Historia: 5. Una historia que la sinopsis e introducción te la resume perfectamente y ya no hay más. Es atractiva, pero es eso y punto (no quiero explicarme mucho por no spoilear) Pero el punto fuerte de esta novela no es esto. La primera parte se desarrolla la trama casi por completo, lo restante es ver como este suceso afecta al entorno.
    -Narración: 10. Maravillosa, una lectura muy fluida, con una traducción que posiblemente la haga más grande si cave.
    -Ambientación: 10. Creo que Tolkien se queda corto si la comparamos con esta autora. Ahora se que hacen las lagartijas y hormigas cuando nadie las ve en el bosque. Aquí los detalles se hacen más que eso. Lo gótico a plena luz, el sofocante calor en el bosque con las señoritas abrigadas para “ser elegante”. ¡Que paisajes he visto señores! Desde los montes los valles brillan al impactar la luz del Sol. Ese colegio de lujo, con sus chimeneas que cruje como las cuadernas de un velero… Me a enamorado la ambientación, y es una de las 2 cosas que busco principalmente en un libro.
    -Personajes: 7. Bien desarrollados, pero todos muy parecidos: respetuosos y elegantes. Pero no muy diferenciados.
    -Acción: 1.
    -Terror: 4.
    -Edición: 7. La edición antigua de impedimenta: portadas preciosas, traducción de lujo, esquema de personajes y una introducción que te destripa todo el libro... Lástima que el tamaño sea casi de bolsillo y en rustica.

    PD: Hay una muy buena película.

    said on 

  • 2

    Paese che vai Montagna Magica che trovi

    Perché si possa avere da scrivere di questo libro devono darsi delle circostanze con tutto il carico di fatti e coincidenze insite in questa generica parola.
    Il fascino, si sa, sta nel mistero e niente è più misterioso oggigiorno, per l’uomo post-tutto, che l’intrecciarsi banale del caso. A ...continue

    Perché si possa avere da scrivere di questo libro devono darsi delle circostanze con tutto il carico di fatti e coincidenze insite in questa generica parola.
    Il fascino, si sa, sta nel mistero e niente è più misterioso oggigiorno, per l’uomo post-tutto, che l’intrecciarsi banale del caso. Andiamo per ordine.
    Non mi sarei mai aspettata di avere tanto da scrivere di questo libretto che miracolosamente ha duecento pagine nonostante il centimetro di spessore mentre in un’edizione meno economica di centimetri ne avrebbe almeno due. Il titolo non dice niente e men che meno l’autore ma non fateci caso, specie se si desse il caso di averlo sottomano nell’intermezzo tra un capolavoro che avete appena finito e l’altro che state per iniziare.
    Non vi ponete nemmeno il problema di avere letto qualcosa di vergognoso da confessare. Trattasi, infatti, di iniziativa editoriale dell’Unità di una ventina d’anni fa che, se non è garanzia di alta qualità, almeno non sarà una ciofeca e non dovrete contribuire al badget della Sellerio, che ne è l’editore ufficiale. In questa catena di circostanze non è secondario essere, o essere stati, di sinistra perché un lettore del Giornale non si potrebbe giovare del fortuito ritrovamento, almeno in una percentuale altissima di casi. Erano tempi, quegli anni novanta, in cui il freschissimo neologismo “opposanza” non avrebbe avuto cittadinanza, non dico intellettuale, ma nemmeno facebucchina. Al massimo si coniavano paroline stile“inciucio” che è stato nottetempo rottamato assieme al suo inventore, senza lasciarci grandi rimpianti
    Ma non basta neanche questo per fare di “Picnic a Hanging Rock” un’ operetta recensibile. Leggere le prime righe e essere catapultati in un’epoca sgradevole di per s’è, quella vittoriana, nell’altro emisfero dove non ti raccapezzi dei rivoli di sudore in pieno san Valentino mentre i discendenti dei galeotti di mister Coock si danno da fare per costruirsi un pedigree, vi fa venire la voglia di chiudere e passare al capolavoro che vi aspetta, incuranti del rischio di confonderlo con quello appena riposto.
    Ma le circostanze figlie del caso hanno tutte un loro modo di intrecciarsi e ci si può mettere anche un tablet mal aggiornato che se cliccate Hanging Rock, tanto per capire com’è questa montagna magica australiana dove vanno in gita una ventina di svolazzanti fanciulle di un collegio esclusivo, vi puntano almeno venti link a pt 6 che le sparano grosse su questo libro. Se non vi ritraete snobisticamente annoiati, lo scoprirete famoso a vostra insaputa e per giunta modello di un film di Weil più famoso del libro.
    Scoprirete interviste dell’autrice in cui giura non si tratti di un fatto realmente accaduto ( mentre così vi aveva indotto a pensare in una nota introduttiva la stessa, lasciandovi apparentemente liberi di credere quello che vi è più congeniale sulla scomparsa mai chiarita di due studentesse e dell’insegnante di matematica tra quelle rocce); verrete informati, con raccapriccio, delle libertà dell’editore che per motivi meramente di cassa elimina l’ultimo capitolo (lo scopo è di accrescere le vendite con un finale tronco e pertanto misterioso). E quando il suddetto capitolo scomparso ve lo ritrovate scovato e tradotto da un cultore (avete presente cazzenger?), vi sentirete frastornato da tutto quel rimestare nel nulla, “fare brodo” si dice dalle mie parti, e solidarizzerete con le scelte dell’editore, che se n’era fregato del finale pacchianamente alla poltergeist. Al diciassettesimo capitolo, infatti, dove vi eravate trascinati rassegnati ma anche un po’ incuriositi, vi sentivate dei commensali che lasciano la tavola con ancora appetito dolcemente nostalgici di qualcosa di buono. Il leggendario diciottesimo e l’argomentare finto metaletterario che vi siete “assuppati” a causa della vostra demoniaca pulsione, vi svela di esservi saziati della solita zuppa: la sfida con la natura è destinata ad essere perduta in partenza. La ragione non basta per esorcizzare la sua forza misteriosa in cui luce e tenebre si mescolano in assenza di tempo e spazio.
    Ma vedi un po’ cosa si può spremere fuori da uno zabaglione Voi, i cui ingredienti sono una modesta collinetta di un centinaio di metri d’altezza ma altrimenti magico per gli aborigeni australiani (roba esotica per noi), quattro figurine adolescenziali ritagliate dai romanzi delle Bronte e dell’Austin, una direttrice arpia mal scopiazzata dei modelli di cattivi e un’istitutrice zucchero e miele da quelli buoni dell’inesauribile Dickens!
    Persino un’abborracciata recensione di una tipa che ama “scriverare” tout court (mitico neologismo del figlio non ancora treenne), indipendentemente dal peso specifico della lettura!

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  • 2

    il giorno di san valentino del 1900 alcune ragazze di un college aristocratico australiano, si perdono durante un picnic ad hanging rock.
    il luogo è reale mentre i fatti narrati assolutamente no.
    per il resto del tempo il libro viene letto con entusiasmo, alla caccia del finale che sp ...continue

    il giorno di san valentino del 1900 alcune ragazze di un college aristocratico australiano, si perdono durante un picnic ad hanging rock.
    il luogo è reale mentre i fatti narrati assolutamente no.
    per il resto del tempo il libro viene letto con entusiasmo, alla caccia del finale che spieghi le cose, ma questo non accade, purtroppo. e rimane un po' di amaro in bocca.
    per questo motivo ho fatto delle ricerche e ho trovato (wikipedia) l'ipotetico diciottesimo capitolo che l'autrice avrebbe scritto per svelare il "giallo", ma che l'editore avrebbe tagliato per lasciare la suspance.
    leggetelo.
    oppure no visto che io l'ho fatto e ho capito che gli editori a qualcosa servono.
    ne hanno tratto anche un film con una colonna sonora efficace: https://www.youtube.com/watch?v=8m-6bU4x7us

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  • 4

    “... il caso del picnic si faceva sempre più diramato e più fosco.”

    Australia, febbraio 1900: durante l’atteso picnic annuale dell’Appleyard College scompaiono tre ragazze e un’insegnante; da questo singolo episodio prendono vita diversi avvenimenti che influenzeranno la vita di molte persone.
    Un romanzo intrigante, non solo per la trama, che pure sorprende ...continue

    Australia, febbraio 1900: durante l’atteso picnic annuale dell’Appleyard College scompaiono tre ragazze e un’insegnante; da questo singolo episodio prendono vita diversi avvenimenti che influenzeranno la vita di molte persone.
    Un romanzo intrigante, non solo per la trama, che pure sorprende più volte il lettore, ma per il modo di raccontare dell’autrice e la sua abilità di rendere in maniera efficace il senso di inquietudine che domina su tutta la vicenda.
    E’ una storia avvincente non solo per il mistero, che in effetti non viene risolto, ma per l’inesorabile evolversi della vicenda che suscita grande curiosità e il desiderio di non interrompere la lettura fino alla fine.
    Un libro che, secondo me, lascia un senso di soddisfazione particolare per averlo letto.

    "... non c’era casa nel raggio di cinquanta miglia dalla Hanging Rock dove a cena non si discutesse della misteriosa scomparsa avvenuta il sabato. Come sempre accade nelle questioni di eccezionale interesse, quelli che non sapevano nulla di prima e neppure di seconda mano erano i più scaldati nell’esprimere le loro opinioni; opinioni che, si sa, hanno il potere di trasformarsi in fatti accertati dalla sera alla mattina."

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  • 4

    C'è mistero e mistero

    Un libro 'misterioso' e inquietante, non ci sono cose spaventose ma il filo sottile di inquietudine serpeggia per tutta la lettura.
    Si legge bene e piacevolmente, il mistero rimane un mistero ma quasi non importa

    7.5/10

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  • 5

    « Except for those people over there with the wagonette we might be the only living creatures in the whole world, » said Edith, airily dismissing the entire animal kingdom at one stroke.
    The sunny slopes and shadowed forest, to Edith so still and silent, were actually teeming with unheard r ...continue

    « Except for those people over there with the wagonette we might be the only living creatures in the whole world, » said Edith, airily dismissing the entire animal kingdom at one stroke.
    The sunny slopes and shadowed forest, to Edith so still and silent, were actually teeming with unheard rustlings and twitterings, scufflings, scratchings, the light brush of unseen wings. Leaves, flowers and grasses glowed and trembled under the canopy of light; cloud shadows gave way to golden motes dancing above the pool where water beetles skimmed and darted.

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