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Picnic a Hanging Rock

Di

Editore: Sellerio (Narrativa per la scuola ; 13)

3.8
(706)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 313 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Tedesco , Spagnolo

Isbn-10: 8838919682 | Isbn-13: 9788838919688 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
p. 281 + 32 (guida alla lettura a cura di Remo Cacciatori)

Il 14 febbraio 1900, giorno di san Valentino, le allieve dell’Appleyard College nello stato di Victoria, Australia del Sud, si recano, per una scampagnata, a Hanging Rock, aspra collina vulcanica che si erge solitaria nella prateria. Durante l’escursione due studentesse e un’austera insegnante scompaiono senza lasciare alcuna traccia. Inutile si rivelerà ogni ricerca. Pubblicato nel 1967, oggetto di una celebre versione cinematografica di Peter Weir, Picnic a Hanging Rock racconta un mistero insoluto.
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  • 4

    La vicenda è nota: durante l'estate del 1900 le allieve di un prestigioso collegio femminile dell'Australia meridionale si recano presso la Hanging Rock, una formazione rocciosa isolata e sinistra, a ...continua

    La vicenda è nota: durante l'estate del 1900 le allieve di un prestigioso collegio femminile dell'Australia meridionale si recano presso la Hanging Rock, una formazione rocciosa isolata e sinistra, a fare un picnic, durante il quale tre di loro e un'insegnante scompaiono senza lasciare traccia. Meno noto è che l'ultimo capitolo del libro, nel quale veniva rivelato il mistero della sparizione, venne tagliato dall'editore e pubblicato in forma autonoma solo dopo la morte dell'autrice. Le motivazioni del taglio editoriale sono evidenti: quest'ultimo capitolo (che oggi è possibile trovare in rete) dà alla vicenda un risvolto metafisico probabilmente stonato rispetto alle esigenze commerciali che volevano il romanzo ancorato a suggestioni più terrene, per quanto morbose ed inquietanti.

    Senza l'ultimo capitolo non solo l'enigma rimane irrisolto (il fascino misterioso che ha fatto la fortuna del libro dipende in gran parte da questa omissione) ma l'episodio della scomparsa diventa paradossalmente marginale, quasi un pretesto per osservare la catena di eventi scatenati dalla disgrazia che travolge con effetto domino i destini dei protagonisti fino a provocare la completa rovina dell'Appleyard College, quel piccolo universo rigido e formale che riusciva a ingabbiare pulsioni, paure e irrazionalità in un lungo corsetto francese di raso con stecche leggere.

    Le dodici pagine del finale "perduto", al contrario, aprono uno spiraglio sovrannaturale che illumina tutto il libro di una luce completamente diversa e offrono una chiave di lettura all'enigmatico capito terzo, nel quale le ragazze, come per obbedire a un misterioso richiamo, si arrampicano sulla roccia in uno stato di apparente sonnambulismo, ipnotizzate come uccellini dal serpente di una presenza ancestrale, per poi svanire nel nulla.

    Come tanti ho letto Picnic a Hanging Rock sulla scia del film di Peter Weir del 1975 (mio personale culto di gioventù), il quale, al contrario del romanzo, è carico di suggestioni psichedeliche, oniriche e visionarie che si intonano alla perfezione con le atmosfere del capitolo tagliato. Nel film, più ancora che nel libro, è evidente la contrapposizione tra il limitato, ottuso e rassicurante microcosmo vittoriano del collegio e la sovrumana e selvaggia natura australiana, ovvero il volto esteriore dell'enigma trascendente e antichissimo evocato nella mitologia aborigena del Tempo del Sogno.

    ha scritto il 

  • 4

    Australia, 14 febbraio 1900, tre ragazze e un'insegnante scompaiono durante un picnic ad Hanging Rock, il fatto desterà molto scalpore ed avrà conseguenze che si ripercuoteranno anche sul destino di a ...continua

    Australia, 14 febbraio 1900, tre ragazze e un'insegnante scompaiono durante un picnic ad Hanging Rock, il fatto desterà molto scalpore ed avrà conseguenze che si ripercuoteranno anche sul destino di altre persone. Un libro che mi ha appassionato molto, sia per la tensione che si sprigiona pagina dopo pagina che per le splendide descrizioni della natura presenti nel libro. Ho visto il film tanti anni fa, bellissimo e molto fedele al libro, ma la scrittura della Lindsay riesce a dar vita alle parole e solleticare la fantasia di chi legge al punto che risulta difficile credere che non sia una storia vera.

    ha scritto il 

  • 0

    In tanti mi hanno detto che il film Picnic ad hanging Rock tratto dal romanzo della Lindsay è una perla.
    Non l’ho visto, del film non posso dire.
    Del libro dico nì.

    Mi piace pensarlo come il raccon ...continua

    In tanti mi hanno detto che il film Picnic ad hanging Rock tratto dal romanzo della Lindsay è una perla.
    Non l’ho visto, del film non posso dire.
    Del libro dico nì.

    Mi piace pensarlo come il racconto del titanico scontro tra natura e cultura, la prima rappresentata dalla roccia vulcanica di Hanging Rock, che spicca sulla pianura, nera, scura, insidiosa, culla di serpenti e di insetti e di incubi, la seconda simboleggiata dall’ Appleyard College, luogo di “contenzione”, più che di educazione.
    La natura vince.

    Sono belle le descrizioni degli acquazzoni improvvisi, delle nubi, delle fioriture rigogliose che i giardinieri tentano di addomesticare.
    La natura non si lascia contenere facilmente; anche sul piano umano talora prevalgono spinte “irragionevoli” : la “curiosità” verso l’ignoto o le epifanie - capelli biondi intravisti che diventano musa, cigni che sembrano donne - e l’ira che porta una “rispettabile” matrona a diventare assassina.

    Però nonostante le suggestive atmosfere e la tensione narrativa che spinge il lettore ad andare avanti nel (vano) tentativo di dipanare i motivi della scomparsa delle tre fanciulle e dell’insegnante e della perdita di memoria di chi si abbarbica su Hanging Rock , ci sono più elementi di debolezza nel romanzo: un accento troppo marcato sul “misterioso”, un’eccessiva leziosità, la voce della narratrice che si insinua ripetutamente a voler sottolineare l’esistenza di un “disegno” complessivo che lega le vite dei vari personaggi .
    n verità non ho colto nessun filo rosso tra i destini narrati, se non la tragedia come punto di partenza.
    Anzi, alcuni episodi, come quello dell’incendio dell’albergo, mi sono sembrati addirittura appiccicati in modo forzoso.

    Ho pensato a Conrad.
    Mi viene da definire il libro della Lindsay come una pallida imitazione di Cuore di tenebra.
    Un cuore di tenebra in salsa rosa.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Se solo fosse vero...

    Se gli eventi narrati fossero davvero accaduti (anche in parte) avrei dato al libro 4 stelline piene, ma purtroppo una veloce ricerca via internet mi ha presto rivelato che è totale invenzione dell'au ...continua

    Se gli eventi narrati fossero davvero accaduti (anche in parte) avrei dato al libro 4 stelline piene, ma purtroppo una veloce ricerca via internet mi ha presto rivelato che è totale invenzione dell'autrice. E il mio piacere nella lettura di questo breve romanzo è crollato.
    Fosse storia vera, infatti, il racconto sarebbe inquietante e spaventoso, ma poichè è mera invenzione direi che alcune parti avrebbero dovuto essere approfondite, e in maniera un poco meno new age o che cavolo di angolazione voleva dare l'autrice (mio parere, ovviamente).
    Geniale l'idea di lasciare insoluto il mistero (c'è anche una versione con la soluzione ma la trovo pleonastica) e lo stile cronachistico del testo (beh, l'ho trovata geniale almeno finchè non ho sbirciato wikipedia).

    ha scritto il 

  • 3

    Algo más que intriga

    Buena y entretenida novela, pero más que suspense, que lo hay al inicio y es la base de la trama, es una novela principalmente psicológica. Bien escrito, sobre todo la ambientación (fauna, flora y cli ...continua

    Buena y entretenida novela, pero más que suspense, que lo hay al inicio y es la base de la trama, es una novela principalmente psicológica. Bien escrito, sobre todo la ambientación (fauna, flora y clima australes), en descripción de personajes, como bien apuntas, y haciendo hincapié en cuestiones de educación, sociales (el agonizante régimen victoriano), de relación y con algún toque efímero de “pulsión sexual”.
    Un texto ameno pero que esperaba más intriga y especulación sobre el misterio; en mi caso “pertenece” a otro género y los puntos más fuertes de la narración son las descripciones de atmósferas y personajes con su detallista y, a veces, bella prosa.

    En cuanto a la película: me pareció una versión muy lograda que, como es muy lógico, no recoge todos los entresijos de los personajes y subtramas, pero si mantiene fidelidad al texto y la esencia de la novela, además de poseer la virtud de rodar secuencias muy sugerentes. No obstante lo que más valoro es la plasmación de la figura de Miranda. En el texto aparece este personaje al principio y mantiene una gran fuerza y presencia en el resto del argumento, algo parecido, y salvando las distancias, con la “Rebeca” de Maurier. Algo similar sucede en el film, los planos de la actriz que la protagoniza con su belleza, miradas y movimientos hace que cuando se nombra su imagen se evoca en todo momento. No sé si será una cuestión subjetiva mía por la influencia del texto, pero si el guionista y el director tenían esa intención lo han clavado. Siendo ambas formas de expresión comparables y análogas, quizá la película pueda suscitar más interés.

    Mi nota: 6.

    ha scritto il 

  • 3

    ¡Qué coñazo! (Non so più perché gli ho dato tre stelle, ma gliele lascio). Frivolo, melenso, mellifluo, patetico, più allungato del vino servito dall'oste più disonesto, nel suo dipanarsi. Si sente tr ...continua

    ¡Qué coñazo! (Non so più perché gli ho dato tre stelle, ma gliele lascio). Frivolo, melenso, mellifluo, patetico, più allungato del vino servito dall'oste più disonesto, nel suo dipanarsi. Si sente troppo (ma non prendetemi per misogino) una levitas animi tutta femminile nella prosa della Lindsay. L'unica cosa buona dell'intreccio è il fondamentale capitolo con la misteriosa sparizione delle educande, ma è appena il III, mentre il prosieguo... Dell'opera salverei pure la realistica, vivida rappresentazione del pittoresco paesaggio australiano. Letto perché invogliato dal sublime e omonimo film di Weir, cui il praticare la settima arte ha consentito (o gli ha imposto?) di concentrare il tutto, conferendo, a quel tutto, grande lirismo e drammaticità.

    P.S.: con buona pace dei creduloni, non si basa su alcuna reale vicenda.

    ha scritto il 

  • 4

    No todo es la historia.

    -Historia: 5. Una historia que la sinopsis e introducción te la resume perfectamente y ya no hay más. Es atractiva, pero es eso y punto (no quiero explicarme mucho por no spoilear) Pero el punto fuert ...continua

    -Historia: 5. Una historia que la sinopsis e introducción te la resume perfectamente y ya no hay más. Es atractiva, pero es eso y punto (no quiero explicarme mucho por no spoilear) Pero el punto fuerte de esta novela no es esto. La primera parte se desarrolla la trama casi por completo, lo restante es ver como este suceso afecta al entorno.
    -Narración: 10. Maravillosa, una lectura muy fluida, con una traducción que posiblemente la haga más grande si cave.
    -Ambientación: 10. Creo que Tolkien se queda corto si la comparamos con esta autora. Ahora se que hacen las lagartijas y hormigas cuando nadie las ve en el bosque. Aquí los detalles se hacen más que eso. Lo gótico a plena luz, el sofocante calor en el bosque con las señoritas abrigadas para “ser elegante”. ¡Que paisajes he visto señores! Desde los montes los valles brillan al impactar la luz del Sol. Ese colegio de lujo, con sus chimeneas que cruje como las cuadernas de un velero… Me a enamorado la ambientación, y es una de las 2 cosas que busco principalmente en un libro.
    -Personajes: 7. Bien desarrollados, pero todos muy parecidos: respetuosos y elegantes. Pero no muy diferenciados.
    -Acción: 1.
    -Terror: 4.
    -Edición: 7. La edición antigua de impedimenta: portadas preciosas, traducción de lujo, esquema de personajes y una introducción que te destripa todo el libro... Lástima que el tamaño sea casi de bolsillo y en rustica.

    PD: Hay una muy buena película.

    ha scritto il 

  • 2

    Paese che vai Montagna Magica che trovi

    Perché si possa avere da scrivere di questo libro devono darsi delle circostanze con tutto il carico di fatti e coincidenze insite in questa generica parola.
    Il fascino, si sa, sta nel mistero e nient ...continua

    Perché si possa avere da scrivere di questo libro devono darsi delle circostanze con tutto il carico di fatti e coincidenze insite in questa generica parola.
    Il fascino, si sa, sta nel mistero e niente è più misterioso oggigiorno, per l’uomo post-tutto, che l’intrecciarsi banale del caso. Andiamo per ordine.
    Non mi sarei mai aspettata di avere tanto da scrivere di questo libretto che miracolosamente ha duecento pagine nonostante il centimetro di spessore mentre in un’edizione meno economica di centimetri ne avrebbe almeno due. Il titolo non dice niente e men che meno l’autore ma non fateci caso, specie se si desse il caso di averlo sottomano nell’intermezzo tra un capolavoro che avete appena finito e l’altro che state per iniziare.
    Non vi ponete nemmeno il problema di avere letto qualcosa di vergognoso da confessare. Trattasi, infatti, di iniziativa editoriale dell’Unità di una ventina d’anni fa che, se non è garanzia di alta qualità, almeno non sarà una ciofeca e non dovrete contribuire al badget della Sellerio, che ne è l’editore ufficiale. In questa catena di circostanze non è secondario essere, o essere stati, di sinistra perché un lettore del Giornale non si potrebbe giovare del fortuito ritrovamento, almeno in una percentuale altissima di casi. Erano tempi, quegli anni novanta, in cui il freschissimo neologismo “opposanza” non avrebbe avuto cittadinanza, non dico intellettuale, ma nemmeno facebucchina. Al massimo si coniavano paroline stile“inciucio” che è stato nottetempo rottamato assieme al suo inventore, senza lasciarci grandi rimpianti
    Ma non basta neanche questo per fare di “Picnic a Hanging Rock” un’ operetta recensibile. Leggere le prime righe e essere catapultati in un’epoca sgradevole di per s’è, quella vittoriana, nell’altro emisfero dove non ti raccapezzi dei rivoli di sudore in pieno san Valentino mentre i discendenti dei galeotti di mister Coock si danno da fare per costruirsi un pedigree, vi fa venire la voglia di chiudere e passare al capolavoro che vi aspetta, incuranti del rischio di confonderlo con quello appena riposto.
    Ma le circostanze figlie del caso hanno tutte un loro modo di intrecciarsi e ci si può mettere anche un tablet mal aggiornato che se cliccate Hanging Rock, tanto per capire com’è questa montagna magica australiana dove vanno in gita una ventina di svolazzanti fanciulle di un collegio esclusivo, vi puntano almeno venti link a pt 6 che le sparano grosse su questo libro. Se non vi ritraete snobisticamente annoiati, lo scoprirete famoso a vostra insaputa e per giunta modello di un film di Weir più famoso del libro.
    Scoprirete interviste dell’autrice in cui giura non si tratti di un fatto realmente accaduto ( mentre così vi aveva indotto a pensare in una nota introduttiva la stessa, lasciandovi apparentemente liberi di credere quello che vi è più congeniale sulla scomparsa mai chiarita di due studentesse e dell’insegnante di matematica tra quelle rocce); verrete informati, con raccapriccio, delle libertà dell’editore che per motivi meramente di cassa elimina l’ultimo capitolo (lo scopo è di accrescere le vendite con un finale tronco e pertanto misterioso). E quando il suddetto capitolo scomparso ve lo ritrovate scovato e tradotto da un cultore (avete presente cazzenger?), vi sentirete frastornato da tutto quel rimestare nel nulla, “fare brodo” si dice dalle mie parti, e solidarizzerete con le scelte dell’editore, che se n’era fregato del finale pacchianamente alla poltergeist. Al diciassettesimo capitolo, infatti, dove vi eravate trascinati rassegnati ma anche un po’ incuriositi, vi sentivate dei commensali che lasciano la tavola con ancora appetito dolcemente nostalgici di qualcosa di buono. Il leggendario diciottesimo e l’argomentare finto metaletterario che vi siete “assuppati” a causa della vostra demoniaca pulsione, vi svela di esservi saziati della solita zuppa: la sfida con la natura è destinata ad essere perduta in partenza. La ragione non basta per esorcizzare la sua forza misteriosa in cui luce e tenebre si mescolano in assenza di tempo e spazio.
    Ma vedi un po’ cosa si può spremere fuori da uno zabaglione Voi, i cui ingredienti sono una modesta collinetta di un centinaio di metri d’altezza ma altrimenti magico per gli aborigeni australiani (roba esotica per noi), quattro figurine adolescenziali ritagliate dai romanzi delle Bronte e dell’Austin, una direttrice arpia mal scopiazzata dei modelli di cattivi e un’istitutrice zucchero e miele da quelli buoni dell’inesauribile Dickens!
    Persino un’abborracciata recensione di una tipa che ama “scriverare” tout court (mitico neologismo del figlio non ancora treenne), indipendentemente dal peso specifico della lettura!

    ha scritto il 

  • 2

    il giorno di san valentino del 1900 alcune ragazze di un college aristocratico australiano, si perdono durante un picnic ad hanging rock.
    il luogo è reale mentre i fatti narrati assolutamente no.
    per ...continua

    il giorno di san valentino del 1900 alcune ragazze di un college aristocratico australiano, si perdono durante un picnic ad hanging rock.
    il luogo è reale mentre i fatti narrati assolutamente no.
    per il resto del tempo il libro viene letto con entusiasmo, alla caccia del finale che spieghi le cose, ma questo non accade, purtroppo. e rimane un po' di amaro in bocca.
    per questo motivo ho fatto delle ricerche e ho trovato (wikipedia) l'ipotetico diciottesimo capitolo che l'autrice avrebbe scritto per svelare il "giallo", ma che l'editore avrebbe tagliato per lasciare la suspance.
    leggetelo.
    oppure no visto che io l'ho fatto e ho capito che gli editori a qualcosa servono.
    ne hanno tratto anche un film con una colonna sonora efficace: https://www.youtube.com/watch?v=8m-6bU4x7us

    ha scritto il 

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