Picnic a Hanging Rock

Di

Editore: Sellerio (Narrativa per la scuola ; 13)

3.8
(755)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 313 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Tedesco , Spagnolo

Isbn-10: 8838919682 | Isbn-13: 9788838919688 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Tascabile economico

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli , Fantascienza & Fantasy

Ti piace Picnic a Hanging Rock?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis

ACQUISTA LIBRO
Acquisto non disponibile
per questo libro
Descrizione del libro
p. 281 + 32 (guida alla lettura a cura di Remo Cacciatori)

Il 14 febbraio 1900, giorno di san Valentino, le allieve dell’Appleyard College nello stato di Victoria, Australia del Sud, si recano, per una scampagnata, a Hanging Rock, aspra collina vulcanica che si erge solitaria nella prateria. Durante l’escursione due studentesse e un’austera insegnante scompaiono senza lasciare alcuna traccia. Inutile si rivelerà ogni ricerca. Pubblicato nel 1967, oggetto di una celebre versione cinematografica di Peter Weir, Picnic a Hanging Rock racconta un mistero insoluto.
Ordina per
  • 3

    Leggenda, fantasia, mistero, la Lindsay particolarmente ispirata ha scritto una delle storie più affascinanti e credibili nonostante le incongruenze. Ma sono le atmosfere, il non detto, la tragicità d ...continua

    Leggenda, fantasia, mistero, la Lindsay particolarmente ispirata ha scritto una delle storie più affascinanti e credibili nonostante le incongruenze. Ma sono le atmosfere, il non detto, la tragicità degli eventi che hanno reso questa storia così popolare al punto di aver sollecitato molti a fare ricerche per trovare le risposte, la roccia c'è, il collegio è realmente esistito, ma qui finiscono le certezze.
    Anch'io ho percepito una sorta di analogia con Passaggio in India di Forster, il contrasto stridente di una cultura occidentale rigida, vittoriana, in un ambiente assolutamente estraneo dove è la natura a dettare le leggi e a regolare la vita. E' un picnic tanto atteso, una evasione dalla routine del collegio, ma il caldo soffocante stordisce le ragazze, che hanno avuto solo il permesso di togliere i guanti, gli orologi si fermano inspiegabilmente quando alcune di loro sentono forte il richiamo della roccia e coraggiosamente si addentrano, coraggiosamente perchè gli abiti ingombranti sarebbero bastati a scoraggiare chiunque. E poi come una sorta di buco nero la roccia le inghiotte.
    Inizia così il crescendo di drammaticità che tiene incollato il lettore fino alla fine.
    I personaggi, specialmente la direttrice Mrs. Appleyard, che piano piano perde non solo il controllo del collegio ma il suo stesso senso del decoro, sono perfetti.

    ha scritto il 

  • 4

    A me è piaciuto moltissimo, perchè intrigante, criptico, straripante di agghiaccianti non detti.
    E' un romanzo che si presta a tantissime interpretazioni, alcune molto diverse ed astruse. Mette alla p ...continua

    A me è piaciuto moltissimo, perchè intrigante, criptico, straripante di agghiaccianti non detti.
    E' un romanzo che si presta a tantissime interpretazioni, alcune molto diverse ed astruse. Mette alla prova la logica del lettore, e lo sfida a trovare una soluzione che- sorpresa!- non c'è. O meglio, c'è, ma solo online.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    “Hanging Rock era apparsa spaventosa all’improvviso. Immediatamente davanti a loro, la grigia massa vulcanica tutta lastre e pinnacoli come una fortezza sorgeva dalla deserta pianura gialla.”. Basta q ...continua

    “Hanging Rock era apparsa spaventosa all’improvviso. Immediatamente davanti a loro, la grigia massa vulcanica tutta lastre e pinnacoli come una fortezza sorgeva dalla deserta pianura gialla.”. Basta questa immagine per predisporre l’animo di chi legge alla completa accettazione della superiorità dell’ambiente australiano che qui viene ripreso nella sua apparente immobilità, ma che, di per sé, rappresenta l’eccezionalità delle manifestazioni spontanee della natura. Il meraviglioso spettacolo dei singolari ‘monoliti’ australiani occupa un ruolo importante nella percezione di chi si lascia rapire dalla loro grandiosità, il ‘Monolito’ che cambia aspetto, a seconda della visuale, e colore, in base alla luce che lo inonda, nonché i ‘Massi in Equilibrio’, splendidi nella loro irregolarità e fonte di pericolo, rivestono un ruolo non trascurabile, visto che la negatività della vita si scatena proprio nei pressi della loro rispettabile grandezza e del loro sconcertante mistero: ”La Roccia è un incubo e gli incubi appartengono al passato”.
    Vediamo inoltre ben rappresentata la freschezza e l’ingenuità delle giovani e ricche collegiali che rivelano il loro ‘smarrimento’ nei confronti di una bellezza superiore, tale da incutere perfino timore, ma il desiderio di conoscenza dell’ignoto, inteso anche come altra dimensione, da parte di alcune di loro, è indice di una crescita che si potrebbe definire più spirituale che terrena, che va ben oltre il semplice impulso ad esplorare materialmente per soddisfare una mera curiosità, come potrebbe apparire in un primo momento.
    Tempo e spazio, in questo scorcio di vita, perdono la loro essenza e, mentre il primo sembra fermarsi, l’altro si restringe fino ad accogliere in sé, più che i corpi, le menti di quelle ragazze che hanno già il privilegio di ‘volare alto’. Fa riflettere anche l’improvviso cedimento più psichico che fisico del giovane Mike che, nel suo tentativo di risolvere il mistero della scomparsa delle giovani, viene soggiogato egli stesso da una forza che nessuno riesce a decifrare, un inconscio o reale tentativo di oltrepassare i limiti imposti da una vita dorata in cui le ‘regole’ sono parte integrante di un’esistenza che deve sottostare ad una regia secolare.
    Un dato non trascurabile, inoltre, è la rilevante situazione economico/sociale delle collegiali il cui ‘contributo’ offre una visione ottimistica della vita alla direttrice che, avendo investito tutto sull’Appleyard College (Appleyard -Apple+yard- è un cognome topografico, per qualcuno associato con un frutteto), non può assolutamente accettare l’ipotesi di perdere credibilità con il rischio di rimetterci le cospicue rette: “Il denaro è potere. Il denaro è forza e sicurezza. Persino il silenzio deve essere pagato” ed è proprio per queste parole che la posizione da lei assunta nel contesto degli avvenimenti lascia interdetti, in quanto le sue reazioni non sono consone al suo ruolo, viste le sue pretese nei confronti di tutti gli altri.
    ”Svanire… Sperare in qualcosa. O pregare” è chiaro, a questo punto, che sono due le opzioni per contrastare l’incognita del destino quando l’ignoto si fa beffa della realtà, ma non è detto che la speranza e/o la preghiera da sole riescano a sortire gli effetti auspicati, se la volontà di ‘eclissarsi’ è più forte del desiderio di rimanere. Qui pare proprio che sia la presenza stessa della direttrice ad influenzare negativamente l’esistenza di alcune ragazze: quali sono i suoi intenti nascosti, che cosa rappresenta realmente Appleyard College e cosa si cela, invece, dietro lo splendore di Hanging Rock? Nessuna risposta certa può soddisfare la nostra curiosità, ma possiamo avere la possibilità di fare ipotesi seguendo di volta in volta gli indizi offerti più o meno consapevolmente da alcuni personaggi e, alla fine, una sola è l’immagine imponente che rimane impressa nelle nostre pupille: ”Un’aquila che volteggiava alta sui picchi dorati”, mentre quella più terribile passa inosservata.
    Alla fine un fortuito quanto insperato incidente stenderà un velo pietoso su ciò che non potrà mai essere rivelato, anche se il tentativo fatto dalla scrittrice e non accettato dall’editore con il fatidico capitolo XVIII rimarrà sempre ai margini del romanzo.

    ha scritto il 

  • 4

    18.

    La storia, e il film di grande successo che ne è seguito, sono già conosciuti.
    Il 14 febbraio del 1900, il giorno di San Valentino, un gruppo di giovani scolarette lascia il collegio di Appleyard per ...continua

    La storia, e il film di grande successo che ne è seguito, sono già conosciuti.
    Il 14 febbraio del 1900, il giorno di San Valentino, un gruppo di giovani scolarette lascia il collegio di Appleyard per fare una gita ad Hanging Rock. Il ritorno è previsto alle otto, in tempo per la cena. Ma qualcosa non va secondo i piani e quattro di loro non torneranno mai. Salvo poi ritrovarne una dopo una settimana in stato di incoscienza.
    Quattro ragazze che si allontanano dal gruppo e cominciano a scalare la roccia in un pomeriggio di afosa calura, con merletti, guanti e abiti lunghi ad intralciarle. E nonostante tutto questo si addentrano nei meandri della roccia.
    La sparizione si consuma subito e tutto il libro è un tendersi del lettore verso la fine, per capire che cosa possa essere successo, mentre si dà spiegazioni assurde e come un piccolo Sherlock mette su la sua ipotesi. Hanging Rock è un posto magico. Un triangolo delle Bermude in terra di Australia, dove gli orologi smettono di funzionare, il sonno ti prende, l’indolenza ti assorbe e la natura ti fagocita.
    Tutto quello che succede dopo è solo di contorno per arrivare dove ci si aspetta, fra mille pensieri e dubbi.
    Un mistero nel mistero. La copia originale del libro prevedeva diciotto capitoli, l’ultimo dei quali eliminato per volere dell’editore nell’edizione data alle stampe e pubblicato solo nel 1986, alla morte della scrittrice. Perché? Probabilmente per generare ancora maggiore suspence in una storia che si muove fra realtà e immaginazione, fra mistero e luce.
    Ho letto anche l’ultimo capitolo, che svela il mistero. Mi piace l’idea però di un finale aperto e di un lettore disorientato, anche se in fondo non mi ero allontanata così tanto dalla verità.
    La scrittura è fluida, la natura descritta selvaggia e rigogliosa in contrasto con la ferrea disciplina del collegio e il carattere duro della direttrice descritto. La storia avvincente fa galoppare l’immaginazione.

    ha scritto il 

  • 5

    onirico e perfetto

    Stupefacente libro che ho letto dopo aver visto il film di Peter Weir (peraltro fedelissimo al testo).
    Descritta splendidamente l'atmosfera sospesa e sognante del gruppo di ragazze in gita e poi l'ign ...continua

    Stupefacente libro che ho letto dopo aver visto il film di Peter Weir (peraltro fedelissimo al testo).
    Descritta splendidamente l'atmosfera sospesa e sognante del gruppo di ragazze in gita e poi l'ignoto il mistero di quello che accade ad alcune di loro.
    E' un libro che ho riletto per cercare di capire, di dare una spiegazione, ma il bello è questo senso di sospensione che lascia.
    L'ordine vittoriano da una parte ma anche la spensieratezza e la gioia di fanciulle in fiore, e qualcosa di altro di ignoto e mortale eppure di affascinante dall'altra.
    Il tutto nella terra più antica e per certi versi misteriosa (o forse noi vorremmo fosse tale) che è l'Australia con i suoi monumenti naturali e sacri agli aborigeni.

    ha scritto il 

  • 3

    Strane sensazioni.
    Il libro parte in sordina e mantiene un ritmo blando durante tutta la narrazione.
    Devo dire che mi è piaciuto molto il fatto che il libro si focalizzi più sulle conseguenze del fatt ...continua

    Strane sensazioni.
    Il libro parte in sordina e mantiene un ritmo blando durante tutta la narrazione.
    Devo dire che mi è piaciuto molto il fatto che il libro si focalizzi più sulle conseguenze del fatto di «cronaca» narrato che sulla soluzione del mistero in esso racchiuso (che infatti rimane insoluto).
    Ma tutto resta con una sensazione.....di sospensione, appunto.
    Mi è piaciuto? Anche qui la sensazione è la stessa.
    Adesso sarei curiosa di vedere il film.

    ha scritto il 

  • 2

    La storia in sè non è male, il fatto è che si risolve tutto molto avanti nel romanzo. La maggior parte dei capitoli riguardo il cosa succede dopo il fatto, peccato che però non venga risolto nulla e q ...continua

    La storia in sè non è male, il fatto è che si risolve tutto molto avanti nel romanzo. La maggior parte dei capitoli riguardo il cosa succede dopo il fatto, peccato che però non venga risolto nulla e quindi a fine lettura ci si chiede di fatto cosa abbiamo letto fino ad ora. Ho letto anche il capitolo aggiuntivo (trovato on line) che dovrebbe finalmente spiegare cosa è realmente successo alle protagoniste. Peccato che la realisticità del romanzo venga risucchiata da un "finale" pressochè fantascientifico, o quanto meno soprannaturale che onestamente non mi ha convinta granchè. Mi è piaciuta però moltissimo la prosa, lo stile scrittorio dell'autrice. Grazie poi all'inserimento di lettere, inserti di giornale e riferimenti diretti al lettore, la lettura è più dinamica e riesce a non annoiare del tutto chi legge.

    ha scritto il 

  • 3

    Mi aspettavo molto ma molto di più.
    Non ho trovato alcuna suspance, nessun aura di mistero che aleggia. Sembra un romanzo di Jane Austen in chiave vagamente mistery.
    Con la differenza che da Jane Aust ...continua

    Mi aspettavo molto ma molto di più.
    Non ho trovato alcuna suspance, nessun aura di mistero che aleggia. Sembra un romanzo di Jane Austen in chiave vagamente mistery.
    Con la differenza che da Jane Austen ci si aspetta un romanzo di un certo tipo, da questo invece mi aspettavo quell'atmosfera ansiogena decantata da molte recensioni, che invece non ho trovato.
    Ho anche letto in rete il capitolo mancante, con la spiegazione del mistero... e ugualmente non mi ha colpito.

    ha scritto il 

Ordina per