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Picnic sul ciglio della strada

Stalker

Di ,

Editore: Marcos y Marcos

4.0
(375)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 206 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Russo , Giapponese , Olandese , Francese , Catalano , Polacco , Finlandese

Isbn-10: 8871683552 | Isbn-13: 9788871683553 | Data di pubblicazione:  | Edizione 2

Traduttore: L. Capo

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Red Schouart lavora presso l'Istituto Internazionale di culture extraterrestri: è uno stalker, un cercatore, uno dei pochi esseri umani abilitati a compiere esplorazioni, raccogliere campioni e soggetti, nelle "zone", luoghi estremamente pericolosi dove pullulano fenomeni sconvolgenti quanto effimeri, di oggetti dalle qualità straordinarie. Le spedizioni sono spossanti, le pressioni di aziende di ogni genere, giornalisti, sciacalli a caccia di oggetti da trafugare, si fanno insostenibili. Nel corso di una delle spedizioni Red perde il migliore amico e decide di abbandonare l'Istituto, in cui serpeggia la corruzione; preferisce seguire il proprio destino, il desiderio di capire cosa c'è realmente nel cuore della zona.
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  • 3

    but...the end.

    This is one of the books considered by SciFi fans a “Must read”.
    Good the idea and the first part of the story. Honestly, I did not understand the end.

    ha scritto il 

  • 5

    Vs Stalker Tarkovskij

    Il film (esteticamente, registicamente, visivamente superbo) effettua variazioni importanti sulla trama, ma la differenza sostanziale tra i due credo sia l'attenzione del libro sulla Zona, e quella del film sui personaggi. Qui la Zona fa da padrona, non essendo il libro soggetto ai limite delle r ...continua

    Il film (esteticamente, registicamente, visivamente superbo) effettua variazioni importanti sulla trama, ma la differenza sostanziale tra i due credo sia l'attenzione del libro sulla Zona, e quella del film sui personaggi. Qui la Zona fa da padrona, non essendo il libro soggetto ai limite delle riprese riesce ad addentrarsi nelle bizzarrie della Zona e a darne diverse interpretazioni/riflessioni. I personaggi passano in secondo piano, sebbene rimangano ben delineati e piuttosto approfonditi in primis lo Stalker, i suoi familiari e i suoi rapporti con essi. Estremamente necessario affrontare entrambi per completezza di Idea e Trasposizione.

    ha scritto il 

  • 2

    L'idea era buona ma il risultato è frammentario, contorto e superficiale. A tratti sembra più che altro un esercizio di stile. Finale senza senso (ma forse mi sono distratto io a causa della noia estrema dell'ultimo capitolo).

    ha scritto il 

  • 3

    Mi è piaciuto anche se le mie aspettative erano altre. Insomma troppo contorto e troppo lontano dal capolavoro cinematografico omonimo di Tarkovsky; un'azione che non mi garba tanto, noir un po' forzato. Però certe scene restano indimenticabili.

    ha scritto il 

  • 5

    Un romanzo originalissimo, profondo, enigmatico (anche grazie ai suoi molti vuoti narrativi) e davvero inquietante. Nonostante alcune pecche, merita il massimo voto anche in virtù di un formidabile dialogo di 15 pagine, a tema "epistemologia e filosofia della scienza".
    Un piccolo estratto:< ...continua

    Un romanzo originalissimo, profondo, enigmatico (anche grazie ai suoi molti vuoti narrativi) e davvero inquietante. Nonostante alcune pecche, merita il massimo voto anche in virtù di un formidabile dialogo di 15 pagine, a tema "epistemologia e filosofia della scienza".
    Un piccolo estratto:
    «E come la mettiamo con il fatto che l'uomo, a differenza degli animali, avverte un'invincibile necessità di sapere? L'ho letto da qualche parte».
    «Pure io» disse Valentin. «Ma la disgrazia è tutta qui, che l'uomo [...] supera con facilità questo bisogno di sapere. Anzi, secondo me, questo bisogno proprio non c'è. C'è il bisogno di spiegare e per questo il sapere non è necessario. L'ipotesi di Dio, per esempio, offre un'incomparabile possibilità di spiegare assolutamente tutto, senza sapere assolutamente niente...»

    ha scritto il 

  • 4

    Picnic sul ciglio della strada

    Letto dopo aver visto il film "Stalker" di Andrej Tarkovskij, ispirato più che tratto dal romanzo in questione.
    I due prodotti si completano a vicenda, colmando quei buchi e quelle incertezze narrative che sia nel film che nel racconto a tratti spaesano un po' chi segue la storia.
    Bel ...continua

    Letto dopo aver visto il film "Stalker" di Andrej Tarkovskij, ispirato più che tratto dal romanzo in questione.
    I due prodotti si completano a vicenda, colmando quei buchi e quelle incertezze narrative che sia nel film che nel racconto a tratti spaesano un po' chi segue la storia.
    Bella l'idea di un primo contatto senza primo contatto e inquietante, anche se senza una descrizione accurata di tutto quello che accade, la situazione che si viene a creare attorno alla Zona "vittima" del mancato primo contatto.
    Mescolando il fuori, meglio descritto nel libro, con il dentro, più presente nel film, la storia è praticamente perfetta.
    Peccato che non abbiano lavorato ancora sul romanzo... per una volta che un sequel ci sarebbe stato benissimo...

    ha scritto il 

  • 4

    ... letto nella versione inglese ...

    Letto dopo aver visto il film "Stalker" di Andrej Tarkovskij, ispirato più che tratto dal romanzo in questione.
    I due prodotti si completano a vicenda, colmando quei buchi e quelle incertezze narrative che sia nel film che nel racconto a tr ...continua

    ... letto nella versione inglese ...

    Letto dopo aver visto il film "Stalker" di Andrej Tarkovskij, ispirato più che tratto dal romanzo in questione.
    I due prodotti si completano a vicenda, colmando quei buchi e quelle incertezze narrative che sia nel film che nel racconto a tratti spaesano un po' chi segue la storia.
    Bella l'idea di un primo contatto senza primo contatto e inquietante, anche se senza una descrizione accurata di tutto quello che accade, la situazione che si viene a creare attorno alla Zona "vittima" del mancato primo contatto.
    Mescolando il fuori, meglio descritto nel libro, con il dentro, più presente nel film, la storia è praticamente perfetta.
    Peccato che non abbiano lavorato ancora sul romanzo... per una volta che un sequel ci sarebbe stato benissimo...

    ha scritto il 

  • 2

    Premessa: l'introduzione della zona e degli stalker è probabilmente tra le più geniali invenzioni della letteratura fantascientifica moderna e ha influenzato innumerevoli altri autori, film e, più recentemente, videogiochi.


    Detto questo, la recensione di questo romanzo potrebbe anche esaur ...continua

    Premessa: l'introduzione della zona e degli stalker è probabilmente tra le più geniali invenzioni della letteratura fantascientifica moderna e ha influenzato innumerevoli altri autori, film e, più recentemente, videogiochi.

    Detto questo, la recensione di questo romanzo potrebbe anche esaurirsi qui. Perché in effetti è tutto quello che questo libro può darvi.

    Oddio, forse a questo punto dovrei precisare cosa sia questa famosa zona e cosa vi ci facciano questi stalker. Ebbene, in un tempo non ben precisato, la Terra riceve quella che viene definita "la visita" da parte degli extraterrestri. La loro apparizione è fugace (nonché secondaria all'interno del romanzo), ma porta con sé delle importanti conseguenze: su tutto il pianeta cominciano a apparire un numero limitato di luoghi misteriosi quanto pericolosi, le zone appunto, custodi di quelli che sembrano essere dei semplici ed enigmatici scarti della tecnologia extraterrestre. Molti avrebbero voglia di mettere le mani su questi inesplicabili prodigi, ma chiaramente sono in pochi ad avere il coraggio di addentrarsi nella zona per recuperarli. Anche per loro, anche per gli stalker, ritornare vivi dalla zona non è mai cosa certa.
    Nonostante questi aspetti, seppur finemente costruiti, facciano solo da sfondo alla costruzione del personaggio Redrick Schouhart e della sua travagliata storia, essi rimangono gli unici elementi memorabili dell'opera dei fratelli i Strugackij. La storia del "roscio" infatti, non convince e non coinvolge e tutti i numerosi personaggi al suo contorno risultano essere delle semplici, sterili comparse, sopratutto a causa della scarsa caratterizzazione e il breve tempo a loro dedicato. Redrick stesso risulta essere dotato si di un certo carisma, ma non quanto può servirne per reggere un intero romanzo.

    Rimango quindi perplesso in un mio grande dubbio a proposito di questa opera:
    è il caso di lodare una invenzione rivoluzionaria seppur male utilizzata, o forse c'è solo da rammaricarsi per non aver saputo sfruttare a dovere un'ambientazione creata al limite della perfezione?

    ha scritto il 

  • 3

    Inizia bene, degli alieni arrivano su alcune zone della terra e se ne vanno subito, lasciando gli umani a studiare per decenni quello che hanno lasciato. Il finale però mi ha deluso.

    ha scritto il