Picnic sul ciglio della strada

Stalker

Di ,

Editore: Marcos y Marcos

4.0
(431)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 206 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Russo , Giapponese , Olandese , Francese , Catalano , Polacco , Finlandese

Isbn-10: 8871683552 | Isbn-13: 9788871683553 | Data di pubblicazione:  | Edizione 2

Traduttore: L. Capo

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Red Schouart lavora presso l'Istituto Internazionale di culture extraterrestri: è uno stalker, un cercatore, uno dei pochi esseri umani abilitati a compiere esplorazioni, raccogliere campioni e soggetti, nelle "zone", luoghi estremamente pericolosi dove pullulano fenomeni sconvolgenti quanto effimeri, di oggetti dalle qualità straordinarie. Le spedizioni sono spossanti, le pressioni di aziende di ogni genere, giornalisti, sciacalli a caccia di oggetti da trafugare, si fanno insostenibili. Nel corso di una delle spedizioni Red perde il migliore amico e decide di abbandonare l'Istituto, in cui serpeggia la corruzione; preferisce seguire il proprio destino, il desiderio di capire cosa c'è realmente nel cuore della zona.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Le teorie sulla "visitazione" sono diverse, ma si muovono sostanzialmente tra due estremi: alcuni pensano che gli alieni abbiano lasciato oggetti tecnologicamente avanzati per far progredire l'uomo pi ...continua

    Le teorie sulla "visitazione" sono diverse, ma si muovono sostanzialmente tra due estremi: alcuni pensano che gli alieni abbiano lasciato oggetti tecnologicamente avanzati per far progredire l'uomo più velocemente; altri credono che sia il risultato di un loro pic-nic, e che gli oggetti non siano altro che i loro rifiuti. Quale sia la verità non è dato saperlo, ciò che è rilevante è che il mestiere di stalker è uno dei più duri al mondo.

    ha scritto il 

  • 5

    Daje Paolo!

    "Ma cos’è questa Zona?, verrebbe da chiedersi, e verrebbe da rispondere che non si sa bene, o meglio, che io non lo so bene, che posso dire soltanto che, dopo che ho letto il romanzo dei fratelli Stug ...continua

    "Ma cos’è questa Zona?, verrebbe da chiedersi, e verrebbe da rispondere che non si sa bene, o meglio, che io non lo so bene, che posso dire soltanto che, dopo che ho letto il romanzo dei fratelli Stugackij, la Zona per me sono stati i campi di lavoro sovietici descritti da Sergej Dovlatov nel suo romanzo Regime speciale (titolo originale: Zona, così ci chiamavano in gergo i lager controllati dall’esercito); dopo che ho letto questo romanzo la Zona per me è stata il campo di contramento di Birkenau quando mi han raccontato che, dopo la fine della seconda guerra mondiale, dei civili entravano abusivamente nel campo e scavavan delle buche per cercare i tesori sepolti dagli ebrei, e trovavano invece delle bottiglie con dentro delle testimonianze di quelli che erano morti (i cosiddetti rotoli di Auschwitz); dopo che ho letto questo romanzo la Zone sono, nella mia testa, i cosiddetti Centri di permanenza temporanea, che adesso credo abbiano cambiato anche nome, ma qual è il nuovo io non lo so, i quali Centri di permanenza temporanei sono dei posti che, quando ci penso, mi vien sempre in mente una targa che c’è in stazione a Pistoia, targa che ricorda la seconda guerra mondiale e i cui estensori auspicano che il mondo, dopo il sacrificio della seconda guerra mondiale, sia un mondo senza fili spinati." (dalla prefazione di Paolo Nori )

    Ignorate questa assurda prefazione se avete in proposito di leggere questo capolavoro della letteratura russa.
    (daje Paolo son solo 200 pagine ed è scritto pure bello grosso)

    ha scritto il 

  • 4

    Bello. Inizio folgorante, prosieguo affascinante ed enigmatico. L'ho bevuto fin verso pagina duecento, poi ho cominciato ad avere un po' il fiato corto. Credo che i problema sostanzale sia che la stor ...continua

    Bello. Inizio folgorante, prosieguo affascinante ed enigmatico. L'ho bevuto fin verso pagina duecento, poi ho cominciato ad avere un po' il fiato corto. Credo che i problema sostanzale sia che la storia nel complesso non si sviluppa. Ossia, si dipanano le vicende della città e dei protagonisti, ma il nucleo centrale resta monolitico, privo di reali sviluppi. Il finale poi è un grosso "mah!". Detto questo, molto originale e ben scritto, per cui quattro stelle sono comunque meritatissime. Nota a margine: sono l'unico che ci ha visto una delle principali fonti di ispirazione della Guida galattica per autostoppisti?

    ha scritto il 

  • 3

    Non sono un appassionato di fantascienza e, sicuramente, non ho tutti gli strumenti per giudicare ed apprezzare questo libro. Posso solo dire che giunto alla fine ero perplesso .... molto perplesso. L ...continua

    Non sono un appassionato di fantascienza e, sicuramente, non ho tutti gli strumenti per giudicare ed apprezzare questo libro. Posso solo dire che giunto alla fine ero perplesso .... molto perplesso. L'unica cosa che mi è piaciuta è l'idea che c'è dietro il titolo.

    ha scritto il 

  • 5

    Illuminante!

    Mentre leggevo questo libro volevo ardentemente capire perchè fosse stato chiamato "Pic nic sul ciglio della strada"; dove fossero questi pic nic e che cosa c'entrassero con gli alieni. Quando l'ho ca ...continua

    Mentre leggevo questo libro volevo ardentemente capire perchè fosse stato chiamato "Pic nic sul ciglio della strada"; dove fossero questi pic nic e che cosa c'entrassero con gli alieni. Quando l'ho capito ho vissuto una specie di epifania, perchè comprendere il titolo di questo libro significa comprendere - ancora una volta - quanto sia piccolo e storto il nostro punto di vista umano.
    Bellissimo! Da leggere assolutamente.

    ha scritto il 

  • 0

    Io a questo libro un voto non lo voglio dare. Perché è un bellissimo libro, ma io cercavo fantascienza e qui la fantascienza è completamente collaterale e funzionale a un altro discorso. Che però non ...continua

    Io a questo libro un voto non lo voglio dare. Perché è un bellissimo libro, ma io cercavo fantascienza e qui la fantascienza è completamente collaterale e funzionale a un altro discorso. Che però non avevo voglia di leggere e, detto banalmente, non mi interessava.

    ha scritto il 

  • 4

    Picnic sul ciglio della strada. Stalker di Arkadi e Boris Strugatzki

    Il "Picnic sul ciglio della strada" è un libro pubblicato nel lontano 1972, scritto a quattro mani dai fratelli Arkadi e Boris Strugatzki, da sempre considerato uno dei grandi libri della fantascienza ...continua

    Il "Picnic sul ciglio della strada" è un libro pubblicato nel lontano 1972, scritto a quattro mani dai fratelli Arkadi e Boris Strugatzki, da sempre considerato uno dei grandi libri della fantascienza del Novecento.
    La sua fama è cresciuta in maniera esponenziale grazie al film "Stalker" di Andrej Tarkovskij (1979) che ha consolidato definitivamente la produzione di matrice russa legata al genere fantascientifico.
    Dopo la ripubblicazione del titolo da parte di Marco Y Marcos, nella collana economica miniMARCOS, ho deciso di andare oltre la classica formazione asimoviana e capire cosa centrasse un picnic così atipico con gli alieni.

    Gli stessi alieni che dopo una breve sosta sulla terra creeranno sei diverse Zone, nelle quali ogni forma di vita scomparirà e muterà, in seguito al loro rovinoso passaggio.
    Queste Zone saranno la meta degli Stalker, abili cercatori di materiale contaminato (e pericoloso), da immettere nel mercato nero di collezionisti e scienziati. Red Schouart è forse il più abile di tutti, per denaro è disposto a rischiare la vita e attraversare ogni tipo di pericolo. Al tutto ci aggiungiamo una difficile condizione familiare, una nebbiosa (e alienante) ricerca scientifica e intrighi politici non trascurabili. Le carte per tenere il lettore incollato ci sono tutte.
    Lo Stalker è il Sommo Sacerdote, colui che può aggirarsi –senza incorrere nell'ira divina– nella zona più sacra del Tempio: quella del banchetto.

    Ci troviamo di fronte a un capolavoro? Credo di no. Qualche difetto durante la lettura si percepisce. Ci troviamo però, di fronte a un libro che riesce a usare con intelligenza il genere, mandando un messaggio forte con semplicità e potenza.
    Andiamo quindi con ordine.
    La prefazione di Paolo Nori, ci viene in aiuto, approfondendo il concetto di Zona. Cosa mai saranno questi spazi? Forse i campi di lavoro sovietico, i campi di concentramento di Birkenau o i più recenti centri di permanenza temporanea, prova a ipotizzare Nori. Il lavoro simbolico, quasi nascosto dalle idee originali degli Arkadi è più complesso di quanto possa sembrare.

    Continua qui: http://unantidotocontrolasolitudine.blogspot.it/2015/09/picnic-sul-ciglio-della-strada-stalker.html

    ha scritto il 

  • 3

    Ho volteggiato attorno a “Picnic sul ciglio della strada” di Arkadi e Boris Strugatzki (Marcos y Marcos, 222 pagine, 15 euro) per un bel po’ di tempo, affascinata dalla trama e dalla copertina, così a ...continua

    Ho volteggiato attorno a “Picnic sul ciglio della strada” di Arkadi e Boris Strugatzki (Marcos y Marcos, 222 pagine, 15 euro) per un bel po’ di tempo, affascinata dalla trama e dalla copertina, così apparentemente anonima ma curatissima. Ho trovato questo libro in offerta alla Fiera del Libro di Fenestrelle, assieme ad altri libri editi dalla Marcos y Marcos, di cui ho fatto riccamente man bassa. Approfittando del prezzo decisamente esiguo, ho iniziato a leggere il romanzo più famoso dei fratelli Strugatzki con divorante curiosità. Il risultato finale è un consiglio a metà: leggetelo solo se siete davvero motivati e appassionati del genere.

    Continua su ----> https://girodelmondoattraversoilibri.wordpress.com/2015/08/24/arkadi-e-boris-strugatzki-picnic-sul-ciglio-della-strada/

    ha scritto il 

  • 5

    Ci deve essere un motivo per cui la mia fantascienza preferita nasce negli anni del dominio sovietico su quella metà d'Europa definita "oltrecortina". Ci deve essere un motivo per cui da due dei capol ...continua

    Ci deve essere un motivo per cui la mia fantascienza preferita nasce negli anni del dominio sovietico su quella metà d'Europa definita "oltrecortina". Ci deve essere un motivo per cui da due dei capolavori di questa fantascienza ha tratto ispirazione un regista come Tarkovskij per creare dei film che della fantascienza trascendono ogni limite, incuneandosi in un territorio di nessuno fatto di riflessione sulla umanità, sul senso dell'esistenza, sul ruolo della poesia nel mondo. Ci deve essere un motivo se questa fantascienza molto più di quella hollywoodiana ha saputo creare quadri concettuali che sono in breve diventati una parte fissa di ogni immaginario fantascientico che si rispetti. Parlo di Solaris, di Lem, straordinaria riflessione sul concetto stesso di individuo, e dell'altrettanto incredibile La voce del padrone, dello stesso autore, che interroga il significato del linguaggio. E parlo di questo libro, con la Zona e gli Stalker.

    Una cosa che caratterizza questi libri, che li pone agli antipodi della fantascienza patinata di "Guerre Stellari", e la caratterizzazione dell'alieno come un "altro" inattingibile, incomprensibile. Così la civiltà aliena che lascia sulla terra, lungo una strana traiettoria balistica, quattro "Zone" piene di un mondo completamente sconvolto, non lascia altra traccia del suo passaggio se non questo sonvolgimento tanto bizzarro da essere persino incerta la sua natura voluta o casuale: cercano di comunicare con noi, di invaderci, o dedicano a noi solo le attenzioni che durante un picnic noi dedichiamo alle formiche? Gli stalker sono gli avventurieri che sfidano i rischi, spesso letali, di queste Zone per recuperare oggetti di natura aliena da vendere a caro prezzo sul mercato nero. Guidati da brama di guadagno e dal sogno della inarrivabile sfera che tutti i desideri realizza: vello d'oro, lampada di Aladino, tesoro di Morgan. Attorno bambini mutanti, strane catastrofi, una umanità incosciente di giocare a dadi con il suo futuro. Lo stalker migliore di tutti, Red Schouart, è deciso a giocare a dadi con il suo, di futuro, e si lancia in un ultimo viaggio al termine del quale non può che trovare qualcosa di sè.

    Gemma nel libro la lunga discussione tra lo scienziato sempre più ubriaco e il cacciatore di stalker. Discussione che ha palesemente costruito il filo su cui Tarkovski ha costruito la sua versione della storia.

    Questa è la mia recensione n.500 su Anobii e per fortuna è dedicata a un libro così bello, di quelli che ti obbligano a girar la pagina ma anche, ogni tanto, a girare lo sguardo.

    ha scritto il