Piedošana

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Publisher: Atēna

4.2
(7147)

Language: Latviešu | Number of Pages: 394 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) English , Chi traditional , French , Chi simplified , German , Italian , Spanish , Swedish , Catalan , Polish , Slovenian , Portuguese , Finnish

Isbn-10: 9984340864 | Isbn-13: 9789984340869 | Publish date: 

Translator: Silvija Brice ; Cover Design: Jānis Oga

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Book Description
Viskarstākajā 1935. gada vasaras dienā trīspadsmit gadu vecā Brionija Tallisa nejauši ierauga, kā viņas māsa Sesīlija dārzā pie mājas izģērbjas un iekāpj strūklakas baseinā, bet notiekošajā nolūkojas Robijs Tērners - Sesīlijas bērnības draugs, nupat atgriezies no Kembridžas.
Tās pašas dienas beigās dzīve šiem trim cilvēkiem būs mainījusies uz visiem laikiem. Robijs un Sēlija būs pārkāpuši kādu robežu, kuru dienas sākumā nemaz nespētu iztēloties, un kritīs par upuriem mazās meitenes fantāzijai...
Piedošana ir spožs un fascinējošs bērnības, mīlestības un kara atainojums, kura centrā ir dziļš - un dziļi aizkustinošs - stāsts par kaislību un zemapziņas spēku, par kaunu un piedošanu un par to, cik grūti ir izpirkt vainu.
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  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    L'ingenuita' e la presunzione adolescenziali a volte possono colpire cone la foga di un uragano

    Ian McEwan ci lascia a bocca aperta con le sue descrizioni spettacolari in questo romanzo nel romanzo. L'ingenuita' e la presunzione adolescenziali che distruggono non solo una storia d'Amore che non ...continue

    Ian McEwan ci lascia a bocca aperta con le sue descrizioni spettacolari in questo romanzo nel romanzo. L'ingenuita' e la presunzione adolescenziali che distruggono non solo una storia d'Amore che non ha mai potuto propriamente sbocciare ma anche due vite. Eh si', perche' Cecilia e Robbie forse non sarebbero morti se Briony non si fosse inventata tutto. Forse la loro vita sarebbe stata diversa. E anche quella di Lola, sposata al suo carnefice. Ma non succede, perche' l'immaginazione di Briony ha la forza immane di un uragano, con conseguenze altrettanto devastanti.

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  • 5

    come si costruisce una trama

    Espiazione è il libro che mi ha fatto cambiare idea su McEwan.
    Mi respingeva, quel poco che ne avevo leggiucchiato mi aveva lasciato un amaro in bocca insopportabile, un senso di paura e tristezza. In ...continue

    Espiazione è il libro che mi ha fatto cambiare idea su McEwan.
    Mi respingeva, quel poco che ne avevo leggiucchiato mi aveva lasciato un amaro in bocca insopportabile, un senso di paura e tristezza. Invece con Espiazione sono finalmente riuscita a immergermi nella sua scrittura.
    Non mi piace anticipare nulla, quindi cercherò di barcamenarmi nel racconto delle mie impressioni lasciando molti sospesi.
    McEwan ha una qualità impareggiabile: è capace di tratteggiare situazioni e caratteri con poche frasi grazie al modo, allo stile, alla logica con cui queste sono legate tra loro. La trama si svela e si scopre un fotogramma alla volta, fin quando lo scatto sul movimento decisivo non fa luce sulla scena.
    Non c'è un eroe, non c'è un protagonista, ci sono dei personaggi funzionali alla storia, perfetti, senza sbavature e lo snodarsi delle parole atte a costruire la vicenda è fulcro, motore e star.
    Ottima l'analisi psicologica che delinea i caratteri di Briony (la 13enne che deve espiare), di Emily (sua madre) la cui storia ci regala qualche paragrafo di magistrale bellezza, di Lola (la cugina) e di tutti gli altri membri di questa banale, classica famiglia borghese dell'Inghilterra delle grandi magioni di campagna, tra tè, arrosti e personale di servizio. Il libro è diviso in parti, 4 per l'esattezza, e la maestria della penna di McEwan fa di ognuna un racconto compiuto e a sé stante ma comunque indissolubilmente legato agli altri.
    La prima parte è un lungo prologo che serve a presentarci quadro e personaggi e culmina con la vicenda che si fa attendere annunciata da un filo rosso di tensione narrativa srotolato con sapienza tra i saloni della villa e il giardino.
    La seconda parte porta Robbie (il figlio della giardiniera, mantenuto agli studi dalla nostra famgilia Tallis), in guerra. Attraverso i suoi occhi - al cui fondo rimane impressa indelebile la fotografia di Cecilia (sorella di Briony) e delle vicende centrali del romanzo - attraverso quel suo sguardo mai abbastanza indurito dalla vita, incontriamo morte, disperazione, orrore e speranza. Pagine bellissime, ricche di personaggi che passano come meteore nel cuore del racconto ma che lasciano dietro di sé tracce luminose e qualche sorriso.
    La terza parte è la più difficile, Briony è cresciuta, vive con difficoltà la sua colpa ma la sua vita scorre normalmente, come quella di ognuno di noi, come se le sue azioni, così gravi, così definitive, potessero essere archiviate come "errori di bambina". E il bello è che noi ci crediamo, io ci ho creduto, e l'antipatia che inizialmente provavo, piano piano si trasforma in quel legame poco chiaro che spesso si instaura con i personaggi letterari, si finisce per affezionarsi anche a coloro che sbagliano.
    La quarta parte è dedicata alle riflessioni post avvenimenti, ed è una parte liberatoria e dolorosa insieme.
    Ognuna di queste parti potrebbe costituire un breve racconto, pubblicato a sé ma trovarle riunite in un'unica storia, in un unico libro, in un unico corpo e in un unico momento di lettura, rende questo romanzo degno di un voto pieno.
    Forse ma proprio forse, l'epilogo poteva essere più ampio e non escludo che a parlare sia solo la voglia di proseguire nella lettura di queste parole inanellate in un gioiello.
    Buona lettura!

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  • 4

    oggetti facili da rompere, difficili da riparare

    "Perchè il punto era senz'altro questo: lui sarebbe stato un medico migliore per il fatto di aver letto tanta letteratura. La sua sensibilità elaborata gli avrebbe suggerito analisi profonde della sof ...continue

    "Perchè il punto era senz'altro questo: lui sarebbe stato un medico migliore per il fatto di aver letto tanta letteratura. La sua sensibilità elaborata gli avrebbe suggerito analisi profonde della sofferenza, della follia autolesionista o della mera sfortuna che conducono gli esseri umani alla malattia! Nascita, morte e in mezzo un cammino di fragilità"
    Ian McEwan Espiazione
    Ci sono da espiare le colpe assegnate in modo isterico e definitivo da una ragazzina sciocca e viziata. Pagheranno tutti. Alla ragazzina non basterà la vita per estinguere il debito.
    Intenso romanzo di impianto classico, ispirato, ben scritto, coinvolgente, elegante. Alcuni personaggi sono "già visti": l'eroe involontario sotto le bombe della seconda guerra mondiale; le crocerossine improvvisate; gli uomini dediti al lucro riconoscibili da una spudorata bruttezza esteriore. Alcuni intrecci sono "già letti".
    Più interessanti alcuni personaggi secondari: Emily, fragile matrona costretta all'immobilità da feroci emicranie; Lola, adolescente ambigua ed abusata.
    Valgono la lettura, da sole, le descrizioni raffinate di dettagli volgari e insignificanti.

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  • 5

    Solo un pochino lento nei primi capitoli, poi ingrana alla grande e non riesci più a staccarti dalle pagine. Storia davvero amara con un finale ancora più amaro (non aggiungo altro) ma scritta in mani ...continue

    Solo un pochino lento nei primi capitoli, poi ingrana alla grande e non riesci più a staccarti dalle pagine. Storia davvero amara con un finale ancora più amaro (non aggiungo altro) ma scritta in maniera sublime. Penso proprio che mi procureró altre opere dello stesso autore.

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    4

    Il problema in questi cinquantanove anni è stato un altro: come può una scrittrice espiare le proprie colpe quando il suo potere assoluto di decidere dei destini altrui la rende simile a Dio? Non esis ...continue

    Il problema in questi cinquantanove anni è stato un altro: come può una scrittrice espiare le proprie colpe quando il suo potere assoluto di decidere dei destini altrui la rende simile a Dio? Non esiste nessuno, nessuna entità superiore a cui possa fare appello, per riconciliarsi, per ottenere il perdono. Non c'è nulla al di fuori di lei. È la sua fantasia a sancire i limiti e i termini della storia. Non c'è espiazione per Dio, né per il romanziere, nemmeno se fossero atei. È sempre stato un compito impossibile, ed è proprio questo il punto. Si risolve tutto nel tentativo.

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  • 4

    ...e mezza stellina.
    Se McEwan voleva dimostrare l'importanza della storia in un romanzo, a dispetto della ricerca meramente letteraria e stilistica, con me ci è riuscito perfettamente. In più, descri ...continue

    ...e mezza stellina.
    Se McEwan voleva dimostrare l'importanza della storia in un romanzo, a dispetto della ricerca meramente letteraria e stilistica, con me ci è riuscito perfettamente. In più, descrive i suoi personaggi così bene che la giovane Briony è riuscito a farmela detestare non poco, o meglio, non Briony in se tessa ma la sua puerile arroganza dovuta all'inesperienza, o all'ignoranza, da un lato e all'ingenuità di credere di poter disporre delle vite altrui come uno scrittore dispone dei suoi personaggi dall'altro. Il raccontare storie diviene l'unica forma di espiazione possibile: non diventare un'infermiera che si trascina nel rimorso di quanto ha scatenato ma raccontandone le cause finanche arrivando a trasformare la realtà per soddisfare il desiderio degli uomini che, alla fine di tutto, una sorta di giustizia venga ristabilita, evenienza che, purtroppo, nella vita di tutti i giorni accade di rado. Se ne ottiene un romanzo quale gioco di specchi in cui lo scrittore si diverte a precipitare il lettore.

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  • 4

    All’incrocio fra la tragedia classica e il romanzo di formazione. Il fulcro della storia è una ragazzina, Briony, “una di quelle bambine possedute dal desiderio che al mondo fosse tutto assolutamente ...continue

    All’incrocio fra la tragedia classica e il romanzo di formazione. Il fulcro della storia è una ragazzina, Briony, “una di quelle bambine possedute dal desiderio che al mondo fosse tutto assolutamente perfetto”. Le più esposte ai sogni e alla delusione. Tredicenne con la passione per i segreti, Briony tiene un diario chiuso con un lucchetto, e lo scrive in un codice di sua invenzione, ma “niente della sua vita era sufficientemente interessante o scandaloso da meritare di essere tenuto segreto”. Le piace scrivere: nei suoi racconti e nelle sue commedie può riversare tutte la sua immaginazione.
    La sorella maggiore, Cecilia, è tornata a casa dopo gli esami universitari; intrattiene un rapporto teso e ambiguo con Robbie, amico d’infanzia, orfano di padre e figlio della governante, a cui i genitori di Cecilia hanno pagato gli studi. Siamo in una villa vittoriana nella campagna inglese, proprietà della famiglia Tallis, nell’estate del 1935.
    C’è una maestria inafferrabile, una studiata lentezza, nella prosa di McEwan, mentre fa entrare in scena i personaggi, li presenta e li collega fra loro, alludendo a infiniti, possibili sviluppi. Il pathos dell’attesa è costruito con passaggi mirabili: “Negli anni a venire avrebbe ripensato spesso a quel momento” – pensa Robbie, che ha appena scoperto di essere innamorato di Cecilia e sta per incontrarla. Il lettore è spinto a credere che qualcosa di fondamentale stia per succedere. E in effetti succede...

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    Espiazione è stata una delle piacevolissime scoperte fatte grazie alla mia Gnod Challenge: era nella mia wishlist da tempo e ho colto l’occasione al volo. E devo dire non essere rimasta affatto delusa ...continue

    Espiazione è stata una delle piacevolissime scoperte fatte grazie alla mia Gnod Challenge: era nella mia wishlist da tempo e ho colto l’occasione al volo. E devo dire non essere rimasta affatto delusa.
    Il romanzo, opera che si fonda sulla visione del mondo della protagonista di Briony e sui sensi di colpa con cui dovrò convivere, si articola in tre parti: e credo che sia proprio la prima a dimostrare l’abilità narrativa di Ian McEwan. Si tratta infatti del lungo racconto degli avvenimenti concentrati in un’unica giornata: nella casa dove vive Briony, tredici anni, arrivano parenti e amici per una riunione familiare. Briony ha velleità letterarie, e praticamente cerca di imporre ai cugini una piccola opera teatrale che dovranno mettere in scena per quella sera, mentre sua sorella maggiore Cecilia si trova ad affrontare Robbie, il figlio della loro domestica, di cui è innamorata, ricambiata. Suo fratello Leon è accompagnato da un amico, Paul Marshall, che sta facendo una fortuna grazie alle barrette di cioccolato che la sua ditta fornisce all’esercito.
    Di fatto, siamo di fronte a una riunione non molto dissimile da quella che molti di noi avranno fatto per le scorse feste. Ma l’abilità dell’autore sta, secondo me, nel riuscire a raccontare questa giornata densa di avvenimenti e nel riuscire a presentare i personaggi senza stancare il lettore. Sarebbe molto semplice perdersi, e invece il racconto procede e ogni piccolo avvenimento ha un suo ruolo specifico, fino al climax: mentre tutti sono fuori, al buio, alla ricerca dei gemelli fuggiti, Lola, cugina di Briony, viene stuprata.
    E sarà proprio Briony a scagliare l’accusa, a sostenerla con la sua testimonianza anche quando vorrebbe tirarsi indietro: e purtroppo accuserà un innocente, si inimicherà sua sorella Cecilia, aprendo la strada alle due parti successive del romanzo, quelle appunto incentrate sull’espiazione.
    L’espiazione di Robbie, innocente e accusato di un crimine orrendo, senza che nessuno, a parte Cecilia e sua madre, gli creda; Robbie che, per uno sconto di pena, si arruola nell’esercito e tocca con mano gli orrori della seconda guerra mondiale. È questa una parte estremamente intensa, a tratti anche piuttosto cruda nel racconto della fame, dei bombardamenti, della disperazione e del mero sopravvivere a cui si riducono le persone. Sono struggenti le lettere di Cecilia che punteggiano questa parte, l’unica cosa che ha permesso a Robbie di affrontare la prigione e l’unica cosa che lo spinge sempre avanti, fino ad arrivare a Dunkerque per tornare in Inghilterra.
    E poi l’espiazione di Briony, quella più dura e difficile, perché se Robbie ha dalla sua parte l’innocenza e l’amore di Cecilia, Briony non ha più nulla. Le sue aspirazioni artistiche ci sono ancora; scrive, ma non con lo slancio di quando era ragazzina. Il senso di colpa per ciò che ha fatto a Robbie la divora; diventa infermiera, in tempo di guerra, e la vita che deve condurre, il contatto con la sofferenza più fisica e tremenda, è l’altissimo prezzo che paga per quell’accusa che forse ha lanciato senza davvero soffermarsi sulle conseguenze. Sua sorella non vuole perdonarla, la evita; Robbie la detesta, e ne ha ben donde, considerato che gli ha rovinato la vita. E che amarezza scoprire che raccontare la verità, ormai, non servirà a nulla e che l’ingiustizia rimarrà tale, e che uno stupratore rimarrà in libertà a godersi la vita.
    La vera pugnalata, però, è l’ultima parte, quando Briony, ormai settantenne e affetta da demenza, ci racconta che quello è il romanzo con cui ha espiato la sua colpa. Il finale è la cosa più lancinante che io abbia mai letto, e sa così tanto di vita vera che fa quasi male.
    Lo stile dell’autore mi è piaciuto tantissimo, e l’approfondimento psicologico dei personaggi è estremamente interessante; un tocco in più è dato dalla riflessione oserei dire metaletteraria che viene fatta tramite Briony, sul potere che uno scrittore ha sui suoi personaggi.
    In definitiva, credo che sia una lettura che non può assolutamente mancarvi.

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  • 4

    Molto bello...mi ha fatto ritrovare il gusto della grande letteratura...e' scritto molto bene, e credo che parte del merito sia della traduttrice

    said on 

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