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Piergiorgio Odifreddi racconta Gödel e Turing. La nascita del computer e la società dell'informazione

Capire la scienza - La scienza raccontata dagli scienziati, 15

By Piergiorgio Odifreddi

(133)

| Paperback

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Book Description

"Spesso le tecnologie arrivano sulla scena prima della teorizzazione delle loro basi teoriche: si teorizza in seguito, per capire meglio quello che già si è fatto in pratica. Invece con il computer è successo esattamente il contrario: ha avuto prima Continue

"Spesso le tecnologie arrivano sulla scena prima della teorizzazione delle loro basi teoriche: si teorizza in seguito, per capire meglio quello che già si è fatto in pratica. Invece con il computer è successo esattamente il contrario: ha avuto prima una gestione scientifica, e addirittura filosofica, di alcuni secoli, e poi è diventato una realizzazione tecnologica nel Novecento."
Piergiorgio Odifreddi

5 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Utile

    ...e così imparai la storia della mela della APPLE.

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    Kozeroz said on Apr 4, 2012 | Add your feedback

  • 4 people find this helpful

    Ho aspettato questo volumetto per sette settimane, praticamente ho deciso di seguire la collana solo per lui. Com’è andata a finire? Maluccio. Sicuramente è anche colpa mia perché dell’argomento so poco e niente, ma mi aspettavo di riuscire a trarre ...(continue)

    Ho aspettato questo volumetto per sette settimane, praticamente ho deciso di seguire la collana solo per lui. Com’è andata a finire? Maluccio. Sicuramente è anche colpa mia perché dell’argomento so poco e niente, ma mi aspettavo di riuscire a trarre qualcosa di più da queste 96 pagine oltre alla convinzione che la logica moderna è una delle cose che il mio cervello (purtroppo e con somma indignazione del resto del mio corpo) non è in grado di assimilare.

    Ps qualcuno sa consigliarmi qualche buon testo divulgativo sia su Godel che sulla nascita dell'informatica?

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    Genji said on Mar 10, 2012 | 4 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Se c’è uno strumento che è diventato il simbolo della nostra tecnologia, è sicuramente il computer. Rinchiuso fino a trent’anni fa in enormi stanze, lontano dalla portata della maggior parte delle persone, dagli anni Ottanta il computer è stato prota ...(continue)

    Se c’è uno strumento che è diventato il simbolo della nostra tecnologia, è sicuramente il computer. Rinchiuso fino a trent’anni fa in enormi stanze, lontano dalla portata della maggior parte delle persone, dagli anni Ottanta il computer è stato protagonista di una rivoluzione. Oggi molti hanno un computer sulla scrivania, altri hanno in tasca telefoni che funzionano come computer. Sembra che ormai non si possa nemmeno più scrivere senza usare il computer. Ora, il computer è un prodotto tecnologico, e come tale ha alle spalle una scienza. Per ritornare alla sua origine bisogna sempre rifarsi all’antica Grecia e rileggere i lavori di Aristotele e degli stoici. Da Aristotele, si passa nel Seicento attraverso il sogno di Leibniz di meccanizzare il ragionamento, e approda nel Novecento al computer. Si è trattato naturalmente di un lungo processo, che si è avvantaggiato della formalizzazione delle leggi del pensiero operata da George Boole, Gottlob Frege e Bertrand Russell. Ma l’essenza della teoria del computer si trova racchiusa bel risultato epocale ottenuto nel 1931 da Kurt Gödel: il suo famoso teorema di incompletezza. Per cercare di rendere il teorema di Gödel più comprensibile, nel 1936 un signore di nome Alan Turing lo tradusse in termini meccanici, e per fare questa traduzione inventò una macchina di carta che non era, appunto, nient’altro che il progetto astratto del computer come oggi lo conosciamo. Altra figura affascinante anche se poco ricordata nella storia è Augusta Ada Byron nata nel 1815 figlia del famoso poeta Lord Byron che ha contribuito al progresso all’informatica dando un linguaggio per computer ampiamente usato in applicazioni militari e aerospaziali, inoltre stretta collaboratrice e interprete come la definiva Babbage padre dei primi programmi per la macchina analitica. Solo con l’IBM 5150 (1981) si da il nome moderno di PC coniato nel 1974 dalla rivista “Rolling Stone”. Voglio infine riportare la triste storia di Turing morto a soli quarantadue anni. Era omosessuale, in un periodo in cui in Inghilterra l’omosessualità era proibita, anche fra adulti consenzienti. Nei primi anni Cinquanta, una sera egli rimorchiò un ragazzino, se lo portò a casa, e la mattina dopo scoprì che il ragazzino gli aveva rubato dei soprammobili in casa. Turing, molto ingenuamente, andò a denunciare il furto, e disse che credeva che a commetterlo fosse stato il ragazzino che aveva rimorchiato. Così confessò lui stesso un crimine, e fu arrestato, processato e condannato. Ma essendo un eroe di guerra, anche se all’epoca la cosa non era ancora di dominio pubblico, il governo permise al tribunale di offrirgli un’alternativa. Invece di una pena detentiva, gli fu offerta una cura per <<guarire>> dall’omosessualità. Una cura di ormoni femminili, che Turing accettò di fare, ma che gli fece, tra l’altro, crescere il seno e cadere la barba. E lui, a un certo punto, decise che ne aveva abbastanza dell’Inghilterra e dei suoi pregiudizi, e si suicidò. Però era molto legato alla madre. E non volendo che lo venisse a sapere, o potesse pensare, che lui si era suicidato, scelse una via molto strana. Decise di fare come Biancaneve: intinse una mela nel veleno, e la mangiò. Fece quindi apparire un suicidio come un incidente. Ed è proprio questa mela a cui manca un morso, che oggi è diventata il simbolo della Apple, e ricorda il morso che provocato la morte di Turing.

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    Jack said on Mar 6, 2012 | Add your feedback

  • 4 people find this helpful

    Il testo di Odifreddi è come ormai è diventato Odifreddi: enfatico e superficiale. Gli approfondimenti sono invece interessanti e abbastanza vari come, a mio parere, dovrebbero essere vista la scelta editoriale (assai discutibile) fatta.

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    Chicca said on Mar 4, 2012 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Musica per i miei occhi e miele per le mie orecchie, nonché pane per la mia famiglia.

    Dal 1961 ad oggi ho speso più di 100.000 ( centomila ) ore con, su, e per il calcolatore. Nonostante le mie 5 stelle devo fare un severo appunto al curatore Odifreddi e soci. Non è messo in risalto che oltre ai PC esistono anche i grandi calcolatori ...(continue)

    Dal 1961 ad oggi ho speso più di 100.000 ( centomila ) ore con, su, e per il calcolatore. Nonostante le mie 5 stelle devo fare un severo appunto al curatore Odifreddi e soci. Non è messo in risalto che oltre ai PC esistono anche i grandi calcolatori e che dal 1950 ad oggi la IBM è il più grande costruttore di calcolatori, e che negli anni '50 e '60 si definiva questo mercato quello di Biancaneve ed i Sette Nani, in quanto l'IBM faceva più fatturato della somma dei più grandi 7 produttori di HW e SW che la seguivano.
    Aggiungo ( cosa che nel libercolo è ignorato ) che nel 1961 l'IBM ha posto sul mercato il 1401 ( con cui entrai in simbiosi affettiva ) che fu il primo calcolatore commerciale sul mercato mondiale e che fece piazza pulita dei centri di calcolo elettromeccanici. E che il Centro di Ricerca dell'IBM ha prodotto più di un premio Nobel. Ue', Odif, sveglia!
    Aggiungo che Bill Gates non avrebbe creato Windows senza il DOS della IBM.
    P.S. Comunque la mia vera passione rimane la matematica [algebra (teoria dei numeri)].

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    Pantaleo Magrone said on Mar 4, 2012 | 1 feedback

Book Details

  • Rating:
    (133)
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    • 1 star
  • Paperback 94 Pages
  • Publisher: Gruppo Editoriale L'Espresso (La Biblioteca di Repubblica)
  • Publish date: 2012-03-02
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