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Piergiorgio Odifreddi racconta Isaac Newton. La gravità, la luce e i colori del mondo

Capire la scienza - La scienza raccontata dagli scienziati, 5

Di

Editore: Gruppo Editoriale L'Espresso (La Biblioteca di Repubblica)

3.5
(38)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 94 | Formato: Paperback

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Contributi: Niccolò Guiccardini

Genere: Biography , Philosophy , Science & Nature

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Descrizione del libro
"Un giorno, quand'era ormai anziano, Newton raccontò ad un amico come lui si vedeva [...] Disse che, in realtà, dopo aver ottenuto tutti questi eccezionali risultati, ciascuno dei quali avrebbe fatto la fama di uno scienziato, si vedeva semplicemente come un bambino che sta sulla spiaggia in riva al mare. Un bambino che cerca sulla spiaggia dei sassolini e ogni tanto ne trova qualcuno più levigato di altri, con una forma un po' più bella. Ma di fronte a lui sta l'oceano della verità, completamente inesplorato."
Piergiorgio Odifreddi
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  • 3

    Newton è uno scienziato dalle mille sorprese. Nel libro viene definito se non il più grande uno dei tre più grandi insieme ad Archimede e Einstein. Io non sono d'accordo. Ha ottenuto sì dei risultati grandiosi, ma le sue idee teologiche lo han trattenuto dall'esprimersi completamente e soprattutt ...continua

    Newton è uno scienziato dalle mille sorprese. Nel libro viene definito se non il più grande uno dei tre più grandi insieme ad Archimede e Einstein. Io non sono d'accordo. Ha ottenuto sì dei risultati grandiosi, ma le sue idee teologiche lo han trattenuto dall'esprimersi completamente e soprattutto lo han portato ad avere delle opinioni e delle convinzione che definir assurde è poco. Se non fosse stato così tanto religioso, e quindi non si fosse sforzato di non vedere tante cose, probabilmente sarebbe stato veramente il più grande scienziato di tutti i tempi. Oltre alla teologia, anche il suo folle amore per gli antichi è stato di grande intralcio. Possedeva risultati poderosi decine d'anni prima della loro pubblicazione e odiava l'algebra ritenendola inferiore, e nettamente divisa, alla geometria. Leibniz con il suo calcolo differenziale algebrico va stimato molto di più. E non si può obiettare che tutte le sue convinzioni son colpa del tempo in cui è vissuto. I veri scienziati già esistevano e soprattutto, se vuoi esser definito il più grande, devi esser oltre i tuoi tempi, ancor più di quanto non lo fosse Newton.

    ha scritto il 

  • 2

    Fra tutti gli scienziati fin qui descritti nella collana, Newton è sicuramente il più antipatico.

    Nota per il lettore: lo spessore scientifico e filosofico dei miei commenti è inversamente proporzionale alla noia. Continuo ad aspettarmi qualcosa di più

    ha scritto il 

  • 3

    Newton aveva interessi che collimano con i miei ( tranne l'alchimia). In teologia era un po' scarso.

    Credo, nelle sue materie, di saperne più di lui. Non per mio merito, ma solo per i quattrocento anni trascorsi. Con ciò voglio dire che non è possibile paragonare Newton ad Einstein e tanto meno ad Archimede. Ogni epoca ha i suoi grandi scienziati, ed i più antichi sono quelli che hanno avuto ma ...continua

    Credo, nelle sue materie, di saperne più di lui. Non per mio merito, ma solo per i quattrocento anni trascorsi. Con ciò voglio dire che non è possibile paragonare Newton ad Einstein e tanto meno ad Archimede. Ogni epoca ha i suoi grandi scienziati, ed i più antichi sono quelli che hanno avuto maggiori opportunità. Per esempio, se Newton non avesse escogitato il calcolo infinitesimale, ci avrebbe pensato Leibniz. E via scoprendo.
    In quanto al libretto: 20 pagine divulgative e 58 di un articolo pubblicato 13 anni fa e comprensibile solo agli esperti.
    Per la parte divulgativa, molto meglio De Crescenzo. Per la parte scientifica, un euro è ben speso.

    ha scritto il 

  • 3

    Succede a volte, non soltanto nella storia della scienza, ma anche in quella della filosofia, che ci siano scuole di pensiero contrapposte, apparentemente incompatibili tra loro, che vengono poi unificate inspiegabilmente. Pensiamo per esempio all’antica Grecia. Parmenide sosteneva che l’essenza ...continua

    Succede a volte, non soltanto nella storia della scienza, ma anche in quella della filosofia, che ci siano scuole di pensiero contrapposte, apparentemente incompatibili tra loro, che vengono poi unificate inspiegabilmente. Pensiamo per esempio all’antica Grecia. Parmenide sosteneva che l’essenza del mondo era l’essere, che le cose non cambiano nel tempo. Eraclito, all’opposto, sosteneva che tutto scorre, che esiste soltanto il divenire. Essere e divenire sembravano due concetti completamente contrapposti, fino a quando non giunse Aristotele, che riuscì a far dialogare i sistemi di Parmenide e di Eraclito. Un paio di millenni più tardi Kant farà la stessa cosa, quando riuscirà a trovare una sintesi fra due concezioni filosofiche che, di nuovo, sembravano inconciliabili. Da una parte, il razionalismo di Cartesio e Leibnitz, di coloro che per capire il mondo volevano usare solo la ragione. Dall’altra parte, l’empirismo di Locke o Hume, di coloro che per capire il mondo dicevano che bisognava aprire gli occhi, toccare con le mani, fare esperimenti con i sensi. Ebbene, questo accade a volte anche nella scienza. Anche se nella scienza, più che visioni contrapposte troviamo visioni complementari. Nel nostro caso arrivò a un certo punto un personaggio, forse il più grande scienziato che sia mai esistito, che si chiamava Isaac Newton. C’è un famosa espressione di San Bernardo che fu usata da Newton e viene talvolta attribuita a lui: <<Se ho visto più lontano degli altri, è perché sono salito sulle spalle dei giganti>>. I due giganti sulle cui spalle salì Newton erano Keplero e Galileo. E unendo le osservazioni sperimentali di Galileo con le leggi teoriche di Keplero. Egli riuscì a costruire l’edificio della scienza. La meccanica e l’astronomia vennero fuse nei suoi Principia matematica, che divennero l’analogo moderno di quello che erano stati gli Elementi di Euclide per la matematica antica: il libro che racchiude tutto il sapere di un’epoca.

    ha scritto il 

  • 3

    Odifreddi in queste pagine ha mostrato di possedere l'incredibile capacità di complicare a dismisura concetti semplici che potevano essere spiegati in maniera molto più chiara usando la metà delle parole, dubito che se non avessi avuto una conoscenza pregressa degli argomenti trattati questi mi s ...continua

    Odifreddi in queste pagine ha mostrato di possedere l'incredibile capacità di complicare a dismisura concetti semplici che potevano essere spiegati in maniera molto più chiara usando la metà delle parole, dubito che se non avessi avuto una conoscenza pregressa degli argomenti trattati questi mi sarebbero stati chiari.Consiglio quindi di lanciarsi direttamente sugli approfondimenti, che sono ovviamente molto interessanti.

    ha scritto il 

  • 2

    E' ufficiale: Odifreddi è rimasto l'unico al mondo a credere che a Newton sia caduta la mela in testa! Questo, direi, il suo contributo più interessante nel libretto. Le due stelline ai testi di approfondimento, sempre che uno ci arrivi mentre si rotola dalle risate per le minchiate della prima p ...continua

    E' ufficiale: Odifreddi è rimasto l'unico al mondo a credere che a Newton sia caduta la mela in testa! Questo, direi, il suo contributo più interessante nel libretto. Le due stelline ai testi di approfondimento, sempre che uno ci arrivi mentre si rotola dalle risate per le minchiate della prima parte...

    ha scritto il