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Piergiorgio Odifreddi racconta Pitagora, Euclide e la nascita del pensiero scientifico

Capire la scienza - La scienza raccontata dagli scienziati, 1

Di

Editore: Gruppo Editoriale L'Espresso (La Biblioteca di Repubblica)

3.2
(70)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 96 | Formato: Paperback

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Contributi: Imre Tóth

Genere: Philosophy

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Descrizione del libro
"La storia della scienza che stiamo per raccontare inizia molti secoli fa: almeno duemilacinquecento anni, ma probabilmente molto di più. E inizia contemporaneamente alla storia della matematica, che è il linguaggio in cui si esprime la scienza durante i suoi primi passi. Questo linguaggio teorico - forse - permette infatti di descrivere la natura che si trova intorno a noi." Piergiorgio Odifreddi
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  • 2

    Ma che pesantezzaaaaa

    Un libro veramente deludente...ok..é corto, ma a parte la prima sezione in cui Odifreddi racconta e spiega in modo scorrevole le vicende storiche e matematiche, la seconda é un mattone....si tratta di 50 pagine relative agli articoli, postulati e assiomi riportati in notazione assolutamente rigor ...continua

    Un libro veramente deludente...ok..é corto, ma a parte la prima sezione in cui Odifreddi racconta e spiega in modo scorrevole le vicende storiche e matematiche, la seconda é un mattone....si tratta di 50 pagine relative agli articoli, postulati e assiomi riportati in notazione assolutamente rigorosa....FORSE TROPPO.

    ha scritto il 

  • 3

    Illeggibili gli articoli estratti da Le Scienze, soprattutto perché mancano le figure. Mentre sono più scorrevoli gli scritti di Odifreddi.

    La citazione: "Nella vita un po' di irrazionalità è necessaria, ma un minimo è sufficiente."

    ha scritto il 

  • 2

    Che noia..

    Odifreddi ha frullato insieme centinaia di anni di scoperte per rinchiuderle in un'ottantina di pagine striminzite che chiedono tregua, non riuscendo nemmeno loro a star dietro a quell'ammasso di cultura. Alla fine non si sa nulla più di prima. E, peggio ancora, chi prima non ne sapeva niente ora ...continua

    Odifreddi ha frullato insieme centinaia di anni di scoperte per rinchiuderle in un'ottantina di pagine striminzite che chiedono tregua, non riuscendo nemmeno loro a star dietro a quell'ammasso di cultura. Alla fine non si sa nulla più di prima. E, peggio ancora, chi prima non ne sapeva niente ora starà piangendo disperato per l'immensa confusione causata dall'accozzaglia di informazioni che hanno cercato di imprimergli nel cervello. Se non serve a fornire chiare basi a chi non ne ha, e nemmeno ad approfondire la conoscenza di chi qualcosa già ne sa, non capisco il senso di questo libro.

    ha scritto il 

  • 4

    Questa recensione non riguarda strettamente il primo volume, ma l"opera" in generale. Premetto che non mi aspettavo di trovare trattazioni dettagliate sullo stile di PubMed , quindi trovo la semplicità con cui vengono introdotti i personaggi nella prima parte coerente con quello che avevo in me ...continua

    Questa recensione non riguarda strettamente il primo volume, ma l"opera" in generale. Premetto che non mi aspettavo di trovare trattazioni dettagliate sullo stile di PubMed , quindi trovo la semplicità con cui vengono introdotti i personaggi nella prima parte coerente con quello che avevo in mente; si tratta infatti di una raccolta di Repubblica, che deve ovviamente essere comprensibile e di interesse alla maggior parte dei lettori. Per quanto riguarda invece la discrepanza tra la prima parte e gli approfondimenti credo che sia quasi inevitabile nelle prime uscite (soprattutto dove si parla di matematici), non è facile trovare degli articoli che non ripetano ciò che è già stato raccontato in modo semplice all'inizio e nello stesso tempo non siano di difficile comprensione. Ovviamente alcune uscite sono più riuscite di altre però nel complesso, almeno fino alla sesta uscita, ritengo la collana ben riuscita.

    ha scritto il 

  • 4

    L'ho sempre detto io che Odifreddi quando parla di matematica è piacevole! Solo non deve parlare d'altro. Bel libro, chiaro esplicativo e interessante. Qualche errore di stampa qua e là e qualche lettera mancante.

    ha scritto il 

  • 2

    Concordo con altre recensioni: banale la prima parte, quasi specialistica la seconda; veste editoriale povera; ecc. ecc. Ma a 1€ al pezzo andrò avanti, sperando nei volumi successivi dove gli argomenti si faranno più interessanti.

    ha scritto il 

  • 2

    Giudizio sostanzialmente negativo che comprende la scelta editoriale e il contenuto. La prima: un collage di testi già pubblicati altrove, che denunciano i loro diversi scopi (dall'assoluta superficialità del primo ai tecnicismi di altri, peraltro resi difficilmente intelligibili dall'assenza di ...continua

    Giudizio sostanzialmente negativo che comprende la scelta editoriale e il contenuto. La prima: un collage di testi già pubblicati altrove, che denunciano i loro diversi scopi (dall'assoluta superficialità del primo ai tecnicismi di altri, peraltro resi difficilmente intelligibili dall'assenza di figure); un correttore di bozze piuttosto distratto che ha lasciato andare una quantità di refusi francamente eccessivi per 96 pagine. Quanto al contenuto: la parte 'storica' è ridicolmente tirata via, mentre gli approfondimenti sono ripetitivamente dedicati ad argomenti che solo come principio possono essere riportati a Pitagora ed Euclide. Vero è che i miei standard in storia della scienza sono piuttosto alti, però trovo che, con un centinaio di pagine a disposizione, ci si potesse aspettare un testo più organico, certamente non esaustivo ma quanto meno corretto, più esplicito anche nel riferimento alla cultura greca. Sì perché nelle ultime pagine ciò che emerge è che la scelta di iniziare una storia della scienza da Pitagora ed Euclide è una scelta 'di comodo', affermando l'equivalenza della cultura scientifica di ogni epoca e luogo. Beh, le cose non stanno così; non almeno se definiamo scienza quella che sviluppa un proprio metodo d'indagine del mondo. Perché allora non è affatto la stessa cosa se gli egiziani conoscevano il teorema di Pitagora 'a culo' (cioè per via puramente empirica) mentre i greci erano in grado di dimostrarlo per via teorica. Insomma Odifreddi, nella sua smania di scrivere su tutto, ostenta un relativismo culturale fine a se stesso e fuorviante rispetto agli scopi stessi della collana. Che comunque continuerò a comprare e a leggere anche per motivi 'professionali'. Speriamo nei prossimi titoli...

    ha scritto il 

  • 2

    Qual'è il target di mercato di questo libro?

    Sono un appassionato di matematica e, sino a qualche anno fa, anche uno studioso.
    Odifreddi è un divulgatore, e questo gli riesce bene nel primo capitolo, diretto agli analfabeti matematici. Gli altri sono diretti a laureati in matematica o più competenti di questi, tranne il capitolo sulla sezi ...continua

    Sono un appassionato di matematica e, sino a qualche anno fa, anche uno studioso. Odifreddi è un divulgatore, e questo gli riesce bene nel primo capitolo, diretto agli analfabeti matematici. Gli altri sono diretti a laureati in matematica o più competenti di questi, tranne il capitolo sulla sezione aurea, che può essere compreso anche da un diplomato molto appassionato alla materia. A questa promiscuità di indirizzo, si aggiungono alcune sciatterie editoriali, che non possono essere giustificate dal basso costo del libro. 1) Tutta la parte geometrica ( che costituisce la maggior parte del testo ) sarebbe radicalmente più comprensibile se accompagnata da figure. 2) Il proto doveva essere più attento, ed almeno avere fatto la scuola dell'obbligo: ad esempio a pag. 69 c'è un 43 invece di radice di 3 ed una n invece di un pi greco. 3) Anche Odifreddi dovrebbe sforzarsi di divulgare in italiano e non in inglese. A pag. 66 c'é un 'puzzle' usato nel senso inglese di 'problema', mentre in italiano s'intende una figura composta da pezzi non sovrapposti.

    ha scritto il 

  • 4

    Il primo libro della collana è buono, permette di avere una buona conoscenza dell'inizio della scienza e lo fa con collegamenti intelligenti, anche se a volte con un linguaggio difficile. Forse sarebbe stato bello avere più brani originali a disposizione.

    ha scritto il 

  • 4

    Poco più di cinquant'anni fa, nel 1959, C. P. Snow scrisse un famoso libro, che si intitolava Le due culture. Le due culture erano, allora come oggi, l'umanesimo e la scienza. L'umanesimo comprende, come sappiamo, la letteratura, la musica, la pittura, le arti: quello che i greci chiamavano musik ...continua

    Poco più di cinquant'anni fa, nel 1959, C. P. Snow scrisse un famoso libro, che si intitolava Le due culture. Le due culture erano, allora come oggi, l'umanesimo e la scienza. L'umanesimo comprende, come sappiamo, la letteratura, la musica, la pittura, le arti: quello che i greci chiamavano musiké, ovvero tutto ciò che era protetto dalle muse. L'umanesimo è legato al tempo e allo spazio. Se noi ci muoviamo attraverso la storia, oppure se andiamo in luoghi differenti dalla Terra, ci accorgiamo che la musica, la pittura, la filosofia, la letteratura, la religione sono diverse, perché ogni popolo ha le sue. La scienza è l'altra faccia della medaglia, ed è completamente diversa. E' atemporale e oggettiva benché abbia una sua storia. E non dipende da luogo in cui la si fa: in Cina, in Sudamerica, in Africa, in Europa o negli Stati Uniti, la scienza è sempre la stessa. Anzi , le origini della scienza possono essere ritrovate in tutto il mondo. Le grandi culture dell'antichità (i babilonesi, gli egizi, i cinesi, gli indiani e naturalmente gli europei), hanno tutte dato avvio alla ricerca scientifica, ciascuna a suo modo. Spesso si crede che la scienza si appunto nata in Grecia, in un periodo che va tra il 600 e il 500 prima della nostra era. In realtà, questa è semplicemente una convenzione, perché la scienza è nata molto prima. I greci l'hanno ereditata, perlomeno in parte, dagli egizi, dai sumeri e dai babilonesi. La vera novità introdotta dalla scienza greca, è quella che oggi noi chiamiamo <<la dimostrazione>>. I greci, che non erano un popolo totalitario, e avevano inventato tra le tante cose la democrazia, misero quest'ultima al servizio anche della matematica e delle scienze. E lo fecero stabilendo che non bastava annunciare un risultato: bisognava dare, allo stesso tempo, le motivazioni precise che permettevano di credere che esso era corretto. In questo primo libro la scienza viene spiegata presentandoci la storia della matematica passando da Pitagora a Talete, non scordandoci però Euclide.

    ha scritto il